Relazione complicata

Buongiorno a tutti. Vi scrivo perché sento di stare molto male dentro la mia relazione e credo di avere bisogno di aiuto per capire come uscirne o viverla in modo più sano. Ho 25 anni e il mio ragazzo 18. All’inizio della relazione lui era molto presente: parole dolci, attenzioni continue, regali, paura di perdermi, mi cercava sempre dopo i litigi e mi faceva sentire molto amata, lui forse a causa della sua età è molto geloso direi quasi ossessivo, è stata una relazione di alti e bassi continui, ma nonostante questo lo vedevo Comunque molto preso da me e si percepiva il fatto che ci tenesse a noi e alla nostra relazione. Negli ultimi due mesi circa però è cambiato molto nei modi. Lo sento più distante, più freddo e ogni discussione per lui diventa subito “è finita”, “lasciamoci”, “non cercarmi più”. Il problema è che mentre nei primi mesi non faceva passare neanche due ore prima di riscrivermi e chiarire , adesso non mi cerca più, devo essere praticamente sempre io a fare il primo passo e questa cosa mi sta pesando tantissimo. Dice che sono pesante, che non mi sopporta più e che mi odia, lo dice quando abbiamo qualche problema e cerco di parlarne. Mi sento sempre sbagliata, come se qualsiasi cosa faccio o dico possa portarlo a lasciarmi. Vivo in allerta continua, controllo ogni piccolo cambiamento e faccio fatica a stare tranquilla anche quando apparentemente va bene. In più mi sento molto dipendente emotivamente da questa relazione, quando sparisce sento il bisogno di ricercarlo dopo qualche ora come se fossi in “astinenza” da quella persona e sto malissimo. Il fatto è che litighiamo, lui dice sempre è finita, sparisce, lo ricerco io e per lui torna subito tutto normale, non vuole mai parlare della discussione , fa finta di niente e basta. Poi è come se volesse farmela pagare di qualcosa, ad esempio ieri mi ha detto “io voglio stare con te, ma tu devi cambiare” , mi fa sentire come se fossi sempre io quella sbagliata. Poi ultimamente ho notato che anche se ha altri problemi quindi in famiglia a lavoro, scarica sempre tutte le frustrazioni verso di me. Non capisco perché non mi lascia se non mi sopporta più come dice. Vorrei capire meglio perché vivo tutto con così tanta ansia e perché faccio così fatica ad allontanarmi anche se sento che questa situazione mi sta consumando emotivamente.

Gentile utente,

da quello che racconta, mi sembra che oggi la sua sofferenza non derivi solo dai litigi o dalla paura di una rottura, ma soprattutto dall'incertezza continua che vive dentro questa relazione.

Lei descrive un andamento che sembra ripetersi: nasce un problema, il suo ragazzo dice che è finita, si allontana, lei lo cerca, lui torna e tutto riprende come se nulla fosse accaduto. Il punto è che la discussione non viene realmente affrontata e risolta, per cui la tensione sembra accumularsi e ripresentarsi poco dopo.

Mi colpisce una frase che ha scritto: "quando sparisce sento il bisogno di ricercarlo dopo qualche ora come se fossi in astinenza". Questo fa pensare che il problema non sia soltanto il comportamento del suo ragazzo, ma anche l'effetto che questo comportamento produce su di lei.

Più teme di perderlo, più sembra monitorare ogni segnale di distanza. Più lui si allontana, più sente il bisogno di riavvicinarsi. E più si riavvicina per ridurre l'ansia, più rischia di ritrovarsi intrappolata nello stesso schema.

È un po' come se la relazione fosse diventata una fisarmonica: lui si allontana, lei cerca di accorciare la distanza, lui torna, l'ansia si abbassa per un momento, e poi tutto ricomincia. In questo modo, però, la sua serenità finisce per dipendere continuamente dai movimenti dell'altro.

Un altro aspetto che emerge è che, leggendo il suo racconto, sembra che il focus sia sempre più su ciò che lui pensa di lei: se la sopporta, se la ama, se la lascerà, se è lei quella sbagliata. Mentre passa in secondo piano una domanda altrettanto importante: come sta lei dentro questa relazione?

Perché una relazione può attraversare momenti difficili, ma vivere costantemente in allerta, con la sensazione di dover misurare ogni parola per paura di essere lasciati, è qualcosa che merita attenzione.

Forse, più che cercare di capire perché lui non la lasci o perché si comporti in questo modo, potrebbe essere utile iniziare a chiedersi cosa la tenga così legata a una relazione che lei stessa descrive come molto faticosa e consumante.

Un caro saluto.

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Dott.Vincenzo Capretto

Psicologo - Roma

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