Psicologia del Lavoro

Il lavoro con le persone "arroganti"

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La difficoltà a lavorare con le persone arroganti si presenta subendo dei comportamenti che, talvolta, sono proprio intolleranti per non dire insopportabili. In realtà, oggi l'arroganza viene riconosciuta come un tratto di "una non buona leadership".

Se si va ad osservare l'arroganza tra le persone di "pari grado", questa può giustificarsi all'insegna della competizione a cui le stesse imprese inducono per una maggiore produttività. Il soggetto arrogante é colui che si sente "il migliore", che si aspetta dei riconoscimenti e dei trattamenti particolari senza minimamente accorgersi di chi gli sta intorno.

Gli studi più moderni nell'ambito della psicologia del lavoro hanno portato alla classificazione di due categorie:

1) gli arroganti che nonostante l'impegno e lo sforzo per apparire al top hanno livelli di intelligenza - soprattutto emotiva - non elevati e capacità lavorative non superiori a quelle degli altri. In questa tipologia di soggetti, l'arrogante vuole nascondere una scarsa fiducia in se stesso, un'autostima relativa, ed una notevole insicurezza nelle relazioni interpersonali che viene compensata da questa esagerazione di voler apparire "più competente"e "più bravo" degli altri. Si tratta di una vera e propria strategia auto-difensiva che ha in sé poca consapevolezza e induce ad una mancanza di rispetto per gli altri e per le loro idee o iniziative, ad una presunzione "immotivata" di essere più capaci, al deresponsabilizzarsi se insorgono problemi, colpevolizzando e accusando soltanto gli altri.

2) premesso che più é elevata l'arroganza, tanto più si riducono la qualità delle prestazioni lavorative ed i conseguenti risultati, quindi, i comportamenti di collaborazione tra colleghi vengono meno a discapito degli obiettivi organizzativi arrivando, alla fine, ad un clima ambientale lavorativo di profondo malessere e di grande disagio individuale.

Non provvedere all'eliminazione di un clima difficile di fronte all'arroganza significa destabilizzare una organizzazione inducendo i singoli a risposte negative ed incrementando nel "soggetto arrogante" la presunta superiorità che potrebbe trasformarsi, nella sua degenerazione più esplicita, in uno stato di prevaricazione.

Pertanto, l'arroganza lavorativa va arginata con "piani di prevenzione a tolleranza zero" in cui vengono fermati, tout court, i comportanti arroganti ed aggressivi, riducendo, soprattutto, la competitività tra i lavoratori.

Tuttavia, entrare in conflitto con il collega "arrogante" non dà risultati, é più opportuno chiarire sin dall'inizio la relazione con l'altro, preoccupandosi esclusivamente degli obiettivi comuni senza mettere in gioco la propria capacità e quella altrui.

Un po' di tolleranza ed un po' di indifferenza sono ingredienti adeguati per un individuo che é, comunque, un insicuro con poca stima di sè.

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