Disturbi e Terapie

Articoli

EMDR
Dott.ssa Tiziana Vecchiarini

Cos'è l'EMDR

Un articolo breve per un avvicinamento rapido alla conoscenza basilare dell'EMDR, un approccio terapeutico che ha modificato molti degli orientamenti tradizionali della disciplina psicote ...

12 Maggio 2019

Autostima
Dott.ssa Lorena Ferrero

Imparare a dire NO

Se abbiamo paura di rifiutare le richieste altrui la nostra vita può complicarsi alquanto, ci ritroviamo a fare cose, che non vogliamo, in genere frustrati ed arrabbiati con noi ...

27 Maggio 2019

Psicoterapia
Dott.ssa Lucia Cavallo

Cicatrici d'oro

Quando i giapponesi riparano un oggetto rotto, valorizzano la crepa riempiendo la spaccatura con dell'oro. Essi credono che quando qualcosa ha subito una ferita ed ha una storia, divent ...

28 Maggio 2019

Domande e risposte

Relazione morbosa in età adolescenziale

Ho 21 anni e circa 7 anni fa alle prime esperienze relazionali mi sono imbattuta in una relazione che si è rivelata essere malsana. Lui era 3 anni più grande di me ed è durata complessivamente 4 anni tra rotture e riprese. Alcune delle cose che succedevano erano che venivo privata della mia libertà (ad esempio di uscire con le mie amiche, che venivano spesso derise e insultate da lui perché pensava che fossero delle cattive compagnie per me) attraverso minacce verbali (più intense tramite i messaggi del cellulare). Per quanto riguarda la violenza fisica è stata presente, non in maniera grave ma quasi mi faceva piacere perché temevo spesso di non essere creduta o che la mia sofferenza venisse sminuita perché non tangibile. nel 2015 ero riuscita a lasciarlo grazie ad uno dei tradimenti da parte mia. Avevo tendenze autolesive dai 12 anni, ma da quel momento in poi il problema si intensificò notevolmente creando una dipendenza dal procurarmi grosse cicatrici. Anche il mio umore lo ricordo a terra. Alla fine mi sono ripresa pian piano ma ho notato una strana tendenza al volermi impegnare a tutti i costi in un altra relazione. La mia prima fu dopo solo 7 mesi dalla rottura definitiva ma dopo un anno e mezzo iniziai ad avere problemi alimentari e a 2 anni la relazione terminò. Dopo circa un mese ero già pronta e di nuovo innamorata, ma questa volta del mio attuale ragazzo. Il mio problema è che le mie tendenze autolesive (sebbene si intensifichino o spariscano a periodi) non sono del tutto passate ed ogni volta che sento una situazione di stress la mia soluzione è quella. Inoltre da circa 6/7 mesi penso spesso alla mia prima relazione di cui ho parlato. Ho riflettuto sulla sessualità di questa ed ho percepito che non fosse normale nemmeno quella. Ero cosciente dei fatti ma non avevo mai razionalizzato in modo così esplicito che potesse trattarsi di abuso sessuale. Ho percepito all'improvviso come se fosse stato qualcosa che mi metteva a disagio nonostante la mia consensualità. Quello che penso è che attraverso la manipolazione verbale mi spingeva spesso a fare cose specifiche. Un paio di esempi espressi in sintesi e con parole diverse dalle sue: "la mia ex ragazza faceva questa cosa";"dovresti presentarti in un certo modo o mi rifiuto di avere rapporti con te";"nessuna delle persone con cui sono stato aveva problemi sessualmente quindi il problema sei tu". Questa scoperta ha influenzato la mia vita sessuale a causa di flashback ad esempio. Mi causa attacchi d'ansia senza un reale motivo e talvolta ho come una confusione in testa.Come se stessi parlando con il mio ex ragazzo e non con l'attuale. Il mio ragazzo dice che chiaramente dimostro di avere un ossessione nei suoi confronti anche a causa di altri atteggiamenti da parte mia come continuare a cercare foto, ricordi. Ultimamente ho avuto la tendenza a figurarlo instaurando anche una sorta di dialogo. Premetto di non aver mai consultato uno psicologo. le mie domande sono le seguenti: -sono perplessa riguardo ai presunti abusi sessuali. La sensazione era più quella di "sentirsi in dovere". Rilasciando un mio chiaro consenso e talvolta anche prendendo l'iniziativa, si può parlare di abuso sessuale? -i miei atteggiamenti o sintomi mi invalidano? io non riesco a capirlo. un'altra cosa che mi preoccupa è che ho la tendenza ad attaccarmi e ad affezionarmi subito a chi mi dimostra anche solo un po' di affetto, recentemente sentivo un ragazzo telefonicamente e dopo un mesetto per diverse cause ho dovuto troncare. Solo una banale quasi amicizia (perché in un mese non credo si possa instaurare un legame così forte). Giudico la mia reazione esagerata, tanto da ricadere nuovamente in atti autolesivi. Non è la prima volta che accade per cui: -dovrei preoccuparmi riguardo al mio rapporto con gli altri? -Dati i miei sintomi e considerato che gli avvenimenti si collocano intorno i 14/15 anni potrebbe trattarsi di un disturbo post traumatico da stress?

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Ho scoperto mio figlio di 16 anni fa uso di cocaina

Mi chiamo Sabrina vi ho già scritto che ho scoperto mio figlio di 16 anni fa uso di cocaina non so più come aiutarlo gli abbiamo parlato fatto capire che lo amiamo e che ha bisogno di essere aiutato ma lui mi ha minacciata che se lo mandiamo in qualche CLINICA per disintossicarsi si uccide. E che comunque quando avrà i 18 anni comunque farà ciò che vuole Come posso aiutarlo sono disperata perché sto anche assistendo mia madre che ha un tumore è in metastasi ossee ormai a termine. Sono stanca di questa vita che da solo dispiaceri

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Come si guarisce dall’ipocondria?

Salve, ho 15 anni e soffro di ansia e ipocondria da quando solo piccola, ma in questo periodo la cosa sta degenerando ed essendo molto giovane vorrei trovare una cura. Ho avuto un periodo dove avevo il bisogno di andare in bagno continuo e dolore,ho fatto esame urine ed è risultato tutto perfetto, il disturbo infatti è passato, ma ho avuto paura di avere tumori e robe varie infatti avevo perso l’appetito e avevo una costante tensione addominale, nodo in gola e formicolio ovunque per un po’ queste sensazioni erano scomparse perché ero andata a farmi visitare dal mio pediatra ma ora ho paura che possa avere la sclerosi multipla e inoltre i miei genitori dicono che nn ho nulla e che se continuo mi mandano dalla psicologa, cosa devo fare? Sono disperata

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Il cibo: un incubo

Da anni, quasi tutti quelli della mia vita, sento di avere un rapporto controverso con il cibo. Tutto è iniziato quando mia mamma, notando che ero una buona forchetta, ha deciso di mettermi in riga. Da allora, il cibo che mangiavo spensierata era diventato un campo sul quale esercitare il controllo. Crescendo, credo di essermi salvata per un pelo dall'anoressia, io che avevo la pancia incavata e le costole visibili eppure mi vedevo grassa. Non sgarravo mai e quando era Pasqua o Natale mi veniva da piangere o strapparmi i capelli perché avrei mangiato troppo, ingrassando. Per fortuna sono migliorata e pensavo di aver risolto il mio problema col cibo quando ho iniziato a fare palestra (prima facevo danza con tipe piuttosto scheletriche, credo abbia influito). Avevo iniziato a pensare più alla qualità che alla quantità di cibo e finalmente potevo andare a dormire con lo stomaco pieno, senza i morsi della fame. Il mio corpo mi piaceva, si modellava con i pesi e il volume che notavo era massa muscolare. Ed ecco che quindi arrivo al dunque...Il problema attuale. Nei momenti di stress (la prima volta è stato così inaspettato che mi sono preoccupata un sacco) sopraggiungono delle abbuffate compulsive, incontrollabili e quel che è peggio è il circolo vizioso che si crea: ad ogni abbuffata corrispondono privazioni, attività fisica e ovviamente delusione e pensiero ossessivo teso al controllo del cibo ingerito. Non ce la faccio più. Ora, non sempre le abbuffate ci sono e non sempre sono chissà quanto disastrose, ma fatto sta che il cibo è un 'ossessione e io vorrei un rapporto diverso, normale. Aiutatemi. Da tanto cerco di sentirmi bene col cibo e con me stessa, non solo temo un aumento di peso (ora sono 58 per 1.70) ma anche un peggioramento della mia salute, qualora la situazione peggiori. Grazie dell'ascolto

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Mia figlia è attaccata alla madre

Sono un Padre Separato e vivo a 450 km di distanza da mia figlia che ha 6 anni e sono 4 anni ormai che lei è la madre sono andate via. Non riesco a tenere una giornata intera mia figlia con me ne a farle passare la notte da me e con me. Specialmente nell'ultimo anno, mia figlia vuole tornare dalla madre e dice che non la vede da troppo tempo, io ce la riporto. Ho paura di farle danno se la costringo a rimanere con me. Mia figlia è attaccata alla madre che nei miei confronti ha avuto atteggiamenti ostili e so che la bambina ha paura di essere portata via nonostante le dico che non é vero. Abbiamo fatto CTU e sta andando da uno specialista. Cosa posso fare per staccarla dalla madre e tenerla con me senza problemi? Cerco sempre di non farla annoiare. Devo forzare la cosa anche contro la sua volontà?

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Ansia e mancata concentrazione dopo aver conosciuto una ragazza omosessuale

Buonasera, mi chiamo Emma e ho 24 anni. Da qualche settimana ho difficoltà a concentrarmi perché un pensiero fisso mi assilla cioè continuo a pensare di poter essere omosessuale nonostante non abbia mai avuto e non ho tutt’ora attrazione per un’altra donna. Non ho nemmeno fantasie sessuali. Questa situazione nasce dopo aver conosciuto una ragazza dichiaratamente omosessuale; non ho avuto attrazione nei suoi confronti però mi faceva piacere essere guardata da lei, che capivo tenermi gli occhi addosso e sentirsi in imbarazzo con me presente. Non appena me l’ha detto, mi è venuta l’ansia perché mi domando: magari lo sono anche io, ecco perché non ho un ragazzo e il continuo pensarci è come se me lo confermasse. Se non me l’avesse detto sono sicura che questa fissazione in me non si sarebbe creata. Mi viene ansia anche al pensiero di poterla reincontrare. Nella mia vita non ho mai avuto relazioni veramente importanti se non un innamoramento all’età di 19 anni con un ragazzo della mia età. Non sento ed esco seriamente con un ragazzo da più di un anno e questa situazione ad oggi credo che mi pesi. Sono una ragazza molto estroversa ma allo stesso ansiosa e che si fissa facilmente sulle cose volendo trovare a tutti i costi una soluzione. Il pensiero di un’eventuale omosessualità e il pensiero della ragazza conosciuta non se ne va nonostante qualche giorno fa sia stata con un ragazzo che esteticamente mi piace molto ma con cui purtroppo non esco seriamente. Com’è possibile questa situazione? Più non ci voglio pensare e più ci penso, e questo sempre nei momenti in cui dovrei concentrarmi al massimo come nello studio. Ringrazio chiunque mi risponda!

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Come posso vivermi serenamente mia mamma essendo narcisista patologica?

Salve, purtroppo non mi sarei mai aspettata a 21 di scoprire che mia mamma fosse realmente una narcisista patologica. Parto dal principio per spiegare meglio il tutto, io e mia mamma abbiamo sempre avuto un bellissimo rapporto, l’ho sempre stimata e ho sempre pensato fosse la donna più forte del mondo e che un giorno sarei voluta diventare tale e quale a lei. I miei genitori si separarono durante l’anno della mia quarta elementare, stessi male ma pensai sin dal principio che la colpa fosse di mio papà, li ho sempre sentiti bisticciare e mai abbracciarci. Andammo a vivere da sole, lei continuava a mettermi contro mio papà in tutti i modi possibili e io bambina ci cascavo con tutte le scarpe. Mia mamma era il mio tutto, perché non avrei dovuto crederle? Un paio di anni dopo morirono i miei nonni (padre e madre di mamma)..Mia mamma cadde in una brutta depressione l’anno successivo, non faceva avvicinare papà lo trattava come un uomo di merda, io mi occupavo di lei e piano piano con le medicine sembrava tutto più calmo, più sereno e lei più felice. E se lei era felice lo ero anche io. A 16/17 anni però iniziava a diventare tutto troppo stretto per me, era un continuo litigio, passava mesi a non parlami in casa, sembrava sempre che non ne combinassi una giusta. A 18 anni me ne andai da casa sua, partì a lavorare in una città due ore di macchina lontana da lei. Li sono rinata, li ho incontrato il mio fidanzato. Ho conosciuto lui che mi ha presa dal fondo salvandomi. Ora stiamo 3 anni assieme, conviviamo da 2 anni e mezzo, abbiamo preso tanti aerei e siamo andati in tanti posti e ancora ne dobbiamo visitare tanti! In tutto questo mia mamma ha sempre odiato il mio fidanzato, l’ha sempre trattato in malo modo ma lui si è sempre comportato da signore nei suoi confronti, all’inizio ho pensato fosse solo gelosia. Poi ho capito che il problema ce l’aveva lei e soltanto lei. Non era colpa mia, non era colpa del mio fidanzato, ne di mio papà, era sempre stata lei a fare tutto da sola..Si montava e smontava i suoi castelli di sabbia buttando tutto addosso solamente a me. Mi è capitato di chiamarla piangendo perché ero stressata dal lavoro, le bollette, l’affitto..mentre ero a 200 mila km lontana da lei perché avevo bisogno del conforto della mia mamma e lei l’unica cosa che sapeva dirmi era “l’hai deciso tu di andare a vivere li con quello cosa ti lamenti” Le sue chiamate partivano con “sai che non ho soldi? Non so se arriverò a fine mese, tu quanti soldi hai sul conto?” Più di una volta mi ha detto “ho provato a suicidarmi ieri” “voglio morire adesso” “sei brava solo a farti i cazzi tuoi, tu a me non pensi mai, vivi per quel coglione del tuo ragazzo e io che ti ho cresciuta?” Ribadisco che il mio fidanzato è la persona più pura e genuina che abbia mai conosciuto nei miei piccoli ventun anni. Dopo questo “breve” racconto, sicuramente con errori infatti mi scuso in partenza, vorrei soltanto sapere se potrei mai riuscire a stare serena con mia mamma. So che ci vuole pazienza e spero di averne abbastanza, mi piacerebbe soltanto stare bene con lei, poterle parlare senza sentirmi dire “tutti i problemi che ho io tu non immagini” Ho bisogno solo della mia mamma che mi faccia da MAMMA perché un papà ce l’ho ed è un grande uomo!

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Voglio una relazione ma allontano tutti

Buongiorno a tutti Non saprei da dove iniziare a parlare della confusione che ho in testa, ma ho bisogno di avere dei pareri e non tenermi sempre tutto dentro. Sono una ragazza di 32 anni, single da 7 anni. Ho avuto un solo ragazzo (nel vero senso del termine) per 5 anni, poi ci siamo lasciati per varie incomprensioni caratteriali e soprattutto perché lui non mi amava più. La storia, che era anche a distanza, andava male, lui era un tipo eccessivamente geloso nei miei confronti e io non lo ero troppo nei suoi. Dopo la fine di questa storia ho avuto delle relazioni di poca importanza, alcune durate alcuni mesi altre molto più brevi, non so se per colpa mia o colpa loro, ma il primo dopo il mio fidanzato storico mi disse chiaramente che sì gli piacevo ma non al punto tale da voler avere una storia con me, mentre altri ci provavano e dopo alcune settimane sparivano. Fino a quando poi mi sono iscritta in una di quelle chat per conoscere persone e ho cominciato a chattare con un ragazzo carino, gentile, con un buon lavoro, serio, simpatico, insomma proprio il ragazzo che tutte vorrebbero. E qui viene il bello. Lui voleva conoscermi nella realtà ma io ho sempre detto di no. Ho rifiutato tutti i suoi inviti e siamo andati avanti mesi a chattare soltanto. Ci sono stati dei momenti in cui lui giustamente seccato perché riceveva solo rifiuti non si faceva sentire, così io ritornavo a scrivergli e ci sentivamo, ma ogni volta che lui provava a chiedermi di incontrarlo io accampavo scuse. Ero attratta da lui, mi piaceva parlare con lui, ma allo stesso tempo avevo paura. Poi c'erano alcune cose di lui che mi ricordavano il mio ex e io avevo timore di trovarmi di fronte lo stesso tipo di carattere. Credo però che il motivo per cui lo allontanavo era la mia scarsa autostima e il mio sempre presente senso di inadeguatezza. In quel periodo non avevo un lavoro e forse anche questo aspetto ha influito, pensare di dover incontrare una persona e dover raccontare di me e dire che ero disoccupata mi metteva a disagio, mi faceva sentire una sfigata. Ma al di là del discorso lavoro io mi sento sempre inadeguata e l'idea di trovarmi di fronte un ragazzo bello, simpatico, paziente, che ti ascolta, mi metteva a disagio, amplificava ancora di più tutte le mie mancanze e da lì ad allontanarlo sempre. Un giorno poi le nostre conversazioni sono arrivate a una fine. Mi avevano proposto di andare all'estero per 5 mesi e appena gliel'ho detto ha smesso di scrivermi. Anch'io non gli ho più scritto, presa com'ero dalla partenza e dall'esperienza che stavo vivendo, poi una volta rientrata in Italia ho avuto a che fare con dei problemi di salute che sto ancora cercando di risolvere. Ultimamente, complici anche i social, mi capita di ripensarci, non so forse perché è un periodo in cui mi sento molto sola, sono di nuovo senza lavoro, devo risolvere ancora questo problema di salute, non esco molto, non vedo molta gente, anzi devo dire che mi sto chiudendo parecchio. Non so perché mi capita di pensare a lui, all'occasione che ho perso, a quanto sono stata idiota e al fatto che rovino tutto per colpa della mia insicurezza. Non voglio scrivergli, primo perché sono passati due anni e mi manderebbe a quel paese, secondo perché sono quasi certa che sia fidanzato o cmq vede una ragazza, e poi finirei per prenderlo in giro di nuovo e di certo non se lo merita. Ho una grande confusione in testa e ho paura che andando avanti la mia situazione non migliorerà di certo. Vorrei avere una relazione seria ma ho paura ad espormi, a far scoprire tutto di me e non so come gestire questa cosa, perché poi finisce che allontano tutti, perdo le occasioni migliori e resto da sola ad assistere alla vita degli altri. Cosa devo fare? Cominciare una terapia? E la terapia mi aiuterà a sbloccarmi e a cambiare modo di fare? Questa situazione mi crea molta ansia, mi sento bloccata come se non sapessi cosa fare, dove andare.

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