Domande e risposte

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Spesso piango senza alcun motivo apparente

Salve, scrivo perché ormai da qualche settimana spesso piango: quando sto studiando o penso a studiare piango, credo questo sia il fatto scatenante ma non penso sia il motivo vero per cui io lo faccia; quando poi penso al perché del mio pianto non riesco a darmi una risposta e così questo peggiora ancora di più. In più se qualcuno viene da me durante queste “crisi” mi viene da allontanarlo ma allo stesso tempo vorrei che mi stesse vicino, ma non mi sento mai del tutto capita. Questa situazione mi turba abbastanza (non so se possa centrare ma quest’anno ho iniziato una scuola nuova). Mi sembra sempre di non farcela nelle cose, ho paura di non farcela.

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Febbre da stress

Buona sera, sono una donna di 43 anni affetta da febbre quotidiana da più di un anno sono stata ricoverata esami perfetti guarita solo con agopuntura che però non posso continuare a vita. Ho provato a capire le cause e credo di averle trovate lavoro e un rapporto sentimentale vissuto male. Vorrei chiedere che medicine posso usare contro lo stress

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Situazione difficile, mi sento soffocare dai troppi pensieri

Buonasera, vi scrivo perchè sto attraversando un periodo veramente pieno di problemi e ho bisogno di capire come superarlo al meglio. Sono una ragazza di 20 anni e frequento l'università.Il 2018 è stato per me un anno veramente difficile, forse il peggiore che io abbia mai vissuto fino a questo momento. Un mese fa esatto mio nonno è venuto a mancare improvvisamente. Non era malato, non stava soffrendo; si è spento senza neanche accorgersene una sera tra le braccia di mia nonna dopo essere andato a dormire. Non ho pianto subito, mi sono lasciata andare solo nel momento in cui ho visto mio nonno morto, ma è stato un lasciarsi andare di qualche ora appena perché, a dire la verità, non sono riuscita a piangere molto. Mi sono sentita in colpa per questo, ho pensato "non è troppo presto per non piangere più? Perché tutti sembrano soffrire e io non piango?", ma tutti continuavano a dirmi che era meglio così, che ero forte ed ero riuscita ad elaborare il lutto in fretta. Io non so se sia successo realmente questo, sapevo solo che appena due giorni dopo la sua morte pensare a mio nonno mi faceva sorridere, perché ero consapevole di averlo amato tanto e che avrei per sempre conservato il suo ricordo, ma ricominciare così presto a sentirmi "bene" mentre tutti intorno a me soffrivano mi faceva stare male, mi sembrava di stare sbagliando, di essere insensibile. Mia nonna, che già soffriva di depressione mentre mio nonno era in vita, è peggiorata: stiamo cercando di aiutarla in tutti i modi, ma ogni volta che ci vediamo scoppia in lacrime e sento che per me sopportare questo è diventato troppo difficile. Appena due giorni dopo il funerale di mio nonno, l'altra mia nonna è stata ricoverata in ospedale d'urgenza perché malata di polmonite; appena una settimana dopo è venuto fuori che potrebbe avere un tumore alla trachea ma che, essendo troppo anziana, non può essere rimosso perché non sopporterebbe mai un intervento. La mia famiglia adesso è immersa in un'atmosfera di dolore e frustrazione. Mia madre ha dovuto superare in fretta la morte di suo padre per occuparsi di mia nonna, ma non ce l'ha mai fatta davvero; mio padre è impegnato con mia nonna in ospedale. Mia madre vorrebbe mio padre vicino in questo momento difficile, ma mio padre ormai non torna neanche più a casa per stare in ospedale con mia nonna (nonostante abbia dei fratelli e quindi mia nonna verrebbe comunque mai lasciata da sola). Entrambi sfogano le loro frustrazioni su di me, essendo la loro figlia più grande, e io cerco di essere forte e di evitare che litighino tra loro e complichino maggiormente questa situazione di disagio che stiamo vivendo. Ma mentalmente mi sento davvero tanto stanca. E' successo tutto troppo in fretta e ho tanta, troppa confusione. Aggiungo anche un piccolo trauma che ho avuto tempo fa e che ha portato tante piccole paure che prima non avevo: agli inizi di ottobre c'è stato un terremoto abbastanza forte, seguito da tante altre scosse più lievi almeno due-tre volte al giorno. Non sono riuscita a dormire per un bel pò di tempo, ho paura di ogni rumore, di rimanere sola a casa (la notte del terremoto io ero l'unica persona sveglia in casa e ho letteralmente visto ogni cosa cadere e rompersi davanti ai miei occhi), non riesco più a considerare casa mia un posto sicuro, ho paura che possa succedere qualcosa di terribile da un momento all'altro e vivo immersa nell'ansia continua. Sento un peso incredibile addosso e non riesco neanche più a parlare con i miei amici. Mi sento solo frustrata.  

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Cosa fare quando tutto ti è contro?

Buongiorno, sono una ragazza di 26 anni in un periodo molto delicato della sua vita.
Ho sempre avuto un rapporto difficile con i miei genitori, continue discussioni pesanti. Per loro come figlia non sono mai stata abbastanza, sono sempre stata incapace in tutto, una delusione. Di conseguenza, non sentendomi mai apprezzata, sempre criticata, ho sempre avvertito una mancanza nella mia vita.
Non mi sono mai sentita amata da loro. Non ho mai avuto amici, se non per brevi periodi, durante la mia adolescenza uscivo poco e niente. Arrivata a 18 anni i miei mi hanno incoraggiata a prendere la patente, e l'ho presa, ma non mi hanno mai fatto usare la loro macchina e stavo sempre chiusa in casa (scuola a parte), quindi della mia zona conosco pochi posti.
A 22 anni ho conosciuto un ragazzo su internet, abbiamo cominciato a vederci e ci siamo innamorati. I miei genitori, soprattutto mia madre, ha cominciato a litigare con me tutti i giorni per 8 mesi, facendomi dispetti a casa, tutti i giorni, parlando male di me e il mio ragazzo, perché lui abitava a 80 km di distanza (1h di auto) e lei non avrebbe mai voluto che stessi con lui. Questo ebbe effetti negativi sulla mia relazione, e se non litigavo con mia madre, litigavo con lui, o piangevo. Tutti i giorni.
Dopo 8 mesi ero in procinto di esaurimento, e lui mi propose di andare a vivere insieme dopo 8 mesi di relazione. Io ci andai. Con mia madre non parlai per 1 anno, ma poi il rapporto andò via via sanandosi, e alla fine accettò anche lui... Non sapendo che lui mi metteva le mani addosso. Mi sono trovata da una situazione in cui stavo male, ad una in cui stavo peggio.
Tirai avanti la relazione per 4 anni, dopodiché cominciai a lavorare presso un'azienda vicina a dove convivevo. E lì conobbi un ragazzo che mi piaceva. Avevo una situazione disastrata in casa mia, ogni settimana se non peggio il mio compagno mi metteva le mani addosso e quando cominciai a lavorare ho cominciato ad essere più indipendente, mi sentivo finalmente libera, realizzata, se non per il fatto che sapevo di dover lasciare il mio compagno.
Dopo un paio di mesi, decisi di uscire con questo ragazzo, della ditta, ma il mio compagno ci beccò e per me fu quasi un sollievo. Tornai a casa dai miei, con due gatti che nel frattempo avevo adottato, e confessai tutto ai miei. Sul momento rimasero allibiti, poi cominciarono a dire che me lo avevano detto che non era la.persona giusta, che io non li ascolto mai, che sono un fallimento. Ho continuato a frequentare quest'ultimo ragazzo, che è tutt' ora il mio ragazzo. Da quando sono tornata dai miei sono passati 7 mesi, e la situazione comincia a farsi insopportabile in casa mia, soprattutto con mia madre. In questi ultimi mesi ho lavorato presso due aziende diverse, e ora mi ritrovo Ancora senza lavoro. Mia madre si lamenta giornalmente dei gatti che fanno i dispetti, che danno fastidio, e quando è veramente arrabbiata mi dice che loro stavano meglio quando io non c'ero, che è meglio che appena posso trovo una sistemazione e vada a vivere da sola...ma sanno anche loro che non ho lavoro e se lo trovassi sarei comunque precaria... ed è anche il mio più grande desiderio tornare a vivere da sola... Ora oltre ad essere una fallita, non sono in grado di tenermi un lavoro, non ho voglia di fare niente secondo loro... mia madre è arrivata anche a dirmi che il mio ex compagno che mi metteva le mani addosso ci ha guadagnato ad essersi lasciato con me, perché io non ho mai fatto niente.. sono addirittura arrivata a pensare di andare in quei centri di accoglienza per i senzatetto... Non ne posso più... vorrei vivere da sola e tornare Serena... nella ditta dove ho conosciuto il mio attuale ragazzo continuano a chiedere di farmi tornare... Ma non posso tornare lì a meno che non abbia un posto dove stare e da lui non posso e non voglio stare per il momento... Ma un appartamento in affitto non lo troverò mai se non ho un contratto a tempo indeterminato... sono disperata, voglio andarmene da qui... ormai non dormo più e quando dormo Faccio incubi...

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Afasia transitoria - Tac e analisi nella norma

Buongiorno, domenica mattina il mio compagno (33 anni) è stato svegliato all'alba da nostro figlio, si è alzato, è sceso e risalito dal piano di sotto e subito dopo ha avuto un episodio di afasia (totale, non riusciva proprio a parlare) che sarà durato circa 4 minuti. Non era mai capitato. Abbiamo chiamato l'ambulanza e durante l'attesa aveva già ripreso a parlare correttamente, al pronto soccorso hanno eseguito analisi del sangue, tac con liquido di contrasto e tutto è risultato nella norma.
Nei prossimi giorni farà anche una risonanza magnetica e una eeg. Lui sostiene che durante l'episodio non ha mai perso lucidità e si ricorda tutto ma non riusciva ad esprimersi. Ora la mia domanda è: possibile che un periodo di forte stress e stanchezza fisica e mentale possa portare ad un episodio del genere?
E' possibile che un'afasia temporanea non sia per forza causata da un problema organico (ischemia, ictus, tumore etc etc)?
Grazie mille

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Sto perdendo le redini della mia vita

Salve, sono una ragazza di 25 anni e sto cercando di capire cosa voglio fare della mia vita, che ad oggi non mi soddisfa, anzi credo proprio che sia tutta sbagliata.
Ho dei genitori che si sono sempre fatti in quattro e anche in otto per me e mio fratello, ma abbiamo dei problemi di comunicazione che ci portiamo dietro da anni; come da anni ho la brutta abitudine di raccontargli a volte delle bugie, per non farli preoccupare o per non dare troppe spiegazioni.A
Abbiamo sempre tirato avanti rinunciando a tante cose, ma negli ultimi anni le pressioni economiche sono state forti e sono la causa di molte altre situazioni che si creano in casa. Premesso ciò, subito dopo il liceo ho iniziato l'università, i primi anni andava tutto bene, avevo una borsa di studio con cui potevo permettermi una stanza in appartamento condiviso, lontano da casa, quasi completamente indipendente, tutto a meraviglia.
Dal terzo anno di università è cominciata una discesa che non sono più riuscita a fermare: ho cominciato a perdere interesse per ciò che facevo, a cercare lavoro per non essere totalmente un peso economico per la famiglia; sono andata fuori corso, ho interrotto due anni, senza mai essere completamente assente dall'università, ma il lavoro ha preso il sopravvento: l'indipendenza economica, l'imparare un "mestiere", ricevere gli apprezzamenti dei titolari, mi facevano stare bene; ma i miei genitori non erano contenti, per loro la realizzazione non poteva stare nel lavoro in un bar o in un ristorante, tutto quello che avevo fatto in tre anni non poteva essere certo buttato al vento.
Mi sono convinta che avessero ragione e mi sono re-iscritta un anno fa... è stato difficilissimo: ho lasciato il mio lavoro, a cui tenevo tantissimo, sono tornata a vivere a casa con la famiglia, in un anno sono riuscita a dare 3 esami con scarsi risultati, quando all'inizio ne davo 3 a sessione; sono distratta da mille altre cose che mi interessano, ci metto molto tempo per imparare e ricordare ciò che studio, vedo il traguardo come impossibile da raggiungere perché troppo difficile... ho visto molti ex compagni di scuola nonché amici più giovani di me raggiungere l'obiettivo "laurea" e mi sento una fallita. penso sempre più spesso di abbandonare tutto (casa, università, paese) e iniziare una nuova vita, magari lontano da qui, sfruttando le esperienze lavorative fatte finora, ma in questo caso non so se i miei mi aiuterebbero economicamente; l'alternativa è stringere i denti, continuare a studiare e cercare di rendere orgogliosi i miei genitori della loro figlia quasi perfetta, genitori che si indebiterebbero pur di farle continuare gli studi... l'unica cosa che so per certo è che vorrei parlare con loro, spiegargli cosa succede, ma ho come un blocco, so che non mi perdonerebbero mai se mandassi all'aria tutti i sacrifici che hanno fatto per me e per me deluderli ancora una volta sarebbe il vero fallimento.
Mi sono imposta di farli contenti mentre dentro di me sto impazzendo un po' alla volta, il tempo sta passando e io non riesco più a capire cosa fare di me stessa.
Ho delle crisi di pianto sempre più frequenti, problemi con il sonno, con il cibo, sento che mi sto perdendo ed è tutto una confusione.
Questa situazione mi porta a un continuo stato di nervosismo, frustrazione, insoddisfazione, insofferenza, soprattutto quando sono dentro casa, una volta fuori, con gli amici, riesco a rilassarmi perché non mi sento né osservata, né giudicata, i problemi per qualche ora non esistono... quando lavoro il weekend mi impegno al massimo e tutti gli altri giorni mi rimprovero per non metterci lo stesso impegno nello studio. Mi sento una pazza che non sa più cosa sta facendo.

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Somatizzazione conseguente allo stress

Buongiorno,
sono un'invalido al 100%, ciò dovuto alle conseguenze di un gesto conseguente ad una forma di psicosi acuta.
A ciò é seguito un periodo di cura e di riabitazione, ma anche l'assunzione di farmaci (Zyprexa, Depakin, litio) tra i fattori scatenanti di una sindrome metabolica, + 40 kg, diabete, disturbi al fegato.
A ciò è connesso uno stile di vita, soprattutto nel lavoro, stressante.
Ciclicamente, nonostante il vaccino, mi viene l'influenza o le gastroenteriti.
Sto pensando che oltre ad una predisposizione di natura organica (immunodepressione legata al diabete) vi siano anche fattori di scarsa resistenza agli stress, considerando la ciclicità (ogni 15-20 giorni) e gli eventi che mi bloccano, ma non sono di una gravità estrema.
Vi ringrazio e invio cordiali saluti.

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Come posso comportarmi?

Mio figlio di due anni negli ultimi tre giorni è molto irascibile, non vuole farsi lavare, né cambiare il pannolino, nè stare seduto sul seggiolone x mangiare, ed all'improvviso ha crisi che vuole stare in braccio.
Cosa può essere?

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