Sfatiamo il mito del Multitasking
Studi e ricerche affermano che quando una persona, impegnata in un compito, lo deve abbandonare momentaneamente per rispondere al telefono o per altri motivi, conclude il suo operato con un incremento di tempo e di errori del 50%.
Partiamo dal presupposto che anche se hai cento cose da fare, non puoi farle tutte e comunque non puoi pensare di farle tutte insieme è realisticamente impossibile; il tempo non è una risorsa infinita e dobbiamo immaginarlo come una coperta, se lo tiriamo troppo sopra la testa i piedi resteranno scoperti.
Si, puoi camminare ed ascoltare musica o mangiare e guardare la TV, ma non puoi mangiare mentre studi con la tv accesa, il tuo cervello non ce la fa perché non è progettato per fare più cose insieme. Per fare bene le cose devi cambiare approccio, concentrati su una cosa alla volta.
La concentrazione è una capacità che si può scindere e per essere davvero efficace richiede lo sviluppo di altre capacità:
Di seguito una possibile applicazione concreta.
Il metodo kanban (che significa lavagna o cartellone), è un sistema visuale che permette di tracciare il percorso di un biglietto (a cui è associato un determinato prodotto) all’interno di una lavagna, rappresentando così lo stato di avanzamento dei lavori. La regola è mantenere un numero limitato di biglietti che possono stare nelle diverse colonne della mappa, alla volta, in modo da scandire meglio la gestione del tempo.
I due principi fondamentali del Personal Kanban sono: visualizza il tuo lavoro ed evita l’accumulo di lavori “in corso”.
Per organizzare un sistema bisogna prendere una lavagna (o un foglio bianco) dove poter usare post-it, biglietti o magneti; dividere lo spazio in tre colonne: Opzioni, In Corso, Fatto o qualsiasi altra denominazione che segni lo stadio del lavoro.
Dopodiché, si scrivono sui biglietti le cose da fare distinguendo, con i diversi colori, l’urgenza e il tipo (lavoro, vita personale etc.). Una volta posizionate nella colonna delle Opzioni si può cominciare a metterle sotto la colonna In Corso non più di tre alla volta; concluso il lavoro e posizionato il biglietto corrispondente nella colonna Fatto, si può procedere con un altro e così via.
Il segreto è quello di non avere, nel tempo presente (ovvero la colonna In Corso) più di tre biglietti, in modo da non sovraccaricarsi e obbligarsi a iniziare qualcosa solo dopo averne concluso un’altra. Questo passaggio eviterebbe il brutto vizio di avere “conti in sospeso” con i proprio lavori incompiuti, tipico di chi inizia mille cose e ne conclude poche.
“Se vuoi veramente concentrarti su qualcosa, la quantità ottimale di tempo da spendere è novanta minuti E attenzione a non inframmezzare la concentrazione con delle interruzioni, perché ci vogliono venti minuti per recuperarla.”
Winifred Gallagher
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