Dopo la scomparsa di mio marito la sera dopo il rientro realizzo la solitudine e mi assale l'angoscia

Buonasera, sono ancora a chiedere aiuto, questa volta per me. Subito dopo la perdita di mio marito, ho dovuto affrontare e risolvere tutti i problemi burocratici ed economici,concentrarmi sulle reazioni dei miei figli, A detta di tutti ho avuto una forza e una determinazione notevole. Adesso che ho risolto tante cose mi trovo a rivivere il periodo della malattia giorno per giorno, nella sequenza dei fatti come sono avvenuti... sento più la mancanza adesso che non nei mesi successivi alla sua scomparsa. Sono sprofondata in crisi di pianto e sconforto, soffro anche della lontananza dei miei filgi per studio. in modo particolare la sera dopo il rientro realizzo la solitudine e mi assale l'angoscia. Non riesco più a dimostrarmi serena con i miei ragazzi e a trasmettere loro sicurezza.
Cara Barbara, purtroppo lei sta attraversando quel momento in cui, "terminata l'emergenza" delle tante cose da gestire e risolvere, si ritrova a fare i conti col ritorno alla vita di tutti i giorni. Ed è proprio nel ritorno alla routine che realizziamo fino in fondo che la nostra vita non sarà più la stessa. Mi sembra di capire che la sua preoccupazione per il fatto di dover "trasmettere sicurezza" ai suoi figli le crei però qualche problema. Non conosco l'età dei suoi ragazzi, ma se sono fuori per studio, immagino siano intorno ai vent'anni circa. Mi permetto di dirle che credo sia arrivato il momento in cui lei può finalmente concentrarsi sul SUO dolore e sulle SUE reazioni, dopo aver gestito con tanto coraggio il dolore e le reazioni dei suoi figli. Credo che i suoi figli abbiano un'età tale da poter capire che loro hanno, sì, perso il padre, ma lei ha perso il compagno della sua vita, il migliore amico, il complice, la persona che amava al punto di aver scelto di invecchiarci insieme... "A detta di tutti ho avuto una forza notevole", scrive lei. Ecco, adesso invece ha tutto il diritto di mostrarsi fragile e di non vergognarsene, né di sentirsi in colpa perché qualcuno potrebbe vederla meno forte. Non viva con angoscia il riaffiorare della sua fragilità: non c'è niente di sbagliato o di deludente nell'esprimere il proprio dolore. Che decida o meno di condividere questi sentimenti coi suoi cari, almeno con se stessa si senta libera di viverli e di lasciarli andare. Ami se stessa, si consoli come può, si coccoli come meglio crede, perché questo è il momento in cui LEI ha bisogno di di vicinanza e consolazione.
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Dott.ssaPamela Rigotti

Psicologo, Psicoterapeuta - Udine - Gorizia

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