Dott.ssa Antonella Zangari

Dott.ssa Antonella Zangari

psicologa, psicoterapeuta cognitivo-comportamentale

S.O.S. Attacchi di panico

Il termine “soffrire” di attacchi di panico è molto appropriato. Infatti, una reazione fisiologica del tutto normale, può scatenare un ciclo di paure, tali da diventare una vera trappola per chi ne soffre. La paura, in questi casi, non si prova soltanto durante l’attacco di panico vero e proprio, ma s’innesca un circolo vizioso per cui, il vero timore, riguarda la possibilità di avere un altro attacco. In questo modo la paura è SEMPRE PRESENTE perché potrebbe ripresentarsi in qualsiasi momento. 

La persona allora adotterà delle strategie nell’ILLUSIONE di poter controllare e gestire gli attacchi: la parola chiave diventa: PREVENIRE! Ovviamente si tratta di strategie che alimentano ulteriormente gli attacchi di panico, cioè sono più dannose che utili.

Ma quali sono queste strategie?
L’evitamento di alcuni luoghi (che può addirittura sfociare nel rifiuto di uscire da casa) e il continuo monitoraggio delle proprie sensazioni corporee. In pratica si tratta di strategie che ALLARMANO un sistema che è già allarmato, quindi non fanno altro che scatenare nuovi attacchi. 

Gli attacchi di panico possono essere bloccati in tre mosse se gestiti nel giusto modo, con le tecniche opportune: conoscenza dei meccanismi che li innescano, tecniche di respirazione e di rilassamento, modificazione dei pensieri catastrofici. 

Vediamole insieme: 

1. Reazione di attacco-fuga è il meccanismo che innesca l’attacco di panico. Si tratta di una reazione fisiologica messa in atto in caso di pericolo e serve per preparare il corpo a una reazione fisica molto potente, consistente nella fuga o nel combattimento. Nell’attacco di panico però il pericolo non è reale ma psicologico, per questo la reazione di attacco-fuga (cioè l’attacco di panico) è mal interpretata: in pratica sento tutte le reazioni fisiche del corpo che sta correndo o combattendo allo stremo, quando, però, sono fermo. 

2. Se s’innesca una reazione di attacco-fuga la mia mente ha percepito un pericolo fisico, devo quindi comunicarle che c’è stato un errore, devo inviarle un contro-ordine. La respirazione lenta e il rilassamento muscolare servono proprio a questo e permettono di bloccare l’attacco di panico, se fatte nel giusto momento. 

3. Per poter “calmare il corpo e la mente” devo però anche bloccare i pensieri dannosi che innescano quel pericolo psicologico mal interpretato dalla mente. Si tratta di pensieri catastrofici sulle conseguenze dell’attacco di panico del tipo: “Sarà tremendo”, “Non so affrontarlo”. Sono pensieri che rafforzano la convinzione che siamo in balia di un pericolo e che non siamo CAPACI di gestirlo. 

Se entrate nel circolo vizioso degli attacchi di panico non perdete tempo con strategie fai da te, affidatevi a persone competenti che, in pochi incontri, sapranno fornirvi gli strumenti utili per gestirli. E’ saggio saper lanciare l’ S.O.S. quando si è in difficoltà.
 

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Dott.ssaMonica Mazzini

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