Domande e risposte

leggi tutte le domande
Nessun lavoro o quasi mi va bene

A 39 anni penso al lavoro e sto male, ho lavorato diversi anni in un azienda, stavo benissimo, poi fallita, dopo ho cambiato una moltitudine di lavori, ma alla fine mi sono licenziato ovunque....mi sento un verme perché vedo mia moglie andare a lavoro, oltre al fatto di aver perso la dignità.Sono creativo, amico di tutti, ma gli ultimi lavori erano infestati di gente che bestemmiava e non contenta del lavoro...sono 2 anni che sono fermo, e ogni volta trovo una scusa quando trovo un lavoro, ma dentro ho forte desiderio di lavorare....mi piacerebbe trovare un nell'ambiente, ma ormai credo che è solo un sogno.

10 risposte
Come smettere di sentirsi in ritardo a 21 anni?

Salve, sono una ragazza di 21 anni. Due anni fa mi sono diplomata al liceo e da allora non so cosa fare nella vita. Dopo la maturità ho fatto il test per entrare nella facoltà di psicologia, ma non l'ho passato. Da quel momento sono entrata in un periodo buio. Mi sentivo una nullità, mentre i miei amici studiavano o lavoravano, io ero a casa a fare niente. L'anno dopo ho riportato a fare il teste per psicologia, senza passarlo di nuovo, così ho deciso di iscrivermi ad un'altra facoltà, servizi giuridici. Pensavo di aver finalmente trovato la mia strada, ma dopo un mese ho rinunciato agli studi, perché avevo capito che l'università non era quello che volevo fare realmente. Un mese dopo ho trovato lavoro in una maglieria e mi "faceva comodo" dato che ho fatto dei corsi di informatica e inglese. Ma non mi sono mai trovata bene in questi posto, dato che le persone con cui lavoro sono molto pesanti (e per altri motivi). Questo lavoro non mi da soddisfazioni e, ancora una volta, mi ritrovo spaesata senza soddisfazioni e senza saper cosa voglio fare della mia vita. Spesso mi sento inferiore rispetto ai miei coetanei, perché molti di loro fanno l'università e quindi sanno cosa vogliono fare, mentre altri già lavorano in posti in cui si trovano bene. È come se io fossi indietro sulla tabella di marcia ed è come se non sapessi cosa fare per uscire da questa situazione.

3 risposte
Mancanza di stimolo, non voglio andare al lavoro

Buongiorno,ho 32 anni e sono sempre stata una ragazza attiva e molto “flessibile” in ambito lavorativo...Dopo aver lavorato tanto tempo come contabile in albergo/ristorante, ho deciso di cambiare e lavorare nel settore del commercio sempre come contabile.Sono riuscita ad avere un contratto indeterminato ma al minimo sindacale, con una qualifica che non è la mia e tante responsabilità sulle spalle non riconosciute...Ma ora non ho piu stimolo, ne di lavoro ne di cercarne altri...Vorrei alzarmi la mattina e non farmi 45 minuti di macchina x andare in quel posto dove mi sento sfruttata ...Possibile che la mia situazione (circa 2 anni e mezzo) abbia portato ad una sorta di “depressione” lavorativa?? L’intenzione di cambiare lavoro c'è ma manca la voglia di fare qualsiasi tipologia di lavoro... vorrei solo stare a casa... chiusa... senza problemiRingrazio in anticipo se qualcuno mi risponderà grazieSaluti

6 risposte
Aiuto per una decisione

Buonasera, Data l emergenza covid 19 ho avuto tempo di riflettere sul mio attuale lavoro. È scaduto il contratto ma al rientro verrà rinnovato. Solo che non voglio tornare, è un lavoro che non mi piace e vorrei dare una svolta alla mia vita. Cosa mi ferma? La paura di stare senza soldi, di non sapere che dire al titolare... Del futuro incerto. Sono laureata e sono una commessa con contratto non a norma e lavoro tutto il giorno, se ricominciassi non riuscirei a fare nient altro, neanche a riprendere gli studi, o cercare ad altro.Vi chiedo un consiglio, anche più di uno. Grazie

5 risposte
Confusione

Buongiorno a tutti, da sempre sono cresciuta con l'instabilità economica, da quanto mi ricordo sentivo sempre i miei preoccuparsi nel pagare le bollette e le cose della vita quotidiana.Io a causa di ciò, e sicuramente anche per idee poco chiare mie, ho effettuato scelte di studio sbagliate ed a oggi mi ritrovo a 27 anni che non so cosa fare della mia vita. MI sento inutile e tendo spesso a paragonarmi alle persone intorno (amici, fidanzato ecc) che hanno gia una loro strada e mi sento come se non valessi nulla.Da poco sono andata a convivere con il mio compagno in un altra città, cogliendo al balzo una sua occasione lavorativa e sperando che trasferendomi in una città grande avessi l'opportunità di cominciare a realizzarmi lavorativamente pure io. Mi porto questo peso appresso e penso che mi renda pure insicura a lavoro perché ho sempre paura di perderlo in quanto è la cosa che più desidero.. E cosi si crea un circolo vizioso tra quello che vorrei avere e quello che invece poi ottengo, sempre meno delle mie aspettative. Non ho una strada ben definita, non ho passioni su cui concentrarmi, provo sempre qua e la dove trovo, ma spesso imbatto anche in situazioni poco piacevoli con titolari che sfruttano o non pagano e mi sento ancora più frustata. Ho provato diversi lavori ma nessuno mi soddisfa, non ho una laurea e le opportunità che trovo sono quelle che trovo. Sono preoccupata per il mio futuro e non so più cosa fare, sono demotivata e negativa. Penso di avere delle buone capacità ma non riesco a trovare la mia strada e non sono più piccola.. Mi sto avvicinando ai 30 e fra poco non potrò manco più beneficiare di agevolazioni per le assunzioni e questo mi mette ancora più ansia.

3 risposte
Come migliorare il proprio lavoro

Salve, mi scuso se magari sarò un po prolisso, so di essere abbastanza giovane per pensare a queste cose eppure questo genere di problemi li avverto molto forti nella mia mente e mi provocano una forte ansia e perdita di autostima. Sono cresciuto con l'insegnamento di creare da me il proprio futuro, che qualunque cosa io faccia nella mia vita debba essere guadagnata con il lavoro, il rispetto e risultati importanti. Ho studiato, ho lavorato ho fatto tutto quello che potevo per poter percorrere il più velocemente possibile la strada che mi avrebbe portato all'indipendenza ma attualmente così non è. Vivo in una buona famiglia, ho una ragazza, e faccio anche il lavoro che mi piace, ma c'è qualcosa che non mi soddisfa. Vorrei raggiungere risultati importanti,  ma tutte le volte che mi cimento finisco per sbagliare qualcosa e deludere me stesso e chi mi concede lavori o crede in me. Nonostante io ce la metta tutta e sia disposto anche a togliere quanto più tempo possibile alla mia vita personale per dare massima importanza al lavoro, tutto questo non basta e commetto errori e ancora errori. Quello che sognavo di fare, un lavoro creativo legato all'immagine e al video sta diventando sempre più industriale, sempre più legato alla quantità, ma da me si pretende sempre la presenza, la massima puntualità e la massima creatività, anche in circostanze in cui non sai proprio dove andarla a prendere. Capita spesso che qualcuno venga deluso o che per una mia svista manchi ad un appuntamento e questo mi fa piombare nello sconforto e mi fa capire che non solo non sono idoneo per questo lavoro ma probabilmente che non lo sarei per nessuno al mondo, perchè sono problemi legati al mio carattere a quel che sono. Quindi dovrei cancellare il mio carattere e di conseguenza me stesso per migliorarmi, ma questo vorrebbe dire eliminarmi. Ho preso in considerazione questa opportunità, in quanto per me un uomo che non riesce a farsi onore con il proprio lavoro è un uomo senza dignità. Purtroppo il lavoro è tutto nella vita, perchè con esso dimostri chi sei e con esso guadagni, e che lo si voglia accettare o meno i soldi si, fanno la felicità, perchè se desideri viaggiare, avere una famiglia, essere indipendente e non dover chiedere nulla a nessuno, come voglio io, i soldi sono l'elemento essenziale per la felicità. Non viviamo di caccia e raccolto, viviamo in una società fondata sul denaro in cui ogni cosa che vuoi costruire ha un prezzo, se non ce l'ha è rubata. Ma se fallisco nel lavoro ho fallito nei cardini fondamentali della vita, come posso rimediare? Sto prendendo in considerazione anche un lavoro che mi dia una maggiore sicurezza, una minore ansia da prestazione, qualcosa che mi faccia stare più tranquillo, ma probabilmente non ce ne e quindi ancora una volta il problema sono io, come sempre. Tendo alle volte a dimenticare dei passaggi, ad avere confusione nella mente anche quando metto tutto per iscritto, e ogni volta che dimentico qualcosa è un errore che si vedrà nel risultato finale. Cerco di stare attento e concentrarmi, ma sembra come se una forza più grande di me mi mettesse i bastoni tra le ruote di tanto in tanto, forse è il destino che vuole farmi capire che non ne sono in grado. Non posso dare la colpa a nessuno per i miei fallimenti, nella vita tutto ciò che fai è o per merito tuo o per colpa tua e bisogna sempre assumersi le proprie responsabilità. Tutto questo però mi sta sfiancando, non desidero una vita agiata, piena di confort ne tanto meno la fama, vorrei una vita assolutamente normale, banale, ma che la conduca con costanza e serenità, che non abbia paura di sbagliare, che possa veramente essere sicuro di me stesso, delle mie capacità e di sapere che posso tornare a casa e avere anche il tempo per me e per la mia famiglia, che non siano un accessorio al lavoro, ma che siano la felicità che voglio avere, guadagnata grazie ad esso.. ma per ora quest'ultimo mi sta tirando completamente giù e non so come rimediare.

4 risposte
Senza lavoro, 22 anni, suicidio?

Salve, ho 22 anni, ho studiato informatica la mia passione. Sono stato a Londra per circa un anno dove ho lavorato come cameriere prima del Brexit, mi sono innamorato (in Italia mentro ero in vacanza) di un ragazzo, ritorno per lui, faccio coming out ai miei, che fanno difficoltà ad accettare, oggi è ok ma non ne parliamo.Infine rompo con quel ragazzo, troppe bugie e tradimenti.Da Allora la mia situazione lavorativa e personale è completamente precipitata... Per alzarmi un po' moralmente decido di andare in palestra (pagata con i miei risparmi), le cose migliorano.. ma ancora una volta a inizio a Gennaio ho una brutta discussione con mio padre per la mia situazione senza lavoro, volano brutte parole, e bene mio padre mi da uno schiaffo da farmi girare la testa (preciso che non ho detto nessuna brutta parola, ma aveva semplicemente spostato il braccio di mia madre dalla mia faccia per difesa), mi sputa in faccia e io dalla rabbia e tremore sono uscito di casa. Non è la prima volta che mio padre si "sfoga" per bene su di me, quindi sotto un certo senso sono abituato. Mio padre dopo quel periodo perde anche lui il lavoro, e finalmente si calma nei miei confronti.. Ormai non vado più in palestra nonostante continui a pagare, il mio morale è sotto zero. Grazie a mio zio, mio padre riprende a lavorare ed ecco che la situazione precipita di nuovo. Stavolta mio padre e mia madre mi dicono che non sono in grado di fare nulla, che altri alla mia età hanno tutto e io non ho niente, che sono come un figlio drogato o malato, DISABILE perché non ho un lavoro. Nonostante le difficoltà cerco di riprendere in mano l'auto (avevo la patente ma non guidavo perché una volta beccai uno specchietto). Mi metto sull'auto e un po' con l'aiuto di mia madre ci riesco, oggi finalmente guido senza problemi. Finalmente allargo anche la zona per la ricerca del lavoro, sto mandando CV ovunque, dando priorità alla mia passione l'informatica, inoltre sto valutando anche domande fuori dal mio paese, in tutt'Italia. Mi sono iscritto a un gruppo su Facebook per la ricerca del lavoro ho lasciato il mio annuncio, ogni mattina la dedico alla ricerca del lavoro, controllo i siti come subito, indeed. Ma per i miei genitori non valgo nulla, e che stranamente sono l'unico senza lavoro. Mio zio mi dice che in un supermercato all'ingrosso cercano stagisti, bene ci vado immediatamente, porto tutto, il colloquio va benissimo (so parlare abbastanza bene, so come fare un buon colloquio), mi dicono di portare alcuni documenti e che avrei iniziato subito, bene, porto tutto e non si fanno più sentire. Vado lì a chiedere informazioni e mi dicono che devo aspettare la loro chiamata. Torno a casa e mia madre mi dice che non so fare niente, che non valgo di nuovo nulla, che sono sfaticato e che doveva venire anche lei di persona per vedere. Ma lei non me l'aveva assolutamente detto!!! Io gli ho detto che se non ci crede può andare e chiedere di persona della situazione. Inoltre i parenti hanno avuto sempre da dire anche sul fatto che non portavo l'auto, ora che ci sono riuscito tutti stanno zitti. Alcuni parenti giudicano e anche pesantemente, e ovviamente i miei genitori non dicono nulla, anzi vengono a riferirmi. Però questi parenti non hanno il coraggio di dirmi in faccia le cose, anzi mi chiamano quando hanno bisogno di aiuto con il computer/smartphone che sia. Inoltre i miei pensano che a Londra io abbia fatto una vacanza o prostituzione (secondo mio padre), in realtà mi svegliavo tutte le mattine alle 5, e c'erano giorni dove venivo a mezzanotte e decisi di lavorare anche il giorno di Natale! perché ero solo!! Non avevo tanti soldi, e quei pochi che avevo li spendevo per mangiare (ero dimagrito tanto) Mia madre prima di partire mi diede 1000 euro, io non li volevo , alla fine stupido sono stato perché oggi mi rinfaccia quei mille euro, un mio amico mi disse che comunque erano pochi per partire ma alla fine riuscii lo stesso. Mi sento soffocare, sono una persona che in apparenza può sembrare forte, ma è semplicemente una maschera. Mi viene da piangere ogni santo giorno, mi sento morire dentro, perché vorrei soltanto un lavoro senza essere sfruttato come una bestia, mi viene l'ansia a pensare che le parole dei miei genitori e dei parenti possano trasformarsi in realtà. Ho paura perché non ho nessuno, e da solo cerco di rialzarmi ma faccio difficoltà nel trovare la felicità in un giorno qualunque. Nel mio paese in questi mesi ci sono stati due/tre suicidi e sinceramente ci penso anche io spesso. All'età di 17 anni pensavo di suicidarmi per l'essere gay, pensavo di gettarmi da un palazzo ma la paura ha sempre avuto la meglio e anche perché pensavo alle conseguenze del suicidio... Pensavo e poi se finisco come nel girone di Dante? Condannato per sempre? e se soffriranno i miei genitori dopo la mia morte? e se sopravvivo all'impatto? In quello stesso periodo capitaii su un sito dove offriva il suicidio assistito, alla fine lasciai perdere tutto. Oggi mi ritrovo di nuovo a pensare al suicidio, mi sento terribilmente vuoto, odio tutti a prescindere, non mi fido più di nessuno solo di me stesso. Non cerco più il ragazzo, non lo voglio , ci ho messo tanto e ora sono stanco.. (ma forse dentro vorrei ancora,,,) Non capisco perché sto vivendo la mia vita così, in cosa io abbia sbagliato per meritarmi tutto questo, ammetto che anche io ho sbagliato nei miei genitori usando alcuni termini ma purtroppo quando mi sento ferito dentro cerco di difendermi e sbaglio anche io. Mio padre non mi ha mai chiesto scusa per nulla Io continuo con il mandare CV, ma la pressione che sento addosso è pesante e non so se posso resistere.. Ho tre scelte: 1- Suicidio 2- Partire per un altro posto in Italia senza nulla 3- Continuare a vivere in questa situazione

4 risposte
Non ho voglia di andare a lavorare

Buongiorno. Vorrei esporre un mio problema specifico che, probabilmente, dipenderà anche da una mia insicurezza di fondo, ma vorrei ricevere qualche spunto per poterlo affrontare in maniera più serena. Arrivo al punto: “Non ho voglia di lavorare”.
Ho avuto molte esperienze professionali, in una moltitudine di settori, ma non ho mai trovato un impiego che mi soddisfacesse. In ogni lavoro ho sempre trovato lati negativi che sovrastavano quelli positivi. Ad eccezione di un paio di esperienze a tempo determinato, affrontate più come un gioco che come un lavoro, non sono mai stato contento di andare a lavorare.
L’ho fatto solo per guadagnare e per “compiacere la gente”. Adesso che ho 40 anni e dovrei essere più maturo ed avere la cosiddetta testa sulle spalle, non sono cambiato. Nonostante abbia un impiego a tempo indeterminato, non sono per niente soddisfatto.
Mi annoio a lavorare e non vedo l’ora di tornare a casa. Penso tutti i giorni di dimettermi, ma non lo faccio, perché mi dispiacerebbe rinunciare ad uno stipendio (anche se questa rinuncia non influirebbe in maniera incisiva sul budget familiare e sul mio tenore di vita) e per “non vergognarmi” di fronte alla gente, dicendo che preferisco stare a casa, piuttosto che lavorare.
Però mi chiedo: “Vale la pena lavorare solo per poter dire agli altri che si ha un’occupazione”? “Vale la pena lavorare solo per guadagnare uno stipendio?”.
Vi sarei grato se mi deste qualche consiglio e qualche spunto di riflessione per affrontare questo mio cruccio. Vi chiederei, se possibile, di pubblicare questa mia domanda in maniera anonima e di trasmettermi la risposta privatamente, tramite e-mail.
GRAZIE.

2 risposte
Questo sito web o le sue componenti di terze parti utilizzano i cookies necessari alle proprie funzionalità. Se vuoi saperne di più puoi verificare la nostra cookie policy.