Disturbi e Terapie

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Domande e risposte

Sbagliare le parole

Buonasera. Ho 45 anni e da più di un mesetto quando parlo, capita anche un paio di volte durante l’arco della giornata, sbaglio le parole. Le pronuncio in modo fluido, senza tentennamenti ma le sbaglio, a volte uso il contrario di ciò che volevo dire. Ad esempio invece di alto dico basso, rosso dico nero, bevi dico mangia!!! Mai capitato così tante volte! devo preoccuparmi? Soffro o almeno penso, sono in attesa di gastroscopia, di reflusso con extrasistoli e a volte tachicardia. Prendo eutirox. Grazie Donatella.

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Mia figlia si sente esclusa all'interno della classe

Buonasera, mia figlia ha 11 anni ed ha appena iniziato la scuola media. Con lo studio non ha problemi ma ha problemi con i compagni di classe. Dice che le compagne tendono ad escluderla, non la ascoltano, parlano con lei solo se non c'è nessun altro. Sente di non avere interessi comuni con nessuno. È particolarmente delusa da una bambina ché è stata la sua migliore amica per anni e che adesso, così dice, la ignora e preferisce la compagnia di altre bambine. Non vuole più andare a scuola, mi chiede tutti i giorni di cambiarle classe o scuola. Non so come aiutarla.

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Non so se devo rivolgermi ad uno specialista

Nove mesi fa ho affrontato la mia prima rottura in campo sentimentale, e non l’ho presa affatto bene, soprattutto dopo un riavvicinamento andato in fumo sono diventata l’ombra di me stessa, passavo le giornate chiusa in casa e mi sentivo come se stessi per morire, credo di aver sviluppato anche un forte disturbo d’ansia. Da un paio di mesi a questa parte i sintomi sembrano essersi attenuati, ma non riesco comunque a liberarmi del fantasma della persona che mi ha ferito. Quotidianamente non rappresenta più un pensiero fisso, ma è comunque presente. Ciò che mi preoccupa è quello che dico quando sono sotto effetto di alcol, perché contatto questa persona con cui non ho più rapporti e ho costantemente bisogno di averla accanto. Sono preoccupata anche perché l’ultima volta ho chiesto di essere uccisa perché sono inutile a questo mondo. Un pensiero simile è latente in me anche da sobria, ma non penserei mai alla morte. Credo di avere anche un disturbo legato all’ansia sociale, ma non posso esserne sicura. Vorrei capire se tutto ciò solo una fase per cui non dovrei preoccuparmi, o se dovrei effettivamente parlare con qualcuno di esperto.

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Non riesco a fare amicizia

Salve, sono una ragazza di 22 anni e mi sento molto sola. Da sempre, nella mia vita, ho avuto difficoltà ad instaurare dei rapporti di amicizia duraturi: inizialmente sembro suscitare simpatia, sono una persona che da il 100% ad una persona alla quale vuole bene, solo che col passare del tempo questi rapporti tendono a concludersi, anche amicizie durate anni. Ora, finita l'università, mi ritrovo con delle relazioni sociali superficiali. Il mio ragazzo mi dice che a volte faccio la maestrina, anche se non me ne accorgo; ho paura che possa essere questo mio difetto ad allontanare le persone. Vorrei capire come poter imparare a fare amicizia senza poi ritrovarmi puntualmente sola. Grazie mille

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Sognare aggressioni maschili

Salve, Vi ringrazio per la possibilità di richiedere questo consulto e per l'attenzione che mi sarà dedicata. Sono una ragazza di 21 anni. Ho sempre avuto un carattere tendenzialmente ansioso che mi ha portato, fin da piccola, ad avere sogni molto spaventosi e cruenti (morti violente dei miei cari, morte mia per soffocamento o annegamento etc.) e recentemente a sviluppare anche un'ipocondria. Da circa due anni sogno di essere aggredita da uomini maturi: essi mi inseguono, mi picchiano, cercano di uccidermi o violentarmi. Poco tempo fa sognai addirittura di essere disabile e di essere portata sulla sedia a rotelle da un ragazzo, il quale mi trascurava e ignorava a tal punto da lasciarmi andare sotto una macchina con la mia conseguente morte. Pur essendo "solamente sogni", naturalmente essi mi turbano e spesso mi fanno piangere, spingendomi dall'altro lato anche alla riflessione: questi sogni ricorrono abbastanza frequentemente e ritornano nel momento in cui mi trovo a frequentare sentimentalmente un uomo, che nel mio caso è davvero "uomo" poiché sempre più grande di me (almeno dieci anni in più). Infatti la mia attrazione sessuale e sentimentale si rivolge inevitabilmente verso uomini adulti che mi ispirino un forte senso di protezione, cura e virilità. E nonostante io assecondi questo bisogno, finisco sempre, inconsciamente, col sentirmi aggredita e violata da loro. Tutto questo mi rattrista profondamente e turba la mia sfera sentimentale. Non so individuare una causa né un approccio sensato e sereno. Quali passi dovrei compiere per migliorare la situazione?

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Sono un uomo e mi vesto sempre da donna supersexy

Salve, sono un uomo di 56 anni, sposato da 28 anni ed un figlio di 21 anni. Sono ormai diversi anni, più o meno dall'età di 50 anni che mi vesto sempre da donna supersexy attillatissima tutto in nero e con tacchi a spillo stratosferici, smalto trucco parrucca ecc.ecc. preciso che lo facevo sin da quando avevo 14 15 anni ma lo facevo in casa, locali o anche fuori ma dove non mi conosceva nessuno. Inoltre se mi vesto da uomo sono timido, impacciato e vergognoso; se invece mi vesto da donna sono disinvolto sfrontato e sicuro di me specie verso le donne stesse, come se fossi una di loro. Preciso che sessualmente sono attratto dagli stessi tipi di donne che impersonifico e non solo sessualmente ma anche esteticamente. Chi mi può dare una risposta? grazie

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Problemi e litigi con mio fratello

Salve a tutti! Sono Elisa, una ragazza di 23 anni che frequenta l'università..figlia di genitori separati da ormai 5 anni e che ha un fratello più piccolo, di 20 anni. Da quando mio padre è andato a vivere in un'altra abitazione mio fratello ha preso il sopravvento su me e mia madre dentro casa, madre che purtroppo non riesce a gestire la situazione da sola. Mio padre è sempre stato un'uomo di poco polso e anche lui, complice il fatto di non essere più dentro casa, non riesce più a gestirlo. Va male a scuola, infatti ora sta "frequentando" (sono più le volte che rimane a casa che quelle in cui va a scuola) il quinto anno in una scuola privata, dopo due bocciature. Io mi sento di dover riparare i buchi lasciati dai miei, anche se so che non è mio compito.. ma non riesco a vedere mia madre in difficoltà nel gestire la situazione da sola in casa e soprattutto sento la necessità di dovermi difendere da sola da lui, perchè i miei non riescono. Infatti spesso arrivo allo scontro con lui e volano parole pesanti, urla, grida e offese da parte di entrambi. Con la differenza che lui essendo uomo ha più forza.. e spesso mi ritrovo sbattuta contro il muro, o sul tavolo oppure lanciata sul letto. Mio fratello è molto aggressivo..non pochi sono stati i pugni tirati al muro o sulle porte. Inoltre vuole imporsi su tutti, pretende, sembra voglia comandare, assume un'aria di sfida, guarda tutti a brutto muso appena gli si dice qualcosa, non aiuta mai in casa e non condivide niente con noi.. è sempre scontroso, chiuso, spesso di malumore. Tant'è che ogni volta che entra in una stanza si percepisce il clima che cambia, che diventa teso.. io e mia madre abbiamo paura di dire o fare qualcosa che potrebbe turbarlo e alterare gli equilibri in casa. Proprio stamattina abbiamo avuto una discussione perché lui in casa pretende di fare ciò che vuole senza rispettare le necessità altrui (es. guardare la TV a volume alto di notte mentre noi cerchiamo di dormire).. e di nuovo sono stata spintonata sul letto e ho ricevuto minacce del tipo: "stai attenta o ti metto le mani addosso." mentre mi mostrava il pugno chiuso verso di me. Per non farlo arrabbiare bisognerebbe fare tutto ciò che è in linea con il suo volere e sopportare a testa bassa. Purtroppo io non ne sono capace e infatti sono quella che in famiglia arriva di più allo scontro con lui. Però io dopo ci sto male, ne esco distrutta e mi sento male anche fisicamente.. mentre a lui sembra non importare niente e continua la sua vita tranquillamente, senza uscirne scalfito. Vorrei sapere se una situazione del genere è normale. Perchè invece io vorrei soltanto tranquillità, serenità e gioia nella mia famiglia e sinceramente tiro un sospiro di sollievo nei momenti in cui lui esce da casa. Sono gli unici momenti in cui io e mia madre riusciamo a condividere le nostre giornate serenamente. Mi piacerebbe ricevere un consiglio da voi. Io sono già seguita da qualcuno mentre lui rifiuta categoricamente qualsiasi colloquio con uno psicologo. Grazie in anticipo per le vostre risposte.

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Situazione difficile, mi sento soffocare dai troppi pensieri

Buonasera, vi scrivo perchè sto attraversando un periodo veramente pieno di problemi e ho bisogno di capire come superarlo al meglio. Sono una ragazza di 20 anni e frequento l'università.Il 2018 è stato per me un anno veramente difficile, forse il peggiore che io abbia mai vissuto fino a questo momento. Un mese fa esatto mio nonno è venuto a mancare improvvisamente. Non era malato, non stava soffrendo; si è spento senza neanche accorgersene una sera tra le braccia di mia nonna dopo essere andato a dormire. Non ho pianto subito, mi sono lasciata andare solo nel momento in cui ho visto mio nonno morto, ma è stato un lasciarsi andare di qualche ora appena perché, a dire la verità, non sono riuscita a piangere molto. Mi sono sentita in colpa per questo, ho pensato "non è troppo presto per non piangere più? Perché tutti sembrano soffrire e io non piango?", ma tutti continuavano a dirmi che era meglio così, che ero forte ed ero riuscita ad elaborare il lutto in fretta. Io non so se sia successo realmente questo, sapevo solo che appena due giorni dopo la sua morte pensare a mio nonno mi faceva sorridere, perché ero consapevole di averlo amato tanto e che avrei per sempre conservato il suo ricordo, ma ricominciare così presto a sentirmi "bene" mentre tutti intorno a me soffrivano mi faceva stare male, mi sembrava di stare sbagliando, di essere insensibile. Mia nonna, che già soffriva di depressione mentre mio nonno era in vita, è peggiorata: stiamo cercando di aiutarla in tutti i modi, ma ogni volta che ci vediamo scoppia in lacrime e sento che per me sopportare questo è diventato troppo difficile. Appena due giorni dopo il funerale di mio nonno, l'altra mia nonna è stata ricoverata in ospedale d'urgenza perché malata di polmonite; appena una settimana dopo è venuto fuori che potrebbe avere un tumore alla trachea ma che, essendo troppo anziana, non può essere rimosso perché non sopporterebbe mai un intervento. La mia famiglia adesso è immersa in un'atmosfera di dolore e frustrazione. Mia madre ha dovuto superare in fretta la morte di suo padre per occuparsi di mia nonna, ma non ce l'ha mai fatta davvero; mio padre è impegnato con mia nonna in ospedale. Mia madre vorrebbe mio padre vicino in questo momento difficile, ma mio padre ormai non torna neanche più a casa per stare in ospedale con mia nonna (nonostante abbia dei fratelli e quindi mia nonna verrebbe comunque mai lasciata da sola). Entrambi sfogano le loro frustrazioni su di me, essendo la loro figlia più grande, e io cerco di essere forte e di evitare che litighino tra loro e complichino maggiormente questa situazione di disagio che stiamo vivendo. Ma mentalmente mi sento davvero tanto stanca. E' successo tutto troppo in fretta e ho tanta, troppa confusione. Aggiungo anche un piccolo trauma che ho avuto tempo fa e che ha portato tante piccole paure che prima non avevo: agli inizi di ottobre c'è stato un terremoto abbastanza forte, seguito da tante altre scosse più lievi almeno due-tre volte al giorno. Non sono riuscita a dormire per un bel pò di tempo, ho paura di ogni rumore, di rimanere sola a casa (la notte del terremoto io ero l'unica persona sveglia in casa e ho letteralmente visto ogni cosa cadere e rompersi davanti ai miei occhi), non riesco più a considerare casa mia un posto sicuro, ho paura che possa succedere qualcosa di terribile da un momento all'altro e vivo immersa nell'ansia continua. Sento un peso incredibile addosso e non riesco neanche più a parlare con i miei amici. Mi sento solo frustrata.  

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