Dott.ssa Antonella Bellanzon

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Dott.ssa Antonella Bellanzon

Psicologo- Mediatrice familiare

Mi sono fidanzato, ma non riesco più a farmi amici

Ho 21 anni e mi sono fidanzato per la prima volta nella mia vita 2 anni fa. E' una relazione abbastanza leggera che non mi provoca alcuno stress, anche se all'inizio ci fu un brutto periodo molto stressante per chiunque fosse nella mia cerchia di amici, poiché la mia attuale ragazza era la ex ragazza del mio migliore amico 2 anni fa, che poi lei ha lasciato appena io e lei ci siamo resi conto dei sentimenti che avevamo l'un per l'altro. Parlavo veramente ogni giorno con il mio migliore amico, ero depresso e soffro anche di una disabilità fisica che mi ha portato a isolarmi per tanto tempo, ma lui ogni giorno il suo di tempo voleva spenderlo con me a parlare o fare altro. A un certo punto dai suoi racconti sentivo di poter vivere la sua vita, perché per me c'era solo quello, l'immedesimazione, ovvero il mio unico modo di uscire dal mio isolamento senza veramente uscirne. Mi sentivo spesso spento quando ero senza di lui, e quando era disponibile era come se finalmente tutte le mie energie tornassero, poi ho incontrato la sua ragazza che ormai conoscevo già fin troppo bene (dai racconti del mio amico), e, malgrado la mia timidezza, iniziammo a parlare, di passioni, sentimenti, persone e opinioni. Ci eravamo innamorati, e abbiamo tenuto la nostra relazione nascosta, per paura di ferirlo e di confrontarlo a riguardo dopo che lei lo ha lasciato. 2 mesi dopo l'ha scoperto e non mi parla più da allora. So benissimo di averlo ferito e di non essere stato onesto, ma anche se è passato tutto questo tempo e ho avuto le esperienze migliori della mia vita continuo a sentire questo buco in pancia ogni volta che penso a lui; cosa che capita ogni volta che sento di poter fare amicizia con qualcuno, e allora mi fermo, e mi distacco evitando per settimane a qualcuno con cui potrebbe nascere una amicizia vera. Non so se ho "paura" di rimpiazzarlo con qualcun altro, e non rimpiango le mie scelte, sento di essere uscito da quell'isolamento che mi ero creato grazie ad esse, ma vorrei egoisticamente che il mio ex amico mi perdonasse e che tornasse a essere quello che era per me. Mi scuso per il mio modo di scrivere, sono conscio di essere molto ripetitivo con le parole.

Ciao Stefano,

Il tuo migliore amico non era “solo un amico”: era una fonte di energia, identità, stimolo, appartenenza.
In un periodo di isolamento — aggravato anche dalla tua disabilità fisica — lui ti ha permesso di sentirti vivo. Quando hai perso quel legame, non hai perso “solo un amico”, ma una parte del mondo che avevi per anni usato come finestra sulla vita. È normale che oggi si riattivi un dolore così forte quando provi a legarti a qualcuno.  Il senso di colpa è reale, ma non annulla la tua crescita. Sì, lo hai ferito. Sì, non siete stati sinceri.
E sì, è normale che ti resti questo buco allo stomaco. Ma tu non sei rimasto fermo:
hai trovato l’amore, hai trovato esperienze, hai trovato un modo per uscire da un isolamento che ti stava facendo male. Il problema non è ciò che hai costruito:
il problema è che non hai avuto modo di elaborare ciò che hai perso. Non hai avuto un “saluto”, una chiusura, una ricomposizione emotiva.
Il tuo cervello ti riporta lì ogni volta che sente nascere un nuovo legame, perché teme di farti “rivivere” lo stesso tipo di perdita. Non è che “non riesci a farti amici”: è che ogni nuovo rapporto riaccende un lutto irrisolto. Tu non stai evitando le amicizie perché non ti interessano.
Le eviti perché inconsciamente temi:

  • di tradire ciò che avevi con lui,

  • di ripetere lo stesso schema,

  • di soffrire di nuovo,

  • di ferire o essere ferito,

  • di sentire di star “sostituendo” qualcuno che ancora non hai lasciato andare.

Questo blocco è emotivo, non relazionale. È come provare a camminare con un peso sul petto: camminare è possibile, ma difficilissimo. Il desiderio di essere perdonato è comprensibile… ma non dipende solo da te. Vorresti che il tuo ex amico tornasse nella tua vita. È umano, tenero, e totalmente comprensibile. Ma qui ci sono due verità importanti:

• Non puoi controllare la sua reazione. Anche se tu fossi la persona più pentita e sincera del mondo, il dolore che ha provato non può essere “sistemato” da te.

• Il suo perdono non è necessario per permetterti di vivere nuove amicizie. Il perdono più importante — anche se difficile — è quello verso te stesso. Non per giustificarti, ma per accettare che: eri giovane, eri fragile, eri innamorato, hai fatto una scelta difficile, e quella scelta ti ha cambiato la vita. Non sei rimasto immobile: sei cresciuto.

  1. Riconosci che non devi sostituire nessunoLe nuove amicizie non cancellano le vecchie.Spesso, sono proprio quelle che ci aiutano a guarire.
  2. Non lasciare che la paura guidi i tuoi gesti.Quando senti che stai iniziando a legarti a qualcuno e provi quel buco allo stomaco, fermati un momento e chiediti: “Questo è un ricordo di un dolore passato, non una previsione del futuro.”Stai reagendo a un eco, non a un pericolo.
  3. Non punirti evitando i legami. Non è un modo per proteggere la sua memoria.È solo un modo per impedirti di crescere.

Ogni persona che vive una rottura affettiva importante — che sia amore o amicizia — si porta dietro un tempo di elaborazione. Tu non hai fatto in tempo a elaborarlo, perché subito dopo hai iniziato una storia che ti ha travolto. Adesso, due anni dopo, il tuo sistema emotivo ti chiede di completare quel percorso. 

Dott.ssa Antonella Bellanzon

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Psicologo- Mediatrice familiare - Massa-Carrara

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