Psicoanalisi
Dott.ssa Samanta Menichetti

Transfert

Il concetto di transfert di Freud all'origine implicava la nozione di spostamento. Il transfert era "un cliche'" in cui i desideri libidici suscitati nell'infanzia venivano trasferiti dall'og ...

20 Marzo 2018

Domande e risposte

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Capire se esiste un disturbo o di cosa si tratta

Salve, vi scrivo perché vorrei capire se esiste un problema oppure è nella norma, purtroppo da solo non riesco a vederci chiaro e vorrei almeno sentire un parere, premetto che non l' ho mai chiesto, non mi sono mai rivolto a professionisti del genere. Si tratta di mia madre (55 anni, lavoratrice) il quale ho molto affetto per lei e non permetterei mai le accadesse qualcosa di brutto. Il mio rapporto con lei è abbastanza normale , non vi nascondo qualche litigio, qualche discussione su cui siamo in disaccordo su qualcosa, ma ci sono in tutti i rapporti queste cose e quindi è normale, anche perché si supera e siamo sempre ritornati a star bene, e comunque la cosa che ci tiene insieme è che lei sa perfettamente di potersi fidare di me e io so lo stesso di lei. Il problema non è quindi il mio rapporto con mia madre ma quello che voglio accusare è il suo comportamento quando è da sola e poi quando parla con l' interlocutore. La cosa che ho notato ormai da diversi anni è che lei non riesce a capire. Non riesce a comprendere il significato. Sicuramente direte "di cosa?" e quindi vi faccio degli esempi: quando una persona le parla ci sono spesse volte che lei non capisce quello che gli si sta dicendo, invece qualche volta capisce e quindi si comporta di conseguenza come ci si aspetterebbe dal punto di vista generale. Da qui mi rendo conto di poter fare una prima discriminazione, ma ci sono tante e altre cose che si ripetono nel tempo e che mi confermano il primo presupposto. Anche io le parlo , in una situazione normale, con un clima di scambio di opinioni ma lei non capisce quello che dico, Gli rispiego le cose in maniera più schiarita o più distinta le varie cose ma , anche dopo molte volte il risultato è che ha capito male o ha capito altre cose, cioè una cosa per un altra. Insieme a questo , ha delle forti difficoltà, quando si trova da sola, a risolvere quei piccoli problemi quotidiani a cui siamo abituati a risolvere tutti, ed è questo che mi sta preoccupando. Le sue difficoltà sembrano quelle di una donna in età di 80 anni , ma mia nonna (sua madre) quando ne aveva 80 era perfetta e mi mostrava molta più intelligenza , nel capire nel risolvere e anche nell' esprimersi. Cioè ho potuto notare che c'era questa differenza. Ho avuto occasione di parlare con una mia zia di presenza di cui l' ho messa alla prova, parlando di cose facili ( ha 57 anni) ma era tutto normale, cioè mi dava delle risposte valide o normali direi.... e hanno lo stesso titolo di studio. Non vorrei però che qualcuno pensasse che pretendo chissà che cosa da mia madre, i fatti li sto esponendo come del tipo "nero su bianco". In sintesi mi sono sempre battuto per il suo benessere , gli ho sempre risolto qualsiasi tipo di nodo , aiutandola sempre , per me un figlio lo deve fare , per me è un dovere. Mi duole però vederla in difficoltà o quando poi soffre per le cause degli errori che commette per risolversi le sue cose a causa del suo modo errato di svolgere. Perchè di fatto, ho potuto notare che lei prende delle decisioni che alla fine la portano proprio a questo, a farsi male, decisioni che un altra persona difficilmente prenderebbe. Cioè in pratica lei è "il peggior nemico di se stessa". Ho provato da tempo a spiegargli in maniera gentile, che dovrebbe , in primis, concentrarsi ad ascoltare, e poi con tutta calma a comprendere quello che gli si dice e nel caso di mancata comprensione di riascoltare... purtroppo non riesce , la sua risposta è quella di agire in modo impulsivo e di fretta, non analizzando (comprendere) bene ciò che sta avvenendo. Mia madre è una brava persona , non fà delle cattiverie , ha , credo un carattere ingenuo , o fanciullo. Non accetterebbe mai una visita da uno psicologo o psichiatra, e anche io mai riterrei che ella è pazza o abbia disturbi mentali , non la vedo assolutamente cosi, . Parlare le farebbe bene forse, ma abbiamo provato e non funziona. Forse è solo carattere che ha, certo però ultimamente le osservazioni mi hanno portato oggi a scrivere qui perchè più che preoccupato lo trovo strano, perchè io trovo che sia impossibile che ha gli stessi problemi di una donna anziana, non dico 80 anni ma magari 70 forse , non saprei... e quindi se posso vorrei chiedere un parere o cosa ne pensate. Spero di aver descritto la situazione e non aver lasciato spazio ad equivoci.

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Amore o fissazione?

Buonasera! Sono una trentenne che attualmente sta vivendo un periodo confuso della propria vita! Ho avuto una relazione di dieci anni con una persona con cui stavo tendenzialmente bene. Lo scorso anno ho deciso di troncare la nostra storia perché per motivi di lavoro ho dovuto lasciare la mia città natale e dopo tre anni di relazione a distanza non ce l’ho più fatta. Avevo un’idea dell’amore...fatta di presenza non solo virtuale ma anche fisica...e ciò non è stato possibile. Dopo aver preso questa decisione ho cominciato a sentirmi libera...ad aprirmi maggiormente alla città che mi aveva accolta. Durante questa fase, durata poco più di un mese, ho avuto modo di risentire un mio caro amico. Il mio primo vero amore adolescenziale. Anche lui aveva alle spalle una storia di dieci anni finita da due. Finalmente...dopo tanti anni di attesa ce l’abbiamo fatta! Da un anno stiamo praticamente assieme. Lui vive in un’altra città...durante la settimana non ci vediamo ma trascorriamo assieme quasi tutti i weekends. Purtroppo però lui ribadisce sempre di non essere innamorato di me...di non avere progetti per un futuro assieme. A lui sta bene questa situazione e non ha intenzione di cambiarla. Sostiene di non aver mai amato nessuno nella sua vita (non ha mai detto un ti amo alla sua ex dopo 10 anni!) e vuole sentirsi libero. Ripete costantemente che sarebbe disposto a darmi amore se solo io gli concedessi di avere non solo me ma anche l’amante. Ma non per far qualcosa con lei...ha bisogno solo di sapere di non essere limitato. Pur di stare con lui sono scesa a parecchi compromessi. Ha tra l’altro un profilo Tinder (che dice di non utilizzare...e gli credo). Inoltre quando ha le sue cose da fare sparisce e non vuole essere contattato in quanto preferisce dedicare il tempo che ha a disposizione con le persone con cui attualmente si trova e quindi non perdere tempo al telefono. Purtroppo a me questa situazione non va molto a genio...nonostante mi fidi di lui. È una persona molto sincera che palesa tranquillamente il suo pensiero. Tante volte si diverte a guardare e commentare altre ragazze davanti a me. Sono entrata quindi in una relazione quasi peggiore di quella che avevo prima con il mio ex. Non credo di essere innamorata di lui...spesso infatti sono giù e ci rimango male per il suo atteggiamento. Quando stiamo assieme però stiamo davvero bene. Cosa devo fare? Devo stringere i denti e cercare di ottenere qualcosa di più o devo prendermi di coraggio e lasciar perdere? Secondo me lui è così a causa della delusione precedente. La sua ex l’ha lasciato andandosene con un altro per colpa di questo suo pensiero...e ha fatto bene. Fondamentalmente però secondo me si tratta solo di una corazza per la sua non semplice situazione familiare.

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Perché trovo che tutto quello che riguarda me sia inutile?

Trovo che tutto quello che faccio sia inutile nonostante cerco di andare avanti con la mia vita per costruirmi un futuro. Studio vado all università, lavoro e cerco d impegnarmi ma dall altro lato penso che la mia esistenza sia inutile. Esteticamente mi sento brutta, non mi voglio bene infatti sono ingrassata tanto e ho avuto sempre problemi con l alimentazione. Sento che c’è qualcosa in me che non riesce a uscire. Non sto bene nel luogo in cui vivo non riesco a capire chi sono veramente. È successa una cosa recentemente e mi sento proprio a terra non so se c’è la faccio a rialzarmi. Sono bisessuale e mi sono sempre relazionata con persone a distanza. Ho avuto una batosta ma so che questa persona è legata a questi fattori di me che non vanno via. Sono confusa ormai è un periodo. Vorrei rialzarmi da sola ma non c’è la faccio perché non riesco a trovarne le motivazioni.

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Comportamenti strani, ossessivi e violenti della madre del mio ragazzo

Salve! Da circa un anno e mezzo sto con un ragazzo, la cui madre ci sta facendo impazzire. Premetto che lui mi disse fin da subito che sua madre era una persona strana, lui si vergogna persino a farla conoscere ai suoi amici, conoscenti, e per i primi tempi me stessa compresa, tenendola nascosta da tutti e facendola chiudere in camera ogni qualvolta qualcuno viene a casa sua. Sua madre e suo padre hanno divorziato quando lui aveva 11 anni. All'epoca, suo padre disse che lei era "matta". Ormai sono passati 15 anni e con i pensieri e le abitudini è come se lei fosse rimasta a 15 anni fa, proprio nel momento del divorzio. Lei ha 58 anni, ed ha problemi alla cataratta e ormai vede poco. Non ha amicizie, e la sua unica famiglia, è sua sorella che vive nel loro paese di nascita lontano da lei e che sente ogni giorno per telefono. Lei parla sempre da sola, facendo discorsi sul figlio che non l'apprezza come madre, dato che lei non sa cucinare e prepara sempre cose sbrigative, non sistema casa apparte la sua camera dove non fa entrare nessuno, sull'odio verso il padre, sul fatto che la casa dove viveva con l'ex marito, e che ora ci vive lei con suo figlio, è sua e non ci vuole nessuno dentro. Non accetta che suo figlio sia fidanzato e che lui apprezza ciò che faccio io, o suo padre, e non apprezza quello che fa lei. Ha sbalzi d'umore. La mattina magari si alza parlando da sola, lamentandosi della sua vita e durante i suoi discorsi, canta. Non vuole che nessuno vede o tocca le sue cose. Pensa che chiunque entra nella sua casa si impiccia dei suoi affari. E se qualcuno tocca oggetti della casa, lei è convinta che lo fanno per romperli. Ha scatti d'ira improvvisi. Non vuole che nessun salga a casa sua se lei non è presente, e chiede continuamente a suo figlio che turni lavorativi fa per sapere le ore possibili in cui lui venga a casa portando anche me. Quando litiga con suo figlio, arriva ad urlare che prima o poi uno dei due ammazzerà l'altro. Poi urla, poi piange, e magari dopo qualche minuto gli passa. Non si cura, non esce mai, apparte quelle tre ore che va a lavorare vicino casa, ed è sempre stanca. Ogni giorno vive la stessa giornata, e le stesse frasi ripetute da anni. La sua unica compagnia è la televisione. Ha 58 anni, ma all'apparenza, apparte i capelli ormai bianchi, sembra una settantenne, anche mentalmente. Non sa usare i cellulari, non conosce il "nuovo mondo". Io e il mio ragazzo stiamo impazzendo. Vorremo tanto sapere cosa può avere, e come comportarci. Considerando che il padre del mio ragazzo si è risposato, non ne vuole sapere nulla di lei, ad eccezione di suo figlio, ovviamente. E a quanto ho capito, fece "scappare" di casa suo marito, appunto per questi atteggiamenti "ambigui".

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Madre troppo ansiosa e pressante

Salve, ho 26 anni . Vado subito al nocciolo della questione. La protagonista di ciò è mia madre. Qualche anno fa circa mi è successa una disgrazia, che mai avrei voluto passare , ma che con tutta la mia buona forza e volontà sono riuscita ad affrontare Fatto sta, che, da quel momento in poi ogni qualvolta che uso la macchina e mi capita di far tardi, quindi tornare dopo le 2:00 del mattino, mia madre inizia a mandare messaggi alquanto fastidiosi, del tipo ” ma perché mi fai questo” “Ti dimentichi del bene che ti ho fatto” “Non tornare a fare di nuovo le stesse cose “ “Sei un casino, sei sempre la solita” Fatto sta che questo lo accentua di più quando, per casualità, conosco una nuova persona. Un nuovo ragazzo. Dice che cambio, dice che la faccio soffrire, che la offendo e che le manco di rispetto. Ma in realtà non sto facendo niente. L’unica cosa che sto facendo é tornare tardi ma semplicemente perché non sto a guardare l’orologio perché sto bene dove sono e sto bene con i miei amici. E avendo 26 anni non mi sembra il caso di guardare l’orologio. La mia domanda è.... cosa posso fare? Perché mi parla così? Non lo merito, sono alquanto una ragazza responsabile con la testa sulle spalle, non merito questa pesantezza . Aiutatemi .

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Consulto su pensieri ossessivi

Get.mi dottori, vi espongo brevemente il mio percorso. Nell'anno 2010 ho sofferto di una grave depressione ansiosa (cosi vagamente definita dal mio psicoterapeuta dell'epoca). La stessa è stata trattata (senza visita psichiatrica) con 20 mg di sereupin e tanta tanta psicoterapia.. la mia vita era stata stravolta da un giorno all'altro.. sono riuscita a stare di nuovo bene (a mio modesto parere, non per il farmaco, ma per la psicoterapia).. tuttavia si sono susseguite altre 2 ricadute abbastanza pesanti.. bene o male negli anni sono riuscita a ritrovare una sorta di equilibrio nella malattia.. andavo avanti.. ma la serenità completa non è mao tornata..nel frattempo ho continuato la psicoterapia (prima di gruppo con il medesimo psicoterapeuta e poi di nuovo individuale con un altro, che nel frattempo si era avvicendato al precedente nel csm del mio paese).
Sono riuscita a portarr avanti la mia vita, con molte difficoltà.. decisa a risolvere la questione mi sono rivolta ad uno psichiatra, il quale in sostituzione del sereupin mi ha prescritto lo zoloft.. prima a 50 mg poi a 100.. nel contempo si sono susseguite nell'ultimo anno una serie di eventi spiacevoli che hanno riportato a galla i pensieri legati alla mia malattia.. Al momento, dunque, sebbene a livello fisico sento una leggera ansia (che io identifico per lp più come paura di quello che ho vissuto e che ritorno), mi sento perseguitata dai miei pensieri ossessivi sulla malattia.. anche se sto bene, nella mia mente si è radicata la convinzione di non stare bene.. e questo, ovviamente, genera in me sensazioni molto spiacevoli.. non riesco a pensare ad altro, a distrarmi.. ad avere altri pensieri.. il tutto da un mese.. Stante la situazione attuale e lo stato di agitazione, ho contattato lo psichiatra che ha deciso di ridurre lo zoloft ritenendolo non efficace.. Nel frattempo ho contattato ed effettuato una prima visita con un nuovo psicoterapeuta..dal suo sito ho avuto modo di vedere che tra i metodi utilizzati c'è la terapia breve, psicodinamica ed altri.. Volevo chiedervi.. ritenete che per ristabilire una normale condizione psicologica possa essermi d'aiuto un nuovo percorso terapeutico? Secondo la vostra esperienza, cosa sarebbe opportuno fare? Mi sento veramente in preda a qst pensieri, che io definisco ossessioni, sin dal mattino..

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Quale psicanalisi scegliere?

Salve,
vorrei un consiglio sul tipo di psicoterapia da scegliere. Soffro di ansia e di agorafobia e forse anche un po' di depressione. Ho 25 anni e da 3 anni circa non ho più un minimo di vita sociale, organizzo le mie giornate da sola o con la mia famiglia e i miei spostamenti sono fortemente limitati, anche perché non ho nessuno disposto ad accompagnarmi lì dove ho difficoltà ad arrivare da sola.
Sto seguendo una terapia farmacologica con Seropram 12 gocce e mi è stato consigliato un percorso da una psicoterapeuta di scuola reichiana. Leggendo su internet mi sono un po' spaventata per questo tipo di approccio, vorrei sapere cosa ne pensate e se forse per il mio problema sarebbe più indicata una terapia cognitivo-comportamentale.
Quello che cerco è un percorso che mi possa accompagnare lentamente nel riprendere una vita normale, con studio o lavoro e soprattutto un'autonomia che possa farmi prendere decisioni libere da vincoli che la mia ansia mi impone. Io vivevo fuori sede, prendevo mezzi pubblici da sola, mi basterebbe poter riavere quella libertà. Grazie in anticipo.

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Come smettere di indossare il pannolino?

Salve, sono un ragazzo di 19 anni, ora vi racconto la mia storia. Quando avevo 10 anni ho iniziato a comprare i pannolini e a nasconderli, poi mia madre mi ha scoperto e ho smesso quando avevo 11 anni. Poi all’età di 16 anni ho ricominciato e non ho più smesso. Da quando li indosso, oltre ad aver comprato ciuccio e biberon, ogni tanto vedo dei video e delle immagini su internet di persone che si mettono o vengono costrette ad indossare il pannolino, e ogni tanto mi immagino di essere costretto anch’io a indossarli. Poi quando ho iniziato a vedere i video di persone con il pannolino che venivano sottomesse mi è iniziato a piacere il reggiseno e truccarmi, e mi era anche venuta voglia di comprarmi un vestito. Le uniche persone con cui ho parlato di questa cosa sono due mie amiche, le quali vogliono che smetta ma non sanno come aiutarmi. Quali metodi potrei utilizzare per smettere? Premetto che vorrei evitare di dirlo ai miei genitori o di andare in prima persona dallo psicologo, perché è una cosa troppo imbarazzante.

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