Dott.ssa Emanuela Mezzani

Dott.ssa Emanuela Mezzani

Psicologa / Psicoterapeuta / Psicotraumatologa - E.M.D.R.

Un compagno che non vuole smettere con la cocaina

Salve,
mi chiamo Elisa e a marzo del 2017 rivedo il mio ex compagno di 8 anni fa ed è stato un esplosione di emozioni ricominciamo ad uscire insieme e decidiamo di riprovarci. A dicembre dello stesso anno scopro di essere incinta lui felice da subito io un po' meno perché pensavo che fosse troppo presto. A maggio del 2018 scopro che lui non è cambiato per niente fa ancora uso di cocaina motivo per cui lo avevo lasciato 8 anni prima e in quel momento mi cade il mondo addosso per l'ennesima volta mi aveva mentito. Da giugno le cose peggiorano tutte le notti torna a casa ubriaco e drogato e io mi passo una gravidanza da incubo.

Tutte le notti le passavo a sperare che lui rientrasse a casa sano e salvo e che il giorno X non si presentasse in sala parto strafatto e ubriaco. Nel corso di questi mesi provo a parlare con lui e mi promette che con la nascita della bambina tutto cambierà. Ora sono qui con la mia bellissima e dolcissima bambina di 3 mesi che è la mia ragione di vita ma con un compagno che non è cambiato per niente. L'anno più bello della mia vita si è trasformato nel peggiore.

Ho provato più di una volta a convincerlo a rivolgersi ad un sert, ma non vuole. Ho provato con le buone e ho provato anche con le cattive dicendogli che se ne deve andare da casa, oppure non facendogli più prendere in braccio la bambina quando tornava in certe condizioni ma nulla da fare.

Come posso fare? Io lo amo da morire ma la mia pazienza è ormai finita e soprattutto non voglio che si rovini la vita così.

Cara Elisa,

comprendo il malessere di vivere una gravidanza e ora una maternità senza il conforto e la presenza del compagno nella sua integrità fisica e mentale.

L'amore che prova per lui ahimè non sembra essere di aiuto o comunque sufficiente a renderlo responsabile di una famiglia quale ora siete. Forse nella vita del suo compagno ci sono state situazioni, eventi, comportamenti che in qualche modo lo hanno segnato e  influenzano tutt'ora il raggiungimento di determinati obiettivi. Problemi, sofferenze pregresse, che a volte noi tutti pensiamo di poter risolvere chiudendo i ponti col passato e sperando che nuove relazioni arrivino in aiuto. Ma non è così. E' solo un'ipotesi ovviamente.

Entrambi, per motivi diversi, avreste bisogno di un buon supporto. Forse lei Elisa, ha una famiglia d'origine che la può aiutare, una risorsa importantissima per affrontare questa fase delicata della sua vita, anche solo per il fatto di essere diventata madre. Per il suo compagno, ovviamente, le cose sono un pò più complicate, aggravate dal fatto che nega probabilmente il suo problema o, mi sembra di capire, non è disposto a farsi aiutare. Ed è questo il punto focale: serve la motivazione intrinseca, il desiderio, la spinta per voler affrontare un problema così grande. Non conosco la situazione e le dinamiche che vi caratterizzano come coppia genitoriale e coniugale, inoltre il tema è molto delicato e c'è una piccola vita che vi unisce in questo momento, ma a volte può essere utile riflettere su noi stessi, sui nostri comportamenti, sulle nostre risorse e sui nostri vincoli, e concentrasi lì, anziché sull'altro sperando che il nostro seppur piccolo cambiamento agisca positivamente anche in favore dell'unione e dell'altra persona. Saluti

domande e risposte

Dott.ssaEmanuela Mezzani

Psicologa / Psicoterapeuta / Psicotraumatologa - E.M.D.R. - Verona

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