Stress
Dott.ssa Laura Foschi

Psoriasi e benessere

La psoriasi è una patologia infiammatoria cronica autoimmune, a base genetica, non infettiva. E’ un patologia a carattere multifattoriale, i fattori genetici, infatti, interagis ...

11 Novembre 2019

Domande e risposte

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Non trovo il mio senso

Salve , sono una ragazza di quasi 20 anni. Tutti mi vogliono bene e ho dei buoni amici , ma io non capisco perché. Sento di essere una persona che non ha nulla da dire, vacillo anche sull'essere sicura di cosa mi piace, sull'avere delle passioni. Sento di aver sempre avuto paura di commettere degli errori con gli altri, quindi sono sempre stata attenta a far si che tutto andasse liscio, talvolta anche eclissando me stessa. Mia sorella maggiore è sempre stata una un po' turbolenta, e nell'adolescenza una vera ribelle, così io sono cresciuta a pane acqua e "non diventare come tua sorella", temo che la paura di non commettere errori ora mi abbia reso una persona senza un senso. In casa mia come anche con gli altri tutti si sfogano con me, mia madre se ha bisogno di sfogarsi parla con me , mia sorella di 27 idem, e mio padre sgancia problemi e poi fa direttamente finta che i problemi non esistono. Con tutte le persone che conosco io sono un po' un posto sicuro con cui possono analizzare e parlare all'infinito dei loro problemi , di cosa pensano e di cosa provano. Io però non ci riesco, mi sento stupida quando si tratta di me, non capisco perché gli altri credano che io abbia delle qualità, non capisco se le ho davvero , ogni giorno mi dico di buttarmi e andare per tentativi, capire cosa fa per me e cosa no, ma io ho il terrore di restare segnata da una scelta sbagliata. Così sto sempre in un'infinita via di mezzo che mi fa sentire un completo nessuno. So che a 20 anni è normale non sapere chi siamo, so che domani non mi sveglierò sapendo cosa voglio fare della mia vita, ma non so davvero dove mettere le mani e vivo in un continuo stato di stress, sono molto insicura e mi sento sempre inferiore a chiunque. Reputo i miei problemi sempre meno importanti , e se magari una cosa non mi fa stare bene tendo a banalizzarla. Questo scritto è tanto confuso quanto me e mi dispiace. Mi piacerebbe ottenere qualche consiglio, spunto di riflessione

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Soffro di qualcosa, ma nessuno riesce a rispondermi...

Questo... Sarà un post, commento o come viene chiamato, molto, tanto, troppo lungo. Volevo solo avvertire (anche perché sono parecchio imbarazzata e a disagio a scrivere queste cose, dato che è facile dirmi "eh, non fare la vittima". Davvero, per favore basta.) Allora, ho un problema che mi attanaglia da ormai diversi anni... Ogni volta che entro in un stato di profondo stress, finisco per svenire. Ho consultato dottori, psicologi, psichiatri... I risultati cambiano sempre. In continuazione. Una volta soffro di sincope, un'altra di depressione, un'altra volta ancora di ansia a livello patologico. Altre volte mi è semplicemente stato detto "sei in adolescenza, è normale" e altre volte che soffrivo di PTSD. Ho a malapena 18 anni e gli ultimi 7/8 anni li ho vissuti male. Troppo male e attualmente, sono in uno di quei momenti orribili, dove ho delle crisi di pianto che mi fanno venir voglia di spaccarmi la testa al muro. Sono davvero molto giovane e io, il mio corpo e tutte le persone a me care stanno patendo tutto questo, e vorrebbero davvero tentare di aiutarmi, ma le sedute costano. Non siamo messi bene economicamente e già adesso, con la pandemia di mezzo se mangiamo è già un miracolo. Ho problemi a gestirmi. Me, le mie emozioni, le mie azioni... Non me ne rendo conto e ho già fatto una stupidaggine. Altre volte invece, non riesco proprio a sentire nulla, come se non avessi nessuna percezione di me o della mia esistenza. Sto distruggendo la mia vita e la mia famiglia e la cosa che mi fa stare peggio è che in qualche modo ne sono consapevole. Che sbaglio, intendo. Purtroppo, tutti questi brutti attacchi stanno peggiorando con il tempo, ed adesso che sono in pandemia sono a dir poco aumentati. Qualche mese fa ho anche tentato di uccidermi... Non ne vado fiera, ma non ce la facevo più. È stato il terzo tentativo, e a impedirmi di farla finita è sempre stata questa cosa dello svenire. Il ricordo peggiore di quello che accadde quel giorno, è di quando mi ritrovai a terra e c'era mia madre che mi guardava come uno scarafaggio... Da allora sto facendo di tutto per trattenermi dal fare cose del genere, ho sempre questa immobilizzante paura di essere abbandonata dalle persone che amo. Ma è difficile. Troppo difficile e non posso ricevere aiuto da nessuno. Mi sento un po' idiota a scrivere queste cose, dato che faccio fatica ad ammetterle io stessa... Non so cosa dovrei fare, sono totalmente persa. Ho tentato di parlarne con i miei: ma mio padre non è mai importato nulla della mia vita e a mia madre dispiace, ma non può fare nulla. Chi può diagnosticarmi qualcosa se non si hanno soldi? Nessuno fa niente per gratis. Nessuno. Lei mi chiede sempre da quando ho iniziato a stare così, o perché. Ogni volta non so come risponderle, mi sono capitate tante cose che mi hanno segnata in questi ultimi anni. Tra le prime, la perdita di una persona a me importantissima. Ai tempi avevo 9 anni, e questa persona era una mia parente. Lei aveva solo 16 anni, era una ragazzina e al giorno del suo compleanno, in un auto da cinque persone, lei fu l'unica a morire tra chissà quali sofferenze. Quando mi diedero la notizia ricordo di non aver pianto, anzi, non provavo niente di niente. Solo un profondo vuoto. Le parole, i pianti delle persone attorno a me erano come se fossi sott'acqua, una sensazione di irrealismo. Non so davvero come spiegarlo, ma dopo questo, questa sensazione di irrealismo ha sempre iniziato a perseguitarmi. Da quello, è stato un susseguirsi di eventi orrendi. Bullismo a scuola, che inizialmente erano solo parole. Poi persi persone care, una dietro l'altra. Chi per morte, chi perché non voleva starmi più accanto. In più, non ho mai avuto un buon rapporto con mio padre. Mai. Ho sempre diviso i miei genitori come: genitore buono e genitore cattivo. Mia madre mi è sempre rimasta accanto e forse anche per questo, quando ha torto le do ragione. Non riesco a contraddirla. Dall'altro lato c'è mio padre. È il classico uomo bigotto e ignorante, al quale non interessa della tua opinione. Ebbene, questo ha sempre incluso anche la mia. Dal temerlo, ho iniziato a odiarlo. Già quando ero piccola quando non c'era mia madre, mi faceva scherzi di pessimo gusto, ad esempio, una volta, ero davvero tanto piccola, eravamo in macchina solo noi due. Lui ha iniziato a dirmi che mi avrebbe lasciata in un orfanotrofio e che non voleva vedermi mai più. Poi, in un'altra m'inseguiva con una di quelle spade che si vincono tranquillamente alle fiere ed altre, per le minime cavolate si arrabbiava con me e se proprio gli girava, finiva per picchiarmi. Per fortuna mai con oggetti, se non con scarpe. Mia madre ha sempre giustificato il suo "non capirmi" con "è stanco per via del lavoro" e cose simili. Perché sì, lo vedevo solo due volte a settimana, per via del suo lavoro e sul fatto che sia sempre rotto la schiena per la mia famiglia non ho mai osato mettere parola. Ho anche una sorellina minore, e il mio unico rimpianto è il non essere riuscita a essere una brava sorella maggiore. È dovuta crescere troppo in fretta... E tutto questo per colpa mia. Cosa puoi dire a tua sorella di 15 anni, mentre piangi con il braccio sinistro bendato per nascondere la cosa al padre, che ti avrebbe massacrato di botte se avesse capito cosa avevi combinato? Nonostante la rabbia di mia madre, è riuscita a nasconderglielo a lui. Mia sorella, quella fredda che non piange mai, quella che mi tratta sempre con indifferenza, ha pianto come una bambina. E solo al raccontarlo, mi sento solo peggio. E poi, quasi due anni fa, capitò il primo atto di bullismo pesante nei miei confronti. Questo dopo che qualcuno capì del mio... Essere gay. Già, questa grandissima sfigata è pure gay. Mi attesero in cortile e... Il resto è intuibile. Smisi di andare a scuola per un anno, avevo troppa paura delle persone attorno a me. Tutte. A scuola non mi sono mai trovata bene, ho sempre avuto la pesante sensazione che tutti mi odiassero a morte. E a volte me lo facevano anche capire. E tutto questo è solo una parte di tutte le cose che mi sono capitate, e se mi mettessi a scriverle tutte questo messaggio sarebbe più immenso dell'Odissea e compagnia e sembrerei una di quelle persone, quelle che si contano precisamente tutte le loro tragedie sulle dita delle mani. Ho raccontato le cose precedenti, per far capire che forse, per essere diventata così problematica c'è un motivo. In realtà, non so neanche io da cosa sia partito tutto questo, so solo che ogni giorno sto male. Ogni singolo giorno e non ce la faccio più. Sono al mio limite. Ho deciso di provare a scrivere qui perché voglio capire cosa devo fare ed è la prima volta che provo a sfogarmi su internet, e per questo ho un po' paura. Purtroppo come già detto non sono messa affatto bene economicamente. Non posso davvero più continuare così. Tutto questo mi sta uccidendo e per via dei miei recenti comportamenti anche la mia migliore amica si sta allontanando. Se perdessi anche lei, che per me è come una sorella... So che molte persone preferirebbero non avere a che fare con i problematici come me, me lo ha detto anche una mia precedente psicologa... Ma io voglio solo una vita normale. Voglio potermi svegliare il mattino e poter vivere al momento. Ma non ci riesco più, è tutto cento volte più pesante. Sto scrivendo tutto quanto in totale sincerità, forse spinta dalla disperazione del momento... So che rimpiangerò tutto tra qualche minuto. È sempre così. Ho paura di quello che le persone pensano, sono sempre stata soggetta a disapprovazione altrui. Le parole degli altri mi feriscono così facilmente e lo detesto. Ho sempre quest'impressione di sentire tutto con un'intensità differente dagli altri. Forse penso troppo, forse esagero... Non ne ho più idea. Non so davvero cosa ho o perché provo tutte queste cose. Mi sento come se fossi travolta da qualcosa, ben peggiore di un "semplice" attacco di panico. Non ho controllo della mia vita e questo mi devasta. Ho provato di tutto ma... Da come avrete letto, non sono riuscita a ottenere una diagnosi accurata e peggio di tutto, faccio schifo ad esprimermi. Mi dispiace sprecare così il vostro tempo e grazie di cuore a chi ha avuto la pazienza di leggere... Questo. So che è un papiro pieno di cose inutili, ma avevo bisogno di liberarmi da questo peso enorme che mi sta sempre attaccato. E mi scuso, se ci saranno errori di battitura o di ortografia, ma ho scritto velocemente perché voglio essere sicura che questo arrivi a qualcuno senza che io mi me me penta. Non posso sempre tornare indietro a rimpiangere tutti i miei mali, ho bisogno di accettarlo.

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Coronavirus e stress

In questi giorni, dato il corona virus sono costretta a rimanere in casa, come tutti del resto. Normalmente preferivo non uscire ma in questo momento mi sento rinchiusa tra 4 pareti in mezzo a persone che non mi capiscono e non ci provano nemmeno. È più di una settimana che ho nausea continua mangio poco e perdo peso, lo stress, l'ansia e il nervoso che avevo prima di questa situazione e che già mi oppromevano sono aumentate esponenzialmente. Inoltre i professori mandano un carico di compiti assurdamente enorme insieme all'obbligo di partecipare alle videoconferenze che certe volte vorrei semplicemente evitare. Non so come comportarmi, non so come reagire, non ho i soldi per pagarmi uno psicoterapeuta online. Prima di questa situazione avevo richiesto una ricetta dal medico per una consulenza all'asl, ma con questa situazione non vengono accettate. Mi sento come se fossi sola (ho degli amici che cercano di aiutarmi da lontano ma non riescono). Come faccio?

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Problemi di forte stress emotivo

Sono appena caduto in un momento difficoltoso, per me da metabolizzare, sono sposato da moltissimi anni e amo certamente la mia famiglia, ma per problemi di gravi disgrazie accadutemi in passato, ho sempre represso dentro di me le emozioni, al punto che alcuni anni fa mi sono addirittura ammalato per lo stress. Ma credo di aver sempre sopportato e superato queste fasi, anche se forse ora mi sono reso conto di aver vissuto nell'inedia. Qualche mese fa ho conosciuto una donna con la quale ho dapprima instaurato un'amicizia, aveva anche lei situazioni del passato di non facile comprensione e sicuramente depressa, ma col tempo ci siamo innamorati e seppure trovare alcuni suoi atteggiamenti non plausibili, ho completamente perso la testa per lei. Abbiamo avuto una parentesi amorosa bellissima e intensa e seppure per un breve periodo abbiamo convissuto, progettando il futuro insieme. Giorni fa all'improvviso, si è ripresentato un suo ex, quello per il quale lei era andata in analisi, e ha deciso di mollarmi di punto in bianco, immediatamente, senza possibilità alcuna di trovare una differente soluzione. Sto malissimo e per la prima volta nella mia vita vorrei farla finita. Mi sento completamente perso e se anche ho cercato in vari modi di farle capire che non è possibile che l'amore che anche lei mi aveva mostrato potesse finire così repentinamente, non ha ascoltato ragioni, chiedendomi di non contattarla più.La devastazione interiore che mi ha provocato questa cosa mi sta facendo sbattere la testa al muro, e ho anche cercato di porre fine alla mia vita. Ora sono comunque in famiglia, ma nessuno stimolo mi permette di tranquillizzarmi ed il fatto stesso di non poter confidare a nessuno questo mio dolore interiore mi sta facendo essere anche a volte irascibile nei loro confronti senza che ne abbiano colpa. Non so cosa fare a volte non ho affatto appetito e a volte mangio in continuazione pur senza provare gusto alcuno, non ho mai detto a nessuno questa cosa ed anche in passato non ho mai chiesto aiuto ad alcuno, ma credo che ora per una sommatoria di cose, io non riesca ad uscirne e chiedo un consiglio su cosa fare grazie

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Vivo angosciata dai problemi di mia madre che non posso risolvere perchè ho 15 anni

Salve, spero di non essere sembrata ridicola nel titolo. Mi spiego meglio. Ho 15 anni e da sempre la mia vita non è stata facile. Da quando sono nata i miei hanno avuto problemi economici e di coppia e all'età di 5 anni sono andata in comunità, dopo aver cambiato molte case. Ci sono stata per 4 anni e non vedevo mai mio padre (partiva sempre perche voleva tornare in Africa). Quando sono uscita sono andata a vivere in una casa del comune con mia madre ( vivevamo in condizioni pessime) e poco tempo dopo mio padre è morto di infarto in Senegal e io non ho mai fatto visita alla sua tomba, che è in Africa. Nonostante non ci fosse stato tanto ho buoni ricordi di lui e inizialmente la cosa non mi aveva sconvolto più di tanto. Intanto io crescevo e fisicamente ero in sovrappeso, ma la cosa non mi pesava. Ero sempre a contatto con il comune e servizi sociali e quando mia madre faceva le notti andavo a stare da una famiglia affidataria. Poi, quando avevo 11 anni e mi ero stabilita nella città in cui stavo, mia madre si fidanzo con un uomo e ci trasferimmo contro la mia volontà da lui dopo solo 4 mesi. Io dovetti rifarmi nuove conoscenze ambientarmi nella città sempre tenendo conto dei servizi sociali. Sotto quel punto non ebbi nessun problema (dato che ho cambiato parecchie città) ma poi quell'uomo si rivelò violento e iniziò a picchiare mia madre e a volte a insultare pesantemente me. In quel periodo avevo iniziato a fare diete e a perdere peso e avevo molto spesso palpitazioni. Arriviamo a un punto che scappiamo letteralmente di casa per andare in una comunità mamme e figlie e ci siamo state per 2 mesi. Io non potevo uscire senza mia madre essendo minore e ho passato momenti terribili lì. Poi senza che io sapessi nulla mia madre decide di ritornare da lui e ovviamente lui rinizia a picchiarla e dopo qualche mese riusciamo a trovare un monolocale e ci trasferiamo lì. Nel frattempo mia madre aveva contratti di lavoro saltuari e io ero sempre dai servizi sociali, che ritenevano la mia situazione troppo pesante da gestire e mi avevano affidato un educatore. Ovviamente non mi è servito a nulla e ho cercato di andare avanti pensando ai miei obbiettivi ma portando avanti sempre del rancore verso mia madre e tristezza nel non avere una figura stabile paterna che mi poteva dare tranquillità. Arrivando ad oggi sono cambiata molto fisicamente, faccio molta palestra e dieta e ho perso 16 chili da quando mi sono trasferita, ho iniziato a lavorare come modella e questo mi ha portato ad avere problemi con il controllo del cibo. Le preoccupazioni non mancano perché mia madre non ha lavoro stabile e stiamo per essere sfrattati ma io non posso fare nulla e neanche il comune ci sta aiutando, io sto iniziando a sfogarmi sul cibo quando magari ricevo qualche no nel mio "lavoro", ho spesso alterazioni di umore e non ho più il ciclo da un anno. Mi chiedo se per la mia situazione c'è qualcosa che si può fare per stare meglio con me stessa e concentrarmi solo sulle mie cose e non sui problemi che mia madre porta avanti da tutta la sua vita ( non sa gestire i soldi, ha pessimi rapporti con i parenti, è sempre alla ricerca di un uomo, è ossessionata da Dio...) E se potrebbe essere una soluzione quella di emanciparmi a 16 anni e mantenermi da sola grazie al lavoro che faccio. Grazie comunque per l'attenzione.

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E' normale sentirsi in crisi per la perdita di un'amicizia?

Buongiorno, l'anno scorso a seguito del divorzio di una mia amica (E) ci siamo riavvicinate. Con E ci conosciamo da più di 10 anni e anche se non c'è mai stato un rapporto stretto io l'ho sempre considerata un'amica, ma ci eravamo un pò allontanate per via del suo ex marito. L'anno scorso da settembre 2018 mio marito si è trasferito all'estero per lavoro per 1 anno e, durante la sua assenza causa miei problemi fisici dati da un'ernia lombare sono andata in crisi. Mi sono resa conto dopo i primi mesi che non riuscivo a gestire il fatto di essere da sola , perchè con i dolori alla schiena per me tutto era un peso, così, ho avuto un crollo e, non so perchè ma mi sono attaccata a lei, tant'è che le ho parlato anche di aspetti personali e di coppia che con altri amici non ho fatto. Lei, non si aspettava un attaccamento simile e così si è allontanata. Abbiamo provato chiarire e le cose verso Giugno 2019 sembravano essersi riprese, nel frattempo io sono stata operata alla schiena, il rientro di mio marito era previsto per agosto e le cose a livello di gestione della casa e assenza del marito dopo l'intervento, son molto migliorate. Purtroppo però E, ha frainteso degli stati che ho pubblicato sui social e ad agosto, senza chiedermi spiegazioni ha deciso di chiudere questa amicizia. Le ho chiesto più volte di parlare ma non ha mai voluto. L'unica cosa che mi ha scritto è che non ha certezze che gli stati che ha visto fossero indirizzati a lei e che per questo non può non darmi il beneficio del dubbio e che comunque uno stato l'ha messa in crisi. In questo stato io scrivevo erroneamente la frase Eli!Ma sai che c'è , c'è che mi sono innamorata di te anzichè Ehi! Ma sai che c'è? c'è che mi sono innamorata di te (frase rivolta a mio marito ovviamente). Lei non mi ha scritto nulla e non so come abbia potuto pensare che quello stato seppur scritto male fosse rivolto a lei. Non ci parliamo più da AGosto 2019 ma io continuo a chiedermi, perchè non mi ha chiesto chiarimenti sia su questo stato, che su altri che ha visto?gli stati del resto sono pubblici e sono stati visti da tante persone. Io non vorrei inoltre che lei vada in giro a dire cose sul mio conto che non sono vere, io non provo attrazione per le donne. Continuo a chiedermi, come possa dimostrarle che quegli stati non erano rivolti a lei?Non è che magari lei con il suio divorzio ritrovandosi in una situazione anche lei di instabilità possa magari trovare un interesse per me, ma sentendosi spaventata/imbarazzata abbia deciso di troncare tutto di netto?Noi facciamo parte entrambe di un'associazione e potremmo quindi vederci in occasioni di eventi organizzati dall'associaizone. Io non so come comportarmi?io ci sto male per questa perdita, perchè appunto il rapporto lo si stava recuperando. Grazie

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Sono sempre triste. Perché?

Salve, ho 25 anni e ultimamente mi capita di essere sempre triste, improvvisamente scoppio a piangere, a lavoro a casa, ovunque mi trovi in una situazione stressante ...vivo da circa un anno una situazione particolare, vivo lontana dal mio fidanzato, lui si è dovuto trasferire all'estero per lavoro, e la sua mancanza mi fa sentire triste e allo stesso tempo avvilita..penso che non sarò mai felice, come potrei risolvere questo mio continuo stato d'animo?

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Credo di stare male. Solo semplice stress o ben altro?!

Ho avuto un'adolescenza non facile. Parlo a livello emozionale. A 15 anni ho iniziato a soffrire di ansia e attacchi di panico (che tutt'ora ho ma man mano sono drasticamente diminuiti, quasi svaniti) e soprattutto ero autolesionista e credo di esserne stata fortemente dipendete per un paio d'anni. Quando mi domandavo perché lo facevo trovavo la risposta: "il pizzichio che il taglio mi procurava, il rumore della pelle al tatto, la pressione che esercitavo sulla lama, il sangue. Mi faceva sentire viva." Eppure, col tempo, ho capito che io non facevo altro che fuggire ad ogni forma di dolore, dalla più lieve al più altroce, come se la mia mente non reggesse nessuna forma di emozioni negative. E per quanto abbia avuto difficoltà da sola, ho ripreso il controllo di me stessa. Ma purtroppo le cicatrici restano e il disagio sotto lo sguardo perplesso delle altre persone anche. Penso che come ogni adolescente mi sentivo soffocare perché non avevo nessun modo per sentirmi me stessa, soprattutto non mi sono mai sentita ascoltata.. principalmente dalla mia famiglia. Tutto è comunque andato a migliorare. Ho iniziato l'università e ho scelto proprio psicologia (sono ancora al primo anno) l'ho scelto per me stessa, e per poter (spero bene) fare ciò che nessuno tra amici e familiari è riuscito a fare con me: aiutare.Ho vissuto in un paese piccolissimo con una mentalità altrettanto minuscola e con un padre molto autoritario. Ma poi mi sono trasferita in città con mia sorella e in questo anno io finalmente ero certa di aver ritrovato la felicità e mi sentivo meno schiacciata. Ma io ho 20 anni mia sorella 32 e abbiamo abitudini e stili di vita diversi e in più gli esami, l'aspettativa dei miei genitori, il voler dimostrare della scelta giusta che ho fatto e varie discordie stupide su case (poiché non troviamo una sistemazione che rispecchi le esigenze di entrambe) e stili di vita (con mio padre sempre onnisciente e mia sorella con opinioni contrastanti e la mia famiglia a non appoggiarmi o ascoltarmi minimamente perché sono solo "sciocchezze" le mie richieste rispetto a quelle di mia sorella più adulta) ho rivissuto un forte periodo di stress. Io esco molto spesso, e nonostante ciò sono sempre stata molto socievole e col sorriso stampato in viso ma noto di avere sbalzi d'umore molto forti e il costante bisogno di dormire o stare semplicemente nel letto. Da tristezza pura (che spesso sfocia in domande del tipo: perché non la faccio finita?) a rabbia che alla prima occasione per una banalità sfocia feroce. Mi sento sola, inadeguata in ogni circostanza.. non riesco a parlare con nessuno perché ho costantemente paura del giudizio degli altri (principalmente della mia famiglia) e non so bene cosa fare. (Se ve lo state chiedendo no, nessuno ha mai notato alcun disagio in me) Ho qualche problema? O è solo un forte stress accumulato il mio?!

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