Disturbi e Terapie

Articoli

Psicoterapia
Dott.ssa Roberta Croatti

L'invidia

Quando l’invidia è molto intensa e provoca sofferenza, chiedere un aiuto psicologico può essere importantissimo. Attraverso una psicoterapia si può giungere a comprendere le cause, la ...

23 Dicembre 2018

Psicoterapia
Dott.ssa Roberta Croatti

Il Perdono

Il perdono è un processo che implica la consapevolezza da parte della vittima di aver subito una ingiustizia ma si sceglie volontariamente di superare la vendetta e di porsi in una posizion ...

23 Dicembre 2018

Domande e risposte

Controllare le emozioni

Buongiorno, Sto vivendo un periodo della mia vita che è bellissimo per alcuni aspetti, in quanto ho sposato da un anno e mezzo l’uomo che amo e che ho sempre voluto al mio fianco, ma è anche buio sotto altri punti di vista. Il buio deriva dal fatto che mio marito ha una cultura completamente diversa dalla mia, e a volte faccio fatica a conviverci. Il problema per me più frustrante è che nella sua cultura la sposa non è rispettata, non è ritenuta importante, la sua opinione conta poco. Io, sempre per una questione di cultura, devo convivere con i suoceri, che sono persone piacevoli tutto sommato, sono simpatici ed educati, ma nonostante il tutto sia molto limitato nei miei confronti, essendo io di una cultura diversa, di fondo questa mentalità io la percepisco e me la sento addosso. Questo mi fa stare male, colpisce la mia autostima e il mio orgoglio. Mi sento ignorata e non ritenuta importante e mi tengo spesso tutto dentro, esplodendo magari quando sono da sola con pianti e nervosismo. Mi sento a volte molto felice e a volte molto infelice. Siccome per motivi che, per non dilungarmi troppo, non sto qui a raccontare, io questo fatto non lo posso cambiare, voglio riuscire a cambiare la mia visione rispetto a questo fatto. Ma è così difficile e mi sento sempre in un bordo tra luce e buio e quando parto convinta per andare verso la luce, prima o dopo qualcosa mi fa tornare nel buio. Io credo che il primo passo per trovare la pace dentro di me sia imparare a controllare le emozioni, a non esplodere sempre a non reagire con nervosismo ma lo trovo estremamente difficile. Qualcuno mi può aiutare? GraZie

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Disturbo ossessivo compulsivo

Buongiorno, è da un anno e mezzo che soffro probabilmente di DOC. E' iniziato da quando all'improvviso per un sintomo di un dolore sul pube non sono riuscito ad avere rapporti con mia moglie, il problema è peggiorato giorno per giorno e ho iniziato ad avere dei dubbi sulla mia sessualità-. Per un po di tempo avevo una voce continua in testa che mi diceva "tu sei gay" per tutto il tempo. Poi successivamente la stessa frase il mio cervello se la diceva da solo "io sono gay". Evito di avvicinarmi agli uomini in quanto mi viene ansia e a volte spinto dalla compulsione di potergli fare qualcosa. Se vedo in televisione un uomo a petto nudo mi viene ansia. Di istinto guardo le parti intime di un uomo. Adesso sono in cura da un psichiatra che mi ha prescritto dei farmaci, elopram e olanzapina, ma non fanno effetto, si sono dimostrati utili la prima settimana. Adesso sto facendo delle sedute dal psicoterapetua "sono alla prima", e vediamo come va. Volevo sapere se questo disturbo e da catalogare DOC omosessuale.

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Come dovrei reagire alla condizione di mia Madre?

Salve, vorrei sapere come comportarsi con mia madre, lei molto tempo fa era una buona madre, ma dopo la diagnosi di Autismo, data ad un mio cugino a cui era molto legata, cominciò a cedere, fino a che per via di alcuni piccoli problemi durante la gravidanza di mia sorella, non cadde completamente; Ora dopo 11 mesi dalla nascita di mia sorella, ci ritroviamo in serie difficoltà economiche, che necessitano per forza un suo contributo alle finanze famigliari; Lei nonostante questo non appena viene pronunciata la parola LAVORO diventa una furia, ma questa è solo la punta dell'iceberg, molte volte ha attacchi di ira, con allegato linguaggio scurrile e lancio di oggetti (di mia proprietà) oppure urla contro sua figlia, che vista la sua tenera età, necessita di molto tempo, togliendolo alla cura della casa estremamente importante per la madre, ma non sottovalutare neanche l'odio per tutto ciò che comprende la sfera famigliare di mio padre, oppure il non-rispetto verso gli altri; La situazione ormai è disperata, sia per me che per mio padre...Cosa si dovrebbe fare in questo caso?

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Alterno periodi di digiuni ad abbuffate senza controllo

Sono una ragazza di 23 anni e da circa 5 la mia vita è completamente cambiata. Quando finii il liceo venni abbandonata dai miei amici e non riuscii ad superare i test all'università. Caddi in una forte depressione che mi portò a pensare di non essere in grado di fare nulla. Dato che ero piuttosto grassa (quasi 90kg per 1.73m di altezza, 54 era la taglia dei miei jeans) decisi di dare una svolta alla mia vita e iniziai a mangiare diversamente, meglio, di sicuro, a pranzo e cena le porzioni erano minori, iniziai a fare colazione e non abbuffate di biscotti e grassi vari. Il Sabato e la Domenica invece (unici giorni in cui mio padre non lavora) mangiavo regolarmente primo e secondo. Questo mio percorso è stato lungo, i risultati si vedevano piano piano. Sono arrivata ad oggi ad essere dimagrita più di quanto mi ero prefissata e poi di quanto speravo. Ora peso 56kg e porto una 38/40, ho fatto tutto da sola, non mi sono mai affidata a nessun dottore. Negli ultimi due anni però ho iniziato a pensare che la mia non era più una semplice dieta ma un cambiamento di abitudini alimentari, ho iniziato ad informarmi di più, ad equilibrare il mio piano con i giusto alimenti e porzioni, e son diventata vegetariana. Ma parallelamente a ciò c'è la costante e pressante paura di ingrassare di nuovo, di riprendere tutto il peso perso, di vanificare tutti i sacrifici che ho fatto. Per evitare questo, se so che ci sono occasini particolari un giorno, a volte non mangio, digiuno o mangio molto poco e di conseguenza poi quando vado a mangiare normalmente mi sento male e il corpo si ribella. Prima avevo molto più autocontrollo e se non mangiavo quel biscotto o quella pizzetta che avevo davanti a me non mi dispiaceva. Ora invece ho proprio voglia di mangiare, sempre, costantemente, in piedi, seduta, a pranzo, cena, qualsiasi cosa mi capiti sott'occhio io la desidero e ne abuso. Ma poi mi sento in colpa, e sto male sia fisicamente che psicologicamente. Sono passata da un estremo ad un altro. La mia vita ora è concentrata sul cibo e sul fatto che mi fa paura qualsiasi cosa io mangio, ma due minuti dopo, quella stessa cosa la desidero e ne abuso senza controllo. Ieri sono andata ad un compleanno, ho digiunato a pranzo e la sera non mi sono sentita bene, tra conati di vomito e giramenti di testa, anche perché ho bevuto alcolici a stomaco vuoto, appunto. Non so più cosa fare, ma so di star sbagliando, ieri è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Ora non ne posso più, cosa posso fare? Voglio tornare a essere quella di prima, voglio avere più autocontrollo, ora non ho più modo di cavarmela da sola. Grazie in anticipo.

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Crisi profonda

Salve, mi sento realmente male. Ho bisogno di uscire da una situazione che si protrae da anni. Ho bisogno di dare una svolta alla mia vita, non funziono nelle relazioni amicali. Mi sento una fallita, ho bisogno di una mano, non so bene come fare. Ho 34 anni, sto studiando per una triennale che mi interessa ma non sto portando a termine in modo eccellente ovvero con una media bassa e un semestre in ritardo. Vivo a casa con i miei genitori e mi pesa tantissimo. Non ho amici. Ho appena concluso una storia di un paio di mesi in cui credevo ma lei evidentemente no (non ha mai voluto realmente un rapporto di coppia). Sento il bisogno di uscire e distrarmi ma non so bene come fare. Non riesco a concentrarmi nello studio e so che alla mia età non ho più molto tempo da perdere, visto che in passato mi sono concessa fin troppe pause per leccarmi le varie ferite. Sto davvero in un momento pessimo. Ho bisogno di una via d’uscita, sono stanca di questa situazione. Vorrei stringere relazioni con i miei colleghi ma li vedo troppo bambini (e lo sono, in effetti). Vorrei essere in linea con la mia età anagrafica, mi sento così sempre fuori posto. Mi dia qualche spunto di riflessione, la prego. Mi sento annaspare.

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Mio padre non accetta il mio ragazzo perchè straniero, che fare?

Salve, premetto che è la prima volta che entro e scrivo in questo sito. Ho letto alcuni articoli simili al mio caso ma non del tutto uguali da potermici rispecchiare pienamente. In breve io sto con questo ragazzo da due anni ormai e mio padre fin da subito non ha mai visto bene la relazione poichè lui straniero, nonostante gli sia capitato alcune volte di riconoscere appunto nel mio ragazzo delle ottime qualità come responsabile, gran lavoratore gentile ecc.. Ma da qui a due anni non lo accetta, lo tollera appena giusto per farmi felice, ma non mi fa felice! la famiglia del mio ragazzo è sempre stata gentile con me e mi hanno subito accolta come una di famiglia. Litigo spesso con mio padre perchè ha una mentalità chiusa non vedendo quanto io in realtà sia felice e maturata. Che devo fare??

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Bambino preso in giro reagisce con parolacce e calci

Buongiorno, Sono la mamma in difficoltà di un bambino di 8 anni. Mio figlio va a scuola con il "piedibus", un servizio scolastico in cui una volontaria a piedi accompagna e riporta a casa da scusa i bambini del quartiere. Da qualche mese questa signora mi ha richiamato più volte per il comportamento aggressivo di mio figlio nei confronti degli altri bambini ( calci e parolacce) ed una volta anche nei confronti della signora stessa dicendole "tu stai zitta io so quello che devo fare). Premetto che il mio bambino è un bambino con alcune difficoltà linguistiche, ha iniziato logopedia a 3 anni ed ha interrotto momentaneamente il percorso logopedico a dicembre e per questo è sempre stato un bambino molto sensibile, insicuro e chiuso. Dopo questi episodi ho cercato di indagare sul motivo della sua aggressività e dopo tanto mi ha confessato che lo prendono in giro. La signora del servizio sostiene che questo non è vero ( ho captato anche poca simpatia reciproca tra la signora e mio figlio), mio figlio sostiene il contrario dicendo che se lo prendono in giro lui li picchia. Ho provato più volte spiegargli che questo comportamento aggressivo non va bene, che deve ignorarli così smetteranno ma lui continua a reagire così tanto che sto pensando di abbandonare questo servizio. Non so se sia la cosa migliore da fare, vorrei che imparasse a gestire le difficoltà perché oggi è il piedibus domani sarà un'altra cosa...ma non posso neanche esporlo continuamente a queste prese in giro ammettendo che ci siano. Vorrei un consiglio da voi, grazie.

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Gestire una madre narcisista

Salve mi chiamo Elisa, sono una madre single di 40 anni vivo in una casa con i miei figli adolescenti e il cane da una dozzina di anni, da un mese a questa parte mia madre che da poco separata si trasferisce nell'appartamento sotto casa. Mia madre che reputo una narcisista e manipolatrice di prima categoria ha 70 anni ed è intestataria dell'intera palazzina, ora da quando è arrivata ha cambiato tutto compreso il giardino, cosa che io in dodici anni ho sempre curato e dove ho piantato le mie piante ecc...  Con rammarico le ho dato carta bianca perché con lei non puoi discutere ti mette contro anche il padre eterno, oltretutto si coalizza con mia sorella. Sorella che sembra la sua fotocopia identica !!! Ora io che abito in questo appartamento sopra di lei ho un cagnolino che ha sempre vissuto in giardino ma lei non lo sopporta, oggi mia nadre e mia sorella sono andate a comprare una rete come quelle dei polli per rinchiuderlo in gabbia !!! Io mi sono opposta ed è scaturita una litigata furibonda con entrambe. Come devo fare con queste due narcisiste??? Le ho tutte e due ora che vivono attaccate a me. Non vivrò più???

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