Dott.ssa Paola Schizzarotto

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Dott.ssa Paola Schizzarotto

Psicologa

È legittimo?

Buongiorno, Ho 37 anni e lui 35, conviviamo da 2 anni, lui ha già un figlio di 5 anni. Il rapporto con la ex è molto ambiguo, nel senso che vanno d'accordo, anche fin troppo secondo me. Si scrivono tutti i giorni, se ha mangiato il bimbo, se è andato in bagno cosa fanno .. e la buonanotte. Inoltre cercano entrambi di farsi vedere che sono bravi genitori, si fanno complimenti a vicenda.. ma è normale secondo voi? o c'è altro sotto? Lui tra l'altro mi vorrebbe escludere agli eventi pubblici in cui riguardano il figlio, tipo le partite di basket, le recite scolastiche ecc ..perchè secondo lui sono esclusivi dei genitori e a lei darebbe fastidio la mia presenza ... ma il bimbo va d'accordissimo con me, vive serenamente con noi nei giorni "nostri", lo metto a letto anche io per intenderci. Secondo il mio parere entrambi i genitori hanno un senso di colpa all'ennesima potenza nei confronti del figlio che vorrebbero comunque far vivere al bimbo la famiglia del mulino bianco anche se l'hanno distrutta loro. La ex non ha nessun partner, e secondo me ci spera ancora.. (lei è stata quella che ha tradito) il mio ragazzo però che ha una fidanzata (ovvero io) dovrebbe rimarcare di più la mia presenza, dovrebbe evitare di condividere continuamente i momenti e gli attimi con la ex.. Tutto questo m'infastidisce, sento che lui mi ama, ma non mi fido più ciecamente come all'inizio e cerco a volte di leggergli i messaggi. Spesso ne abbiamo parlato, ho chiesto di imporre dei confini con lei, lo fa per un po' ma dopo ritorna.. cosa dovrei fare?

Purtroppo lavorare sugli altri per cambiare la situazione è spesso difficile se non impossibile. Probabilmente dentro di lei non sente la sicurezza di un rapporto, altrimenti non dubiterebbe della situazione con la ex. Mantenere un buon rapporto con la ex per tutelare il ruolo di genitori e quindi i figli, in realtà è un comportamento maturo e ammirevole a cui molti aspirano, spesso invano. Sentirsi quotidianamente denota però al contempo una certa immaturità di ruolo singolo (padre/madre) come se la continua condivisione su aspetti di vita quotidiana che non richiedano per forza uno scambio, si volto più a confermare la loro riuscita nel ruolo genitoriale oppure la loro incapacità. Un pochino meno lodevole anche il fatto che il suo compagno la voglia escludere dagli eventi "pubblici" che riguardano il figlio visto che è la sua compagna da due anni e si occupa del piccolo. Se ha già provato a chiedere spiegazioni al suo compagno senza ottenere benefici, dovrebbe chiedersi come mai rimane in una situazione dove viene sminuita o comunque trattata come qualcosa da nascondere. 

domande e risposte

Dott.ssaPaola Schizzarotto

Psicologa - Padova

  • Autostima adolescenza
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