Disturbi e Terapie

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ADHD

Buongiorno,
un mio alunno, con spiccate capacità nell'ambito logico-matematico, già dalla prima classe della scuola primaria (ora frequenta la terza) ha manifestato disturbi dell'attenzione e del comportamento irrequietezza, si calma soltanto quando disegna in b/n sempre la stessa città, permalosità eccessiva, oppositività, scarsa coordinazione motoria e soprattutto... non alza lo sguardo verso la lavagna o lo distoglie quando interagisce con insegnanti e compagni. Abbiamo adottato tutte le strategie proposte per l' ADHD, ma senza risultati. La famiglia è stata convocata più volte e ci è stato detto che trascorre molte ore con i videogiochi e diventa nervoso se non lo assecondano. Cosa fare?
Grazie.

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Fidanzato bipolare e con disturbo ossessivo compulsivo

Buonasera, Sto col mio fidanzato da due anni e mezzo. Ho capito che qualcosa non andava già dopo poco tempo insieme e per circa due anni ho insistito, affinchè andasse da uno psicologo, soprattutto visto che suo padre e sua sorella assumono delle pillole per DOC e bipolarismo. Quest'estate è andato da una psichiatra che gli ha prescritto delle medicine per questi due disturbi e quindi da due mesi le sta prendendo. Prima delle medicine sono capitati casi veramente gravi, mi gridava e se la prendeva con me per niente. Prima di stare con lui non avevo mai sofferto di attacchi di panico, ora spesso mi capitano quando litigo con lui. Si seccava con me e alzava la voce per ore, per cose di poco conto, in cui spesso avevo anche ragione (ad esempio, una volta sono entrata nel bagno per sbaglio quando c'era lui e quella volta mi ha pure rubato una penna dalle mani, perchè dovevo ascoltarlo e ha continuato a gridarmi finchè non ho avuto un attacco di panico). Da quando prende le pillole è un po' meglio, ma speravo funzionassero decisamente meglio. Fa scenate e grida per cose futili, all'improvviso. Due esempi: -stavo parlando al telefono con mia mamma quando è tornato a casa e si è seccato da morire perchè non sono andata ad accoglierlo alla porta; -ha la febbre e mi sono dimenticata di fare prima il mangiare per lui. Quando succedono queste cose si arrabbia tantissimo e diventa aggressivo (solo verbalmente) e dopo qualche ora si rende conto e chiede scusa. Ma io sono al limite. Lo amo e speravo tantissimo le pillole risolvessero i nostri problemi, ma così non è. Ho pure paura per la mia salute mentale a causa dei suoi sbalzi d'umore. Le mie amiche mi dicono di lasciarlo, ma mi sento così debole, non riesco a fare il passo decisivo. Voi cosa mi consigliate? Vi è la possibilità che stia meglio magari cambiando pillole? Grazie

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Vorrei andare via di casa, ho bisogno di consigli?

Inizio col dire che ho avuto un'infanzia difficile, in famiglia siamo in 6, anche se sono l'unico figlio rimasto in casa. Io e i miei fratelli siamo cresciuti con offese e violenze, offese come (miserabile, pezzo di merda, fallito, mi vergogno di avere n figlio come te ecc.), questo da parte di mio padre, tutte questo senza ragioni valide, e soprattutto immeritevolmente, mia madre che anche se di buon cuore per paura non ha mai fatto niente (e questo lo reputo peggio)... Io per colpa di tutto ciò non sto bene, sono insicuro e ho tanti deficit anche se ho creato una falsa personalità forte sicura e serena, per riuscire ad essere apprezzato dalla società, infatti su quel punto di vista non ho problemi, anche se non posso confidarmi con nessuno perchè non mi fido a farlo.
Purtroppo sono molto infelice, vorrei serenità e soprattutto autostima vera, e penso che l'unico modo per poter riuscirci sia andarmene di casa e vivere indipendente visto che dalla mia famiglia ho avuto solo odio e invece di esser cresciuto con incoraggiamenti, sono cresciuto col sentrmi dire con collera da mio padre le ose peggiori al mondo e visto scene orribili, Cosa dovrei fare?

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Problemi nel provare sentimenti

Salve,
volevo parlare di questo problema che mi porto da due anni non riesco a provare felicità o qualcosa quando provo a intraprendere una relazione e non riesco a spiegarmelo.
Ho avuto una relazione a distanza con una ragazza per due anni, lei era il mio punto fermo provavo vero amore per lei quando ci siamo lasciati lo abbiamo fatto per telefono e non ci siamo visti più. Successivamente ci siamo sentiti ogni tanto per un altro anno mentre lei cambiava strada, io sono rimasto indietro ho continuato a pensare a lei fino a pochi mesi fa, quando ho capito quale era il mio vero problema: la continua ricerca di una ragazza, di una persona da avere accanto, era questa la cosa che mi premeva.
In questo periodo ho trovato finalmente una ragazza che apprezzo in tutto e per tutto, ma allo stesso tempo non riesco a essere finalmente felice, ma continuo ad avere pensieri, una sorta di blocco a questa felicità e sono sicuro che chiunque trovi, mi si ripresenta sempre lo stesso blocco, non so piu con chi confidarmi di questo problema.
Accetto qualsiasi tipo di consiglio o pensiero grazie.

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Insonnia, ansia, attacchi di panico

Salve a tutti. So che quello che sto per scrivere sarà un completo disastro, ma per favore perdonatemi. Ho 18 anni, mi chiamo Ginevra e so che potrei sembrare solo una stupida ragazzina alle prese con una crisi esistenziale, ma credo che si tratti qualcosa di più serio.
Tutto comincia nel 2015 quando a mio padre diagnosticano un cancro allo stomaco. Si viene poi a scoprire che si trattava di un caso raro, infatti la massa era cresciuta al di fuori dello stomaco. Comunque, una volta tornato a casa dall’ospedale sono iniziati i problemi in famiglia. Mia madre non sopportava il comportamento di mio padre dopo l’operazione. Litigi su litigi, urla su urla, tutti i giorni, mattina e sera.
Avevo quindici anni. I miei divorziano. Credevo sarei riuscita ad affrontare bene la situazione, ho cercato di auto convincermi che avrei superato il trauma, di poter essere abbastanza grande da capire. Ma in realtà era solo l’inizio dei miei problemi.
Fin da allora soffro di insonnia, qualche volta non chiudo occhio o se sono fortunata dormo tre/quattro ore. Questo mi ha portato ad un basso livello di concentrazione, il mio rendimento scolastico è calato e da qui inizia il mio secondo problema. L’ansia di non poter prendere voti alti o almeno sufficienze mi perseguita. Non so più neanche cosa significhi essere concentrati su qualcosa, sono perennemente stanca, ma anche se provo a dormire non ci riesco. Qualche volta i miei attacchi d’ansia mi portano a piangere anche senza un apparente motivo.
Poi sono iniziati gli attacchi di panico. Sento come un macigno sullo sterno che non riesco a togliere. Provo a pensare ad altre cose, ma non ci riesco, mi tornano in mente tutti i problemi che ho. Durante questi attacchi mi manca il respiro, mi sento malissimo, mi è capitato anche di svenire diverse volte.
Ho provato a parlare con mia madre di come mi sento ma lei non sembra preoccuparsi, mi dice che è solo una fase adolescenziale. Qualche volta devo ammettere che riesce a convincermi, ma poi mi rendo conto che vado avanti così da quasi quattro anni.
Non penso siano cose comuni per una diciottenne. Posso uscirne da sola? Dovrei rivolgermi a qualcuno? Non so seriamente cosa fare.

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Relazione con un bipolare: dubbi, paure, speranze

Buonasera, vi scrivo per chiedervi gentilmente un confronto e dei consigli, a proposito della mia relazione con un uomo bipolare. Premetto che io sono giovane, ho 26 anni, mentre lui ne ha 12 in più di me, e inizio raccontandovi brevemente la nostra storia: stiamo insieme da 5 mesi, ma ci siamo conosciuti un anno e mezzo fa. Io gli sono piaciuta fin dalle prime volte che ci siamo incontrati (per motivi di lavoro: lavoriamo nello stesso settore) ma io, nonostante ricambiassi, mi tenevo a distanza e frenavo, perché spaventata dalla sua malattia, di cui mi ha parlato dopo le prime uscite. Così siamo stati solo amici per circa un anno, fino a che io mi sono resa conto di volergli davvero tanto bene e che volevo stare con lui… o almeno provarci e vedere se poteva funzionare! Ed eccoci qui, sono passati 5 mesi da quando stiamo insieme, e io sono innamorata di lui, che è una persona dolcissima, premurosa ed estremamente sensibile. Mi fa sentire importante e amata come mai prima d’ora e io desidero più di tutto riuscire a stargli vicino e dargli tutto il mio amore e il mio supporto. Per il momento la sua malattia ci ha dato soprattutto qualche problema di natura sessuale (calo del desiderio da parte sua), che però al momento sembra superato. E’ malato da circa 15 anni, all’inizio le diagnosi erano di disturbo schizoaffettivo e manie di persecuzione, poi la diagnosi è stata modificata in disturbo bipolare (non so di quale tipo). Si cura giornalmente con Litio e un antipsicotico, ha un lavoro, amici... Insomma, nonostante la sua malattia, che gli ha fatto passare dei momenti molto difficili e ricoveri in ospedale, si è costruito una sua vita ed è una bellissima persona. Ora il mio problema principale è che io… ho paura, ho paura di tante cose. Intanto ho paura del nostro futuro: che speranza può avere una relazione con una persona bipolare? Attualmente la nostra situazione sembra molto buona, ma leggendo in giro sui vari forum i racconti di esperienze simili alle mie, leggo descrizioni poco confortanti. Una costante sembra essere il ricorrere di periodi in cui il partner bipolare si allontana, respinge l’altro fino a rinnegare i sentimenti provati, in un tira e molla continuo intervallato da momenti di grande amore. Chiaramente “una persona bipolare” finisce quasi per essere un’etichetta in questi termini, perché ogni persona è unica e ha la sua storia. Ma sono comunque preoccupata e mi chiedo se, con una persona che ha questa malattia, pur curata stabilmente, sia possibile avere una relazione amorosa appagante. L’altro grosso scoglio è rappresentato dal fare accettare alla mia famiglia il fatto che io stia con una persona che ha questo problema (mia madre ne è a conoscenza). Mi sono resa conto che c’è un forte stigma sociale nei confronti dei malati psichiatrici ed è difficile guardare al di là dell’etichetta, della diagnosi. Io stessa ce ne ho messo di tempo, per andare oltre il pregiudizio, e vederlo semplicemente come una persona, con i suoi pregi e difetti. Figuriamoci chi ci sta intorno, ad esempio appunto i miei genitori o gli amici. Invece di sostenermi, quasi tutti mi mettono paura e cercano di convincermi a lasciare perdere. Vorrei insomma, se possibile, il parere di un esperto, che mi spiegasse a cosa posso andare incontro e mi rassicurasse sulla possibilità di vivermi questa storia d’amore, che al momento mi sta dando tanta gioia. Spero che possiate aiutarmi, grazie mille di cuore in anticipo. Buona serata e un cordiale saluto.

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Disturbo Ossessivo Compulsivo

Salve sono una donna di 54 anni e da molto tempo soffro di un disturbo ossessivo compulsivo che mi sta rovinando la vita. Ho il terrore delle feci e quindi quando vado in bagno metto tutti i vestiti in lavatrice, faccio lo shampoo la doccia e pulisco tutti i sanitari.
Questo perche' e' come se il mio corpo si sporcasse con le mie feci e quindi devo lavarlo tutto. Inoltre durante i giorni mi lavo continuamente le mani perche' ho paura di toccarmi il sedere e quindi di sporcarmi le mani con le mie feci e imbrattarmi il corpo, soprattutto i piedi e i capelli. Cerco se e' possibile di non andare in bagno tutti i giorni perche' divento uno straccio dopo tutto quel tempo passato a lavarmi. Ho provato diverse cure, ma non ne sono uscita. Sogno di comportarmi come una persona normale che non programma di andare in bagno e si lava solo le parti intime, senza fare shampoo e doccia tutte le volte che si presenta un bisogno cosi' naturale. Non riesco a frequentare i bagni pubblici perche' non sono puliti come dico io e poi una volta tornata a casa inizierei con i miei rituali distruttivi.

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Paura dell'abbandono?

Buonasera a tutti.
Da circa un anno e mezzo sono fidanzata con un ragazzo bravissimo, il primo con cui ho deciso che volevo stare insieme. Dopo 8/9 mesi che stavamo insieme ed io ero quella che viveva la relazione in modo tranquillo, mentre lui era molto apprensivo i ruoli si sono invertiti.
Dal momento che lui si era tranquillizzato, perché ormai aveva capito che ci tengo davvero, io ho cominciato da prima ad avere reazione esagerate per cose stupide, con battito accelerato, terrore perché mi domandavo come mai non mi "soffocava" di attenzioni come prima, fino ad elaborare la cosa e a capire che era normale e che io prendevo queste cose come un allontanamento che invece non c'è (addirittura ho passato un periodo in cui quasi tutte le notti facevo incubi su lui che mi lasciava, che mi trattava con indifferenza ecc).
Spesso mi incupisco quando siamo insieme per una battuta, per ogni minima cavolata su cui invece si dovrebbe scherzare, nonostante me ne renda conto a volte non ci riesco ad andare contro quella sensazione che mi esplode dentro.
Premetto che vengo da una situazione familiare in cui mio padre se pure uomo dolce non è una figura di riferimento ed è poco presente per lavoro (con cui mi sono ritrovata a vivere all'età di 14 anni perché mia mamma è andata a vivere con il suo compagno).
Mia mamma donna più quadrata se vogliamo dire, ma poco affettiva e che vedo poco e sto praticamente da sola da quando avevo appunto 14 anni. Questa situazione compare in alcuni periodi, poi magari mi tranquillizzo e scompare, per poi riapparire dopo qualche settimana.
A volte mi sento come se stessi sabotando tutto solo per arrivare al punto di cui ho paura, ovvero il lasciarsi. Tutto vorrei tranne che questo, vorrei non incupirmi sempre e smetterla di analizzare e rimuginare su tutto.
Devo dire che sono riuscita da sola comunque a capire più o meno cosa mi stava accadendo e a lasciare andare il controllo su di lui.
Come posso affrontare la cosa? Secondo voi può trattarsi della paura dell'abbandono? Vorrei vivere la mia relazione in modo sano e sereno, e soprattutto non voglio rischiare di sabotarla per il mio modo di reagire ad ogni cosa come se volessi proteggermi sempre.
Vi ringrazio per la gentilezza e per l'aiuto.

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