Ansia e comunicazione
A più di 60 anni mi sento davvero scemo per non riuscire più a parlare in pubblico. Mi blocco, un nodo alla gola mi impedisce di parlare e le lacrime quasi mi annebbiato la vista. Eppure una volta amavo parlare a qualsiasi pubblico esprimendo le emozioni più belle. La prima volta mi è successo in chiesa, quando sono stato chiamato a leggere la bibbia durante il matrimonio di una nipote a cui tengo tantissimo. Ho fatto una pessima figura non riuscendo nemmeno a leggere per l'emozione. Fino a quel momento avrei saputo parlare a braccio in scioltezza e senza nessun problema. Da allora non riesco nemmeno a leggere un biglietto d'auguri a tavola con la famiglia riunita.
Caro Fabrizio,
quello che descrivi è molto più comune di quanto si pensi, e non ha nulla a che vedere con l’essere “scemo”. Anzi, il fatto che tu in passato parlassi con naturalezza rende ancora più chiaro che qui non manca la capacità, ma si è inserito qualcosa di diverso: una risposta emotiva molto forte, probabilmente legata proprio a quel momento in chiesa, così importante per te.
A volte succede che un episodio particolarmente carico di significato (come il matrimonio di una persona cara) “segni” il nostro corpo. Da quel momento, ogni situazione simile viene percepita come una minaccia, anche se razionalmente sappiamo che non lo è. Il nodo alla gola, le lacrime, il blocco… sono tutte reazioni fisiche dell’ansia, non un limite tuo.
E c’è un dettaglio importante: tu non hai perso la capacità di parlare. Il fatto che ti succeda proprio quando conta emotivamente dimostra che senti molto, non che vali meno.
Non sei solo in questa esperienza, e soprattutto non sei “diventato incapace”: stai solo attraversando una fase in cui le emozioni hanno preso il sopravvento. E questo si può comprendere e anche superare.
Un passo alla volta.
Un caro saluto
Dott.ssa Antonella Bellanzon
Psicologo- Mediatrice familiare - Massa-Carrara