Domande e risposte

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Da ubriaca dico cose che non penso

Salve, ieri sera mi sono ubriacata per la prima volta ed ero con il mio ragazzo (ha bevuto anche lui) e due suoi amici. Stamattina abbiamo litigato perché ieri sera ho chiesto più di una volta come potevo fare per fare sesso con un altro. Io da single e da fidanzata non ho mai guardato nessuno a sfondo sessuale, non mi è mai interessata la cosa e ieri sera la mia voglia di fare sesso era pari a zero, con tutto quello a cui stavo pensando il sesso non c'era per niente nella mia testa. Inoltre volevo far arrabbiare il mio ragazzo ma non pensavo che avrei detto mai una cosa simile...Quindi mi chiedo...Anche se ho fatto una domanda simile, davvero volevo andare a letto con un'altra persona anche se non pensavo al sesso e non avevo voglia di farlo?

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Convivere con un grave segreto.

Buongiorno a tutti, Vi scrivo perché anche stamattina, come ogni mattina da due mesi a questa parte, mi sono svegliata pensando a un grave errore commesso, a cui penso tutto il giorno e tutti i giorni anche prima di dormire. Ciò mi provoca tutto il giorno fortissima ansia e stress, ho un nodo perenne alla gola che brucia come se venissi soffocata, il panico incombe e io vivo terrorizzata e tormentata dal ricordo di ciò che ho fatto e dalla paura che presto verrà tutto a galla. Vegeto, al lavoro non sono concentrata, mangio senza desiderio, fatico a prendermi cura di me, mi addormento a fatica. Per raccontare tutto servirebbe un giorno intero, ma in sintesi ho tradito mio marito con dei baci a una persona molto più giovane di me, conosciuta per caso, e un giorno è successa una cosa molto grave e surreale, per la quale nero su bianco ci sono le prove di questo mio tradimento, e sicuramente un giorno verrà tutto a galla. È inutile che mi giustifico dicendo che sono sempre stata una moglie onesta e fedele che ama da morire suo marito, che ho avuto un momento di blackout e sono andata completamente in tilt, perchè l'errore l'ho commesso io, la colpa è mia. È anche inutile dire che questo ragazzo lo conoscevo a malapena, che non c'è mai stato nulla di più se non qualche bacio rubato nelle rare occasioni che ci vedevamo per soli 5 minuti, all'aperto in un posto appartato, perchè l'errore è stato solo mio, nonostante fossi cosciente delle conseguenze, nonostante mio marito non se lo meriti per niente, nonostante sapessi lo schifo e lo squallore della persona che ero diventata e che non sono mai stata e nella quale non mi riconosco. Quindi tutto il mio malessere è dovuto in primis a quei baci inutili e senza senso dati a un mezzo sconosciuto, alle bugie dette, al tradimento della fiducia che mio marito ha in me e alla mia perdita dei miei valori, e poi anche per il terrore costante che venga tutto a galla prima o poi. Tutto il giorno rimugino per trovare una scusa plausibile per giustificare il tutto, e mi sento morire al pensare che perderò mio marito, i nostri progetti futuri di vita e tutto quello che abbiamo costruito, per colpa della mia stupidità e incoscienza. Cosa posso fare per elaborare l'accaduto e convivere con questa sofferenza che mi attanaglia? Grazie per l'ascolto.

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Domanda sul comportamento di una ragazzina bulla

Salve, psicologi, ho per voi un caso, di cui gradirei la risposta: Vorrei avere un chiarimento in merito al comportamento di una ragazzina (13 anni, 12 nella storia), figlia di un'amico.. Vi spiego, questa ragazza ha genitori separati ed aveva un'amica del cuore che l'ha molto aiutata durante questo periodo. Nel corso delle medie però, sono entrambe state soggette a bullismo fortissimo, e lei ha reagito contro il bullo, picchiandolo sonoramente, e rischiando l'espulsione per questo (lei ha chiesto aiuto ai genitori, ma non le hanno creduto).. Tornata a scuola, il gruppo di bulli le propone di unirsi a loro, cancellano le foto imbarazzanti che le hanno fatto, e lei diviene loro amica.. Inizia a tormentare i coetanei, amica compresa, e quando usciva col gruppetto di bulli rubavano, picchiavano, etc.. Lei da timida era diventata arrogante e diretta (Jeckill e Hyde), nonché la capa indiscussa dei bulli.. Diceva che stava bene.. Spesso pestava la sua amica, ed ogni volta era furiosa con tutti (amica, forse se stessa e i bulli suoi nuovi amici).. Ad una certa, lei aggredisce l'amica e le spezza il naso, e solo allora i suoi genitori comprendono la situazione, la mandano da uno psichiatra, la barricano in casa e le proibiscono di continuare a frequentate i bulli.. Poi, calmatasi grazie penso ad aiuto psichiatrico, la prima cosa fatta è stata chiedere perdono all'amica, quale le ha risposto che va bene.. Perciò la mia domanda è: Mentre pestava la sua migliore amica, che a detta di lei al momento della sua pazzia non la considerava tale, inconsciamente la amava ancora? Inoltre, che pensieri aveva quando pestava a sangue i più deboli? Terzo, verso il gruppetto di bulli che prima la tormentava, e con cui ha fatto poi comunella, si può parlare di sindrome di Stoccolma? Adesso spiega che si vergogna profondamente di ciò che ha fatto, che sono cose assurde, ed è spaventata schifata dal fatto che ha picchiato la sua amica fino a romperle il naso..

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Mio fratello ha bisogno di uno specialista?

Salve, premetto che è la prima volta che scrivo qui su questo sito ma è una situazione piuttosto pesante che in casa ormai persiste da anni ed è diventata quotidianità. Mi interesserebbe l’opinione di un esperto. Il problema è mio fratello Alessandro di 23 anni, lui apparentemente sembra essere una persona normale: studia, fa sport ( è un bodybuilder e questa è la sua più grande passione al punto da essere maniacale: mangia estremamente pulito, si riempie di proteine ecc), lavora, ha una fidanzata ma non esce mai con amici per questioni sue che non conosco e tantomeno sono sicuro che ne abbia (di amici). In casa si comporta molto diversamente da come fa fuori di casa, mi spiego: in casa è estremamente tirannico e prepotente, se lui decide che deve fare una cosa la fa pure se questa mette in difficoltà tutta la famiglia, deve ottenere ciò che vuole altrimenti ti fa la guerra, minaccia continuamente di renderti la vita più difficile, ha il bellissimo hobby di insultarmi sminuendomi in continuazione (giornalmente più volte al giorno), e ha un atteggiamento arrogante e di superiorità infatti parla con tutti noi compresi i nostri genitori come se lui fosse su di un piedistallo, affermando continuamente che noi sbagliamo in questo e in quel altro mentre lui no (quando prontamente fa le stesse cose se non peggio). Ovviamente le cose che deve fare lui riguardano solo lui è le sue cose che nel 99% dei casi riguarda appunto la palestra e il fisico. Fuori da casa invece sembra molto tranquillo, gentile e tutto l’opposto di come si comporta in casa.

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Ho scoperto mio marito che si veste con i miei indumenti intimi

Buonasera, da pochi giorni ho fatto una scoperta che mi ha completamente scioccato, ho trovato sul telefono di mio marito un video di lui con addosso il mio intimo, dopo lo shock iniziale ho affrontato l argomento e sembrava che ci fossimo chiariti e avessimo superato questa cosa, invece una settimana dopo mi son ritrovata a rivivere un incubo, ho trovato alcune pailettes in camera da letto e in bagno erano su tutto il pavimento gli ho chiesto spiegazioni e lui ha giurato e spergiuro di non saperne nulla, la mattina seguente mi son messa a pulire e in angolo nascosto del bagno son saltati fuori altri miei abiti e intimo in più stavolta c era anche un ortaggio, in quel momento mi son sentita morire, umiliata tradita ingannata non so piu chi ho di fronte e chi abbia sposato 17 anni fa e sinceramente non so proprio cosa fare lui nega di essere gay e mi dice che gli piace soltanto vestirsi cosa devo fare?? vi prego di rispondermi grazie infinitamente

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Come reagire ad una sofferenza creata dai miei genitori

Ho bisogno di un consiglio: ho 25 anni e da una vita sono succube di mia madre che decide sempre tutto su tutti e alla quale non ci si riesce a ribellare (vano il tentativo di mio padre il quale si è dovuto plasmare a lei alla fine). Non ho mai avuto la possibilità di comunicare con lei difronte ad un problema perché parlava solo lei, insultando, e si doveva fare solo come diceva lei . La mia più grande sofferenza oggi è dettata dalla non accettazione della mia relazione da più di un anno con un magnifico ragazzo di 26 anni, che lavora in azienda di famiglia, con il quale abbiamo dei progetti... all'inizio felicissimi di lui come accade di routine per ogni cosa, ma pian piano si inizia a sindacare su ogni singolo atteggiamento, ogni singolo modo di fare e di dire e quindi si iniziano a trovare i 1000 difetti della persona e sopratutto si iniziano a fare i conti in tasca alla persona... per problemi familiari il ragazzo "presta" ( ovviamente tornano indietro ) dei soldi ai genitori, quindi lo si addita dicendo che mantiene la famiglia e che il peso lo avrò anche io un domani . I miei hanno trovato il modo di litigare anche con la sua famiglia. Attraverso dei soldi ricevuti da un'eredità, il mio ragazzo ha deciso di comprarsi una bella macchina (ovviamente non spendendo tutti i soldi), e dall'altra parte ha già acquistato una casa, ma per loro la macchina grossa non andava comprata quindi è uno spendaccione e un domani non mi troverò nulla di buono da questa persona... e alla fine di tutto un giorno hanno riempito di brutte parole il mio ragazzo definendolo " non uomo, che faceva schifo ecc.." e nonostante ciò per amore il mio ragazzo ha provato a chiedergli scusa, ha chiamare mio padre per un chiarimento (senza alcuna risposta), i suoi genitori hanno cercato di parlare con i miei per un chiarimento ma nulla.. i miei hanno minacciato me di fare una scelta: o lui o noi...mi hanno addirittura chiuso in casa in quel periodo, ma il peggio è passato ormai...ora fanno finta che io non sia fidanzata, non si informano della mia vita, non abbiamo molti argomenti su cui parlare, parliamo del minimo indispensabile e mi hanno solo minacciato che non devo avere nulla a che fare con la sua famiglia, che non devo andare alle loro feste ecc.... quindi mi ritrovo a trovare 1000 scuse pur di andarci di nascosto, mi ritrovo a non poter raccontare nulla di tutte le esperienze belle che sto vivendo con lui, e mi ritrovo mortificata nei confronti di progetti che io e lui abbiamo ma a cui loro esplicitamente mi hanno detto che non parteciperanno...mi spiace, avrei voluto avere la mia famiglia accanto in questa bellissima relazione che sto vivendo ma loro hanno deciso che la storia non si aggiusterà mai più .... mentre dall'altra parte sono ancora propensi al chiarimento se solo loro facessero un piccolo passo nei loro confronti..... la vivo malissimo e non so come agire, cosa pensare ....cosa ne pensate ????

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Non riesco a gestire la depressione e il pessimismo del mio compagno

Buongiorno, Sto insieme al mio compagno da 2 anni e mezzo. Ci siamo conosciuti e messi insieme sin da subito. Siamo maturi ( lui 46 io 45) con già delle esperienze alle spalle.. ma senza essere mai stato sposati e senza figli. Viviamo il nostro rapporto di coppia serenamente e senza vincoli. Negli ultimi tempi il nostro rapporto sembra più consolidato e ogni tanto pensiamo al futuro. Non è stato facile. Io sono una persona che ha viaggiato tanto per lavoro. Ho una mentalità aperta e non mi faccio seppellire dai problemi. Cerco di risolverli. Lui invece vive di problemi e rimane ancorato al passato. Ha fatto degli errori e si odia. Odia se stesso, non accetta dove e come vive nonstante abbia un buon lavoro e una casa sua. Il suo pessimismo a volte mi opprime. In tutto questo mostra scarsa fiducia negli altri e tende ad essere sospettoso con tutti. Il risultato che, non poche volte, se l'è presa con me..( nulla di fisico solo brutte parole che ho imparato a lasciarmi scivolare...) come se le dicesse più se stesso che a me.Con il tempo si è ridimensionato parecchio. Sono molto più i momenti di serenità e quando sta giù cerca di non sfogare sugli altri. Ma le sfortune e i problemi della vita non aiutano.. e lui ovviamente, è convinto di averne solo lui di problemi. Ha sofferto molto la morte del padre. Ed ora, che si stava riprendendo, è arrivata la notizia della malattia della madre .. probabilmente incurabile. Si è chiuso a riccio. Quando non sono con lui ma sto per qualche giorno a casa dei miei, comincia a blaterare cose del tipo: non venire più, per il tuo bene.. meglio che non stai più con me.Della serie dovrei mollarlo io perche lui non ce la fa? E perchè dovrei lasciarlo? Il suo modo di fare a volte "apocalittico " tende a sopprimere gli altri. Si cuoce nella rassegnazione senza cercare soluzioni. Allontanandomi. Per un periodo io pensato che rientrasse nei così detti " narcisisti" .. avrebbe bisogno di parlare con qualcuno..ma non lo farà mai di sua iniziativa. Ormai ho imparato a gestirlo. All'inizio è una "catastrofe" .e tocca lasciarlo un po solo a sfogare e poi piano piano si risolleva da solo , io lo aiuto standogli vicino e tutto si sistema. Tuttavia temo che la malattia della madre abbia veramente scatenato una catastrofe ..lui parla di come dopo finirà tutto e mi allontana " per il mio bene"ed io non so come gestirla...devo lasciarlo solo?.. devo stargli vicino? temo per lui..e l'ansia e le preoccupazioni cominciano ad farsi sentire. Non so nemmeno dove inserirlo nella categoria più attinente. Depressione forse è riduttivo magari voi saprete collocarlo meglio. Grazie mille!

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Non ce la faccio più. Perchè non riesco a farla finita?

Sto male, sempre peggio. La situazione è sempre più fuori controllo. Vorrei morire, ci penso di continuo ma non riesco a dar corpo a questo pensiero. La cosa particolare è che nel frattempo insisto nel provare a dare possibilità alla vita e a me stesso. Anziché affossarmi e rinchiudermi in casa continuo a lavorare, a uscire, a leggere, a frequentare teatri o qualche locale. Ma la cosa devastante è il vedere che non cambia nulla di una virgola. Io sono sempre triste, depresso e spaventosamente solo. E questo da sempre. Non ho amici. Non ho mai avuto nessuna relazione. Sono sempre più convinto che se avessi un briciolo di dignità mi sarei suicidato già da molto tempo. Tenermi in vita significa continuare a dare la possibilità alla vita e al mondo di umiliarmi. Ho tentato anche di farmi aiutare da diversi psicologi. Con alcuni per pochi incontri mentre con altri con percorsi anche medio-lunghi. Ma con nessun risultato. Spero finisca tutto al più presto. E se non sarò io a darmi una fine immediata, spero che intervenga la natura o il caso. Scusate per lo sfogo.

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