Rapporto con mia figlia

Buongiorno, Ho cresciuto da sola una figlia che adesso ha quasi 24 anni, da 4 anni è andata via da casa per rapporti molto conflittuali, vive e lavora all'estero, sono 6 mesi che non la vedo ed è molto altalenante perché ci sono momenti nei quali dice che vorrebbe vedermi, alternati a settimane intere dove non si fa sentire. Soffro molto per la situazione e ne sento la mancanza. Cosa dovrei fare ? Grazie, Paola

Cara Paola, capisco profondamente il suo dolore. Il senso di vuoto che si prova quando un figlio si allontana, specialmente dopo averlo cresciuto da sola con dedizione, è una ferita che tocca le radici stesse della propria identità di madre.

La situazione che descrive — questo "altalenare" tra il desiderio di vicinanza e il silenzio prolungato è molto comune nelle relazioni segnate da un passato conflittuale. Sua figlia sembra stia vivendo un conflitto interno: il bisogno del legame materno contro il bisogno di proteggere la propria autonomia (o di fuggire da vecchie dinamiche).

In questa fase, è probabile che sua figlia sta cercando di capire chi è al di fuori del rapporto con lei. Il fatto che viva all'estero è un segno fisico di questo bisogno di spazio.

Cerchi di non vivere i suoi silenzi come un abbandono personale, ma come un suo "esercizio di indipendenza", per quanto maldestro o doloroso per lei.

Lei ha dedicato la vita a sua figlia, e ora che lei non c'è, il vuoto è assordante. Tuttavia, la guarigione del rapporto passa spesso attraverso la guarigione del genitore.

Questo è il momento di riscoprire chi è Paola oltre al ruolo di madre; coltivare interessi, amicizie e progetti personali non significa dimenticare sua figlia, ma diventare una persona più serena con cui sua figlia, un giorno, avrà meno timore di relazionarsi.

La lascio con una breve riflessione : I figli sono come aquiloni: abbiamo passato anni a correre per aiutarli a prendere il vento. Ora che sua figlia sta volando lontano, il filo sembra teso o allentato in modo imprevedibile. Il suo compito ora non è tirare il filo con forza, ma tenere la bobina con mano ferma e amorevole, mostrando che il legame regge anche senza trattenere.

Un caro saluto

D.ssa Cristina Salonna

cerca psicologo