Il mio approccio

Nelle sedute mi muovo nell’ottica della psicologia quantistica con l’intento di integrare i differenti livelli con cui è possibile semplificare l’essere umano: biologico, emotivo, mentale e della coscienza-spirito.

In tale prospettiva l’attività mentale è il ‘processo creativo’ con cui creiamo la realtà, sia interna che esterna: il soggetto e l’evento sono un tutt’uno inscindibile, così come lo sono il ballerino ed il ballo, l’osservatore e l’osservato, la materia e lo spirito. L’universo è in uno stato di creazione continua, in tale istante si sta generando e quindi noi, più che creature siamo creatori della realtà.

Tale approccio si avvale anche del ricorso a quelle tecniche (respirazione yogica, esercizi di distensione muscolare, mantra, immagini interiori guidate, ecc…) che aiutano ad andare oltre il tempo psicologico lineare, strettamente connesso coi traumi del passato e con le aspettative di un futuro che crea dipendenza e disagio, a vantaggio di nuovi processi neuronali, biochimici e bioelettrici che portano salute alla psiche e al corpo.

Dove utile e/o necessario ricorro anche a tests e questionari riconosciuti dalla comunità scientifica internazionale.

Sostegno psicologico

"Ciò che dobbiamo imparare a fare lo impariamo facendolo"

I colloqui psicologici si propongono di sostenere le persone nei momenti di disagio o difficoltà e di orientarle verso percorsi finalizzati al loro superamento.

Tale servizio si rivolge a chiunque senta l’esigenza di confrontarsi con un esperto per ricevere informazioni rispetto a specifici temi e indicazioni per la gestione di situazioni considerate difficoltose.

Lo psicologo aiuta , con interventi e domande, a trovare le proprie soluzioni e a fare le proprie scelte, attraverso una maggiore consapevolezza di cosa fa soffrire, del proprio sentire emotivo e corporeo, cosa desidera, cosa ostacola il percorso verso le proprie mete, cosa crea conflitto interiore.

Il primo colloquio è conoscitivo, utile per iniziare a focalizzare la situazione problematica e a conoscere ulteriori aspetti familiari e personali dell’utente.

Ambiti di intervento

  • Sostegno psicologico (difficoltà relazionali; Tecniche immaginative e di rilassamento; stress; disagio emotivo)
  • Training autogeno
  • Terapia psicologica breve
  • Somatic experiencing
  • Elaborazione del lutto

Training Autogeno

"L’uomo è uno scolare e il dolore è il suo maestro"

E’ una tecnica di rilassamento che consente di prevenire e ridurre la tensione psicofisica, di ripristinare uno stato di calma e di recuperare energia riequilibrando lo stato neuro-vegetativo.

Elaborata nel 1932 dal neurologo J. H. Shultz, consta di sei facili esercizi di provata efficacia e non comporta effetti collaterali, a differenza degli psicofarmaci.

Tali esercizi, praticati correttamente e costantemente, portano al miglioramento o alla scomparsa di molti disturbi tra i quali: stress, ansia, attacchi di panico, insonnia, stanchezza, bruxismo, disturbi gastrointestinali, dolori muscolo tensivi.

Utile anche per chi, in buona salute, desideri migliorare la propria qualità di vita, le proprie prestazioni ( scolastiche, professionali, sportive), la concentrazione e la memoria.

Il percorso può essere individuale o di gruppo.


IL MODELLO DI TERAPIA BREVE STRATEGICA

La psicoterapia breve strategica (TBS) è un approccio alla soluzione dei problemi psicologici fondato su un impianto teorico ( gruppo di Palo Alto; Paul Watzlawick e Giorgio Nardone, presso il Centro di Terapia Breve Strategica di Arezzo) e prassi applicative in costante evoluzione oltre che validate scientificamente, con esiti positivi dell’applicazione del modello che si attestano sul 88% dei casi trattati con efficacia ancora più elevata per i disturbi fobici-ossessivi dove raggiunge il 95%.

Quando ci troviamo di fronte a una difficoltà - personale, relazionale o professionale - la prima cosa che ci viene da fare per risolverla è utilizzare la strategia che ci sembra appropriata perché ha funzionato in passato per difficoltà simili. Talvolta, però, essa non funziona come ci saremmo aspettati. E questo ci porta a intensificare i nostri sforzi in quella direzione, perché la soluzione pensata ci appare ancora la più logica, ovvia, o l’unica possibile. Questi tentativi di soluzione spesso sono riconosciuti dall'interessato come non funzionali, ma nonostante ciò non si riesce a fare altrimenti. Alla lunga, si sviluppa sfiducia nella possibilità di un cambiamento della situazione problematica.

Per questo motivo l'intervento strategico si focalizza fin dall'inizio sul rompere il circolo vizioso che si è stabilito fra tentate soluzioni e persistenza del problema, lavorando sul presente piuttosto che sul passato, su come funziona il problema piuttosto che sul perché esiste, sulla ricerca delle soluzioni piuttosto che delle cause, con risultati duraturi e non superficiali o esclusivamente sintomatici.

In questo modo la persona acquisisce la capacità di fronteggiare i problemi senza rigidità, sviluppando un repertorio di diverse possibili strategie risolutive, in tempi brevi rispetto ad altri approcci psicoterapeutici.

(tratto dal sito web del Centro di Terapia Breve Strategica)

Elaborazione del lutto

"Soltanto coloro che evitano l’amore possono evitare il dolore del lutto. L’importante è crescere, attraverso il lutto e restare vulnerabili all’amore" - J. Bratner

Perdere una persona cara ci mette in contatto con la caducità della vita e col senso di impotenza che ci investe quando nulla si può fare per evitarne la morte. La reazione al lutto è personale, tuttavia è possibile individuarne delle fasi il cui evolversi può essere ostacolato dalle risorse disponibili ( interne, esterne). Ogni persona si soffermerà maggiormente su alcune di queste in base alla propria esperienza e al proprio sistema di valori.

Talvolta questo percorso si blocca e la persona non riesce più a riprendere in mano il proprio cammino. Chiudere in un cassetto emozioni difficili e dolorose, far finta che non sia accaduto nulla, o restare imprigionati nel dolore rischia di cronicizzare una situazione che diventa una premessa per patologie più invalidanti.

In questi casi è utile chiedere aiuto, un aiuto professionale. Il numero di incontri può variare da 2-3 fino a circa 10.

Somatic experiencing: imparare dalla natura a guarire il trauma

Somatic Experiencing  è un potente metodo di lavoro psico-fisiologico, sviluppato dal dott. Peter Levine, per il trattamento e la prevenzione dei traumi in tempi brevi; è basato sull'osservazione degli animali che, sebbene abitualmente esposti a pericoli, raramente restano traumatizzati; meccanismi biologici innati permettono loro di tornare alla normalità dopo un'esperienza estremamente "forte" in cui è stata in pericolo la loro stessa vita. 
Il contributo più significativo di Somatic Experiencing® è la comprensione che ciò che accade nell’evento traumatico non è meramente psicologico, ma una complessa reazione fisica, neurologia e psichica. La risoluzione del trauma risiede nel completare e scaricare i processi fisiologici piuttosto che nel ricordare o ripercorrere l’evento. 

Il trauma non risiede nell’evento, ma nella fisiologia del corpo.

Le reazioni che avvengono nell’evento traumatico sono essenzialmente istintive, sono controllate dal tronco cerebrale e non possono essere influenzate con l’intelletto o la volontà. Questo spiega come mai gli approcci cognitivi ed il lavoro con le emozioni possono, forse, migliorare alcuni sintomi ma non possono essere d’aiuto a dissolverli. 

Quando abbiamo successo, il nostro corpo trova le sue vie per ritornare allo stato di equilibrio. Se l’evento ci lascia invece con un senso di essere stati sopraffatti, di sfiducia e di incapacità a difenderci, allora l’energia di sopravvivenza mobilizzata per la lotta o la fuga, non ha letteralmente un luogo in cui dirigersi per scaricarsi e finisce così convertita in sintomi. 

Trauma sta nella risposta biologica incompleta ad una minaccia alla nostra vita.

Il terapista aiuta il cliente a fare la spola fra piccoli pezzi di materiale traumatico e le risorse di supporto. 

Stabilizzando le risorse, andando lentamente, passo dopo passo, sostenendo il cliente a percepire gli effetti nel corpo, si aiuta a costruire nuove esperienze interiori e si supporta il sistema nervoso nel lasciar andare l’eccesso di attivazione. 

Le persone possono gradualmente elaborare l’esperienza traumatica e riconquistare una continuità del Sé. SE® è un approccio basato sul contenimento: non promuove catarsi, aiuta la persona a passare dalla frammentazione all’integrazione. 

tratto dal sito www.somatic-experiencing.it