Dott.ssa Simonetta Sodo

Dott.ssa Simonetta Sodo

Psicologo, Psicoterapeuta

Mi sento persa e in una situazione senza uscita

Buongiorno gentili dottori, sto vivendo un periodo molto pesante in questo momento: qualche mese fa ho tradito il mio compagno e lui è venuto a saperlo tramite delle mie chat con un'amica. Ci siamo immediatamente lasciati (convivevamo), ma nelle settimane successive ci siamo cercati costantemente. Pensavo che da parte sua ci fosse ancora il desiderio di stare con me, visto che neanche lui voleva lasciarmi andare. Ora passati dei mesi, in cui ci siamo trovati di nuovo a convivere, ma a suo dire senza "stare insieme di nuovo", lui non riesce a superare il tradimento: mi ha detto che non ha più alcuna fiducia nei miei confronti e che devo lasciare il mio lavoro per rimanere sempre a vista, devo cancellarmi dai social network e soprattutto linkedin perché non devo lavorare mai più. Mi dice che lui mi sta accettando nuovamente, ma mi chiede qualcosa in cambio: altrimenti sarei un'egoista che ha ottenuto di nuovo lui e non perde niente in cambio. Io mi ritengo una persona ragionevole, ma non riesco a lasciarlo andare: ho creduto e credo di voler stare con lui tutta la vita, e in questo momento sto mettendo in dubbio me stessa: davvero il mio lavoro vale più di noi? Sono troppo testarda? Mi sento persa, a un passo dalla felicità, che non riesco ad avere per colpa mia. Non vedo più alcun futuro felice per me stessa, ne con lui (ma rinchiusa a casa) ne senza di lui (non riesco ad immaginare un'altra persona o una famiglia che potrei avere senza di lui) - sento che vorrei solo dormire per sempre o cadere in coma. Ho fatto dei pensieri negativi in questi giorni, penso continuamente a come poterei farla finita in fretta e senza dolore. Mi sento persa. Dovrei semplicemente accettare le conseguenze del mio gesto e vivere la nuova vita chiusa in casa? Sto molto male.

Gentile ragazza, capisco la sua sofferenza ma, per prima cosa mi fare una domanda “

Perché ho tradito”?

l tradimento può essere legato a bisogni insoddisfatti, difficoltà comunicative, ricerca di riconoscimento, ambivalenza affettiva, difficoltà a interrompere una relazione o dinamiche personali. È importante esplorare anche la responsabilità individuale.

“Cosa mi mancava o non tolleravo nella relazione, cosa ha messo in discussione provocando un suo conflitto interno”?

Poi ne parlerei con il suo compagno e, credo, dovrà mettersi in discussione perché un tradimento ha sempre una motivazione…di qualsiasi genere.

La fiducia si ricostruisce attraverso responsabilità, trasparenza concordata, dialogo e reciprocità, non attraverso la privazione della libertà dell'altro.

Mi colpisce la sua frase “Non riesco a immaginare un'altra persona o una famiglia che potrei avere senza di lui».

Una domanda: Che cosa rappresenta quest'uomo per te, al punto che l'idea di perderlo diventa insopportabile anche quando stare con lui comporterebbe rinunciare a parti importanti della tua identità?»

La inviterei a riflettere sulle richieste che le sono state rivolte e su quanto queste possano essere compatibili con una relazione fondata sul rispetto e sulla reciprocità.

Credo sia importante che lei possa interrogarsi sulla propria capacità di distinguere ciò che prova per il suo compagno dal bisogno, forse molto forte, di non perderlo a qualsiasi costo.

Una relazione può attraversare una crisi profonda, anche in seguito a un tradimento, ma la ricostruzione del rapporto non può passare attraverso l'annullamento dell'identità, dell'autonomia e della libertà di uno dei due.

Lei ha certamente una responsabilità rispetto a ciò che è accaduto, ma questo non significa dover rinunciare alla propria dignità e ai propri spazi di vita.

Vorrei soprattutto che riuscisse a recuperare la possibilità di immaginare un futuro nel quale il suo valore come persona non dipenda esclusivamente dalla presenza o dall'accettazione del suo compagno.

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