Disturbi e Terapie

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Domande e risposte

Rifiuto totale di verdure e pesce

Buonasera, sono una ragazza di 23 anni.
Il mio problema è il rifiuto verso le verdure e il pesce. Solo ad avvicinare una foglia di insalata alla bocca ho i conati di vomito ...è un problema che ho sempre avuto e vorrei risolverlo visto che sono giovane e ho un bambino di dieci mesi a cui dare il buon esempio. Quando mi invitano fuori a cena ho sempre l’ansia su cosa mi troverò nel piatto e la paura di dovermi comportare come una bambina “non mangio questo non mi piace”.
Come potrei risolvere questo problema?
Grazie

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17 ANNI PROBLEMI SOCIALIZZAZIONE

Gentili Esperti, Sono la mamma di un ragazzo di 17 anni che frequenta la 4 liceo. Mio figlio è un ragazzo tranquillo che non ha mai dato problemi né scolastici né comportamentali, è un persona molto sensibile e soprattutto, per la sua giovane età, molto consapevole. Con il termine "consapevole" intendo dire che ha una visione del mondo, delle persone e delle dinamiche sociali molto lucida.
E' completamente privo della tipica leggerezza adolescenziale che rende la vita complicata, ma anche facile. Potrei definirlo un adulto nel corpo e nella mente di un giovane, con tutte le contraddizioni e difficoltà che questo produce. Mio figlio guarda i suoi coetanei e si sente un alieno, soffre le dinamiche di classe, mette in atto delle strategie per riuscire a non essere schiacciato dai tipici meccanismi che si vengono a creare nei gruppi ma questo gli costa un sforzo tale da averlo portato a chiederci di lasciare a metà anno la scuola per studiare da privatista. Le sue difficoltà relazionali sono peggiorate con l'entrata al Liceo, un'esperienza che ha vissuto in solitudine non potendo (per una serie di ragioni) venire inserito con un suo amico di infanzia. Alla fine del primo biennio ci ha chiesto di cambiare scuola per un clima di classe che percepiva come insopportabile, adesso, a metà anno scolastico, ci ha chiesto di ricambiare perché sostiene di non poter più sostenere la classe nella quale si trova inserito. Mio figlio, che fortunatamente parla molto di sé e delle sue sensazioni come me e mio marito, ha tre amici con i quali è cresciuto letteralmente insieme essendo i fifli delle mie tre amiche (si tratta tuttavia di ragazzi che non si frequentano tra loro), che vede di tanto in tanto. Sostiene di non sentire il bisogno di un'eccessiva socializzazione e di stare bene da solo, per poter pensare e dedicarsi alle sue passioni (la musica). Tuttavia noi temiamo che il ritiro da scuola e la scelta di andare a studiare in biblioteca non faccia altro che alimentare la sua difficoltà a confrontarsi con gli altri, soprattutto se in gruppo. Questa la mia domanda: personalmente non sono del tutto contraria al fatto che vada a studiare in biblioteca e si prenda l'idoneità alla quinta da privatista, penso che ci sono tanti modi per socializzare, mio marito, invece, ritiene che non debba assolutamente uscire dal circuito scolastico perché prima o poi dovrà confrontarsi con gli "altri" e che la scuola non possa che aiutarlo.
Cosa mi consigliate? Secondo voi, farlo uscire dal circuito scolastico significa pregiudicare completamente la sua socializzazione? é necessario subire gli altri per crescere? Grazie

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MIO FIGLIO NON HA AMICI

Buonasera, sono una giovane mamma di un bambino di 5 anni e mezzo che quest'anno ha iniziato la scuola elementare da anticipatario. E' un bambino molto intelligente e curioso (ha imparato a leggere da solo all'età di tre anni ed è appassionato di geografia, tanto da conoscere già capitali, stati, confini politici..) ma fa fatica a socializzare.
Lo psicologo con cui ho recentemente parlato l'ha definito ipercognitivo. il motivo della scarsa socializzazione non riesco a capirlo. Ha frequentato il nido (dai sei mesi) senza particolari problemi e anche all'asilo non ho riscontrato particolari problematiche (sebbene abbia spesso notato che giocasse da solo e non avesse amici a cui fosse particolarmente legato). Spesso lui è molto affettuoso e "materiale", nel senso che cerca tanto il contatto fisico con gli altri che però sovente lo trovano fastidioso. Premetto che un padre non ce l'ha (nonostante l'abbia conosciuto e abbia presente chi sia suo padre) e nella famiglia non ci sono figure maschili di riferimento perchè il nonno, ovvero mio padre, durante i suoi due anni e mezzo di vita ha lasciato casa nostra per andare a vivere da un'altra parte (sono giovane e vivo con mia madre e mia sorella).
Quindi credo che ci sia alla base anche tutto un vissuto traumatico di cui però non vuole mai parlare. Purtroppo credo che a scuola si annoi perchè fanno ancora cose troppo semplici, e non credo si sia integrato bene nella nuova classe. Si lamenta spesso che i suoi compagni gli fanno i dispetti, non vuole mettersi alcuni vestiti perchè se no lo prendono in giro, e ultimamente ha avuto delle "crisi di pianto" perchè dice che nessuno dei suoi compagni gli vuole bene, che non ha amici e che non si sente capito da loro.E' anche capitato che dicesse frasi come: "io non faccio parte di questa famiglia perchè sono uno scarto" o che riferendosi a mia madre e mia sorella dicesse "cosa volete, voi non siete la mia famiglia non potete dirmi cosa fare" Io soffro molto nel vederlo così triste e vorrei fare qualcosa per aiutarlo, confrontarlo. Ma non so davvero come. Inoltre, a dire la verità, temo che in parte sia anche colpa mia, perchè non socializzo con le altre mamme (hanno tutte almeno 10 anni più di me e non ho davvero niente a che spartire con loro) e quindi le occasioni per vedersi con bambini della sua età al di fuori dell'ambiente scolastico sono assai rare. In più, la mia vita sociale rasenta lo zero perchè tra lavoro e bambino non ho molto tempo libero e quindi non ho molti amici. Vorrei solo che avesse una vita il più possibile serena. Grazie mille per aiuto

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Autostima ed invidia

Non riesco a smettere di paragonarmi agli altri in relazione ai risultati raggiunti nella vita...
Non riesco a non pensare che gli altri siano migliori di me perché hanno un titolo di studio o un lavoro e di conseguenza una certa indipendenza e stabilità economica; io mi sento un totale fallimento per non essere riuscita a raggiungere nessuno di questi "traguardi" e non posso fare a meno di invidiare chi li ha.
Mi vergogno di questa invidia, moltissimo, ma non riesco a smettere di provarla: ad ogni buona notizia relativa ad altri non riesco a non far scattare il paragone con la mia miseria ed a non invidiare l'altro (e l'invidia non fa che accrescere il mio sentirmi un fallimento, in quanto persona incapace di avere relazioni sane con gli altri).
Mi sento un'idiota perché non riesco a fare nulla nonostante i miei sforzi. Tutti questi pensieri non mi abbandonano mai, e mi rendono difficilissimo (se non impossibile) fare qualsiasi cosa per migliorare: chi potrebbe voler assumere un'incapace come me? Perché studiare se tanto, in quanto incapace, nessuno mi assumerà comunque? Non riesco nemmeno a "provarci" a fare le cose, e comunque quando ci ho provato, ho sempre fallento e questo mi ha fatto sentire ancora più idiota!
Vorrei smettere di pensarla così e di provare certi sentimenti, ma è come se non avessi il controllo su questi pensieri e le relative emozioni negative che comportano! Non so come comportarmi, già vado da uno psicoterapeuta, ma comunque mi sento persa e mi sembra di non concludere nulla, solo di girare eternamente attorno alla mia meschinità al fine di giustificare, con "pipponi mentali", i miei fallimenti...

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Cocaina e aggressività psicologica e verbale

Buongiorno,
per un anno e mezzo ho frequentato un uomo dipendente da cocaina da 30 anni, nel week end.
Usa dosi massicce che lo spingono ad avere aggressioni verbali e psicologiche nei miei confronti e comportamenti inusuali. Si è gettato in un fiume, preso a sassate in testa, spesso si è masturbato in luoghi pubblici (sebbene al momento dell'atto era solo o in mia presenza) con oggetti strani quali cuscini, biciclette. Defecava nelle aiuole la notte.
Si infilava in boschi e camminava in ginocchio, causandosi ferite gravi. Alla fine io sconvolta l’ho picchiato perché nn ne potevo più. Lui mi ha eliminata dalla sua vita raccontando in giro che sono malata di mente e inventando cose assurde. Chiedo se questo sia normale in un cocainomane o se sia una malattia mentale. Vorrei consiglio su come comportarmi qualora lo dovessi incontrare o dovesse lui ricontattami.
Io cose simili non me avevo mai viste ne sentite raccontare. Grazie.

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Disturbi del sonno

È da quasi un mese o forse di più che non riesco a dormire, ho tutti gli orari sbilanciati. Mio padre dorme sempre 3 ore a notte. Io ho sempre dormito poco, ma ultimamente la cosa sta esagerando. Mi sveglio nervosa e irritabile, spesso anche depressa. Vorrei dei consigli per aiutarmi ad addormentarmi.

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Come posso migliorare?

Salve,
ho deciso dopo molto di chiedervi aiuto, in quanto mi sono sempre rassicurata da sola che la mia scarsa autostima e la mia completa incertezza sul mio futuro fossero dovute alla mia giovane età; sono una ragazza di 20 anni, sono fidanzata da due anni e mezzo, ho un buon diploma da ragioniera ma ho un grave problema: l’insicurezza.
Non sono mai sicura di me, del mio fisico e del mio carattere, nonostante cerchi sempre di concentrarmi sulle esigenze e i bisogni di chi mi sta accanto; non riesco ancora a decidere quale strada vorrei intraprendere, quella militare mi sarebbe piaciuta, ad esempio, ma per motivi di salute non posso intraprenderla; per altre, invece, non mi sento all’altezza. Mi sento così inutile, e non so come uscirne.

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In cura per nevrosi di ansia somatoforme

Cari dottori buonasera, vorrei descrivere qui la mia situazione per avere un vostro parere. Ho 25 anni, figlio di genitori divorziati, fidanzato da 5 storia molto tranquilla, studio e lavoro entrambi da un paio di anni (prima ho avuto lavori saltuari. Ho sempre avuto un carattere forte il giusto, presuntuoso il giusto, attento alle cose anche nei particolari ma non in maniera esagerata.
Mi piace il calcio, la tecnologia, i videogames ecc. Nell'ultimo anno in particolare ho avuto una vita intensa, viaggi per studio e per lavoro, nuove esperienze, nuove responsabilita'. Giudicavo quest'ultimo anno pieno di soddisfazioni ed entusiasmante, fino a 4 mesi fa. 4 mesi fa inizio ad avere una sensazione di malessere generale che piano piano si concentrava ai livelli dello stomaco e mi toglieva energia e forze.
Naturalmente mi rendo conto che qualcosa non va, pertanto effettuo analisi e visite specialistiche. Tutto regolare, al gastroenterologo in particolare mi viene detto: e' tutto ok, sei nell'anticamera delle crisi di ansia. Inizialmente non capivo cosa volesse dire, realizzo qualche settimana dopo: inizio a svegliarmi nel sonno tremando, con il fiatone.
Non avevo fame ed Inizio a svegliarmi in maniera precoce la mattina presto al contrario della mia routine. Decido pertanto che e' il momento di andare dallo psichiatra. Anch'esso mi dice che i tratta di una nevrosi ansiosa somatoforme e mi prescrive inizialmente antidepressivo ssri ed ansiolitico, successivamente ho proseguito solo con ssri, eliminare l'ansiolitico e' stata dura ma ci sono riuscito.
Ora sono ormai tre mesi che prendo solo ssri, che dire: la mia situazione fisica e' sicuramente migliorata, mangio regolarmente, dormo anche abbastanza bene, vado a lavoro e studio anche se mi ritengo un po' meno efficiente, ma riesco a mantenere viva tutta la mia vita. A distanza di tempo anche i pensieri che mi creavano ansia sembrano stiano avendo meno effetto su di me, nello specifico nei periodi peggiori ho iniziato ad avere varie paure insensate: paura di non amare a sufficienza la mia ragazza, paura di potermi fare del male, paura di aver sbagliato il mio percorso di vita lavorativo e formativo. Quando sto bene pero' questi pensieri riesco ad osservarli da lontano, ma capitano ancora le giornate in cui ci riesco poco e cio' mi crea abbastanza angoscia e frustazione, togliendomi anche la grinta di fare le cose. Dottori, cosa posso fare perche' questi pensieri intrusivi vadano via? per ritrovare le mie sicurezze e la mia grinta nel fare le cose? perche' per il resto la situazione sembra migliorare... grazie infinite!

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