PSICOLOGA DEL LAVORO -ESPERTA DI MINDFULNESS E TUTOR DSA/ADHDA
Comprendere DSA E ADHD : una guida pratica per genitori e insegnanti
DSA e ADHD: una guida per orientarsi tra difficoltà scolastiche e potenzialità
Quando un bambino o un ragazzo fatica a scuola, la prima reazione di genitori e insegnanti è spesso la preoccupazione.
Si tende a pensare che manchi l'impegno o che ci sia una scarsa motivazione.
Tuttavia, la ricerca scientifica nel campo del neurosviluppo ci insegna che molte di queste fatiche sono riconducibili ai DSA (Disturbi Specifici dell'Apprendimento) o all'ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività).
Comprendere di cosa si tratta è il primo passo per trasformare la frustrazione in un percorso di crescita.
1. I Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA)I DSA non sono malattie e non dipendono da un deficit di intelligenza.
Sono caratteristiche innate che rendono meno automatici alcuni processi cognitivi legati alla lettura, alla scrittura o al calcolo. La Legge 170/2010 riconosce quattro tipologie principali:
Dislessia: la difficoltà a leggere in modo fluente e corretto.
Disortografia: la difficoltà a rispettare le regole ortografiche nella scrittura.
Disgrafia: una difficoltà che riguarda il controllo grafico del segno (scrittura poco leggibile).
Discalculia: la fatica nel comprendere e manipolare i numeri e nel compiere calcoli a mente.
Grazie all'adozione di un PDP (Piano Didattico Personalizzato), questi studenti possono utilizzare strumenti compensativi e misure dispensative che permettono loro di apprendere al pari dei compagni, valorizzando le loro reali capacità.
2. ADHD: oltre la semplice "iperattività"Il Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività riguarda la capacità del cervello di regolare l'attenzione, l'impulsività e l'attività motoria.
Nel mio lavoro come psicologa e tutor dell'apprendimento vedo spesso come la preoccupazione dei genitori nasca dal veder soffrire i propri figli davanti ai libri .
Spesso dietro un calo del rendimento o una forte resistenza , ai compiti, non si nasconde la svogliatezza .
Un ragazzo con ADHD non è "maleducato" o "svogliato"; la sua mente fa semplicemente fatica a filtrare gli stimoli e a mantenere il focus su un compito per un tempo prolungato.
Esistono tre manifestazioni principali:
Disattenzione: difficoltà a organizzarsi e a seguire le istruzioni.
Iperattività: un bisogno costante di movimento.
Impulsività: tendenza ad agire prima di riflettere sulle conseguenze.
3. L'importanza del metodo e del supporto emotivo
Riconoscere precocemente un DSA o un ADHD è fondamentale per prevenire il disagio psicologico.
Spesso, infatti, questi studenti sviluppano una bassa autostima o ansia da prestazione perché si sentono "incapaci" rispetto ai coetanei.
L’intervento più efficace non è quello che punta al semplice "aiuto-compiti", ma quello che lavora sull'autonomia.
Attraverso un metodo di studio personalizzato e il supporto di un tutor esperto, è possibile insegnare ai ragazzi a utilizzare i propri punti di forza per superare le difficoltà tecniche.
Conclusione
Affrontare i DSA e l’ADHD significa smettere di guardare alla difficoltà e iniziare a guardare alla persona.
Con le giuste strategie e una collaborazione attiva tra famiglia, scuola e professionisti, ogni studente può ritrovare il piacere di imparare e costruire il proprio successo scolastico e personale.
Dott.ssa Alessandra Munelli Psicologa Tutor dell'apprendimento insegnante Mindfulness MBSR
Per info www.alessandramunellipsicologa.it
PSICOLOGA DEL LAVORO -ESPERTA DI MINDFULNESS E TUTOR DSA/ADHDA - Viterbo - Roma
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