Dott.ssa Antonella Bellanzon

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Dott.ssa Antonella Bellanzon

Psicologo- Mediatrice familiare

Come superare il dolore e ritrovare la voglia di vivere dopo 24 anni di matrimonio (lui e l’amante)

Mio marito mi ha lasciata in 2 minuti senza nemmeno dire scusa, per un’altra, dopo 24 anni di matrimonio. Tra di noi andava tutto bene, eravamo innamorati, ma in 10 giorni lui perde la testa per una e decide che ama lei e va a vivere con lei subito. Io sono quasi morta, ma a lui non importava. Sono impazzita, poi dopo 5 mesi ho cercato di sostituire lui con un nuovo uomo, ma non ha funzionato; sembrava che stessi meglio e che avessi accettato. Lui, dopo 3-4 mesi, è tornato piangendo e, anche se io gli ho aperto un po’ la porta, lui non ha mai fatto il passo vero e proprio di lasciare lei e iniziare a frequentarci e vedere se potevo perdonare. Non ha rispettato il mio dolore e i miei tempi. Voleva venire a casa mia (vivo con nostra figlia di 23 anni) perché lui diceva che noi ci amiamo e funzioniamo bene insieme. Ma io non mi fido più, quindi pretendevo tempo e fatti, non solo parole. Il fatto sta che ora sono sola per scelta mia per superare il dolore, ma ora, dopo 10 mesi, lui comunque vive con lei e io sono di nuovo a terra come all’inizio. È normale? Pensavo di essere in salita, che riuscivo ad andare avanti (economicamente sono autonoma), invece ora il dolore è tornato come quello dei primi giorni. Perché? La voglia c’è di superare, di trovare la forza, ma ho provato psicologo, palestra, uscire, e niente funziona. Mi viene solo da piangere e di stare a letto. So che le persone si lasciano andare, so che non dobbiamo essere attaccati, ma il dolore c’è e il cuore è tanto ferito perché ho sempre dato amore a tutti, sempre. Voglio solo stare bene con me, ritrovare la mia pace interiore. Come? Grazie mille.

Cara Beatrice,

quello che stai vivendo è doloroso, ma è profondamente umano. E sì: è normale che dopo mesi il dolore torni forte, quasi identico all’inizio. Non significa che tu non stia guarendo. Significa che hai subito una ferita traumatica, non una semplice separazione. Tuo marito non se n’è andato gradualmente.
Se n’è andato all’improvviso, senza spiegazioni, senza rispetto, senza contenere il tuo dolore. Questo è ciò che in psicologia si chiama trauma da tradimento.

Il tuo sistema emotivo non ha avuto tempo di prepararsi. In pochi giorni:

  • è crollata una vita di 24 anni

  • è crollata l’idea di “noi”

  • è crollata la fiducia

  • è crollata la sicurezza

Quando il dolore nasce così, non segue un percorso lineare. Va a ondate.

Il ritorno ambiguo di lui ha riaperto la ferita
Il suo tornare piangendo, senza però scegliere davvero te, ha creato una speranza non protetta.
Il tuo cuore ha riassaggiato l’idea di “forse possiamo salvarci”, e poi l’ha persa di nuovo.
Questo fa più male della prima volta. Ora sei davvero nella fase del lutto pieno
All’inizio eri in shock, poi in sopravvivenza.
Adesso stai entrando nella fase in cui la perdita è reale, definitiva, e non più anestetizzata.
È qui che il dolore si sente nel corpo: pianto, letto, stanchezza. Sei sola per scelta, ma non per assenza di amore
Hai fatto una scelta sana: proteggerti.
Ma la solitudine scelta non elimina il bisogno di essere amata, soprattutto dopo una vita donata agli altri. Non stai sbagliando nulla Hai fatto tutto quello che “si dovrebbe fare”:

  • psicologo

  • palestra

  • uscire

  • provare ad andare avanti

Eppure non funziona. Perché?
Perché non è una questione di forza di volontà.
È una questione di cuore ferito che non è stato rispettato. Il problema non sei tu.
Il problema è che hai amato profondamente, e questo lascia segni quando viene spezzato così. L’uomo che torna piangendo ma non sceglie, non ripara, non protegge,
non è un porto sicuro per te. Tu non chiedevii troppo.
Chiedevi tempo, fatti, rispetto.
E avevi ragione.

Accetta che questo è un lutto vero
Non devi “superarlo” velocemente.
Devi attraversarlo, con gentilezza verso te stessa.

Dai un limite netto alla sua presenza emotiva
Finché una parte di te resta agganciata a lui, il dolore non può calmarsi.
Non per punizione, ma per autoprotezione.

Cerca di essere più gentile con il tuo dolore. La pace interiore non arriva tutta insieme.Arriva a piccoli segnali:

  • una mattina in cui il nodo è meno stretto

  • un pomeriggio senza pianto

  • una sera in cui ti senti “abbastanza”

E poi torna il dolore. E poi di nuovo un po’ di luce. Questo è guarire. Beatrice, non sei rotta.
Sei ferita.
E le ferite profonde non guariscono in silenzio, ma con presenza, tempo e verità.

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