Dott.ssa Alessandra Munelli

Dott.ssa Alessandra Munelli

PSICOLOGA DEL LAVORO -ESPERTA DI MINDFULNESS E TUTOR DSA/ADHDA

Comprendere DSA E ADHD : una guida pratica per genitori e insegnanti

DSA e ADHD: una guida per orientarsi tra difficoltà scolastiche e potenzialità

Quando un bambino o un ragazzo fatica a scuola, la prima reazione di genitori e insegnanti è spesso la preoccupazione.

Si tende a pensare che manchi l'impegno o che ci sia una scarsa motivazione.

Tuttavia, la ricerca scientifica nel campo del neurosviluppo ci insegna che molte di queste fatiche sono riconducibili ai DSA (Disturbi Specifici dell'Apprendimento) o all'ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività).

Comprendere di cosa si tratta è il primo passo per trasformare la frustrazione in un percorso di crescita.

1. I Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA)I DSA non sono malattie e non dipendono da un deficit di intelligenza.

Sono caratteristiche innate che rendono meno automatici alcuni processi cognitivi legati alla lettura, alla scrittura o al calcolo. La Legge 170/2010 riconosce quattro tipologie principali:

Dislessia: la difficoltà a leggere in modo fluente e corretto.

Disortografia: la difficoltà a rispettare le regole ortografiche nella scrittura.

Disgrafia: una difficoltà che riguarda il controllo grafico del segno (scrittura poco leggibile).

Discalculia: la fatica nel comprendere e manipolare i numeri e nel compiere calcoli a mente.

Grazie all'adozione di un PDP (Piano Didattico Personalizzato), questi studenti possono utilizzare strumenti compensativi e misure dispensative che permettono loro di apprendere al pari dei compagni, valorizzando le loro reali capacità.

2. ADHD: oltre la semplice "iperattività"Il Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività riguarda la capacità del cervello di regolare l'attenzione, l'impulsività e l'attività motoria.

Nel mio lavoro come psicologa e tutor dell'apprendimento vedo spesso come la preoccupazione dei genitori nasca dal veder soffrire i propri figli davanti ai libri . 

Spesso dietro un calo del rendimento o una forte resistenza , ai compiti, non si nasconde la svogliatezza .

Un ragazzo con ADHD non è "maleducato" o "svogliato"; la sua mente fa semplicemente fatica a filtrare gli stimoli e a mantenere il focus su un compito per un tempo prolungato.

Esistono tre manifestazioni principali:

Disattenzione: difficoltà a organizzarsi e a seguire le istruzioni.

Iperattività: un bisogno costante di movimento.

Impulsività: tendenza ad agire prima di riflettere sulle conseguenze.

3. L'importanza del metodo e del supporto emotivo

Riconoscere precocemente un DSA o un ADHD è fondamentale per prevenire il disagio psicologico.

Spesso, infatti, questi studenti sviluppano una bassa autostima o ansia da prestazione perché si sentono "incapaci" rispetto ai coetanei.

L’intervento più efficace non è quello che punta al semplice "aiuto-compiti", ma quello che lavora sull'autonomia.

Attraverso un metodo di studio personalizzato e il supporto di un tutor esperto, è possibile insegnare ai ragazzi a utilizzare i propri punti di forza per superare le difficoltà tecniche.

Conclusione

Affrontare i DSA e l’ADHD significa smettere di guardare alla difficoltà e iniziare a guardare alla persona.

Con le giuste strategie e una collaborazione attiva tra famiglia, scuola e professionisti, ogni studente può ritrovare il piacere di imparare e costruire il proprio successo scolastico e personale.

Dott.ssa Alessandra Munelli Psicologa Tutor dell'apprendimento insegnante Mindfulness MBSR

Per info www.alessandramunellipsicologa.it

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