Stress
Dott.ssa Roberta Sulpizi

Stress

 Cos’è lo stress? Lo stress è una reazione intensa a stimoli interni ed esterni che producono un’attivazione fisiologica e uno sforzo emotivo che mettono in moto ...

25 Luglio 2019

Domande e risposte

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Periodo brutto della mia vita..consigli? suggerimenti?

Buongiorno mi chiamo Cristian 26 anni: questo è un periodo negativo come anticipato dal titolo perchè le cose vanno male in molte aree della mia vita. Da inizio anno c'è stata la separazione dei miei per problemi di ludopatia di mio papà, mi sono staccato da un gruppo di amici che avevo perchè poi più di tanto ho sempre sentito di non essere mai stato integrato al 100%, sono disoccupato da mesi e non sono fidanzato da anni pur dicendomi tutti che sono esteticamente bello e in più una cosa che ritengo grave, e penso che lo riterrete anche voi leggendo il mio post, è che ho rifiutato di fare dei colloqui dopo aver risposto a degli annunci ed essere stato contattato dal personale di quelle aziende. Tutto l'insieme delle cose mi fa sempre essere irritabile e nervoso sempre quasi in ogni momento della giornata e sto andando giù di morale. Secondo voi sono depresso o è solo un periodo cosi brutto dove sono solo giù? avete consigli? suggerimenti?

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Da circa 20 giorni ho la febbre, può essere legata allo stress e ansia?

Da circa 20 giorni mi e' comparsa una febbre asintomatica che nell'arco della giornata può arrivare a 38,5 ( la sera) e poi va via spontaneamente senza l'uso di medicinali, mi accorgo perché mi vengono i brividi di freddo. Sono andato anche in ospedale dove sono stato ricoverato per 2 giorni, gli esami vanno tutti bene ora ho fatto anche degli esami infettivologici le cui risposte arriveranno tra un mese. Vengo da un periodo di stress, sono di carattere ansioso e sto prendendo lo Xanax, è un periodo in cui sono sotto pressione con il lavoro e dove da un anno circa sto ricoprendo un ruolo in azienda importante in cui pero mi sento inadeguato.. Negli ultimi 2 mesi è stata una continua processione dal mio medico per vari piccoli problemi tipo emorroidi, afte, otorino per cisti alla gola etc etc. Questa febbre mi fa alti e bassi, è capitato ieri l'altro di non averla per tutto il giorno pensando di esserne uscito, ma poi ieri sera nuovamente 38,5 e il mondo che mi cade addosso. Puo veramente lo stress fare tutto ciò?

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So cosa sto facendo del mio futuro?

Salve, sono una ragazza di 20 anni e oggi ho discusso animatamente con i miei genitori. Per spiegare bene devo partire da quasi un anno fa. Il mio ragazzo più di un anno fa si è trasferisto in Germania e io invece sono rimasta in Italia per continuare gli studi e fare l'università. Durante questo primo anno però non mi sono trovata bene nello studio all'università, non mi piace l'ambiente e non riesco a studiare bene, lo vedo come un obbligo e sento che non è quello che voglio nella vita. Così, dopo mesi di riflessione, ho deciso di trasferirmi in Germania e cercare un lavoro lì in modo da stare più vicina al mio ragazzo. Oggi l'ho riferito ai miei genitori e loro non l'hanno presa affatto bene. Vogliono costringermi a rimanere in Italia e studiare, loro non riescono a capire quanto stare all'università mi renda infelice. Inoltre credono che io in questo modo stia buttando il mio futuro e che un giorno io me ne pentirò. Io ho spiegato che se un giorno vorrò riprendere gli studi potrò farlo e ho spiegato quanto fare tutto ciò che faccio in questo ultimo periodo mi renda infelice. Non esco più di casa, ho allontanato gli amici e niente suscita più il mio interesse, mi sento come in un buco nero. Sento il bisogno di andarmene e cercare la mia indipendenza per poter gestire la mia vita autonomamente. Ho spiegato tutto ciò ai miei genitori ma loro credono che sia solo perchè ho il ragazzo lontano e non vogliono ascoltarmi, mi urlano solo addosso e non ascoltano veramente ciò che ho da dire. Come posso far sì che loro rispettino la mia decisione? Io vorrei solo che mi dicessero: "non siamo d'accordo con questa decisione, ci dispiace, ma se è questo quello che vuoi noi rispettiamo la tua scelta". Come posso andarmene e essere in pace con loro?

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Bloccata

Ciao a tutti, mi chiamo Alice, ho 27 anni e sono in un momento della mia vita in cui non ho più energie. Sarà il fatto che non ho la mia indipendenza economica e vivendo al sud ho provato a lavorare, ma lavorare qui è come darsi la zappa sui piedi. Ho lavorato come cameriera, ma spesso avevo più spese che entrate. Dovevo mettere la benzina alla macchina di mia madre o ricomprarmi le scarpe che si erano rotte dopo un turno di 10 ore senza pausa a correre per i tavoli. Quindi mi son detta, basta. Io non mi faccio sfruttare più da nessuno. Sono ancora all'università e mi mancano un bel po di materie e devo fare la tesi. Ho una bella testa ma credo che non io non riesca a rendere a causa dell'atmosfera pesante che ho a casa. Genitori assenti, che si fanno la loro vita e se la godono (meglio per loro). Mi sento sola, ho qualche amica ma sono dell'idea che certe cose bisogna risolverle da sola. Sono stata selezionata da un'Università al Nord, ma non so se lavorare, studiare in due università sia impossibile da realizzare. Ad oggi ho scritto un annuncio per trovare lavoro in una città del Nord. Già il solo pensiero di avere una casetta mia mi rilassa. E forse è quello di cui ho bisogno per iniziare ad essere lucida e concentrata. Ma non so, certe volte penso che mi faccio pensieri troppo grandi per poter essere realizzati.

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Spesso piango senza alcun motivo apparente

Salve, scrivo perché ormai da qualche settimana spesso piango: quando sto studiando o penso a studiare piango, credo questo sia il fatto scatenante ma non penso sia il motivo vero per cui io lo faccia; quando poi penso al perché del mio pianto non riesco a darmi una risposta e così questo peggiora ancora di più. In più se qualcuno viene da me durante queste “crisi” mi viene da allontanarlo ma allo stesso tempo vorrei che mi stesse vicino, ma non mi sento mai del tutto capita. Questa situazione mi turba abbastanza (non so se possa centrare ma quest’anno ho iniziato una scuola nuova). Mi sembra sempre di non farcela nelle cose, ho paura di non farcela.

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Febbre da stress

Buona sera, sono una donna di 43 anni affetta da febbre quotidiana da più di un anno sono stata ricoverata esami perfetti guarita solo con agopuntura che però non posso continuare a vita. Ho provato a capire le cause e credo di averle trovate lavoro e un rapporto sentimentale vissuto male. Vorrei chiedere che medicine posso usare contro lo stress

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Situazione difficile, mi sento soffocare dai troppi pensieri

Buonasera, vi scrivo perchè sto attraversando un periodo veramente pieno di problemi e ho bisogno di capire come superarlo al meglio. Sono una ragazza di 20 anni e frequento l'università.Il 2018 è stato per me un anno veramente difficile, forse il peggiore che io abbia mai vissuto fino a questo momento. Un mese fa esatto mio nonno è venuto a mancare improvvisamente. Non era malato, non stava soffrendo; si è spento senza neanche accorgersene una sera tra le braccia di mia nonna dopo essere andato a dormire. Non ho pianto subito, mi sono lasciata andare solo nel momento in cui ho visto mio nonno morto, ma è stato un lasciarsi andare di qualche ora appena perché, a dire la verità, non sono riuscita a piangere molto. Mi sono sentita in colpa per questo, ho pensato "non è troppo presto per non piangere più? Perché tutti sembrano soffrire e io non piango?", ma tutti continuavano a dirmi che era meglio così, che ero forte ed ero riuscita ad elaborare il lutto in fretta. Io non so se sia successo realmente questo, sapevo solo che appena due giorni dopo la sua morte pensare a mio nonno mi faceva sorridere, perché ero consapevole di averlo amato tanto e che avrei per sempre conservato il suo ricordo, ma ricominciare così presto a sentirmi "bene" mentre tutti intorno a me soffrivano mi faceva stare male, mi sembrava di stare sbagliando, di essere insensibile. Mia nonna, che già soffriva di depressione mentre mio nonno era in vita, è peggiorata: stiamo cercando di aiutarla in tutti i modi, ma ogni volta che ci vediamo scoppia in lacrime e sento che per me sopportare questo è diventato troppo difficile. Appena due giorni dopo il funerale di mio nonno, l'altra mia nonna è stata ricoverata in ospedale d'urgenza perché malata di polmonite; appena una settimana dopo è venuto fuori che potrebbe avere un tumore alla trachea ma che, essendo troppo anziana, non può essere rimosso perché non sopporterebbe mai un intervento. La mia famiglia adesso è immersa in un'atmosfera di dolore e frustrazione. Mia madre ha dovuto superare in fretta la morte di suo padre per occuparsi di mia nonna, ma non ce l'ha mai fatta davvero; mio padre è impegnato con mia nonna in ospedale. Mia madre vorrebbe mio padre vicino in questo momento difficile, ma mio padre ormai non torna neanche più a casa per stare in ospedale con mia nonna (nonostante abbia dei fratelli e quindi mia nonna verrebbe comunque mai lasciata da sola). Entrambi sfogano le loro frustrazioni su di me, essendo la loro figlia più grande, e io cerco di essere forte e di evitare che litighino tra loro e complichino maggiormente questa situazione di disagio che stiamo vivendo. Ma mentalmente mi sento davvero tanto stanca. E' successo tutto troppo in fretta e ho tanta, troppa confusione. Aggiungo anche un piccolo trauma che ho avuto tempo fa e che ha portato tante piccole paure che prima non avevo: agli inizi di ottobre c'è stato un terremoto abbastanza forte, seguito da tante altre scosse più lievi almeno due-tre volte al giorno. Non sono riuscita a dormire per un bel pò di tempo, ho paura di ogni rumore, di rimanere sola a casa (la notte del terremoto io ero l'unica persona sveglia in casa e ho letteralmente visto ogni cosa cadere e rompersi davanti ai miei occhi), non riesco più a considerare casa mia un posto sicuro, ho paura che possa succedere qualcosa di terribile da un momento all'altro e vivo immersa nell'ansia continua. Sento un peso incredibile addosso e non riesco neanche più a parlare con i miei amici. Mi sento solo frustrata.  

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Cosa fare quando tutto ti è contro?

Buongiorno, sono una ragazza di 26 anni in un periodo molto delicato della sua vita.
Ho sempre avuto un rapporto difficile con i miei genitori, continue discussioni pesanti. Per loro come figlia non sono mai stata abbastanza, sono sempre stata incapace in tutto, una delusione. Di conseguenza, non sentendomi mai apprezzata, sempre criticata, ho sempre avvertito una mancanza nella mia vita.
Non mi sono mai sentita amata da loro. Non ho mai avuto amici, se non per brevi periodi, durante la mia adolescenza uscivo poco e niente. Arrivata a 18 anni i miei mi hanno incoraggiata a prendere la patente, e l'ho presa, ma non mi hanno mai fatto usare la loro macchina e stavo sempre chiusa in casa (scuola a parte), quindi della mia zona conosco pochi posti.
A 22 anni ho conosciuto un ragazzo su internet, abbiamo cominciato a vederci e ci siamo innamorati. I miei genitori, soprattutto mia madre, ha cominciato a litigare con me tutti i giorni per 8 mesi, facendomi dispetti a casa, tutti i giorni, parlando male di me e il mio ragazzo, perché lui abitava a 80 km di distanza (1h di auto) e lei non avrebbe mai voluto che stessi con lui. Questo ebbe effetti negativi sulla mia relazione, e se non litigavo con mia madre, litigavo con lui, o piangevo. Tutti i giorni.
Dopo 8 mesi ero in procinto di esaurimento, e lui mi propose di andare a vivere insieme dopo 8 mesi di relazione. Io ci andai. Con mia madre non parlai per 1 anno, ma poi il rapporto andò via via sanandosi, e alla fine accettò anche lui... Non sapendo che lui mi metteva le mani addosso. Mi sono trovata da una situazione in cui stavo male, ad una in cui stavo peggio.
Tirai avanti la relazione per 4 anni, dopodiché cominciai a lavorare presso un'azienda vicina a dove convivevo. E lì conobbi un ragazzo che mi piaceva. Avevo una situazione disastrata in casa mia, ogni settimana se non peggio il mio compagno mi metteva le mani addosso e quando cominciai a lavorare ho cominciato ad essere più indipendente, mi sentivo finalmente libera, realizzata, se non per il fatto che sapevo di dover lasciare il mio compagno.
Dopo un paio di mesi, decisi di uscire con questo ragazzo, della ditta, ma il mio compagno ci beccò e per me fu quasi un sollievo. Tornai a casa dai miei, con due gatti che nel frattempo avevo adottato, e confessai tutto ai miei. Sul momento rimasero allibiti, poi cominciarono a dire che me lo avevano detto che non era la.persona giusta, che io non li ascolto mai, che sono un fallimento. Ho continuato a frequentare quest'ultimo ragazzo, che è tutt' ora il mio ragazzo. Da quando sono tornata dai miei sono passati 7 mesi, e la situazione comincia a farsi insopportabile in casa mia, soprattutto con mia madre. In questi ultimi mesi ho lavorato presso due aziende diverse, e ora mi ritrovo Ancora senza lavoro. Mia madre si lamenta giornalmente dei gatti che fanno i dispetti, che danno fastidio, e quando è veramente arrabbiata mi dice che loro stavano meglio quando io non c'ero, che è meglio che appena posso trovo una sistemazione e vada a vivere da sola...ma sanno anche loro che non ho lavoro e se lo trovassi sarei comunque precaria... ed è anche il mio più grande desiderio tornare a vivere da sola... Ora oltre ad essere una fallita, non sono in grado di tenermi un lavoro, non ho voglia di fare niente secondo loro... mia madre è arrivata anche a dirmi che il mio ex compagno che mi metteva le mani addosso ci ha guadagnato ad essersi lasciato con me, perché io non ho mai fatto niente.. sono addirittura arrivata a pensare di andare in quei centri di accoglienza per i senzatetto... Non ne posso più... vorrei vivere da sola e tornare Serena... nella ditta dove ho conosciuto il mio attuale ragazzo continuano a chiedere di farmi tornare... Ma non posso tornare lì a meno che non abbia un posto dove stare e da lui non posso e non voglio stare per il momento... Ma un appartamento in affitto non lo troverò mai se non ho un contratto a tempo indeterminato... sono disperata, voglio andarmene da qui... ormai non dormo più e quando dormo Faccio incubi...

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