Non riesco a costruire rapporti davvero profondi
Salve, sono una donna di 37 anni che viene da una famiglia con grandi problemi di affettività e comunicazione. Un padre violento nel corso dell’infanzia, emotivamente inesistente da decenni. Una madre infelice, con una vita fatta di rinunce personali per accudire i figli, che come il marito non sa abbracciare né raccontare ciò che sente dentro. Forse anche per questo, dopo diverse storie alquanto apatiche con uomini, ho sperimentato relazioni con donne. Ho vissuto con loro rapporti molto passionali, dove però la passione si accendeva quanto più le mie partner mi sminuivano. Era una rincorsa, la mia. Poi è arrivata lei: una ragazza dolcissima, matura, desiderosa di costruire. E io ho voluto provarci con tutta me stessa, cercando di sfidare le mie paure mentali. La mia famiglia rifiuta la mia omosessualità; il mio contesto di lavoro è religiosamente connotato per cui non posso esternizzare questo rapporto. Forse anche per questo, e pure perché abbiamo scelto di provare a convivere, sono ore nell’angoscia. Non so più cosa sento. È come se non mi permettessi di vivere spontaneamente, in profondità, questa storia. Forse ne ho paura. Ma mi chiedo: l’amore non dovrebbe travolgere? Perché a me hanno travolto solo cose disfunzionali e non questa, che sembra così bella? Non voglio assolutamente perdere ciò che intuitivamente immagino possa portarmi finalmente la felicità che merito. Potete aiutarmi a capire meglio?
La ringrazio per aver condiviso qualcosa di così importante. Da ciò che racconta, sembra che l’intimità per lei sia legata a vissuti complessi: crescere in un contesto poco affettivo o doloroso può portare a percepire come “familiare” un amore intenso ma instabile, e come più difficile da riconoscere e vivere un legame sano. Per questo, ciò che sta accadendo oggi non indica necessariamente che “manca qualcosa”. Al contrario, una relazione più stabile e rispettosa può non travolgere come quelle disfunzionali, ma proprio per questo può attivare paura, incertezza o senso di estraneità. Anche il contesto in cui vive, poco accogliente rispetto alla sua relazione, può contribuire alla sua angoscia. Più che chiedersi cosa prova “nel modo giusto”, potrebbe essere utile esplorare cosa le succede quando si avvicina a qualcosa di buono e possibile per lei. Se lo desidera, possiamo approfondire insieme questi aspetti.
Un caro saluto