Dott. Paolo Zucconi

Dott. Paolo Zucconi

Neuropsicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo

Come gestire la situazione con questo ragazzo portatore di un grave handicap?

Salve Ho 28 anni e di recente sono stato contattato da un ragazzo, portatore di un grave handicap sia fisico che mentale, che frequentava con me una delle associazioni scout della mia città. Ai tempi, circa 14 anni fa, si legò particolarmente a me visto che ero l'unico che non lo prendeva continuamente in giro ecc. Una volta uscito dall'associazione non l'ho più sentito, salvo qualche sporadico contatto da parte sua (auguri di Natale o Pasqua), nel quale continuava a dimostrare un certo attaccamento nei miei confronti. Di recente, tramite facebook e whatsapp mi contatta e mi chiede di uscire; io accetto, facciamo una passeggiata e una chiacchierata. Da allora ha iniziato a cercarmi con una certa insistenza, rinnovando le richieste di uscita ecc. Ora, non sono un ipocrita, e dico subito che la cosa mi secca e non poco. Se esco lo faccio solo per pietà della sua condizione di disabile, della sua solitudine e della sua situazione familiare. Dall'altra parte mi vergogno fortemente del mio sentimento di repulsione nei confronti di questo ragazzo, il quale ha tutto il diritto di avere una vita relazionale come qualsiasi ragazzo della sua età. Per quanto mi riguarda, sono una persona abbastanza solitaria, ho pochissimi amici, relazioni familiari buone solo in apparenza, e per 10 anni ho combattuto con disturbi della sfera sessuale, che solo da poco e con enorme fatica sono riuscito a superare, grazie anche ad un percorso psicoterapeutico. Sto ultimando i miei pessimi studi universitari e da poco ho cominciato a lavorare, cercando di prendere una direzione e ricominciare a vivere dopo tutti questi anni di totale sbandamento. Vorrei qualche consiglio su come gestire la situazione con questo ragazzo, questa amicizia del tutto ipocrita da parte mia, senza ferire i sentimenti di nessuno, né i miei, né soprattutto i suoi. Vi ringrazio per la pazienza.

Egregio signor Marco.

l'alternativa alla consulenza specialistica  personale (sempre molto più efficacie , soprattutto se mirata e personalizzata) è la cosidetta "consulenza psicologica a distanza". L'alternativa è nulla. 

A volte tale consulenza è offerta telefinicamente e a volte tramite email dopo avere ben conosciuto il problema nei suoi particolari.

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Dott.ssaPamela Rigotti

Psicologo, Psicoterapeuta - Gorizia

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