Dott.ssa Fabiana Lefevre

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Dott.ssa Fabiana Lefevre

Psicologa

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Viale di Val Fiorita n.90 - 00144 Roma (RM)

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presentazione

Sono una psicologa con una formazione specialistica in consulenza psicologica strategica. Dopo anni di esperienza nel settore delle risorse umane, ho scelto di approfondire il mio impegno nel supportare le persone nei momenti di difficoltà, integrando competenze organizzative e psicologiche.


Credo in un approccio centrato sulla persona, capace di attivare le risorse individuali per affrontare il cambiamento, superare blocchi emotivi e costruire nuove possibilità. Lavoro con adulti, professionisti, coppie e genitori, offrendo percorsi personalizzati in presenza a Roma o in modalità online.

Consulenza psicologica individuale
Per superare momenti di crisi, affrontare stress, ansia, difficoltà relazionali o scelte importanti.

Coaching e supporto professionale
Per sviluppare consapevolezza, leadership, gestione dello stress e migliorare la propria efficacia sul lavoro.
Supporto alla genitorialità
Percorsi per mamme, papà e coppie che desiderano migliorare il proprio ruolo genitoriale o affrontare processi di adozione.

Gestione delle relazioni e dei conflitti
Per migliorare la comunicazione e affrontare momenti critici nelle relazioni interpersonali o familiari.

Utilizzo un approccio integrato e strategico, che unisce ascolto, strumenti pratici e tecniche orientate al cambiamento. Ogni percorso è costruito su misura e pensato per aiutarti a raggiungere risultati concreti, ritrovare chiarezza e vivere con maggiore equilibrio e autenticità.

"Accolgo le persone nei momenti di cambiamento, offrendo ascolto, strumenti concreti e percorsi su misura per ritrovare equilibrio e fiducia."

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mi occupo di

  • Stress e Burn-out
  • Attacchi di Panico
  • Ansia

Ognuno di noi ha la possibilità di dipingere la propria vita come un'opera d'arte

pubblicazioni

Gestire il conflitto, si può?

Fabiana Lefevre

Fabiana Lefevre

 
Il conflitto è quella situazione che si determina quando su un individuo agiscono forze avverse. Spesso nella nostra cultura il conflitto viene considerato principalmente per i suoi lati distruttivi: il presupposto è che il conflitto abbia come unica via di sbocco o di evoluzione, l’irreversibilità.

Da questo pensiero conseguono due atteggiamenti:

  • si fa di tutto per evitare il conflitto
  • si fa di tutto per uscirne vincitori

Pensare al conflitto come una modalità naturale attraverso la quale le relazioni umane possono migliorarsi, apre orizzonti insospettati di lavoro e di ricerca.

Ci sono 3 metodi per la gestione dei conflitti, secondo Gordon (Thomas Gordon è psicologo, la sua specializzazione sono programmi di training per genitori ed educatori).

  1. L’ottica autoritaria, in cui la soluzione è accettabile solo per me, appartiene al primo metodo: “Io vinco-tu perdi” (ad esempio: “Io so cosa è meglio per te”).
  2. L’ottica del “laissez-faire”, del lasciar correre, in cui la soluzione è accettabile solo per l’altro, appartiene invece al secondo metodo: “Tu vinci-io perdo” (ad esempio: “Fai quel che vuoi”).

In questi due metodi, la comunicazione è unilaterale. Entrambi sono basati sul potere e come reazioni ad esso potranno esserci riduzione della comunicazione, risentimento e frustrazione, competizione, sottomissione, ribellione, ritiro e fuga.

Il terzo approccio è il METODO SENZA PERDENTI, fondato su rispetto e parità. Il terreno fertile su cui poter seminare è l’accettazione dell’altro, che passa attraverso le nostre parole, in congruenza con il non-verbale (postura, gestualità, espressioni del volto…).

In cosa consiste concretamente il metodo senza perdenti di Gordon per la gestione del conflitto?

Possiamo individuare 6 tappe:

  1. Identificazione e definizione del conflitto. Ci si prende del tempo per capire cosa sta succedendo. Il problema viene definito come un conflitto di esigenze e non con soluzioni competitive. Vengono usati il MESSAGGIO IO e la riformulazione come ascolto comprensivo, che rifletta quel che l’altro ha detto.
  2. Fase di confronto si lasciano emergere le possibili soluzioni, senza esercitare censura o giudizio. Può essere utile la tecnica del brainstorming.
  3. Fase di valutazione: si valutano insieme le soluzioni emerse.
  4. Fase della scelta si sceglie la soluzione più conveniente ed accettabile.
  5. Fase operativa consiste nel programmare e attuare la decisione stabilendo ruoli, mansioni e tempi.
  6. Fase di follow-up, infine prevede di rivedere e rivalutare la decisione in un secondo momento e poi, eventualmente, si deciderà di adottare una nuova soluzione.

La risoluzione dei conflitti mediante il metodo senza perdenti risulta essere un processo di problem solving, che si attua attraverso i principi di partecipazione, negoziazione e  responsabilità condivisa.

Il conflitto si trasforma allora da occasione di guerra e rivalsa, in un’occasione di crescita in cui entrambi i protagonisti escono vincitori. Non si tratta più della visione “vinco io - perdi tu” ma di quella “si vince solo se vincono tutti".

L’altro non è più il nemico, quello da combattere, che ha necessariamente torto perché la pensa diversamente da me, ma diventa semplicemente uno che ha un pensiero diverso dal mio, grazie al quale posso arricchire la mia esperienza e la mia percezione del mondo.

Come funziona il Messaggio IO?

Questo è un potente e prezioso strumento per mettere in “ordine” la comunicazione, evitando di ferire e farsi ferire inutilmente, e comunicare in modo limpido e pulito.

  1. Nei MESSAGGI TU l’attenzione si concentra in negativo sull’altro (chiudono la comunicazione)
  2. Nei MESSAGGI IO si mette in evidenza il proprio sentire in relazione al comportamento dell’altro, riportando equilibrio nella relazione e favorendo il dialogo ed il confronto (aprono la comunicazione)

Facciamo un esempio concreto: “Hai appena pulito e riordinato casa arriva Adriana e te la sporca”

MESSAGGIO TU

“Sei cattiva, mi vuoi far perdere tempo”

MESSAGGIO IO

“Mi sento incompresa/o, in questo momento, adesso devo ripulire tutto di nuovo e non ho voglia di perdere tempo”…

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