Confusione Mentale, derealizzazione
Buongiorno, Vi scrivo perché sto attraversando un periodo di forte malessere e avrei bisogno di un consulto professionale per capire come gestire la situazione. Da alcuni giorni mi trovo in uno stato di confusione mentale costante, presente 24 ore su 24. Non è la prima volta che mi succede: in passato ho già avuto episodi simili che solitamente duravano circa una settimana. Per questo problema ero già stato seguito da una psicologa e da uno psichiatra e ho assunto in passato psicofarmaci (Trilafon e Sertralina), che ho però sospeso circa un anno fa perché non riscontravo miglioramenti significativi. Questa volta l’episodio è scattato in concomitanza con una forte febbre (39°C) e dolore al petto. La confusione è così intensa da alterare la mia percezione sensoriale: ad esempio, non riesco a distinguere bene se l'acqua è calda o fredda e non riesco a svolgere le normali attività quotidiane (come radermi o coordinare i movimenti) senza sentirmi completamente smarrito e "fuori dal mondo". Vorrei capire cosa sia questa "nebbia" e perché si ripresenti in modo così invalidante, impedendomi di vivere normalmente. In attesa di un vostro riscontro, vi porgo i miei cordiali saluti.
Buongiorno,
grazie per aver condiviso con tanta chiarezza ciò che stai vivendo, appare chiaro che si tratti di un’esperienza profondamente destabilizzante e il fatto che tu riesca a descriverla con questa precisione è già un dato importante. Quella che definisci “nebbia” mentale, sensazione di confusione continua, alterazione della percezione sensoriale e difficoltà nella coordinazione, è un segno che va preso molto seriamente, soprattutto per due motivi: l’intensità dei sintomi e la loro associazione, in questo episodio, a febbre alta e dolore toracico.
Prima ancora di un inquadramento psicologico, a mio avviso, è fondamentale escludere con urgenza una causa organica o neurologica. Stati confusionali acuti, soprattutto quando compaiono in concomitanza con febbre e sintomi fisici importanti, possono essere legati a condizioni mediche che richiedono una valutazione immediata. Hai chiamato il tuo medico curante? Hai condiviso con lui i sintomi che riferisci nonostante tu li abbia già avuti in passato? Ti suggerisco quindi di rivolgerti quanto prima a lui o, se i sintomi sono ancora presenti, direttamente a un pronto soccorso.
Detto questo, il fatto che episodi simili si siano già verificati in passato apre anche a una riflessione più ampia che richiederebbe di riprendere, se sono escluse cause organiche, un percorso psicologico e con il professionista scelto vagliare l'ipotesi di riprendere contatto con lo psichiatra.
Il mio suggerimento è quindi duplice:
1. nell’immediato, una valutazione medica per escludere cause organiche;
2. successivamente, una presa in carico integrata (psicologica e psichiatrica) che possa aiutarti a comprendere il significato e la ricorrenza di questi episodi, lavorando sia sul piano dei sintomi sia su quello più profondo dell’esperienza che li accompagna.
Un cordiale saluto.
Psicologa - Vicenza