Dott.ssa Paola Schizzarotto

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Dott.ssa Paola Schizzarotto

Psicologa

Non riesco a tollerare la figlia del mio compagno

Salve, convivo da 4 anni con il mio compagno e la figlia 22enne, vive 24h con noi. Ho provato all'inizio ad instaurare un rapporto con lei, ma dopo aver capito che mi rispondeva con 2 parole, non partiva mai da lei un iniziativa, ho capito che forse non le andava. Purtroppo però io la percepisco sempre come un' intrusa in casa. Sentendola lontana da me, mi innervosisce tutto quello che fa. Ha un carattere totalmente diverso dal mio, mette sempre lei al primo posto prendendo spazio. Esempio si fa lei la lavatrice solo del suo bucato, ne fa quasi tutti i giorni. Poi vuole metter e lo stendi biancheria in sala perché in inverno il bucato non le si asciuga ma a me non piace tenere lo stendi biancheria in sala. Il padre gli ha detto che non può tenerlo in sala e allora lo mette in camera sua. Le lavatrici devo studiarmele per non incrociarmi con lei, lo stendi biancheria io ho solo un lato disponibile, poi ho un altro a soffitto che uso. Ammetto che mi da fastidio la sua presenza, sto bene quando lei non c'e', non mi piace come parla perché tutto le dovuto, esiste solo lei, per lei bisogna comprare solo merce di marca, chiede dove compriamo la frutta, se gli viene voglia di patate al forno se le fa e mi ingombra mentre io cucino. Una persona per niente nelle mie corde, se non fosse perché abbiamo in comune il padre la terrei ben lontana, vorrei che fosse lontana da noi km. Con il mio compagno va tutto alla grande, il problema che litighiamo per la figlia. Ho anche pensato di andare a vivere per conto mio ma continuando la nostra storia in case diverse, ma lui non è d'accordo, io non voglio chiudere la mia storia, però vivere con lui adesso vuol dire vivere 24h anche con lei. Come posso gestire questa mia intollerabilita' e vivere meglio questa convivenza con la figlia?

Gentile signora

Mi permetto di dirle che l'intrusa non è la figlia ma lei. Lei è entrata nel loro nucleo familiare, e spetta a lei adeguarsi alla situazione, se se la sente e se ci riesce. Anche se le modalità della figlia non le piacciono e la infastidiscono, all'aspetto educativo ci pensano il padre e la madre. Lei ha un altro ruolo ed è suo compito tenerlo ben distinto. Non puó e non deve chiedere al suo compagno di prendere posizioni o in qualche modo di intervenire verso sua figlia quando fa qualcosa che dà fastidio esclusivamente a lei. Il problema non credo sia lo stendino, ma la rottura di un equilibrio che era convinta di aver trovato con il suo compagno. Il fatto che lei non è più esclusiva, ma deve dividere il posto con la figlia. Perché ha bisogno di un rapporto totalizzante? Perché ha bisogno di esistere solo lei per il suo compagno? Ciò che vede nella figlia, molto probabilmente è ciò che lei porta dentro di sé. L'idea di andare a vivere per conto suo è buona, perché questo le permetterà di avere i suoi spazi esclusivi, ma mantenere un buon rapporto con il suo compagno e poi chissà, anche con la figlia le cose potrebbero cambiare. Anche se lui è contrario dovrebbe chiedersi per quanto tempo lei riuscirebbe a reggere questa situazione e che effetti a lungo termine questa frustrazione che prova, porterà alla vostra relazione. 

domande e risposte

Dott.ssaPaola Schizzarotto

Psicologa - Padova

  • Autostima adolescenza
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