Dott.ssa Chiara Todaro

Dott.ssa Chiara Todaro

Psicologo, Psicoterapeuta

Bambino di 5 anni

Salve a tutti, ho bisogno di un parere.
Mio figlio di 5 anni è un bambino introverso e non prende facilmente l’iniziativa con i suoi compagnetti. Abbiamo fatto una valutazione con la neuropsichiatra perché la maestra sostiene che ha difficoltà nell’esecuzione di più consegne; ad esempio: “prendi la busta, mettila sul tavolo e svuotala”. Alla parola “svuotala” ha un blocco e non sa più cosa fare. In generale ha bisogno del supporto dell’adulto, perché da solo non sa come muoversi. Ad esempio, se vuole colorare, per prendere il foglio aspetta che l’adulto glielo dia; da solo non trova la soluzione. Cerca poi una sedia con tre posti liberi, ma non si siede: aspetta che la maestra gli dica “prenditi la sedia”, e così via.
Con i compagnetti gioca, ma deve essere coinvolto dagli altri; se vede che stanno giocando non si avvicina, osserva, anche se è attratto, ma non ci va. A casa ha lo stesso bisogno che io gli dia indicazioni su tutto, o perlomeno vuole che facciamo le cose insieme. La neuropsichiatra non ha riscontrato problemi cognitivi né di attenzione, ma ha consigliato di tenerlo sotto osservazione in vista della scuola primaria. Fa sport e ci va volentieri. Non so cosa pensare né cosa fare, ho bisogno di un parere. Grazie.

Grazie per la descrizione dettagliata, aiuta molto a capire il contesto. Quello che descrivi riguarda un bambino di 5 anni introverso, con difficoltà ad avviare azioni autonome e a gestire sequenze di più consegne. Ti do un’analisi e delle indicazioni concrete.

Alcuni punti chiave: non ci sono problemi cognitivi o di attenzione secondo la neuropsichiatra. È molto dipendente dagli adulti per organizzare azioni e giochi. Non prende facilmente l’iniziativa con i coetanei, osserva prima di partecipare. Ha bisogno di istruzioni passo-passo e supporto per completare sequenze di più azioni. Questo non è raro nei bambini introversi o timidi, ma la dipendenza dagli adulti può indicare: bassa autostima o ansia da prestazione: teme di sbagliare. Sviluppo della pianificazione sequenziale ancora in corso: a 5 anni la capacità di gestire più passaggi autonomamente si sta sviluppando, ma alcuni bambini hanno bisogno di più supporto. Bisogno di esperienze guidate e sicure: alcuni bambini introversi imparano meglio osservando prima di agire.

L’obiettivo è favorire autonomia e sicurezza, senza forzarlo. Alcuni esempi pratici: suddividere le attività in passi chiari, esempio: invece di dire “Prendi la busta, mettila sul tavolo e svuotala”, puoi fare: “Prendi la busta.” “Mettila sul tavolo.” “Adesso aprila e svuotala.” Con il tempo, puoi ridurre il numero di indicazioni. Dare scelte semplici: “Vuoi il foglio blu o quello giallo?”, “Vuoi colorare il sole o l’albero?”. Questo aumenta la sensazione di controllo e incoraggia l’iniziativa. Creare momenti di autonomia guidata. Coinvolgerlo in attività quotidiane come apparecchiare la tavola, preparare uno snack o sistemare i giochi, dando indicazioni molto chiare e mostrando prima. Dopo qualche ripetizione, chiedere: “Puoi farlo da solo?” e lodare anche i piccoli successi. 

Favorire il gioco in gruppi piccoli o a due, dove è più facile partecipare. Evitare di forzarlo ad andare nei giochi già avviati: lasciare che osservi, poi partecipi gradualmente. Lodare ogni piccolo tentativo di autonomia: “Hai messo il cucchiaio sul tavolo da solo, bravissimo!”. Evitare frustrazione o rimproveri per errori o lentezza. Parlare con la maestra per usare istruzioni semplici e suddivise, aiutandolo a completare sequenze passo-passo. Consentire momenti di osservazione e partecipazione graduale nei giochi di gruppo.

Segnali che meritano ulteriori approfondimenti: difficoltà persistenti o peggioramento nella vita quotidiana o sociale. Ansia eccessiva o crisi di panico quando deve fare le cose da solo.

Ritardo nello sviluppo linguistico o motorio. Al momento, dai dati che descrivi, sembra un bambino introverso, con bisogno di autonomia guidata, ma entro la norma per l’età.

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