Mente sana in corpo consapevole
L’antico proverbio “mente sana in corpo sano” trova oggi una conferma scientifica nella psicologia e nelle neuroscienze grazie a una competenza umana fondamentale ma spesso trascurata, ovvero l'interocezione. Possiamo definire questa capacità come il nostro ottavo senso, uno strumento straordinario che rappresenta la facoltà del cervello di percepire e interpretare i segnali che provengono dall’interno del corpo.
Non siamo fatti soltanto di pensieri astratti e ragionamenti razionali. Il cervello funziona in modo profondamente integrato con il corpo e mappa continuamente il nostro stato fisico per costruire, istante dopo istante, ciò che sentiamo e proviamo (Gordon et al., 2023).
Un respiro che accelera, un nodo allo stomaco o un battito cardiaco più forte non sono semplici reazioni meccaniche, bensì le basi stesse delle nostre emozioni. Il modo in cui interpretiamo questi segnali corporei determina in larga misura se ci sentiremo travolti dall’ansia oppure calmi e centrati (Craig, 2002).
Quando viviamo disconnessi dal nostro corpo, rischiamo di interpretare un lieve aumento del battito cardiaco come un segnale di catastrofe imminente, innescando pericolosi circoli viziosi che possono sfociare in attacchi di panico o stati di angoscia prolungata. Al contrario, una buona intelligenza interocettiva ci permette di riconoscere quell'attivazione fisiologica, accoglierla e lasciarla defluire in modo naturale.
In un'epoca frenetica che ci spinge a vivere costantemente proiettati all'esterno e focalizzati sulle prestazioni, recuperare questo ottavo senso diventa una vera e propria urgenza per il benessere psicologico.
La buona, anzi ottima notizia è che possiamo allenare questa profonda consapevolezza. L'ascolto interiore è una competenza flessibile che può essere coltivata, nutrita e raffinata con la pratica costante e con la giusta guida.
Gli strumenti d'elezione per intraprendere questo allenamento si basano sull'ascolto intenzionale e sul rallentamento. Attraverso il movimento consapevole, la Mindfulness e pratiche basate sullo yoga, impariamo a osservare e ad accogliere le sensazioni fisiche con curiosità benevola e senza giudizio. Questo atteggiamento gentile verso il nostro paesaggio corporeo ha un potere trasformativo enorme poiché disinnesca in modo efficace le reazioni da stress e ci aiuta a ritrovare un equilibrio interiore stabile (Kabat-Zinn, 2003).
Come ampiamente supportato dalla letteratura scientifica contemporanea, tra cui spiccano gli studi sulla relazione tra presenza mentale e interocezione, i benefici della Mindfulness sono oggettivamente documentati (Gibson, 2019).
Il lavoro personale su questa abilità va ben oltre il rilassamento momentaneo. Allenare l’intelligenza interocettiva significa intraprendere un percorso di profonda ristrutturazione psicologica. In questo modo diventiamo più capaci di tollerare e decifrare anche le sensazioni inizialmente spiacevoli, rendendoci persone più forti, più presenti e più autentiche. Abitare pienamente il proprio corpo significa imparare a vivere le emozioni invece di subirle.
In conclusione, Il lavoro psicologico orientato al corpo ha proprio questo obiettivo, riportarci alla nostra interezza originaria.
Solo radicandoci saldamente nel presente e nel nostro involucro somatico possiamo affrontare le sfide quotidiane con maggiore stabilità e chiarezza, trasformando l'ascolto di noi stessi nel più potente e accessibile strumento di benessere psicologico.
Riferimenti Craig, A. D. (2002). How do you feel? Interoception: The sense of the physiological condition of the body. Nature Reviews Neuroscience, 3(8), 655–666. https://doi.org/10.1038/nrn894
Gibson, J. E. (2019). Mindfulness, interoception, and the body: A contemporary perspective. Frontiers in Psychology, 10, Article 2012. https://doi.org/10.3389/fpsyg.2019.02012
Gordon, E. M., Chauvin, R. J., Van, A. N., Rajesh, A., Nielsen, A., Newbold, D. J., ... & Dosenbach, N. U. F. (2023). A somato-cognitive action network alternates with effector regions in motor cortex. Nature, 617, 351–359. https://doi.org/10.1038/s41586-023-05964-2
Kabat-Zinn, J. (2003). Mindfulness-based interventions in context: Past, present, and future. Clinical Psychology: Science and Practice, 10(2), 144–156. https://doi.org/10.1093/clipsy.bpg016
Schmalzl, L., Crane-Godreau, M. A., & Payne, P. (2015). Neurophysiological and neurocognitive mechanisms underlying the effects of yoga-based practices: Towards a comprehensive theoretical framework. Frontiers in Human Neuroscience, 9, Article 235. https://doi.org/10.3389/fnhum.2015.00235
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