Dott.ssa Chiara Todaro

Dott.ssa Chiara Todaro

Psicologo, Psicoterapeuta

Pianto scuola

Salve, ho un bambino di 4 anni che ha iniziato l’asilo a 2 anni con la sezione primavere quindi questo è effettivamente il terzo anno. Dal primo giorno del primo anno ad oggi tutte le mattine piange per essere lasciato a scuola e tutte le sere ha attacchi di panico e di pianto pensando che il giorno dopo ci sarà la scuola. Ho provato a chiedergli quale sia il problema ma non mi dà alcuna risposta. Le maestre dicono che sono solo capricci perché durante la giornata è tranquillo. Io però vedo il panico nel suo occhi la sera e la mattina. Non so più come comportarmi, se continuare a mandarlo o meno a scuola e come poterlo aiutare. Grazie mille

Gentile Nicole,
capisco molto bene la sua preoccupazione: quello che descrive non va liquidato come un semplice capriccio, soprattutto perché il disagio è persistente da tre anni e accompagnato da panico anticipatorio la sera e al mattino.

È vero che alcuni bambini, una volta separati dal genitore, riescono a “reggere” la giornata e a mostrarsi tranquilli a scuola. Questo però non annulla il fatto che la separazione venga vissuta come altamente angosciante, né invalida ciò che lei osserva nei momenti più emotivamente carichi.

Alcuni punti importanti:

1. Il pianto persistente merita ascolto

A 4 anni, dopo tre anni di frequenza, una reazione così intensa e costante non è tipica. Anche se il bambino non riesce a verbalizzare il motivo, il corpo e le emozioni stanno comunicando qualcosa. Non sempre c’è un evento “specifico”: a volte si tratta di ansia da separazione strutturata, altre volte di una difficoltà emotiva più profonda.

Il fatto che “a scuola stia tranquillo” non esclude il disagio

Molti bambini si iperadattano: trattengono l’angoscia durante il giorno e la rilasciano nei momenti di sicurezza (con i genitori). Questo spiega gli attacchi di pianto serali e l’anticipazione ansiosa.

Evitare sia la forzatura sia il ritiro improvviso

Capisco il dubbio se continuare o meno a mandarlo a scuola. In genere:

  • forzare senza comprendere può aumentare l’ansia

  • ritirarlo bruscamente può rinforzare la paura

La scelta va pensata con attenzione, non da soli.

Cosa può fare ora, concretamente

  • Continui a validare le sue emozioni (“vedo che per te è molto difficile, non sei sbagliato a sentirti così”)

  • Eviti rassicurazioni frettolose o minimizzazioni

  • Mantenga routine prevedibili, soprattutto la sera

  • Se possibile, parli con le insegnanti non solo del comportamento, ma delle emozioni del bambino

Un supporto professionale può essere molto utile

Vista la durata e l’intensità del disagio, una consulenza con uno psicologo dell’età evolutiva (anche inizialmente solo per voi genitori) può aiutare a:

  • capire cosa sta comunicando il bambino

  • individuare strategie mirate

  • valutare se e come modulare la frequenza scolastica

Non significa “patologizzare”, ma prendersi cura di un segnale importante.

Il suo istinto è corretto. Quel panico che vede va preso sul serio. Con il giusto accompagnamento, molti bambini riescono a ritrovare serenità nel tempo.

Resto a disposizione e le mando un caro saluto.

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Dott.ssaChiara Todaro

Psicologo, Psicoterapeuta - Lecco

  • Consulenza e Psicoterapia individuale, di coppia e familiare
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