Disturbi e Terapie

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Non riesco ad essere sincera con mia madre e ad aprirmi con lei

Salve, sono una ragazza di 21 anni e scrivo per un aiuto nel migliorare il rapporto con mia madre che da un anno a questa parte mi fa soffrire quasi ogni giorno. Né io né mia sorella (gemella) abbiamo mai avuto un rapporto confidenziale con lei, sebbene lei non sia mai stata fredda ma, al contrario, molto affettuosa e premurosa, abbiamo sempre avuto timore di un suo giudizio negativo. Le ho sempre mentito sui voti di scuola, sulle persone con cui uscivo (che temevo non ritenesse "adatte"), ho sempre avuto problemi a parlare con lei del ciclo mestruale e di sessualità e naturalmente non ho mai parlato a lei di ragazzi o di relazioni. Da un anno vivo una relazione con un uomo di 14 anni più grande di me e mi ritrovo più che mai a mentire a mia madre sulle vacanze o semplici uscite. Praticamente le sto nascondendo la cosa più importante della mia vita e questo mi fa stare molto male, vorrei riuscire a parlarle, ma sono come bloccata in più temo che il fatto dell età della persona che frequento possa darle preoccupazioni (è molto ansiosa e soffre di depressione). Mia sorella ha una relazione con un ragazzo che non le ha mai presentato, ha scoperto mia madre questa storia e l'ha visto per caso, di lui parla sempre male dicendo che soffre e che vorrebbe per lei qualcosa di meglio. Anche questo mi spinge a pensare che le causerei sofferenza. Con mio padre non mi sento di parlarne, non vive con noi e lo sento una volta al mese, vorrei aprirmi con lei, ma la paura mi blocca.

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Dipendenza da cocaina cosa devo fare? Posso riuscire a smettere da solo?

Salve,
ho ventun'anni, e da quasi due abuso di cocaina con periodi di alti e bassi, lavoro quasi tutti i giorni, quindi ho quasi tutto il tempo occupato durante la settimana, ma quando mi capita un giorno o due liberi e quindi che posso uscire che sia sabato o venerdì ecc. La prima cosa che faccio è uscire ed andare a rifornirmi di coca, programmando chissà quale epica serata, e poi passare tutta la sera in macchina fino a che non fa giorno a pippare. Sto cominciando ad aver paura, vedendo gli effetti che ti fa la coca, mi fa schifo sto male per 2 , 3 giorni dopo aver fatto serata, però la serata dopo faccio peggio non riesco a non farlo, sono circondato da gente che lo fa e ogni volta è sempre cosi, lo so che voi mi direte di andare al sert o da uno psicologo, ma è più forte di me, io non sono uno psicologo, ma ho il sospetto che ho un po di fobia sociale, perche mi sento inferiore agli altri, con le ragazze poi, non ne ho mai avuta una veramente e questo mi fa male datemi qlch consiglio per provare a fare qlcs da solo per favore.

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Conflitti familiari

Buongiorno Sono tornata ad abitare in un edificio con diversi appartamenti di proprietà dei miei parenti, siamo 4 sorelle e un fratello. Io ho sempre fatto una vita girovaga, poiché non sono mai riuscita a stabilizzarmi come insegnante e ho ottenuto supplenze lontano dalla mia residenza.
Poiché c è stato un calo del lavoro e ho girovagare per 2 anni con supplenze di pochi giorni, e poiché la mia salute psicologica era messa a dura prova, una sorella maggiore mi ha invitato a tornare nel mio paese. Con lei ho instaurato un rapporto di semi convivenza e dipendenza. Ritornando comunque a vivere con lei, ci sono stati anche dei conflitti. Poiché questa casa è il punto di incontro di tutto i miei parenti seguiti dai rispettivi coniugi. Ho avuto diversi conflitti con il marito della mia sorella maggiore, che ha 19 anni più di me. Questo conflitto mi ha resa molto vulnerabile e sono caduta in uno stato depressivo. Ora mi chiedo se non sarebbe meglio accettare una supplenza lontano da casa, di modo da allontanarmi da cercare di costruirmi una vita autonoma lontano da questo conflitto familiare che mi tormenta e che mi ha fatto cadere in questo stato. Attualmente sono seguita da una specialista con cui ho iniziato una psicoterapia e prendo un farmaco antidepressivo.

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Come superare una depressione da tanti anni ed avere l'autostima più alta?

Sono una ragazza che soffre di depressione da qualche mese, ma perché ho avuto un periodo abbastanza brutto quest'anno. Comunque, soffro un po' di una scarsa autostima da tanti anni... Ci sono tante cose da risolvere in me, che è difficile iniziare. Posso comunque riassumere così: sono stata violentata quando avevo 6/7 anni (il papà di una mia amica mi faceva sendere sulle sue gambe per farmi vedere delle cose belle sul computer ed intanto mi toccava...). Da quel punto, il carattere mi è cambiato completamente. Prima ero una bambina molto allegra, estroversa, senza paura di niente. Adesso sono una persona insicura di me stessa, non mi voglio bene e sono un problema per me stessa. Infatti, ho studiato lingue, è stato sempre il mio sogno, ma non riesco a parlare inglese con gli altri. Ho paura di sbagliare, ho paura di fare una figura ridicola. Quando avevo 12, ho avuto due relazioni sentimentali (quelle dei giovani) in cui mi obbligavano ad avere relazioni sessuali per forza sennò mi minacciavano. Dal quel punto, quando sono riuscita a lasciare questi ragazzi, ho iniziato ad avere problemi con le altre relazioni. Fino a quando ho trovato un fidanzato veramente bravo che mi ha ascoltato, mi ha aiutato, mi ha dato tutto per farmi sentire bene ed è riuscito ad avere relazioni sessuali con me senza problemi. Sono stata con lui 4 anni insieme, ma i miei problemi psicologici mi hanno portato a lasciarlo, perché non ero sicura di me stessa, della situazione in cui eravamo sommersi (relazione a distanza 4 anni). Mi sono comportata con lui veramente male, l'ho lasciato da solo quando lui stava attraversando un periodo bruttissimo. Mi sento veramente male, mi trovo sempre a piangere, non dormo bene, divento pazza in momenti, il cuore mi batte fortissimo sempre, e sono dimagrita almeno 6 kili in un mese, mi trovo in sottopeso. Adesso voglio iniziare a risolvere i miei problemi e, una volta  risolti, poter iniziare una vita migliore con me stessa e con lui.

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Cocaina e narcisismo

Salve, vorrei porvi una domanda: l'uso di cocaina può causare narcisismo? Mi spiego: il mio ex ragazzo faceva uso di cocaina da anni senza che nessuno lo sospettasse; smise quando lo scoprii (non da atteggiamenti ma interpretando alcune sue frasi). All'epoca stavamo insieme da poco e lui era molto preso. Smise Ha ripreso a usare coca qualche mese fa, e ne consuma quantità molto superiori a quelle che usava all'epoca: è arrivato a 3 grammi al giorno. Ora, lui è sempre stato un bugiardo patologico (ho scoperto solo da poco che mi aveva raccontato per due anni bugie non solo sul suo passato, inventando una vita agiata mai avuta e incolpandomi di averla persa per starmi accanto, ma anche su una persona mai esistita, una ex, di cui mi aveva raccontato nei dettagli e della quale nel racconto non era innamorata, tanto da averla tradita in ogni modo con la sua amante - vera - e con altre e aver detto ai suoi di essere stato tradito lui per salvare la faccia, cosa che mi ha "confessato" tempo dopo e di cui sembrava pentito...tutte fantasie!), ma da quando ha ripreso a usare coca ha un disturbo compulsivo nel cercare a tutti i costi donne in chat; ci prova indipendentemente dal loro aspetto o da quante decine di migliaia di km li separino e, malgrado mi abbia chiesto aiuto e abbia fatto il pazzo quando l'ho bloccato, ora se gli mando un messaggio mentre chatta nemmeno lo legge! Viviamo in due nazioni diverse perché lui, rimasto in mezzo ad una strada (forse anche per colpa della coca, anzi, di sicuro) ha tramato alle mie spalle un matrimonio con una sua connazionale che nemmeno conosceva e che vive in Norvegia. Appena fatto questo ha incrementato l'uso di droga e ora passa le giornate in chat. Io lo so perché ho ancora le sue password - lo sa ma non le cambia - e vedo il tutto in diretta. Ovviamente a me dice che vuol tornare e che mi ama, cosa che del resto dice pure alla sua ex storica (che però ha una casa e quindi può "servirgli", mentre io sto coi miei). Se lo blocco dice che si droga per me e appena lascia la coca e torna "normale" sta molto male e sente la mia mancanza, ma nonostante ciò non sono riuscita a convincerlo, quando era in vacanza dai suoi, dove è andato a soli 7 giorni dalle nozze, a restare lì e fermare quella pagliacciata. Gliel'ho chiesto in un momento in cui era lucido e non si faceva da 3 giorni, era cambiato totalmente e di colpo aveva mollato pure questa ridicola compulsione a sedurre. Non ha retto la pressione ed è tornato lì, previa dose di coca. Da lì ha iniziato prima a fare di tutto per contattarmi, poi ha ripreso la sua ossessione. Dice che gli serve per non pensare alla coca, ma io credo che non abbia smesso: ho notato che quando sospende anche per due giorni cessa completamente questi atteggiamenti. Sono l'unica che sa e quindi nonostante tutto non me la sento di chiudergli la porta in faccia, ma non so quale atteggiamento possa rivelarsi costruttivo e, soprattutto, vorrei capire le ragioni di questa ricerca spasmodica di donne da corteggiare. È solo un ragazzo (27) e sta rovinando la sua vita. Grazie mille anche solo per avermi letta Alessandra

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E` narcisista o no?

Gentilissimi, Vi scrivo per avere conferma o meno di ciò che penso, così da poter contattare uno specialista e potermi poi comportare di conseguenza. Un anno fa ho conosciuto un ragazzo apparentemente sicuro di sé, pieno di voglia di fare, sorridente e brillante, oltre che bello ed acculturato. Un bellissimo e affascinante avvocato. Appena conosciuto si è mostrato ammaliato da me, ricordo sorprese sul posto di lavoro, frasi che in realtà mi hanno accompagnata per tutto l'anno, come `sei stupenda, ragazze come te non ne esistono`, dopo due mesi `io ti amo, stai diventando il mio punto di riferimento e questo non va bene perché io dipendo solo da me stesso. Essendo anche io una bella ragazza ha quindi fin dall'inizio provato una forte attrazione fisica, ma la cosa bella di lui è stata il rispettarmi sempre, anche a livello sessuale, infatti, il primo approccio lo abbiamo avuto dopo 2 mesi e mezzo e sono stata io a volerlo, non lui. N. anche se era obiettivamente attratto, ha sempre rispettato ciò che dicevo e pensavo. Se qualcuna gli scriveva, se gli arrivava un sms, oltre a comunicarmelo lasciava il telefono lì in modo che potessi leggere e vedere, insomma, è sempre stato sincero. Dopo 3 mesi però abbiamo iniziato a discutere e lui ha cominciato con i suoi tira e molla: pensava sempre di avere ragione, faceva di ogni cosa una tragedia, riusciva ad ascoltare il mio punto di vista e a volte anche a darmi ragione, ma solo in casi palesi, quando cercavo di recuperare nelle litigate, se lui era davvero arrabbiato, mi faceva stare ancora peggio, dicendo frasi cattive come `non avrei mai voluto conoscerti` oppure `mi stai rovinando la vita`, per poi passare a `sei l'unica gioia della mia vita`. Nonostante ciò, non ha mai toccato il mio aspetto fisico e nemmeno ha mai provato a denigrarmi come persona, se non una volta dicendomi di essere un lupo travestito da agnello per un motivo futile, generalmente mi ha sempre detto di essere troppo per lui. Ho capito ci fosse qualcosa di strano in lui, allora parlandogliene, è uscito fuori il fatto che lui è consapevole di essere un pochino narcisista e lo si vede dalla ricerca costante di avere conferme altrui, dal non accettare spesso le critiche, dal dirsi sempre `io sono il migliore`, dal sogno di fama e notorietà che ha, dal non rendersi conto del male che provoca alle altre persone. Infatti, ha ammesso di essere un ragazzo profondamente insicuro di sé, insoddisfatto, l'unica costanza che ha nella vita riguarda la sua professione, ma sia in amicizia che in amore spesso è sfuggente, altalenante. Con me si è aperto più volte, ma con gli amici fa difficoltà perché dice di essere `riservato`. Inizialmente lui mi lasciava e lui tornava perché vedeva freddezza da parte mia e distacco, a differenza sua che era molto affettuoso, ultimamente, essendomi innamorata, lui mi lasciava e io dopo un po` tornavo con delle scuse che lui ha sempre accolto. Da ciò che dice e da ciò che dimostra credo sia innamorato davvero anche se è profondamente egocentrico. L'ultima volta, dopo un mese di stacco, appena ritornato mi ha confessato di essere andato a letto con due ragazze, voleva occupare il vuoto e la mancanza, per quello parlo di sincerità, tanto io avrei potuto non saperlo mai, eppure me l'ha detto. Nell'ultimo mese invece è successa una cosa che ci ha allontanati: io sono rimasta incinta, ma ho avuto un aborto spontaneo, lui mi è stato vicino tanto anche se fondamentalmente non sa affrontare né gestire situazioni difficoltose, ha bisogno sempre della spinta di qualcuno che gli dia i giusti suggerimenti. Però c è stato, si è preso le sue responsabilità e non è scappato, peccato che una volta risolto il tutto si è allontanato di nuovo da me, perché a me collega questo evento spiacevole che l'ha fatto star male e siccome da quando gli è successo questo soffre di attacchi di panico, ha deciso di cancellarmi come se questo servisse a cancellare anche l`intero ricordo. La mia domanda è: io sono lucida mentalmente, anche se innamorata, ma ormai è da 10 giorni che abbiamo staccato ogni contatto e non ho nessuna intenzione di cercarlo, però, questa è una forma di narcisismo? O ha dei tratti che però non determinano essenzialmente la patologia? Ultimamente ha detto di aver pensato di andare da uno psicologo per l'episodio che ci è successo che per lui è stato traumatico perché a suo dir lui trova sempre soluzioni in ogni cosa e invece in questo caso è stato obbligato ad aspettare, si sentiva impotente insomma. Quindi se posso spingerlo a iniziare una terapia lo faccio volentieri, non per me ma per lui perché ha solo 26 anni e quindi sono sicura possa fare un bel lavoro prima che possa entrare in un periodo ancora più critico. Grazie.

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Violenza psicologica come reagire?

Salve, sono una donna di 40 anni. In passato ho sofferto di attacchi di panico e di disturbo depressivo maggiore. Dopo essermi impegnata molto, mettendocela veramente tutta, con l'aiuto dei farmaci sono riuscita a superare, o almeno credevo di esserci riuscita. Da qualche mese diciamo 4 circa, in seguito ad un avvenimento traumatico, sto soffrendo di nuovo di ansia, fatico ad addormentarmi e a mantenere il sonno. L'evento consiste in è una serie di violenze psicologiche, attuate dai miei vicini di casa, violenza verbale e vere e proprie aggressioni, tali da non farmi uscire ed entrare di casa con serenità, alla presenza di mia figlia che ha 7 anni. Il motivo di tale violenza è che la signora in questione ha scoperto la relazione tra me e suo marito, ormai ex, in un primo momento ho giustificato la sua rabbia, anche se non condividevo la sua reazione davanti a tutto il parco in cui viviamo, urla ed epiteti che le lascio immaginare.
Soprattutto davanti a mia figlia che si è spaventata a morte. In sintesi ogni volta che esco di casa la signora o i membri della sua famiglia (madre) il maggior complimento che mi fanno è grandissima zoccola, anche davanti ad altri minori, io sono una persona perbene e non raccolgo la provocazione, anche perchè non credo sia un buon esempio. Mi sento impotente, tra l'altro convivo con l'ansia perenne che questa situazione si verifichi, insomma non vivo bene, inoltre inizio a fare pensieri strani, autolesionisti. Mi sento perseguitata e non vedendo via d'uscita alcune volte penso che solo se morissi potrei dare serenità alla mia famiglia, che si trova a vivere di riflesso tutto questo. Inizio ad avere paura.

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Sto sbagliando psicoterapeuta?

Salve, cercherò di essere breve. Ho 20 anni e sono in cura da circa 2 mesi con una psicologa che è anche psicoterapeuta, poichè soffro di depressione maggiore. Inoltre, prendo paroxetina da 20 mg ogni giorni, da circa un mese e mezzo. Il mio dilemma sta nel pensare che forse la psicoterapeuta non è adatta a me. Soffro pure di disturbo binge che, sebbene secondo lo psichiatra il mio abbuffarmi si sarebbe arrestato visto che con paroxetina sarei stata meglio, non sembra andarsene. Il mio umore è davvero migliorato, non ho più avuto picchi di depressione gravi... ma ultimamente mi ritrovo ad abbuffarmi anche perchè il senso di vuoto non se ne va mai via. In tutto questo, la mia psicoterapeuta non mi pare stia facendo qualcosa... Mi trovo bene con lei a parlare ma non mi pare consideri i miei disturbi come il binge, ed altre piccole grandi cose.... Quando esco da una seduta con lei mi sento più leggera perchè mi sento ascoltata, ma i problemi persistono...quindi mi sembra abbastanza inutile. Visto che questi problemi me li porto appresso da anni, sto pensando che forse nel mio caso dovrei provare delle sedute da uno psicanalista che mi aiuti con i miei problemi dalle origini... Come trovare il professionista giusto?

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