Come gestire angoscia e ansia relative alla situazione di mia madre

Davide

Salve sono un ragazzo di 19 anni. Non ho problemi quotidianamente, vivo in modo abbastanza sereno. Le uniche volte che mi sento turbato sono i fine settimana quando torno dai miei genitori. Mio babbo non è una cattiva persona ma è stato cresciuto nel modo sbagliato, non è capace di provare empatia per mia mamma. Ogni giorno la stressa fino ad un punto di rottura che lei si sforza di celare per non preoccuparmi. Funzionava quando ero più piccolo ma ora non più. Alcuni anni fa la situazione era peggiore. Ho dovuto vedere mia mamma piangere e impazzire pur di poter sfogare quei sentimenti repressi. Allora, quando cercai di fare notare a mio babbo cosa stava sbagliando, capii che non esiste dialogo con lui. Io ero l'unico motivo per cui mia madre si alzava la mattina, ora che vivo lontano lei non ha più nessuno che la sostenga. Io sono stanco, provo soltanto pena e angoscia quando di notte vado a letto e penso che lei sta soffrendo. Datemi dell'egoista ma io non voglio più preoccuparmene, non ce la faccio. Finisco per pensare che la morte di mia madre sarebbe l'unico modo di salvarla, siccome non ho nessun modo di farlo io stesso. La cosa peggiore è che ho costruito io una parte della sua sofferenza quando un giorno lei pianse in presenza di mio fratello quando io non ero a casa. Lui mi chiamò chiedendomi aiuto per calmarla e io ci parlai. Le dissi di non comportarsi così perché io e lui soffrivamo tantissimo quando queste cose succedevano. Dal giorno ho costretto mia madre a tenersi tutto dentro per non far male a me. Non so cosa fare e vorrei qualche consiglio per smettere di pensare. Se c'è, per favore ditemi quale è il modo per smettere di star così male.

5 risposte degli esperti per questa domanda

Salve Davide, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo quanto possa essere difficile convivere con questa situazione riportata. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.

Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi e disfunzionali che mantengono in atto la sofferenza impedendole il benessere desiderato.

Ritengo altresì utile un approccio EMDR al fine di favorire la rielaborazione del materiale connesso con la genesi della sofferenza in atto.

Resto a disposizione, anche online.

Cordialmente, dott FDL

Dott. Francesco Damiano Logiudice

Dott. Francesco Damiano Logiudice

Roma

Il Dott. Francesco Damiano Logiudice offre supporto psicologico anche online

Buongiorno, 

Credo che lei si sia messo, nonostante il dolore che le crea, in una strada di crescita importante. Lei sicuramente non è responsabile del dolore di sua madre, che probabilmente avrebbe bisogno di un aiuto diverso e da parte di uno specialista. I familiari possono fornire sostegno, accettare le differenze, provare a gestire le diverse velocità di crescita alle quali ognuno si muove. Sicuramente non è salutare sobbarcarsi, per quanto possa creare dispiacere, dolori e modalità di gestire la propria vita e le proprie relazioni che competono a chi le vive. Per cui consiglierei prima di tutto a lei di farsi aiutare in una strada di indipendenza che sta già percorrendo, e a sua madre di lavorare su di sé e sulla sua relazione coniugale e familiare. 

Saluti

 

Gentile utente, ciò che prova nei confronti di sua madre è comprensibile ma non può sostituirsi a lei. Continui per la sua strada. Giacché avete un dialogo, le può consigliare di contattare un professionista per confrontarsi circa la situazione che vive da diverso tempo, come raccontato da lei. Lei da figlio è giusto persegua il suo obiettivo.

Cordialmente, DM

Dott.ssa Debora Magnani

Dott.ssa Debora Magnani

Cagliari

La Dott.ssa Debora Magnani offre supporto psicologico anche online

Buonasera Davide,

mi dispiace per ciò che stai provando ed essendo tanto forte il tuo dolore, hai cercato di proteggerti e di dar voce alla tua sofferenza.

Non devi sentirti in colpa..nulla di ciò che è accaduto e sta accadendo è colpa o responsabilità tua.

Sarebbe importante che tu potessi avere uno spazio di supporto per gestire la situazione che stai vivendo.

Ho poche informazioni rispetto alla tua famiglia..ma sicuramente un percorso di coppia aiuterebbe i tuoi genitori, oppure, nel caso non ci fosse adesione da parte della coppia, un percorso individuale per tua mamma, che l'aiuti a tirar fuori le sue risorse e incanalarle in maniera funzionale.

Buona serata 

Ciao Davide, succede spesso all'interno delle famiglie che le dinamiche conflittuali o, se preferisci, le tensioni della coppia genitoriale abbiano delle conseguenze sui figli. Queste circostanze generano sofferenza e toccano la sensibilità e l'affetto verso i propri familiari.

Dal tuo racconto emerge il bisogno di tua mamma di acquisire degli strumenti personali per riuscire a gestire la situazione "lei come donna" prima che come madre. Credo che il rapporto complicato con tuo padre sia la parte emergente di una crisi di coppia più profonda che, non c'è dubbio, ha delle conseguenze importanti su voi figli e su tutto il sistema familiare.

Potresti provare, in un momento in cui entrambi siete sereni, a suggerirle di recarsi da uno psicologo e aprirsi rispetto al disagio che sta vivendo e, sicuramente, il professionista potrà indirizzarla verso le modalità di intervento più adeguate. 

Il fatto che tu stia chiedendo aiuto è positivo per te e spero che questo breve scambio possa essere lo spunto per una riflessione più attenta e l'eventuale valutazione di un sostegno psicologico più specifico.

Spero di essere stata utile.

Un caro saluto

Dr.ssa Maria Daniela Marceddu