Ho sempre avuto problemi a relazionarmi con le altre persone

Ho sempre avuto problemi a relazionarmi con le altre persone, ho titt'ora pochi amici e ho passato anni (specialmente quelli del liceo) infernali. Ero sempre a casa, triste, depressa, ho pensato anche al suicidio perchè anche nei momenti di pace e tranquillità ad esempio quando nn c'era da studiare x dei compiti in classe quando tutti erano fuori a divertirsi io ero certamente in casa a guardare un film da sola o in giro con i miei genitori, i miei volevano che uscissi e che stringessi amicizia ma io non ci riuscivo perchè pur provandoci non ero simpatica alla gente, ero quella da evitare, quella brutta, antipatica e stupida. Da qualche mese tutto, o quasi, e' cambiato, esco con delle compagne dell'università che ho cominciato proprio quest'anno e devo dire che le trovo fantastiche, coinvolgenti, allegre e cosa più importante io sono simpatica a loroe nn stanno con me solo per convenienza ma perchè davvero le piaccio e vogliono passare del tempo con me. Ora usciamo anche con gli amici di una di queste, siamo un gruppetto in pratica, cosa che io non ho mai avuto. Ora si sta presentando un nuovo problema, fin ora a me sconosciuto, iperprotettività dei miei genitori. In realtà sono sempre stati cosí, se tutti i miei coetanei potevano fare qualcosa io non potevo, ora e' ancora cosí. Tra 2 sett faccio 20 anni, ho il diritto di gestire la mia vita. Loro mi autorizzano ad uscire sono il venerdí e il sabato e devo tornare non oltre l'1 e mezza, a volte anche prima. In settimana secondo mia madre nn si esce perchè si va a lavorare e xkè e' settimana (LEI va a lavorare, io ora dovrei solo divertirmi dato ke il periodo degli esami e' pure finito). Mi sento oppressa, in gabbia senza via d'uscita. Tanto se sto a casa non e' che mi metto a chiacchierare con loro e lo sanno... Dicono che sono passata dal nn uscire mai all'uscire sempre (parolone dato che nn me lo permettono mai), hanno paura che mi succeda qls, pensano che dato ke fino a poco fa nn uscivo mai io n sia al corrente ke esistono ladri, stupratori e killer e che ci sono certe zone da evitare.. A me capita tt questo quando invece i miei amici sono liberi di fare quello che vogliono e di tornare all'ora che prefersicono e senza dover neanxhe chiedere ai loro genitori il permesso per uscire (io devo farlo come minimo al mattino). Io penso che loro dovrebbero solo essere contenti che voglio uscire quando fin poco fa erano loro stessi a farmi sentore in colpa xkè ero sempre in casa e a farmi piangere. Poi sono convinti che io mi faccia comandare a bacchetta dalla gente con cui esco, che non mi imponga, che nn proponga ma i dove andare: allora ho già detto ai miei di sfatare questo mito, io propongo dove andare e gli altri mi ascolta quando faccio delle proposte e ne sono felice, certo nn sempre xkè siamo un gruppo e si devono seguire i desideri di tutti, e' normale credo accontentare tutti. Oltretutto ho una grandissima paura che i miei attuali amici si stuferanno di me che rispondo sempre di no ai loro inviti e che pian piano mi escluderanno lasciandomi in disparte e facendomi tornare ad essere sola senza amici. Quando escono e io non ci sono (a volte in settimana sopratt) lo fanno senza dirmi nulla credo xkè sanno che nn posso uscire... Mi sono persa già tantissime serate e cose divertenti e nn voglio continuare cosí. I miei lo sanno che sono responsabile e affidabile, nn mi sono mai ubriacata o cose simili. Vorrei solamente un po' più di libertà e che mia madre smettesse di dire quell'orrenda frase del “non si esce in settimana“ quando mia sorella che ha 24 anni esce sempre; mia madre giustifica questo fatto dicendo che lei ha cominciato a d uscire tutte le sere solo da quando esce con il ragazzo (e aveva 19 anni COME ME), io a tale sentenza ho risposto che il fidanzato non lo ho (perchè sono brutta non glielo ho detto...)e che quindi questo nn implica che io nn possa uscire. Ho pensato anche di trasferirmi, ma con quali soldi? Oppure di provare per un mese circa a vivere da sola, cioè affiattrmi un appartamento in città a mie spese dicendo loro che devo impaare a vivere da sola e a badare a me stessa. Peró anche qui sono sicura che nn mi lascerebbero mai fare una cosa del genere quando in realtà per legge nin puoi vietare ad un individuo di abbandonare casa propria, nessuno puó farlo (faccio giurisprudenza). Quindi vi chiedo aiuto sul come gestire questa bruttissima situazione che mi sta opprimendo giorno dopo giorno. Grazie infinite.

Gent. Silvia

ciò che mi ha colpito nella sua lettera è il cambiamento (positivo) che Lei è riuscita a mettere in atto. Mi sto riferendo al passaggio da una vita di solitudine ad una vita di relazione. Però qual'è stata la motivazione che l'ha portata a tale cambiamento che i suoi genitori ora non riescono ad accettare quasi fossero rimasti ancorati alla figlia da proteggere? Lei sicuramente ha ragione nel desiderare l'autonomia però ci sono dei passaggi che sarebbero da chiarire.

Cordiali saluti

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Dott.ssaMonica Mazzini

Psicologa, Psicoterapeuta - Brescia

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