Psicologo, Psicoterapeuta E.M.D.R. , Consulente di parte
Bugie scoperte dopo matrimonio
Salve, vi racconto la mia storia. Prima del matrimonio, quando vivevo insieme con la mia attuale moglie, le avevo detto che, se avessi avuto un figlio, avrebbe dovuto chiamarsi come mio papà, mentre, nel caso in cui fosse stata femminuccia, avrebbe scelto lei. Le avevo detto che era molto importante e lei mi aveva detto che andava bene, rispondendomi però con leggerezza.
Quando abbiamo scoperto il sesso del bambino sono iniziate le discussioni perché non se la sentiva di chiamarlo così e le sono andato incontro e abbiamo scelto il nome insieme perché, se avessi tenuto il pugno duro, non saremmo andati da nessuna parte.
Il problema, però, è che sempre all'inizio della nostra storia io sono stato sincero con lei sulle mie relazioni passate, raccontandole anche di un tradimento che avevo fatto. Ho chiesto delle informazioni a lei e mi ha dato delle risposte che ho dato per buone.
Prima del matrimonio, dato che avevamo gli ex sui social, abbiamo deciso di eliminarli e le avevo detto di cancellare anche conversazioni che avrebbero potuto compromettere la relazione.
Ora, a distanza di anni e dopo un matrimonio e un figlio, mentre stavo usando il suo telefono, ho scoperto un bonifico fatto prima di conoscerci a una persona. Le ho chiesto spiegazioni ed è stata titubante e mi ha detto che era una persona in più.
Questo mi ha fatto andare in allerta, tanto che le ho preso il telefono di nascosto e ho letto i messaggi. Ho trovato tutto il contrario di quello che mi aveva detto: in pratica mi aveva detto di non essere come le sue amiche, però in realtà raccontava a loro tutti i dettagli intimi, tutte le persone con cui era stata e c'erano anche cose che mi aveva detto di non aver fatto.
Poi ho anche scoperto che non aveva eliminato tutte le frequentazioni, ma che ne aveva lasciate due. Quando le ho chiesto spiegazioni, mi ha detto che non mi ha detto nulla perché non voleva essere giudicata e che non aveva tolto quelle persone e non cancellato i messaggi per negligenza. Dicendo che una di queste era un amico di una sua amica e che era anche fidanzato.
Per me questa cosa è stata come una coltellata e, anche se parlando mi sono riavvicinato, appena mi capita di ripensare al messaggio vado in blocco e la offendo e litighiamo.
Io sto bene con lei, ma non so come reagire perché sono stato trasparente e mi sento umiliato e preso in giro.
Gentile Emilio,
grazie per aver raccontato la sua storia. Si capisce quanto questa scoperta l'abbia ferita, e quel senso di umiliazione che descrive è un dolore vero, che merita ascolto.
Vorrei partire da una cosa che lei scrive e che mi sembra molto importante: "io sto bene con lei". Il legame tra voi c'è, e lei ci tiene. Proprio per questo vale la pena guardare con attenzione a quello che sta succedendo, prima che le ferite diventino più profonde.
Le propongo di guardare la situazione da un'angolatura un po' diversa. Il bonifico, le relazioni passate e i racconti alle amiche riguardano un periodo in cui voi due non vi conoscevate. È comprensibile che sia interessato a conoscere il passato di sua moglie e che scoprirli le faccia male, ma quella parte della vita di sua moglie appartiene a lei. Lei è stato sincero sul suo passato, e questo le fa onore. Però la sincerità di uno non crea automaticamente il diritto di conoscere tutto della vita dell'altro. Ognuno di noi ha delle parti della propria storia che sceglie di tenere per sé, e non sempre lo fa per ingannare.
Sua moglie le ha detto una cosa molto importante: "non volevo essere giudicata". Provi a chiedersi, con onestà, perché si sia sentita così. Forse ha percepito che certe parti di sé non sarebbero state accettate. Più che chiedersi solo perché le abbia nascosto delle cose, potrebbe esserle utile chiedersi cosa l'ha fatta sentire in difficoltà nel raccontarle.
Mi permetto anche di farle notare, senza volerla giudicare, che in questa storia ci sono diversi momenti in cui lei ha chiesto a sua moglie di essere o fare come lei desiderava: il nome del bambino, cancellare gli ex, cancellare le conversazioni. E anche leggere il suo telefono di nascosto, per quanto nato dall'allarme, è stato un modo di entrare in uno spazio suo senza il suo permesso. Lo dico perché la fiducia in una coppia si costruisce anche lasciando all'altro la libertà di essere diverso da noi.
C'è poi un punto su cui le chiedo di essere molto fermo con se stesso: le offese. Lei stesso racconta che, quando ripensa a quei messaggi, va in blocco e la offende. Capisco che dietro ci sia molto dolore, ma le offese feriscono sua moglie, allontanano proprio la vicinanza che lei desidera e, con un bambino in casa, pesano anche su di lui.
Qualche suggerimento concreto:
Lei ha dimostrato di saper venire incontro a sua moglie, per esempio sul nome del bambino. Questa capacità di lasciare spazio all'altra è una risorsa preziosa: può ripartire da lì.
Un caro saluto,
Dott.ssa Alessandra Delle Fave
Psicologo, Psicoterapeuta E.M.D.R. , Consulente di parte - Livorno - Firenze