Dott.ssa Valentina Nicoletti

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Dott.ssa Valentina Nicoletti

Psicologa

Il mio compagno e le ferie

Salve, io e il mio compagno conviviamo da 4 anni e mezzo e stiamo insieme da 5 anni. Io ho 36 anni e lavoro come titolare al mercato; come ferie ho solamente tre settimane e mezzo ad agosto per tutto l’anno.
Da 36 anni, ogni estate, vado 10 giorni in Germania. Fino a due anni fa c’era mio nonno, che ora purtroppo è morto, ma continuiamo ad andarci perché ci sono gli amici di mio nonno, che stava in una casa di cura, e anche degli amici che ci siamo fatti frequentando quel posto da molto tempo.
Il problema è che il mio compagno ha sempre vissuto questi miei 10 giorni come una mancanza di rispetto nei suoi confronti e verso la fatica che fa per prendersi le ferie.
Il primo anno non ha detto niente, perché siamo andati a convivere ad ottobre. Il secondo anno lo ha fatto capire a mezza bocca, ma ci sono andata comunque. Il terzo anno ha fatto un gran casino, tanto che l’ho lasciato per poter andare liberamente a trovare mio nonno, che poi è morto ad ottobre. In quel periodo sono stata in Germania per due mesi per aiutare mia madre, che era in difficoltà.
L’anno scorso sono andata, ma lui mi ha dato un ultimatum dicendomi che non dovevo partire. Sono andata lo stesso. Ora quest’anno mi ha detto che, se andrò anche questa volta, non mi perdonerà questa scelta.
Premetto che io vado lì con mio padre, mia madre e mio fratello, che prendono le ferie apposta per andare, anche per mantenere vivo il ricordo di mio nonno.
Vorrei quindi chiedere: è sbagliato fare questa “vacanza” in Germania con la mia famiglia e poi trascorrere il resto delle ferie con lui, come abbiamo sempre fatto in questi 4 anni? Oppure dovrei passare le ferie solamente con lui?
Purtroppo il mio compagno non ha amici e con i familiari è sempre in conflitto. Quei giorni, secondo lui, è come se io lo abbandonassi.
Cosa devo fare? Sono arrivata al punto di avere l’ansia quando si avvicina l’estate.

Buonasera signora la sua non è una mancanza di rispetto, ma una tradizione identitaria. Il suo compagno sembra proiettare su di lei la sua mancanza di legami (sociali e familiari). Se lei rinunciasse non risolverebbe il suo senso di solitudine, lo rendereste solo dipendente dal suo sacrificio. Più lei cerca di giustificarsi, più lui sentirà il diritto di accusarla !

Provi a dirgli con estrema calma che questi giorni con la sua famiglia sono parte di lei e che le farebbe male perderlo per questo . Ma soprattutto che le ferie che poi lei passerà con lui saranno più belle perche avrà accanto una compagna felice e soddisfatta. Il rispetto non si misura nei giorni di presenza fisica, ma nella libertà che ci diamo di essere noi stessi. Chiedermi di rinunciare a mio nonno e alla mia famiglia non è amore, è un sacrificio che spegne la sua gioia.

Le auguro buona fortuna.

dott.ssa Valentina Nicoletti 

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Psicologa - Roma

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