Travestirsi da donna
Buongiorno, sono un uomo felicemente sposato di 66 anni, amo le donne e non ho mai avuto pensieri omosessuali. Premetto che essendo un libero professionista ho un piccolo ufficio dove lavoro da solo. Tempo fa, e parlo di circa una decina di anni fa, per gioco ho indossato capi femminili, ricordo benissimo la piacevolissima sensazione provata e questo mi ha portato a volerlo rifare e rifare ancora fino al punto di avere il bisogno di indossare capi femminili non appena entro in ufficio e poi inizio il mio lavoro. Nel tempo ho acquistato tanti capi, abiti corti, lunghi, minigonne, pantacollant etc, varie scarpe con tacco alto per essere giuste con il vestito, ho persino acquistato protesi in silicone per il seno. Quando indosso capi femminili mi sento "bene", a mio agio. C'è però una cosa che mi sconvolge: ho notato che durante le attività normali che svolgo nel mio ufficio i miei movimenti, il modo di accavallare le gambe o stare seduto, il modo di chinarsi per prendere qualcosa e altro sono più "femminili", inoltre mi viene spesso, anzi molto spesso, la forte tentazione di sentirsi donna fino in fondo immaginandomi in un rapporto con un uomo. Ovviamente non l'ho mai fatto ma questo stato mentale mi fa paura! e a volte rifuggo l'idea di travestirmi per timore di quelle sensazioni! Ho letto che molti uomini provano eccitazione nel travestirsi da donna, io no! anzi il mio pene è come se si riducesse. Grazie
Buongiorno, il piacere da parte di uomini ad indossare abiti femminili è un aspetto molto interessante della sua personalità e non c’è nulla di cui preoccuparsi. Le sue sensazioni, il suo modo di sentirsi andrebbe ascoltato perché ha sicuramente un senso nell’evoluzione della sua vita. Un sentire che non può essere taciuto o represso, né lasciarlo agire senza aver operato prima una ricerca di un senso. Perché farsi sommergere è altrettanto sconsigliabile quanto tacerlo. Potrei usare mille termini tecnici per definire questa sua pratica, ma resterebbe una etichetta che non servirebbe a nulla, se non a rafforzare l’agito togliendo spazio alla pensabilità. Dovrebbe trovare dentro di sé il coraggio di affrontare un percorso terapeutico che l’aiuterebbe in un processo di comprensione e di trasformazione.