Dott. Stefano Marchi

Dott. Stefano Marchi

Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale

Perchè ho la sensazione di non essere presa seriamente?

Buongiorno, vorrei provare a sottoporvi un mio problema. Ho 37 anni, e da qualche tempo ho come l'impressione di vivere dentro un "tunnel". Ho un lavoro e vivo da sola ma purtroppo da quando gli amici si sono fidanzati e sono diventati genitori ci si è visti sempre di meno finendo col perdersi di vista. Piano piano ho cercato di uscire ed unirmi a gruppi locali ma vuoi un po' per il lavoro (faccio turni da lunedì a domenica variabili di settimana in settimana) vuoi un po' per impegni loro, non sono più riuscita a costruire delle amicizie durature. Non da meno spesso e volentieri la gente che incontro è già a sua volta sposata o convivente e a parte vedersi nel gruppo diventa difficile organizzare altre uscite. I miei hobby sono poi abbastanza di nicchia (vedi ad esempio: volontariato, gruppi di lettura, cineforum, corsi di formazione) spesso le persone preferiscono più discoteche o andare per locali. Mi ritrovo sovente dopo il lavoro ad uscire sola o rimanere a casa e col tempo mi sono abituata quasi. Come se essere sola fosse la normalità. E non ho neanche un compagno. Ho provato pure ad utilizzare app di incontri ma spesso e volentieri le conversazioni sono state fredde e sterili. Esempio: come ti chiami? Che lavoro fai? O si parlava solo di loro. Da parte di queste persone non ho ricevuto nessuna domanda su di me o su chi fossi, al massimo mi chiedevano del fisico. Insomma, ho avuto l'impressione di essere presa per cretina! O se non risponde rispondevo alle loro domande banali mi bloccavano o sparivano. Vorrei capire se ho qualcosa che non va e come sia possibile pur vivendo in una grande città non incontrare persone interessanti da diverso tempo. Mi hanno consigliato viaggi di gruppo e spesso ne ho fatti ma pure lì ho incontrato solo gente impegnata. Ma non esistono più i single? Sono stanca, spesso soffro di cefalee perché questo pensiero è onnipresente nella mia quotidianità. Mi sono sentita spesso una fallita, perché vorrei solo una vita come tante ragazze, qualche amica e magari un compagno a cui volere bene ma mi sembra sempre di dover fare i salti mortali e non ha senso continuare ad inventarsi delle attività da fare, quando la maggior parte della gente conosce pure per caso. E se ci fosse qualcosa in me che allontana gli altri? Mi si è insinuato questo dubbio. Mi sento in un tunnel senza uscita. Non so se potete in qualche modo darmi dei consigli. Ve ne sarei grata.

Buonasera Valentina,

grazie per aver condiviso il tuo vissuto con tanta sincerità. Quello che descrive, il senso di isolamento, la fatica di conciliare i ritmi lavorativi con la socialità e la sensazione di essere in un "tunnel", è un disagio profondo che merita  comprensione. È normale  che, dopo tanti tentativi,  si senta esausta e arrivi a dubitare di se stessa o a sentirsi una "fallita". Tuttavia, il fatto che lei faccia fatica non significa affatto che ci sia qualcosa di "sbagliato" in lei; spesso i cambiamenti nelle fasi di vita degli amici e i contesti urbani frenetici creano barriere oggettive. Anche la cefalea che riporta è un segnale importante di quanto questo carico emotivo stia pesando sul suo benessere. Il dubbio che sia lei ad "allontanare gli altri" è un pensiero comune quando ci si sente soli, ma va esplorato con cura: spesso è solo il riflesso di una profonda stanchezza.

Le auguro, spero, una buona serata.

Stefano Marchi

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Dott.Stefano Marchi

Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale - Milano

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