Disturbi e Terapie

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Domande e risposte

Disturbo ossessivo-compulsivo

Buongiorno, sono un ragazzo di 21 anni, e vi scrivo perché sin da piccolo ho sempre avuto diverse fissazioni e manie. Quindi volevo sapere se secondo voi potevo soffrire di questo disturbo. Per esempio appena sento, leggo o penso ad una parola negativa devo immediatamente "rispondere" con una parola positiva (esempio se leggo una di queste parole, devo subito leggerne una positiva, o se l'ascolto attraverso auricolari, ne devo ascoltare una positiva con gli stessi). Inoltre è da un po' che ho difficoltà nell'ascoltare canzoni di cantanti scomparsi, malati o con situazioni familiari difficili, e questo mi dà fastidio perché non riesco ad ascoltare canzoni che adoro, ma di cui ho timore. Grazie per la risposta, e scusate per il disturbo.

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Perché viviamo?

Ciao sono Davide e ho 26 anni, non riesco a spiegarmi perché viviamo... cioè tutte le cose che facciamo mi sembra che non hanno nessun significato perché tanto prima o poi finirà tutto quanto, a che serve impegnarsi, soffrire, farsi il culo per una vita intera per poi morire e lasciare tutto agli altri e così andando avanti per generazioni per poi non sapere neanche che fine ci sarà perché tanto muoriamo e dopo qualche generazione non sapranno neanche chi siamo!
Non sono religioso perché mi sembra fantascienza, credo che una volta che si muore si muore... cioè mi sembra tutto una sofferenza con piccoli e pochi momenti felici, ma anche se fosse al contrario che senso ha se da un giorno all'altro svanisce tutto, che ci stiamo a fare nel mondo, tutti illusi a cercare di fare del meglio, a competere chi è il migliore e a sentirci sempre al centro dell'universo a che pro?
Info su di me: nella vita fino ad ora bene o male mi sono sempre realizzato, difficilmente ma ce l'ho fatta, non ho problemi di soldi per cui niente deriva dal fatto che sono triste, ai lavori e in classe sono sempre stato scelto come leader, ma mi sembra che non è da me, come se ho finto per poter diventare il leader ma alla fine tra me e me non mi piaccio, perché ho dei pensieri da sfigato, ma poi ragionando con la testa trovo la soluzione migliore ma mi affatica eseguirla, perché non mi sembra naturale e mi pesa... quindi tutto ciò a che pro se poi muoriamo e finisce tutto.

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Enuresi giornaliera

Buongiorno, sono una mamma di una bimba di 6 anni e mezzo. Mia figlia fino a marzo di quest'anno non si è mai fatta pipì addosso al giorno e rarissime volte di notte, da quando le tolsi il pannolino intorno ai 3 anni d'età.
Poi questa primavera prese una cistite per un colpo di freddo. Dopo aver preso un primo antibiotico che le portò diarrea senza guarirla, prese il Monuril yunior che la guarí subito. Ma purtroppo per parecchio tempo ebbe brufoli sui genitali.
Adesso non riesco a capire se c'è un collegamento tra la malattia di quest'inverno o se è un problema psicologico. Grazie mille per l'attenzione.

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Schizofrenia come farla riconoscere al malato

Buongiorno, il mio ex compagno si è ammalato di schizofrenia e attualmente vive in una comunità, da oltre 10 anni è convinto che quello che gli succede è dovuto allo Stato che lo perseguita ed ai suoi genitori (oggi molto anziani e malati) che ne sarebbero complici, a parte me e pochissimi amici non ha più nessuno; nel corso di questo tempo si è drogato pesantemente contraendo debiti elevatissimi creando enormi problemi ai familiari me compresa e giustificando il tutto che è lo Stato che lo perseguita.
Parlando con psicologi e psichiatri che lo hanno seguito e che lo seguono il problema è che lui non riconosce la sua malattia, ma io sono convinta che dentro di se lui sappia, lo evinco da comportamenti, frasi, gesti che sono emersi durante il nostro rapporto e che emergono quando cerco di fare dei ragionamenti con lui su i suoi problemi.
Purtroppo non riesco a spiegare bene ai dottori da cosa lo evinco che lui sa di essere schizofrenico, ma alla fine gli fa comodo così e può fare tutto ciò che vuole e non affronterà mai il problema della malattia. Nel corso di questi anni ho provato più volte con una forte fermezza a spiegargli che è affetto da schizofrenia il risultato è che "io sono complice dello Stato", mi cerca quando è disperato e ha bisogno di aiuto ma se vogliamo rimanere amici io non gli devo dire che è schizofrenico gli devo dare solo ragione. Ho provato l'ho aiutato e poi ho cercato con dolcezza di fargli riconoscere la malattia, ho rifiutato di aiutarlo e dolcemente gli ho spiegato che non era lo Stato ma lui con la sua malattia, ho rifiutato e con forza gli ho detto che lo Stato era solo una scusa è lui a creare i problemi perché affetto da schizofrenia. La domanda è come si fa a far riconoscere ad uno schizofrenico la propria malattia, quale è il metodo?

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Mio figlio e i videogiochi

Buongiorno, Sono molto preoccupata x mio figlio. Ha 14 anni e fino a poco tempo fa aveva molti amici, ma da un pó di tempo e soprattutto da un anno a questa parte da quando ha iniziato la prima superiore, preferisce stare a casa davanti alla tv e o alla play station piuttosto che uscire.
Ha un amico, ma preferisce invitarlo a casa a giocare ai videogiochi che uscire. Io e mio marito cerchiamo in tutti i modi di farlo uscire con noi, andando al mare o in piscina. Lui sembra molto sereno e dice di stare bene a casa e di non sentire la necessità di uscire.. Io peró non sono tranquilla e ho paura che si possa isolare troppo. Ho provato ad invitare a casa due amici con cui si trovava bene alle medie, ma lui dice che non riesce più a relazionarsi con loro, che hanno interessi diversi dai suoi. Mi dareste un consiglio?
Grazie

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Disturbo mentale o caratteriale?

Gentili psicologi, sono molto perplessa riguardo alla relazione con un’amica. Si tratta di una persona onesta e generosa che, però non esiterei a definire disturbata. Infatti parla continuamente e spesso a sproposito, non ascolta e non lascia parlare, è costantemente agitata e su di giri. Con lei non è possibile intavolare un dialogo, perché occupa sempre e comunque tutta la scena ed è fortemente istrionica. Ciò mi procura un forte stato d’ansia, tanto da evitare anche di risponderle al telefono. La mia perplessità, però, nasce dal fatto che, mentre per me e per altre persone la sua presenza è insopportabile, pur volendole bene e riconoscendo le sue doti umane, ad altri risulta simpatica e non fa quell’effetto invasivo che ad alcune di noi procura uno stato di intolleranza assoluto. Da cosa può dipendere questa differenza? Come mai una persona può essere percepita tanto diversamente? A volte penso che le persone molto calme riescono a reggerla mentre quelle più ansiose no. Può essere una spiegazione? Grazie

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Quale può essere la relazione tra il narcisismo di un padre e la tossicodipendenza del figlio?

Buonasera, mi rivolgo a voi per provare a comprendere una situazione complessa. Come si potrebbe spiegare l'insorgere della tossicodipendenza nel figlio di un narcisista contro-dipendente che pure si dice e appare piuttosto presente e coinvolto nei tentativi di guarigione del figlio? Per completezza, aggiungo che la madre è sempre stata assorbita dal lavoro e, di fronte ai numerosi tradimenti del marito narcisista e dipendente sessuale, ha deciso ad un certo punto di mandarlo via di casa. Ringrazio anticipatamente.

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Paura di ricevere

Salve, ho 24 anni e la mia vita è abbastanza movimentata: sono cresciuta con un gruppo di amici molto solido che per me significava vita, e tutt'oggi quando riesco, mi piace frequentare alcuni di loro. Ho due genitori sfuggenti, per questo sono abituata a chiedere e dare io delle attenzioni piuttosto che riceverle. Sono sempre la prima a chiamare chiunque, a perdonare e soddisfare i bisogni degli altri, soprattutto nelle relazioni con i ragazzi.
Due episodi hanno scandito la mia vita: la mia migliore amica che frequenta il ragazzo del quale ero perdutamente innamorata, e far finta assolutamente di nulla e di essere una grande sostenitrice di questa relazione, e l'aver lasciato incompiuti due percorsi universitari solo perché avevo paura a sostenere gli esami.
Ad oggi sono un fascio di nervi, perché credo che per me non esista l'amore vero, che non esista in me la forza per studiare e intraprendere la carriera della mia vita, e che mai possa io ricevere le attenzioni che ho sempre dato. Grazie per l'attenzione, il mio voleva essere solo un piccolo sfogo.

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