Sessualità
Buongiorno, a cinquanta anni mi trovo a fare i conti con il vero me stesso. Con mia moglie ho gettato ogni maschera e questo è un bene perché siamo veri. Intorno ai 19 anni sono caduto in depressione ansiosa dopo la fine brusca del mio primo amore. Sono stato male anche fisicamente (colite ulcerosa, emicrania). Il sesso è lentamente diventato fonte di ansia ma, ricostruendo me stesso su forza e virilità, ho "mascherato" in ogni mia relazione questo aspetto.
Fino a quando ho conosciuto mia moglie, o almeno dopo che ci siamo sposati. Non ho più voluto e potuto fingere, ma oggi mi trovo senza riuscire a fare più sesso e lei ne soffre molto, ovviamente.
È come se l'intimità mi scatenasse un incendio emotivo che mi angoscia. Riesco a viverla come ho sempre fatto: grande bisogno di sfogare l'impulso se lo stimolo mentalmente, ma l'intimità, quella vera, è assente, schivata.
Ho sempre desiderato le donne e tuttora è così, ma l'atto ha perso di forza. Sicuramente gli antidepressivi fanno il loro, ormai sono vent'anni che li assumo.
Mi sento in colpa e odio dover spiegare sempre le stesse cose... spiegare quanto la depressione smorzi tutto e non dipende da quanto e come desidero mia moglie.
Sono spossato. A volte desidero che anche lei sia come me, godendoci i sentimenti più profondi, meno "genitali". Ma forse è qui il problema: perché i genitali li considero meno profondi? C'è come un mio giudizio negativo sull'atto sessuale, ne subisco il desiderio ma lo giudico.
Stiamo facendo terapia di coppia, ma la cosa è lenta... Grazie per eventuali risposte.
La sessualità con l'età cambia e se una persona accoglie questo cambiamento come le altre fasi della vita, può non essere percepito come un evento estraneo al sé. Per quanto riguarda gli psicofarmaci non mi posso esprimere, alcuni di questi possono avere un impatto sulla sessualità, che può essere discusso con il medico che segue il percorso farmacologico, allo scopo di trovare un'alternativa. Credo sia fuorviante distinguere corpo e mente nei sentimenti: anche le relazioni sentimentali, specialmente se lunghe, evolvono. Credo tuttavia che per molti il contatto fisico, non solo di tipo sessuale, sia una forma di affetto, di scambio amoroso, senza il quale ci si può sentire insicuri rispetto ai sentimenti dell' altro e soli, al di là di ogni rassicurazione verbale ricevuta. È come se, mancando il corpo, mancasse anche l'anima della persona amata accanto.
È un parere assolutamente astratto, espresso online, senza alcuna conoscenza della situazione specifica, ma spero di essere stata utile e vi auguro un buon percorso di coppia.
Cordiali saluti