Pianto scuola
Salve, ho un bambino di 4 anni che ha iniziato l’asilo a 2 anni con la sezione primavere quindi questo è effettivamente il terzo anno. Dal primo giorno del primo anno ad oggi tutte le mattine piange per essere lasciato a scuola e tutte le sere ha attacchi di panico e di pianto pensando che il giorno dopo ci sarà la scuola. Ho provato a chiedergli quale sia il problema ma non mi dà alcuna risposta. Le maestre dicono che sono solo capricci perché durante la giornata è tranquillo. Io però vedo il panico nel suo occhi la sera e la mattina. Non so più come comportarmi, se continuare a mandarlo o meno a scuola e come poterlo aiutare. Grazie mille
Gentile Nicole,
capisco molto bene la sua preoccupazione: quello che descrive non va liquidato come un semplice capriccio, soprattutto perché il disagio è persistente da tre anni e accompagnato da panico anticipatorio la sera e al mattino.
È vero che alcuni bambini, una volta separati dal genitore, riescono a “reggere” la giornata e a mostrarsi tranquilli a scuola. Questo però non annulla il fatto che la separazione venga vissuta come altamente angosciante, né invalida ciò che lei osserva nei momenti più emotivamente carichi.
Alcuni punti importanti:
A 4 anni, dopo tre anni di frequenza, una reazione così intensa e costante non è tipica. Anche se il bambino non riesce a verbalizzare il motivo, il corpo e le emozioni stanno comunicando qualcosa. Non sempre c’è un evento “specifico”: a volte si tratta di ansia da separazione strutturata, altre volte di una difficoltà emotiva più profonda.
Molti bambini si iperadattano: trattengono l’angoscia durante il giorno e la rilasciano nei momenti di sicurezza (con i genitori). Questo spiega gli attacchi di pianto serali e l’anticipazione ansiosa.
Capisco il dubbio se continuare o meno a mandarlo a scuola. In genere:
forzare senza comprendere può aumentare l’ansia
ritirarlo bruscamente può rinforzare la paura
La scelta va pensata con attenzione, non da soli.
Continui a validare le sue emozioni (“vedo che per te è molto difficile, non sei sbagliato a sentirti così”)
Eviti rassicurazioni frettolose o minimizzazioni
Mantenga routine prevedibili, soprattutto la sera
Se possibile, parli con le insegnanti non solo del comportamento, ma delle emozioni del bambino
Vista la durata e l’intensità del disagio, una consulenza con uno psicologo dell’età evolutiva (anche inizialmente solo per voi genitori) può aiutare a:
capire cosa sta comunicando il bambino
individuare strategie mirate
valutare se e come modulare la frequenza scolastica
Non significa “patologizzare”, ma prendersi cura di un segnale importante.
Il suo istinto è corretto. Quel panico che vede va preso sul serio. Con il giusto accompagnamento, molti bambini riescono a ritrovare serenità nel tempo.
Resto a disposizione e le mando un caro saluto.
Psicologo, Psicoterapeuta - Lecco