Come devo fare
Ho perso mia moglie 13 anni fa in sette giorni per una leucemia fulminante e ancora oggi non ne sono uscito e ci soffro, ho tentato di ricostruirmi una vita, attualmente ho una compagna che ha scoperto di avere un tumore al peritoneo e ora si trova in ospedale e sta male, io non ce la faccio più come unica soluzione vedo la mia morte
Gentile Signore,
nelle sue parole si sente un dolore antico che non si è mai davvero chiuso, e che oggi viene riaperto con una forza forse ancora più traumatica. Perdere sua moglie in modo così improvviso e violento può aver lasciato una ferita che non ha avuto il tempo di trasformarsi in lutto, ma è rimasta come trauma sospeso.
Ora la malattia della sua compagna potrebbe riattivare quella scena originaria, come se il passato tornasse nel presente senza mediazioni. In questi casi non si soffre “solo” per ciò che accade oggi, ma per tutto ciò che non è stato ancora simbolizzato ieri. Freud parlava del lutto come di un lavoro psichico necessario: quando questo lavoro resta incompiuto, il dolore può ripresentarsi con la stessa intensità iniziale.
Quando scrive che vede come unica soluzione la sua morte, questo segnala quanto la sofferenza sia diventata insostenibile. In questo momento è fondamentale che non resti solo: se questi pensieri si fanno concreti, la invito a rivolgersi subito al pronto soccorso o a un servizio di emergenza della sua zona. Chiedere aiuto ora non è debolezza, ma tutela della sua vita.
Un percorso psicologico (a mio avviso meglio se di orientamento psicoanalitico) potrebbe offrirle uno spazio per attraversare questo doppio trauma, dando parola a ciò che oggi appare solo come disperazione.
Le mando un saluto,
Dott. Valentino Moretto
Salerno