Dott.ssa Chiara Todaro

Dott.ssa Chiara Todaro

Psicologo, Psicoterapeuta

Come si può superare di lasciarsi senza “avvisi”?

Buonasera, stavo insieme a questo ragazzo da un anno esatto, poiché avevamo appena festeggiato l’anniversario. Premetto che lui ha 36 anni lavora in ospedale a turni e da poco a iniziato la scuola per concludere il diploma serale. Io purtroppo non stavo passando un momento bellissimo e con lui mi confidava di tutto quello che mi passava per la testa, pensieri negativi, giornate no, ma lui in tutto questo non centrava, erano problemi al di fuori della coppia. La sera dell’anniversario, torniamo a casa io scoppio in lacrime perché mi sentivo sola, capisco che lui avendo scuola e vari impegni sia molto più impegnato, però mi ha sempre dato attenzioni, magari avevo bisogno di quella carezza in più. Anche lui scoppia in lacrime, dicendo che non riusciva più a gestire il tutto, abbiamo parlato si è sfogato, abbiamo avuto una giornata/due, di distacco e poi lui parlando con la sua psicologa, ha tirato le somme dicendo di non essere innamorato di me.

Grazie Serena per aver condiviso la tua esperienza con tanta sincerità. Quello che racconti è doloroso, ma purtroppo molto comune: spesso le persone finiscono una relazione senza “avvisi” chiari, e questo lascia un senso di confusione e incompiutezza. Provo a spiegarti alcuni punti chiave e a offrirti qualche strategia per affrontare questo tipo di situazione.

Il distacco “improvviso” ha sempre radici. Anche se sembra che la decisione sia arrivata all’improvviso, spesso ci sono segnali che la persona stava elaborando dentro di sé, anche se non li ha espressi. Nel tuo caso, lui era sotto stress: lavoro a turni, scuola serale, gestione delle emozioni e dei propri limiti. Probabilmente ha fatto un bilancio interno e, con l’aiuto della psicologa, ha realizzato che non era più innamorato. Questo non rende la tua esperienza meno valida o meno importante: non si tratta di colpa tua.

Le emozioni che senti sono normali. Confusione, dolore, senso di abbandono, rabbia o colpa sono reazioni normali quando la fine arriva “all’improvviso” dal punto di vista emotivo. Anche se razionalmente puoi capire le motivazioni, il cuore ci mette più tempo a elaborare la perdita. Non è un rifiuto totale della tua persona. Il fatto che lui non sia più innamorato non significa che tu non sia una persona meritevole di amore. La compatibilità emotiva e affettiva è complessa, e può dipendere da fattori esterni (stress, impegni, limiti personali) oltre che dai sentimenti. Accogli le emozioni senza giudicarle: piangere, sfogarsi con un’amica, scrivere i propri pensieri aiuta a elaborare il dolore. Mettere distanza emotiva e fisica: ridurre contatti e social può aiutare a non restare intrappolata nella speranza di cambiamenti. Ristrutturare i pensieri: invece di pensare “non mi ha avvisato, quindi non mi amava”, provare a dire “ha preso una decisione difficile per sé, non per sminuire me”. Coltivare sé stessa: dedicare tempo ai propri interessi, ai propri progetti, alla socialità, alla cura del corpo e della mente. Questo rafforza l’autostima e riduce la dipendenza emotiva dal partner. Dare tempo al lutto: anche le relazioni brevi o “un anno” meritano il loro tempo di elaborazione. Non cercare di accelerare la guarigione. Considerare un supporto esterno.
A volte parlare con un terapeuta, anche solo per alcune sedute, aiuta a comprendere meglio la dinamica della relazione, a gestire la rabbia o la tristezza e a prevenire schemi simili in futuro. Potrebbe essere utile un piccolo piano concreto di recupero emotivo post-rottura, passo passo, pensato per ridurre il senso di confusione e tornare a sentirti centrata su di te stessa. Resto a disposizione. 

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Psicologo, Psicoterapeuta - Lecco

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