Dott.ssa Raffaela Pompei

Dott.ssa Raffaela Pompei

Psicologo, Psicoterapeuta

Mia figlia ormai da anni è in forte conflitto con me e con la sorella malata

Buongiorno, sono mamma di 2 ragazze di 13 e 16 anni:la più grande, Gaia, ormai da anni è in forte conflitto con me e con la sorella (malata renale dall'età di un anno). Il papà delle ragazze non vive qui in quanto ci siamo separati nel 2004 e lì sono iniziati i problemi: il rendimento di Gaia è crollato, alle medie è stata bocciata 2 volte e ora (nonostante 3 anni di incontri con una psicologa) la situazione pare essere ulteriormente peggiorata: mi dice continuamente che è più affezionata agli altri che a me, che io ce l'ho sempre con lei e che non devo interessarmi alla sua vita. Non è per niente femminile (anzi sembra proprio una scaricatrice di porto) e quando gliene parlo mi dice che devo accettarla per come è (ma lei è la prima a non accettarsi visto che pur essendo femmina si veste e si atteggia da maschio). Non ha molte amicizie: le poche amiche che aveva l' hanno messa da parte perchè secondo loro è troppo infantile: è come se fosse una dodicenne nel corpo di una sedicenne con ragionamenti da 12enne. Mia figlia minore ha paura che le possa fare del male di notte (le minacce sono all'ordine del giorno e ha già buttato giù un vetro in casa): spesso quando mia figlia minore è ricoverata al Gaslini e io sono là con lei, Gaia si rifiuta di venire a trovarla e se viene dimostra disinteresse. Io non so veramente più cosa fare (ogni volta che le dico qualcosa mi salta agli occhi). Non voglio la figlia perfetta ma vorrei che almeno fosse serena per poter vivere tranquillamente avendo un dialogo con lei. Tutti mi dicono che le passerà, ma nel frattempo devo lasciarla a sé stessa? Mi aiuti a capire la prego. Grazie se vorrà rispondermi.

Buonasera,

Gaia é un'adolescente in fase di crescita; un'adolescente con una seperazione alle spalle di cui, probabilmente, porta ancora i segni; un'adolescente con una sorella minore malata, con cui ha dovuto condivedere l'attenzione e l'affetto dei propri genitori. Non possimo sapere quale sia il carico emotivo che questa ragazza porta dentro di sé … certamente l'età adolescenziale, che per definizione, è già di per sé un periodo di “crisi evolutivo” avrà amplificato i suoi momenti di sbandamento e confusione, accrescendo così, sia i conflitti interni, che verso le persona che gli stanno accanto.

Gaia sta vivendo grandi cambiamenti che riguardano la sfera fisica, psichica, ormonale, affettiva, è il periodo della ricerca della propria identità sessuale, dell'individualità e dell’indipendenza. Questo può portare ad atteggiamenti di ribellione e aggressività; in realtà l'aggressività di Gaia riguarda il suo processo di  crescita, non il rapporto affettivo con lei o con la sorella. Gaia non ha smesso di voler bene, ma al momento ha altre priorità: prima fra tutte riconoscersi non più come figlia  ma come essere indipendente; vuole "camminare con le sue gambe" e per fare questo ha bisogno di “cadere” e di sbagliare, proprio come quando da piccolina ha imparato a camminare da sola Quello che può fare, quindi, è e continuare a farle sentire la sua presenza costante ed essere pronti all’ascolto, darle affetto, attenzione e dimostrare il proprio interesse; questo è importante per instaurare una buona relazione affettiva.

Una maggiore apertura al dialogo ci permetterà di capire bisogni, dubbi e necessità dei figli e non quello di cui noi pensiamo abbiano bisogno.

Il dialogo e il rispetto reciproco sono le regole fondamentali per evitare di incrinare il rapporto in modo irreparabile.

Castighi e reazioni autoritarie rischiano invece di provocare l’effetto opposto poiché creare  la frustrazione nei figli non farà altro che farli reagire in modo altrettanto radicale.

La soluzione ideale è quindi quella di porre poche regole generali di comportamento, da rispettare in ogni caso, piuttosto che cercare di limitare e controllare ogni aspetto della loro vita quotidiana, ma sopratutto porsi come esempio positivo, avere idee chiare noi stessi, su cosa è giusto e cosa è sbagliato, perché se i figli si accorgono di incoerenze o contraddizioni, perderanno tutta la fiducia in noi.

Le faccio i miei più calorosi auguri.

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Dott.ssaMonica Mazzini

Psicologa, Psicoterapeuta - Brescia

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