Dott. Emanuele Oscar Crestani

Dott. Emanuele Oscar Crestani

Psicologo clinico specializzato in psicoterapia

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presentazione

Ascolto e supporto le persone nella mia professione di Psicologo clinico, Psicoterapeuta e Ipnologo. Ho conseguito la specializzazione in psicologia clinica presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università Statale degli Studi di Milano, completando un tirocinio quadriennale post lauream nel reparto di medicina psicosomatica dell'Ospedale San Carlo Borromeo di Milano. Da circa vent'anni mi dedico all'ipnosi clinica e ho approfondito temi legati alla medicina psicosomatica e alla psicofisiologia. Ho avuto l'opportunità di esercitare la mia professione in vari contesti, tra cui centri di riabilitazione per gravi traumatizzati cranici, comunità riabilitative per pazienti con problematiche psichiatriche e centri diurni per individui con deterioramento cognitivo. Lavoro nel mio studio privato (Centro di Ipnosi medica e medicina psicosomatica di Genova) dove nel mio intervento terapeutico di ispirazione junghiana integro tecniche imaginative con l'ipnosi clinica.

Svolgo inoltre attività formativa rivolta a personale sanitario.

 

Articolo PPE. Quando il corpo chiama: comprendere gli attacchi di panico nella Psicologia Potenziale Evocativa

Ci sono momenti in cui il corpo parla più velocemente della mente. 
Un battito che accelera, il respiro che si spezza, una vertigine improvvisa. 
Per chi vive un attacco di panico, tutto questo arriva come un’onda che travolge e disorienta.

Nella Psicologia Potenziale Evocativa (PPE), il panico non è un errore né un difetto. 
È un segnale: un punto in cui il campo corpo‑mente‑ambiente perde continuità e chiede una nuova forma di integrazione. 
Non è un nemico da combattere, ma una soglia da attraversare.

Quando il campo si restringe

La psicofisiologia ci mostra ciò che accade nel corpo: 
il sistema nervoso simpatico si attiva, il cuore accelera, il respiro diventa rapido e superficiale. 
È la risposta biologica alla minaccia.

Ma nella PPE questa attivazione non è solo un fatto fisiologico: è una configurazione del campo. 
Il campo si restringe, la percezione si focalizza solo su ciò che spaventa, il corpo diventa estraneo. 
La persona non sente più continuità tra ciò che accade dentro e ciò che accade fuori.

Quando il corpo diventa troppo forte

Una delle chiavi più importanti è l’interocezione: la capacità di percepire i segnali interni.

Nel panico, questa percezione si amplifica e perde forma. 
Un battito veloce diventa “sto morendo”. 
Un respiro corto diventa “sto soffocando”. 
Una vertigine diventa “sto per svenire”.

Non è immaginazione: è un corpo che parla troppo forte e una mente che non riesce più a tradurre.

La PPE interpreta questo come una perdita di permeabilità: il corpo non è più un luogo abitabile, ma un territorio sconosciuto.

Il terapeuta dentro il campo

Uno degli aspetti più innovativi della PPE riguarda la postura del terapeuta. 
Non osserva da fuori, non applica tecniche dall’alto. 
Nella PPE, terapeuta e paziente abitano lo stesso campo: un campo fatto di ritmi, micro‑movimenti, emozioni, silenzi, risonanze.

Il terapeuta agisce dall’interno del campo, non dall’esterno. 
La sua presenza modula, contiene, amplifica, evoca.

Quando il campo si restringe — quando il corpo accelera, la percezione si frammenta, la continuità si spezza — il terapeuta non “guida” da lontano. 
Entra nella stessa configurazione, la sente, la attraversa, la rende abitabile. 
È questa co‑abitazione che permette al paziente di non essere solo con ciò che sente.

Le configurazioni del campo e i loro pattern psicofisiologici

La PPE riconosce che ogni configurazione del campo ha una sua firma psicofisiologica.

- Campo ristretto → iperattivazione simpatica 
  Il corpo accelera, il respiro si fa corto, la percezione si chiude.

- Campo frammentato → irregolarità del respiro e della variabilità cardiaca 
  Il sistema non trova un ritmo coerente.

- Campo permeabile → aumento del tono vagale e coerenza respiratoria 
  È il campo della presenza, della possibilità.

- Campo evocativo (IPE) → stabilizzazione autonoma + apertura percettiva 
  Durante l’ipnosi evocativa, la fisiologia si regola e la percezione si amplia.

Queste configurazioni non sono statiche: cambiano mentre il campo cambia. 
Il terapeuta, abitandole, può riconoscerle e modulare la propria presenza per favorire una trasformazione.

L’IPE: un modo diverso di incontrare il panico

L’IPE – Ipnosi Potenziale Evocativa, derivata direttamente dalla PPE, non lavora sulla suggestione né sulla distrazione. 
Non chiede al paziente di “calmarsi” o di “pensare positivo”.

L’IPE crea uno spazio in cui la persona può rientrare nel proprio corpo senza esserne travolta.

È un processo evocativo: 
non impone, non corregge, non forza. 
Evoca possibilità, apre varchi, permette al sistema di ritrovare la propria capacità di regolazione.

Durante lo stato evocativo ipnotico, accade qualcosa di misurabile: 
il tono vagale aumenta, il respiro si fa più coerente, l’attivazione simpatica si riduce. 
Ma accade anche qualcosa di più sottile: 
la persona ritrova un modo di stare con ciò che sente, senza fuggire e senza combattere.

È un processo di maturazione del campo, non di controllo.

Il panico come soglia

Nella PPE, il panico non è un errore da correggere, ma una soglia da attraversare. 
Un punto in cui il sistema mostra la sua fragilità, ma anche la sua possibilità di trasformazione.

Quando la persona impara a riconoscere i segnali del corpo, a restare nella presenza, a modulare l’attivazione senza giudizio, qualcosa cambia. 
Il panico perde la sua forma minacciosa e diventa un movimento interno che può essere ascoltato.

Non si tratta di eliminare il sintomo, ma di riattivare il potenziale regolativo che era rimasto sospeso.

Bibliografia essenziale

Porges, S. W. (2011). The Polyvagal Theory. Norton. 
Critchley, H. D., & Garfinkel, S. N. (2017). Interoception and emotion. Current Opinion in Psychology. 
Jensen, M. P., Adachi, T., & Hakimian, S. (2015). Brain oscillations and hypnosis. American Journal of Clinical Hypnosis. 
Varela, F. J., Thompson, E., & Rosch, E. (1991). The Embodied Mind. MIT Press.

Nota dell’autore

Emanuele Oscar Crestani, psicologo clinico e psicoterapeuta, è fondatore del paradigma PPE – Psicologia Potenziale Evocativa e sviluppatore della IPE – Ipnosi Potenziale Evocativa. 
Svolge attività clinica, ricerca e formazione presso il CIMP – Centro di Ipnosi Medica e Medicina Psicosomatica, Genova.
https://medium.com/@emanuelecrestani/ppe-psicologia-potenziale-evocativa-il-paradigma-che-trasforma-il-campo-dellesperienza-di-81567021ff9e

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"Chi guarda fuori sogna. Chi guarda dentro si sveglia".

Iscritto all'Ordine degli Psicologi della Regione Lombardia col n. 6672 dal 27-02-2002

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