Dott.ssa Veronica Lucia Peressutti

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Dott.ssa Veronica Lucia Peressutti

Psicologa cognitiva, psicoterapeuta in formazione

Paura della morte dei cari

Salve a tutti, sono Riccardo, ho 15 anni, e ormai da mesi ho in testa un pensiero terribile, uno dei momenti più brutti della propria vita che tutti possano provare: la morte dei parenti. Mio padre, all’età di 2 anni, decise di lasciarmi con mia madre; mio nonno e mia nonna mi hanno fatto da genitori insieme a mia madre. Per me, mio nonno è come un padre, e mia nonna come una madre. Sono molto giovani rispetto allo standard: 61 e 64 anni, mia madre 39 anni.
Sono un ragazzo socievole, mi diverto spesso con i miei parenti, ma ormai da mesi ho in testa questo pensiero: che un giorno qualcuno non ci sarà più insieme a me, anzi un giorno nessuno sarà più con me. Ho paura del giorno che arriverà in cui dovrò salutare per l’ultima volta i miei parenti. Penso anche: ora ho 15 anni, mio nonno ne ha 64; quando avrò 35 anni molto probabilmente non ci sarà più, o anche mia madre: ho 15 anni, lei 39; quando io avrò 55/60 anni, lei potrebbe non esserci più. E pur se hai 60 anni, una madre è una madre…Non riesco a dormire tranquillo la sera, questi pensieri mi vengono solo e soltanto la sera, piango quasi tutte le sere e tutt’ora sto piangendo nel mentre che sto scrivendo questo testo. Avrei voglia di abbracciare i miei parenti, ma qualcosa non lo so, mi blocca; non ne ho idea di cosa ho… Qualcuno sa come calmare questo pensiero? Non riesco più a stare tranquillo…

Buongiorno Riccardo, grazie per aver scritto così bene e con tanta sincerità. Si sente che vuoi molto bene alla tua famiglia e che per te nonni e mamma non sono “solo parenti”, ma le tue basi più importanti: è normale che il pensiero di perderli faccia paura, anche immaginandoti in età diverse. Da quello che racconti, più che “avere qualcosa che non va”, sembra che tu stia vivendo una forma di ansia anticipatoria: la mente prova ad andare avanti nel tempo, fa calcoli, immagina scenari e ti porta a sentire in anticipo emozioni ad essi collegati: un dolore enorme. A volte questi pensieri partono anche da cose piccole che magari non notiamo subito (una notizia, un video visto sui social, un discorso sentito, un periodo di stress…prova a riflettere che cosa può aver innescato tutto), ma poi diventano un ciclo: più li temi, più tornano, e più la sera prendono spazio.

La cosa importante è questa: non è detto che tu debba “controllare” le emozioni come se fossero sbagliate. A 15 anni è normalissimo non avere ancora strumenti solidi per gestire un Carico emozionale collegato a pensieri così profondi e complessi. Quello che si può fare, però, è imparare delle strategie pratiche per non farsi travolgere, perché almeno un piccolo passo verso il controllo lo puoi fare. Ti do qualche consiglio:

-Quando arriva il pensiero (“un giorno resterò solo”), dagli un nome: “È il pensiero della perdita”. Solo questo già ti rende “padrone” nel nominarlo.

-Decidi un “tempo dedicato” di 10 minuti nel pomeriggio (non la sera) in cui puoi pensarci e scriverlo. Quando cominci a provare certi vissuti, la sera, ti dici: “Ne riparlerò domani nel mio tempo dedicato.” Non è ignorarlo: è spostarlo.

-Dopo, fai una cosa che riporta il corpo in calma: respiro lento, o una doccia calda, o musica rilassante. L’obiettivo è far capire al corpo che non c’è un pericolo immediato.

E poi c’è una cosa molto importante: hai scritto che vorresti abbracciare i tuoi parenti ma ti blocchi. Prova a fare un passo piccolissimo anche qua, senza fretta: una mano sulla spalla, oppure un buffetto, o semplicemente avvicinarti con la sedia un po’ di più o una frase semplice tipo “vi voglio bene”. Non è “stupido”: è un modo sano per trasformare un pensiero che ti spaventa in un gesto che ti fa bene e che ti riporta al presente, non al futuro, godendo di ciò che adesso hai la certezza di avere… il futuro non lo possiamo prevedere invece, ma possiamo imparare ed elaborare strumenti nuovi per affrontarlo.

Saluti

domande e risposte

Dott.ssaVeronica Lucia Peressutti

Psicologa cognitiva, psicoterapeuta in formazione - Udine

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