Scelte giuste o sbagliate ?

Ciao, io oramai sono circa tre anni cioè da quando mi sono trasferita che penso di aver fatto una scelta che non rispecchia il mio volere, mi sono trasferita in un’altra città circa a 60 km dal mio paese d’origine ho cambiato tutto: paese, lavoro i miei lì ho lontani uno nel mio vecchio paese l’altro a 3 ore do distanza. Insomma pensavo di andare in meglio cioè di stare bene, ricrearmi una vita insieme al mio compagno ma mi ritrovo a pensare alla mia vita di prima al mio passato e non mi sento più felice come prima... credo di aver sbagliato a traferirmi piuttosto credo di aver preso la scelta di traferirmi per scappare e riprendermi da un periodo un po’ critico con mio papà e per il fatto di non aver avuto sostegno dopo che sono stata bloccata a letto due mesi a causa di alcune ernie che non mi hanno permesso di continuare a svolgere il mio lavoro nell’azienda di famiglia. Ora il mio rapporto con mio papà e totalmente cambiato, lui dice aggrappato a me dopo che i miei L’anno scorso si sono separati e ha sofferto molto ... io le sono stata vicino più di quanto lui ha fatto con me quando ho avuto bisogno. Ora dopo un anno di ricerca lavorativa partendo da zero e dopo porte chiuse in faccia perché quasi trentenne ho trovato un lavoro a tempo indeterminato ma che purtroppo non mi soddisfa a pieno e non mi rispecchia molto, quindi mi sento che dovrei rivoluzionare tutto un altra volta, e sono preoccupata perché vorrei avere la certezza di fare la scelta giusta. Una cosa di cui vado molto fiera è il coraggio che ho avuto a ricominciare e sopratutto perché ora aspetto una bambina e questo mi rende molto felice ...

Ho la sensazione che lei stia camminando guardando indietro, o meglio che abbia lasciato il porto per il mare aperto ma sia tentata di ritornarvi perché qualcuno dal molo la chiama.

In lei il passato sembra pesare molto più del suo presente o del suo futuro, nonostante il presente abbia in grembo novità molto importanti che le cambieranno la vita (gravidanza). Perché non gira lo sguardo e il pensiero verso l’orizzonte del suo futuro in modo che il porto lasciato divenga sempre più piccolo.

Là sono grandi abbastanza per pensare a sè stessi.

Ciò che lei ha di incompiuto non l’ha lasciato nel porto ma si trova innanzi a sé, nella direzione della meta, nel futuro del/la figlia che crescerà, nel suo e vostro orizzonte. Affronti il mare con la voglia di arrivare da qualche parte, non sarà tutto facile, attraverserà anche qualche tempeste, ma non sprechi tempo per le nostalgie di chi a lasciato nel porto.

 

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Dott.ssaAntonella Lauretano

Psicologa, Psicoterapeuta - Siena - Grosseto

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