Stress
Dott.ssa Elisa Danza

Psicologia e Pandemia

Sono Elisa, sono una dottoressa, una psicoterapeuta. Lavoro a Muggiò presso la Cooperativa Ippogrifo, della quale sono fondatrice insieme a colleghi (che non sono solo ...

07 Aprile 2021

Domande e risposte

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Come non stressarsi?

Buonasera, mi sono appena iscritta..Questa settimana ho avuto ansia, stress, mi sono anche sentita triste, disperata, ho avuto mal di testa, mal di stomaco. Ho 26 anni e lavoro 5 ore da lunedì a sabato (più 1ora di andata e ritorno), sono al primo anno di infermieristica. Sto cercando di studiare e organizzarmi anche con la scuolaguida. A casa ho una sorella di quasi 23 anni che ha lasciato gli studi a 16 anni, non lavora, non ha mai lavorato. Il mio altro fratello è all'ultimo anno delle superiori ma dice che non ce la fa quest'anno e vuole mollare, a me dispiace tanto, già mi preoccupo di mia sorella, per mio fratello ancor di più. Mio padre quando arriva a casa dal lavoro, guarda la televisione ad alto volume..mia madre entra quasi sempre in camera e mi interrompe. Vorrei trovarmi una psicologa che mi aiuti a non preoccuparmi e di stare serena

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Non so come gestire lo stress

Buongiorno,sono un ragazzo di 25 anni che sta cercando di migliorare le proprie finanze.Lo scorso anno a causa di pressioni lavorative, problemi famigliari, pandemia e altre complicazioni relazionali provai un intenso stress, aggravato da una mia propensione a essere ipocondriaco e pensare di essere depresso, di dover prendere psicofarmaci e di perdere così la mia identità. Questa paura nasce dal fatto che mio papà sta vivendo un periodo di depressione da più di un anno e assume diversi psicofarmaci. Avendo visto in lui questo cambiamento profondo da uomo forte e vincente in un una persona molto più sconfortata e intontita mi ha reso vulnerabile. Ho iniziato a temere la depressione, tematiche come i suicidi al quale lui si è avvicinato, vedendole non più come cose lontane ma come cose che, allora, possono capitare a ognuno di noi, compreso a me, che tuttavia sono di indole solare, positivo e determinato. Andai da uno psicoterapeuta che mi aiutò molto a fare chiarezza, fu forse bravo a scindere la mia realtà da quella di mio padre facendomi capire che in me non vi era nessuna presenza di questo male e infatti senza assumere psicofarmaci mi sentii piano piano sempre meglio, anche con l'arrivo dell'estate e della pseudo normalità che abbiamo vissuto. Oggi sono molto più consapevole di me stesso e non presento più particolari momenti difficili nelle mie giornate. Tuttavia, il motivo per cui scrivo qui è perché vorrei fare un nuovo e definitivo passo in avanti per sentirmi bene veramente. Mi capita ancora, specialmente quando voglio gestire troppi impegni e farlo al meglio risultando bravo e competente, di sentirmi stressato. Io sono un commerciale, vendo servizi per un'azienda e sono pagato come dipendente. E un lavoro che mi occupa poco tempo essendo bravo faccio numeri importanti utilizzando meno ore rispetto ai miei colleghi. Essendo giovane sto studiando marketing per avere un domani dei guadagni automatici derivati da vendite online. Inoltre, studiando queste cose alcuni amici cari mi hanno chiesto di seguire i loro social facendo loro foto e video perché come hobby ho sempre avuto il videoediting. E anche qui sono bravino. Mi pagano, e di sti tempi, rifiutare lo trovo brutto, sia perché sono amici che hanno bisogno, sia perché la mia famiglia non ha molti soldi e quindi io cerco di mettere fieno in cascina in attesa di iniziare a guadagnare cifre che possano sistemare me e coprire, un domani, eventuali necessità della mia famiglia. So che dovrei pensare a me, non farmi carico delle responsabilità altrui, però sono fatto così. Non riuscirei a godermi la mia ricchezza laddove arrivasse ( o comunque il benessere) mentre i miei sono in difficoltà. Come del resto comprendo di avere diversa carne al fuoco e vorrei portarla avanti perché sia il lavoro, sia lo studio, che gli extra mi piacciono. Inoltre sono anche fidanzato e ho amici, quindi il tempo è quello che è.
E' come se vivessi due vite insomma, una che mi permette di oziare e vivere tranquillo e invece un'altra che, conscia dei miei risultati e della mia bravura, mi spingesse a fare di più, a crederci e non mollare perché posso ottenere importanti traguardi. E quando mi dedico alla seconda, inizio a sentirmi stressato e la testa dopo un po mi va nel pallone e temo di risentirmi a disagio come un anno fa... e per niente al mondo vorrei tornare come allora!

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I miei genitori oppressivi e manipolatori mi fanno stare male, come risolvere?

Salve a tutti sono Giorgia e ho 18 anni. Fin da piccola sono sempre stata una bambina educata e ubbidiente ai miei genitori, l’unico problema è che loro hanno sempre scelto per me, a cominciare dallo sport, dalla scuola e dai corsi pomeridiani di inglese, nonostante io non fossi d’accordo con le loro scelte. Quando ero più piccola non mi rendevo conto di queste cose perché sentivo il bisogno di compiacere i miei genitori, adesso che ho 18 anni sento il bisogno di fare le mie scelte, solo che purtroppo i miei genitori non mi capiscono, mi reputano una ragazzina viziata e mi sminuiscono minacciandomi. Alla fine di tutti i confronti con i miei genitori sfocio sempre in un pianto isterico, mi sento giudicata e non capita e purtroppo questa cosa mi capita ogni volta che ho confronti e discussioni con altre persone. Al momento la cosa che mi tormenta di più è questo corso di inglese con esame finale di livello avanzato “advanced”, che io non ho scelto di fare e per cui non mi sento ancora pronta. In aggiunta a questo nel corso mi ritrovo con altre due persone adulte( 30 e 50 ) anni e in più ho altri mille impegni tra cui maturità, compiti, sport agonistico, un altro esame di inglese di livello precedente a questo corso rimandato per colpa del COVID ed esame di scuolaguida. In più a tutto questo i miei genitori dovevano pure iscrivermi a quest’ altro corso di inglese, senza mia autorizzazione e pagando un sacco di soldi. Ovviamente mi obbligano e minacciano ad andare, nonostante io fossi stressata e male.

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Rapporto madre-figlia

Salve a tutti, sono una ragazza di 22 anni e sono qui perché la convivenza con mia madre mi sta consumando. Sogno ogni giorno di più di andarmene di casa, di mettere da parte quei pochi soldi che guadagno parallelamente agli studi e andare a vivere da sola. Siamo sempre state io e lei contro tutto e tutti, dalla separazione con mio padre alla tossicodipendenza di mio fratello maggiore. Ne abbiamo passate tante, ma sento che è arrivato il momento di distaccarci, proprio per non mandare in malora questo nostro rapporto. Non so cosa sia cambiato onestamente negli ultimi anni, ma è obiettivo dire che se la prende con me per ogni cosa. Come scritto sopra, al contrario di mio fratello, io sono interamente cresciuta sotto l'ala di mia madre, e direttamente o indirettamente ad oggi le somiglio molto. Ogni mattina l'aiuto nelle faccende domestiche, le rifaccio il letto, passo l'aspirapolvere, apparecchio e sparecchio la tavola, stiro... insomma tutte cose che non sto qui ad elencare, ma che cito giusto per rendere un po' più chiara la situazione. Non sono una figlia che fa tutto questo troppo volentieri, lo ammetto, a volte non ho affatto voglia di alzarmi dal letto, ma ogni giorno mi sforzo e mi dico che è il mio dovere, e che chiunque altro al mio posto lo farebbe. Il problema però non è la mia svogliatezza, nè il fare tutto nei tempi da lei prestabiliti. Il problema è che qualsiasi cosa io faccia o dica, lei se la prende con me. Spesso per stupidaggini, mi insulta nel vero senso della parola, così, gratuitamente, anche quando non serve. Mi dà della stronza, dell'egoista o addirittura mi accusa di essere gelosa quando mi capita di farle notare la differenza di trattamento che riserva a me rispetto a quello che riceve mio fratello. E più tento di farle intendere che è un mero paragone per farle capire che si accanisce troppo su di me, tanto più mi incalza accusandomi, addirittura facendomi pure il verso, facendomi ribollire come un' adolescente frustrata e incompresa. Nella maggior parte dei casi finisce con me che sbatto la porta della mia camera, e con lei che continua a parlare tra sè e sè. Il tutto passa dopo un giorno o due, ma senza mai un vero chiarimento. Ho provato a parlarle di questo suo "puntare il dito" senza ascoltare, anche davanti a mio fratello (unico testimone di queste dinamiche, che peraltro appoggia le mie osservazioni), ma tutt'oggi non ne vengo ancora a capo. Sono qui, in bilico tra il senso di giustizia e il senso del dovere. Penso che è mia madre, che ne ha passate tante e che probabilmente ancora qualcosa dentro di sè sta guarendo lentamente, ma altre volte penso che anche io ne ho passate tante e continuo a passarle ora, proprio a causa sua. Ogni sera esco, ed è una vera liberazione sapere di poter passare un paio d'ore senza dover adempiere ad ogni sua richiesta. Ma quando torno a casa per dormire, e penso alla giornata successiva che mi aspetta, ecco che cresce in me poco alla volta una voglia pazza di andarmene. Spesso è stata capace di rinfacciarmi il fatto che io esca la sera, facendomi presente che lei al contrario resta a casa, a pulire tutti i giorni. Lei ha un compagno, ha più di un'amica, esce e si svaga proprio come faccio io, ma spesso ha sostenuto il contrario, puntandomi anche qui il dito contro, dandomi la colpa di chissà cosa. Guai a ricordarle che anche lei ha una vita, che non ha solo una casa da pulire, ma che può uscire in più occasioni per liberarsi un po' la mente, perché ti salta subito alla conclusione che se così fosse, allora io e mio fratello vivremmo in una topaia (il che può valere sicuramente per mio fratello, che è un vero disastro, ma non con me). Come ho specificato all'inizio, io le cose le so fare, e davvero. Sono stata più volte settimane in casa da sola, quando lei era via, e non mi sono mai sentita più libera in casa mia. Mi sono occupata davvero di tutto in quei giorni, cucinavo, lavavo, stiravo, pulivo. Il tutto mentre mio fratello poltriva sul divano. Anche qua, non serve che io elenchi le mie doti da casalinga disperata lo so, e mi sento anche piuttosto stupida nello scriverle, ma lo faccio perché penso che possa farmi stare meglio esternare con qualcuno o anche solo mettere per iscritto quello che ho dentro. E quello che ho dentro è tanta, tanta frustrazione, che inevitabilmente riverso anche nella relazione con il mio fidanzato talvolta. Sento proprio che il suo malessere alimenta il mio. Non vorrei dilungarmi troppo, ma ho il presentimento di essere stato troppo generica finora, quindi riporto un classico esempio di un nostro litigio, successo proprio ieri. Ero in salotto a leggere un libro, quando suonano alla porta. Era la vicina di casa che voleva parlare con mia madre, vado io ad aprirle e la lascio entrare in salotto dove arriva mia madre e le lascio così conversare, riandandomi a sedere per continuare a leggere. La conversazione si sposta appena fuori la porta, che mia madre lascia aperta facendo entrare del freddo. Io allora le dico senza un briciolo di presunzione, maleducazione, o qualsiasi altro accento malsano, di accostare la porta. Beh, la accosta, ma quanto rientra mi riempie di accuse. Sono una maleducata, avrei dovuto alzarmi e andare a chiudere io la porta, agli occhi della nostra vicina sono sicuramente sembrata chissà cosa, avrei dovuto alzare il culo e fare da me. Mi fa il verso del tono con cui le ho detto di accostare la porta di casa, mi dice che sono sempre sgarbata. Faccio per ricordarle che qualche giorno prima è successa la stessa identica cosa con mio fratello, che per sbaglio aveva lasciato la porta semiaperta e che lei gli ha detto di chiuderla, ed ecco che si fionda dicendomi di smetterla di essere gelosa di mio fratello. Il resto non serve raccontarlo, in questi casi continuo sempre un po' a ribattere, ma a vuoto, me ne vado e basta. Lo dico perchè nessuno qui mi conosce, ma non sono assolutamente gelosa di mio fratello. Mi reputo una ragazza onesta con gli altri e con me stessa, non lo sono affatto. Ma spesso mi ritrovo a portare certi esempi per avvalorare la mia tesi secondo cui mia madre mi tratta come se fossi una sua estensione, dà per scontato ciò che ogni giorno faccio per lei. Comunque, prima di trovare "la mia dimensione" credo proprio che passeranno ancora un paio di anni, finchè almeno non finirò l'università e non troverò un lavoro ben retribuito. Non ho intenzione di scappare come appunto un adolescente, vorrei farlo con criterio e quando davvero potrò. Ma fino ad allora, come posso trovare un minimo equilibrio in questo scenario?

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Non voglio più fare questa vita ma non so come fare?

Forse questo è più uno sfogo ma ne sento il bisogno di parlarne qui perché provo un profondo disagio psicologico.In questi giorni ho capito che tutto quello che ho guadagnato nella mia carriera lavorativa (appena iniziata da 4 anni - ne ho 25) non mi interessa più. Sono esausto di sentirmi cosi stressato, messo sotto pressione senza ricavarne mai un gran beneficio io in prima persona se non lo stipendio a fine mese. Lavoro come dipendente commerciale (ovvero vendo ai clienti e devo raggiungere budget "PER ESSERE RISPETTATO"). Ho avuto un anno molto pesante e solo dopo il lockdown e dopo un lungo mese di ferie (dove sono stato benissimo ritrovando in me tantissime emozioni belle) ho capito che questo lavoro non fa per me. A lavoro vi sono persone che mi disturbano, a volte mi umiliano pure ridicolizzando i miei insuccessi o i miei periodi in cui non riesco a fare i numeri che servono per i budget. Eppure ora ne sono schiavo di questo lavoro, a 25 anni ho un tempo indeterminato, una macchina aziendale, un discreto stipendio. Insomma e' una certezza che di questi tempi non si (dovrebbe) può buttare. Non sono depresso, amo la vita e ho una miriade di progetti ambiziosi per il mio futuro, ma tutto questo stress mi impedisce di concentrarmi nel cambiare la mia vita raggiungendo ciò che vorrei: La testa dopo poche ore di concentrazione non connette più, faccio fatica a concentrarmi, divento nervoso, irrequieto e mi stanco chiudendomi magari davanti a un film o a un videogioco per ritrovare la calma.Sono frustrato, quello si. Frustrato perché ho 25 anni e non riesco a godermeli, perché il mio stile di vita è molto ambizioso e ora mi sento incastrato in qualcosa che non mi permette di raggiungerlo, ma che non posso eliminare perché solo un pazzo lo farebbe.

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E' possibile ricevere aiuto dallo Stato per poter andare via di casa?

Salve. Ho 24 anni e sto vivendo gli anni più brutti della mia vita. Dato che ho sempre avuto difficoltà, al punto che ho attraversato un periodo di profonda depressione, che non credo nemmeno sia finito, mi sono ritrovata a dover affrontare cose più grandi di me, senza avere la possibilità di redimermi da quel periodo nero. Mia madre si è risposata e mi ha "costretta" a vivere sotto il tetto della persona stessa, 5 anni fa. Avendo finito il liceo classico e non avendo creato un'esperienza, non ho mai potuto essere indipendente già da dopo la scuola. Inoltre, dopo essere caduta in depressione ed averla affrontata da sola, ho dovuto cercare lavoro, per finire di pagare l'ultimo anno di università. Con scarso successo. Sono stata minacciata di essere lasciata in mezzo alla strada molte volte e siccome questa quarantena non ha fatto altro che peggiorare la mia già drastica situazione, perchè le chance di trovare un lavoro erano ridotte al minimo quasi, perchè l'anno che ho fatto come cameriera non era proprio abbastanza per trovare qualcosa di redditizio. Siccome, dopo tanto tempo, oggi ho avuto l'ennesima minaccia, con minacce di morte annesse e come ultimatum il "31 ottobre", mi chiedevo se ci fosse un modo per ricevere aiuto e potermene andare da questa casa, perchè non sta facendo altro che distruggermi.

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Come superare lo stress?

Buongiorno, vi scrivo perché ho bisogno di eliminare questa sensazione di forte stress che pervade da quasi un anno e che mi rovina le giornate e la mia performance professionale. Quali sono i rimedi? Psicoterapia? Sinceramente sono molto restio ad assumere farmaci e prediligo un approccio più psicologico. So che non esistono chiari farmaci contro lo stress, ne tanto meno prossiamo eliminarlo totalmente, piuttosto possiamo imparare a gestirlo. Credo di aver fatto passi in avanti, insieme a un po di psicoterapia che però ora ho interrotto per motivi economici. Mesi fa avevo sensazioni di forte ansia, non capivo cosa mi stesse accadendo e avevo paura di perdere il mio controllo emotivo e fisico. Oggi so che posso controllare le mie azioni, le lunghe vacanze mi hanno aiutato a recuperare lucidità. Però ora che sto provando a fare tante cose, tra cui cambiare lavoro e migliorare la mia vita, inevitabilmente mi faccio carico di stress e sento che la mia mente fa davvero molta fatica. Fatica a restare concentrato e essere performante e rimanere saldo sugli obbiettivi. Per intenderci, se studio 1 ora mi sento come (non so bene descriverlo) irrequieto, nervoso, mal di testa leggero.. il mio istinto è quello di fare pause ricorrenti. E' strano..

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Sono stressato, non so come tornare ad essere me stesso.

Buonasera ho 25 anni e fino a 10/11 mesi fa ero un ragazzo super energico, solare, forte e determinato. Oggi invece lo sono ancora ma ho passato mesi duri che hanno in parte minato queste mie caratteristiche. Tutto iniziò quando per ansia da prestazione a letto decisi di rivolgermi a un aiuto medico, di carattere psicologico. Per mia sfortuna mi recai da uno psicologo psichiatra, il quale venendo a sapere che mio padre era depresso mi ha prescritto un farmaco per l umore come il gabapentin.. so essere obbiettivo e credetemi, io cali di umore non lo avevo mai avuti. Penso me lo abbia dato come protettivo perché mio padre era depresso che si voleva suicidare ( ho letto che ci può essere una ereditarietà padre figlio su queste cose o comunque può influire). Comunque sia da qui nascono i problemi. Ah...Qualche mese prima vabbè scopro che mio padre tradisce mia madre e io mi rivolgo a lui per evitare il danno e per farlo ragionare. RIMUGINIO Nr 1: avrò fatto bene o male a non dirlo a mia mamma? La sto tradendo anche io? Ma torniamo al momento del gabapentin. Dopo qualche giorno di assunzione avverto una forte ansia serale, qualcosa strozzato tra gola e stomaco è una sensazione assurda, quasi come se volessi prendere la testa e sbatterla al muro, o buttarmi dalla finestra... mi sono sentito pazzo! Da lì RIMUGINIO nr2: sono pazzo? Il farmaco mi sta facendo male? Sono depresso? Ho davvero pensato al suicidio? Che mi succede? Dov’è il Claudio forte e sorridente di sempre? ( queste domande per diversi mesi). Siamo a gennaio. Alcuni mesi prima incontro una ragazza, mi piace mi ci trovo.. a dicembre mi ci fidanzo. Faccio i conti sull unico vero tarlo mentale che avevo prima del “periodo gabapentin”: ansia da prestazione a letto. Sfanculato il primo dottore col suo farmaco decido di riprovarci; visita specialistica e mi rivolgo al miglior psicoterapeuta sessuologo in città. Da lì a qualche settimana mi sblocca e riesco ad avere di nuovo rapporti soddisfacenti MA dopo un po’ inizio a notare un difetto fisico sulla mia ragazza è da lì mi fissò. Un sacco. E questo diventa il RIMUGINIO nr 3! Ragazza fantastica ma alcune caratteristiche fisiche non mi vanno giù. Ma lei è davvero una ragazza d’oro. Mi sta affianco, tolto il difetto fisico (gambe un po’ grossine) le voglio davvero bene, stiamo bene insieme, le sono fedele, amo condividere le cose con lei, chiederle come sta.. insomma dopo tanti anni torno a essere felice con una ragazza. Ma il suo fisico inizia a piacermi meno. Fino ad oggi, che ancora mi crea questi dubbi.. mi capitano periodi in cui provo anche attrazioni per altre, e questo mi crea confusione. Insomma io vorrei davvero essere felice e spensierato con lei e invece mi accorgo di essere un giudice severo e so che questo a lei potrebbe dare fastidio, ferirla e non mi va di fare lo “stronzo” con lei. Insomma non riesco a provare un totale abbandono d amore come avevo provato nella prima relazione ma allo stesso tempo non voglio allontanarmi perché mi interessa lei, e vorrei il meglio per noi! Infine RIMUGINIO nr 4: il lavoro che faccio non mi va più, odio il mio superiore e nonostante abbia un contratto indeterminato ma voglio guadagnare di più e dedicarmi alle mie passioni che sto studiando. Tutto questo per dirvi che consciamente ho analizzato i miei pensieri, ma spesso, nelle giornate più stressanti mi lascio ancora travolgere e arrivò la sera stressatissimo. Oggi ancora non riesco più a gestire situazioni di stress, sento la testa annebbiata, stanca..e non so se sto bene o meno!! Sono paranoico? Stressato? Che devo fare? Rivedrò il psicoterapeuta a breve ma è davvero un costo altissimo 80€ a seduta a 25 anni.. Vorrei solo tornare quello di prima, o superare questa stanchezza mentale che non mi consente di superare gli ostacoli ma che mi ci fa rimanere impantanato dentro. Sono sempre stato molto ambizioso, ora invece sogno solo di essere tranquillo e sereno. Ma so che è solo una fase e realizzerò i miei sogni.. uno per uno!

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