Psicoanalisi
Dott.ssa Samanta Menichetti

Transfert

Il concetto di transfert di Freud all'origine implicava la nozione di spostamento. Il transfert era "un cliche'" in cui i desideri libidici suscitati nell'infanzia venivano trasferiti dall'og ...

20 Marzo 2018

Domande e risposte

leggi tutte le domande
Mio fratello ha bisogno di uno specialista?

Salve, premetto che è la prima volta che scrivo qui su questo sito ma è una situazione piuttosto pesante che in casa ormai persiste da anni ed è diventata quotidianità. Mi interesserebbe l’opinione di un esperto. Il problema è mio fratello Alessandro di 23 anni, lui apparentemente sembra essere una persona normale: studia, fa sport ( è un bodybuilder e questa è la sua più grande passione al punto da essere maniacale: mangia estremamente pulito, si riempie di proteine ecc), lavora, ha una fidanzata ma non esce mai con amici per questioni sue che non conosco e tantomeno sono sicuro che ne abbia (di amici). In casa si comporta molto diversamente da come fa fuori di casa, mi spiego: in casa è estremamente tirannico e prepotente, se lui decide che deve fare una cosa la fa pure se questa mette in difficoltà tutta la famiglia, deve ottenere ciò che vuole altrimenti ti fa la guerra, minaccia continuamente di renderti la vita più difficile, ha il bellissimo hobby di insultarmi sminuendomi in continuazione (giornalmente più volte al giorno), e ha un atteggiamento arrogante e di superiorità infatti parla con tutti noi compresi i nostri genitori come se lui fosse su di un piedistallo, affermando continuamente che noi sbagliamo in questo e in quel altro mentre lui no (quando prontamente fa le stesse cose se non peggio). Ovviamente le cose che deve fare lui riguardano solo lui è le sue cose che nel 99% dei casi riguarda appunto la palestra e il fisico. Fuori da casa invece sembra molto tranquillo, gentile e tutto l’opposto di come si comporta in casa.

5 risposte
Ho scoperto mio marito che si veste con i miei indumenti intimi

Buonasera, da pochi giorni ho fatto una scoperta che mi ha completamente scioccato, ho trovato sul telefono di mio marito un video di lui con addosso il mio intimo, dopo lo shock iniziale ho affrontato l argomento e sembrava che ci fossimo chiariti e avessimo superato questa cosa, invece una settimana dopo mi son ritrovata a rivivere un incubo, ho trovato alcune pailettes in camera da letto e in bagno erano su tutto il pavimento gli ho chiesto spiegazioni e lui ha giurato e spergiuro di non saperne nulla, la mattina seguente mi son messa a pulire e in angolo nascosto del bagno son saltati fuori altri miei abiti e intimo in più stavolta c era anche un ortaggio, in quel momento mi son sentita morire, umiliata tradita ingannata non so piu chi ho di fronte e chi abbia sposato 17 anni fa e sinceramente non so proprio cosa fare lui nega di essere gay e mi dice che gli piace soltanto vestirsi cosa devo fare?? vi prego di rispondermi grazie infinitamente

4 risposte
Come reagire ad una sofferenza creata dai miei genitori

Ho bisogno di un consiglio: ho 25 anni e da una vita sono succube di mia madre che decide sempre tutto su tutti e alla quale non ci si riesce a ribellare (vano il tentativo di mio padre il quale si è dovuto plasmare a lei alla fine). Non ho mai avuto la possibilità di comunicare con lei difronte ad un problema perché parlava solo lei, insultando, e si doveva fare solo come diceva lei . La mia più grande sofferenza oggi è dettata dalla non accettazione della mia relazione da più di un anno con un magnifico ragazzo di 26 anni, che lavora in azienda di famiglia, con il quale abbiamo dei progetti... all'inizio felicissimi di lui come accade di routine per ogni cosa, ma pian piano si inizia a sindacare su ogni singolo atteggiamento, ogni singolo modo di fare e di dire e quindi si iniziano a trovare i 1000 difetti della persona e sopratutto si iniziano a fare i conti in tasca alla persona... per problemi familiari il ragazzo "presta" ( ovviamente tornano indietro ) dei soldi ai genitori, quindi lo si addita dicendo che mantiene la famiglia e che il peso lo avrò anche io un domani . I miei hanno trovato il modo di litigare anche con la sua famiglia. Attraverso dei soldi ricevuti da un'eredità, il mio ragazzo ha deciso di comprarsi una bella macchina (ovviamente non spendendo tutti i soldi), e dall'altra parte ha già acquistato una casa, ma per loro la macchina grossa non andava comprata quindi è uno spendaccione e un domani non mi troverò nulla di buono da questa persona... e alla fine di tutto un giorno hanno riempito di brutte parole il mio ragazzo definendolo " non uomo, che faceva schifo ecc.." e nonostante ciò per amore il mio ragazzo ha provato a chiedergli scusa, ha chiamare mio padre per un chiarimento (senza alcuna risposta), i suoi genitori hanno cercato di parlare con i miei per un chiarimento ma nulla.. i miei hanno minacciato me di fare una scelta: o lui o noi...mi hanno addirittura chiuso in casa in quel periodo, ma il peggio è passato ormai...ora fanno finta che io non sia fidanzata, non si informano della mia vita, non abbiamo molti argomenti su cui parlare, parliamo del minimo indispensabile e mi hanno solo minacciato che non devo avere nulla a che fare con la sua famiglia, che non devo andare alle loro feste ecc.... quindi mi ritrovo a trovare 1000 scuse pur di andarci di nascosto, mi ritrovo a non poter raccontare nulla di tutte le esperienze belle che sto vivendo con lui, e mi ritrovo mortificata nei confronti di progetti che io e lui abbiamo ma a cui loro esplicitamente mi hanno detto che non parteciperanno...mi spiace, avrei voluto avere la mia famiglia accanto in questa bellissima relazione che sto vivendo ma loro hanno deciso che la storia non si aggiusterà mai più .... mentre dall'altra parte sono ancora propensi al chiarimento se solo loro facessero un piccolo passo nei loro confronti..... la vivo malissimo e non so come agire, cosa pensare ....cosa ne pensate ????

2 risposte
Non riesco a gestire la depressione e il pessimismo del mio compagno

Buongiorno, Sto insieme al mio compagno da 2 anni e mezzo. Ci siamo conosciuti e messi insieme sin da subito. Siamo maturi ( lui 46 io 45) con già delle esperienze alle spalle.. ma senza essere mai stato sposati e senza figli. Viviamo il nostro rapporto di coppia serenamente e senza vincoli. Negli ultimi tempi il nostro rapporto sembra più consolidato e ogni tanto pensiamo al futuro. Non è stato facile. Io sono una persona che ha viaggiato tanto per lavoro. Ho una mentalità aperta e non mi faccio seppellire dai problemi. Cerco di risolverli. Lui invece vive di problemi e rimane ancorato al passato. Ha fatto degli errori e si odia. Odia se stesso, non accetta dove e come vive nonstante abbia un buon lavoro e una casa sua. Il suo pessimismo a volte mi opprime. In tutto questo mostra scarsa fiducia negli altri e tende ad essere sospettoso con tutti. Il risultato che, non poche volte, se l'è presa con me..( nulla di fisico solo brutte parole che ho imparato a lasciarmi scivolare...) come se le dicesse più se stesso che a me.Con il tempo si è ridimensionato parecchio. Sono molto più i momenti di serenità e quando sta giù cerca di non sfogare sugli altri. Ma le sfortune e i problemi della vita non aiutano.. e lui ovviamente, è convinto di averne solo lui di problemi. Ha sofferto molto la morte del padre. Ed ora, che si stava riprendendo, è arrivata la notizia della malattia della madre .. probabilmente incurabile. Si è chiuso a riccio. Quando non sono con lui ma sto per qualche giorno a casa dei miei, comincia a blaterare cose del tipo: non venire più, per il tuo bene.. meglio che non stai più con me.Della serie dovrei mollarlo io perche lui non ce la fa? E perchè dovrei lasciarlo? Il suo modo di fare a volte "apocalittico " tende a sopprimere gli altri. Si cuoce nella rassegnazione senza cercare soluzioni. Allontanandomi. Per un periodo io pensato che rientrasse nei così detti " narcisisti" .. avrebbe bisogno di parlare con qualcuno..ma non lo farà mai di sua iniziativa. Ormai ho imparato a gestirlo. All'inizio è una "catastrofe" .e tocca lasciarlo un po solo a sfogare e poi piano piano si risolleva da solo , io lo aiuto standogli vicino e tutto si sistema. Tuttavia temo che la malattia della madre abbia veramente scatenato una catastrofe ..lui parla di come dopo finirà tutto e mi allontana " per il mio bene"ed io non so come gestirla...devo lasciarlo solo?.. devo stargli vicino? temo per lui..e l'ansia e le preoccupazioni cominciano ad farsi sentire. Non so nemmeno dove inserirlo nella categoria più attinente. Depressione forse è riduttivo magari voi saprete collocarlo meglio. Grazie mille!

4 risposte
Non ce la faccio più. Perchè non riesco a farla finita?

Sto male, sempre peggio. La situazione è sempre più fuori controllo. Vorrei morire, ci penso di continuo ma non riesco a dar corpo a questo pensiero. La cosa particolare è che nel frattempo insisto nel provare a dare possibilità alla vita e a me stesso. Anziché affossarmi e rinchiudermi in casa continuo a lavorare, a uscire, a leggere, a frequentare teatri o qualche locale. Ma la cosa devastante è il vedere che non cambia nulla di una virgola. Io sono sempre triste, depresso e spaventosamente solo. E questo da sempre. Non ho amici. Non ho mai avuto nessuna relazione. Sono sempre più convinto che se avessi un briciolo di dignità mi sarei suicidato già da molto tempo. Tenermi in vita significa continuare a dare la possibilità alla vita e al mondo di umiliarmi. Ho tentato anche di farmi aiutare da diversi psicologi. Con alcuni per pochi incontri mentre con altri con percorsi anche medio-lunghi. Ma con nessun risultato. Spero finisca tutto al più presto. E se non sarò io a darmi una fine immediata, spero che intervenga la natura o il caso. Scusate per lo sfogo.

4 risposte
Capire se esiste un disturbo o di cosa si tratta

Salve, vi scrivo perché vorrei capire se esiste un problema oppure è nella norma, purtroppo da solo non riesco a vederci chiaro e vorrei almeno sentire un parere, premetto che non l' ho mai chiesto, non mi sono mai rivolto a professionisti del genere. Si tratta di mia madre (55 anni, lavoratrice) il quale ho molto affetto per lei e non permetterei mai le accadesse qualcosa di brutto. Il mio rapporto con lei è abbastanza normale , non vi nascondo qualche litigio, qualche discussione su cui siamo in disaccordo su qualcosa, ma ci sono in tutti i rapporti queste cose e quindi è normale, anche perché si supera e siamo sempre ritornati a star bene, e comunque la cosa che ci tiene insieme è che lei sa perfettamente di potersi fidare di me e io so lo stesso di lei. Il problema non è quindi il mio rapporto con mia madre ma quello che voglio accusare è il suo comportamento quando è da sola e poi quando parla con l' interlocutore. La cosa che ho notato ormai da diversi anni è che lei non riesce a capire. Non riesce a comprendere il significato. Sicuramente direte "di cosa?" e quindi vi faccio degli esempi: quando una persona le parla ci sono spesse volte che lei non capisce quello che gli si sta dicendo, invece qualche volta capisce e quindi si comporta di conseguenza come ci si aspetterebbe dal punto di vista generale. Da qui mi rendo conto di poter fare una prima discriminazione, ma ci sono tante e altre cose che si ripetono nel tempo e che mi confermano il primo presupposto. Anche io le parlo , in una situazione normale, con un clima di scambio di opinioni ma lei non capisce quello che dico, Gli rispiego le cose in maniera più schiarita o più distinta le varie cose ma , anche dopo molte volte il risultato è che ha capito male o ha capito altre cose, cioè una cosa per un altra. Insieme a questo , ha delle forti difficoltà, quando si trova da sola, a risolvere quei piccoli problemi quotidiani a cui siamo abituati a risolvere tutti, ed è questo che mi sta preoccupando. Le sue difficoltà sembrano quelle di una donna in età di 80 anni , ma mia nonna (sua madre) quando ne aveva 80 era perfetta e mi mostrava molta più intelligenza , nel capire nel risolvere e anche nell' esprimersi. Cioè ho potuto notare che c'era questa differenza. Ho avuto occasione di parlare con una mia zia di presenza di cui l' ho messa alla prova, parlando di cose facili ( ha 57 anni) ma era tutto normale, cioè mi dava delle risposte valide o normali direi.... e hanno lo stesso titolo di studio. Non vorrei però che qualcuno pensasse che pretendo chissà che cosa da mia madre, i fatti li sto esponendo come del tipo "nero su bianco". In sintesi mi sono sempre battuto per il suo benessere , gli ho sempre risolto qualsiasi tipo di nodo , aiutandola sempre , per me un figlio lo deve fare , per me è un dovere. Mi duole però vederla in difficoltà o quando poi soffre per le cause degli errori che commette per risolversi le sue cose a causa del suo modo errato di svolgere. Perchè di fatto, ho potuto notare che lei prende delle decisioni che alla fine la portano proprio a questo, a farsi male, decisioni che un altra persona difficilmente prenderebbe. Cioè in pratica lei è "il peggior nemico di se stessa". Ho provato da tempo a spiegargli in maniera gentile, che dovrebbe , in primis, concentrarsi ad ascoltare, e poi con tutta calma a comprendere quello che gli si dice e nel caso di mancata comprensione di riascoltare... purtroppo non riesce , la sua risposta è quella di agire in modo impulsivo e di fretta, non analizzando (comprendere) bene ciò che sta avvenendo. Mia madre è una brava persona , non fà delle cattiverie , ha , credo un carattere ingenuo , o fanciullo. Non accetterebbe mai una visita da uno psicologo o psichiatra, e anche io mai riterrei che ella è pazza o abbia disturbi mentali , non la vedo assolutamente cosi, . Parlare le farebbe bene forse, ma abbiamo provato e non funziona. Forse è solo carattere che ha, certo però ultimamente le osservazioni mi hanno portato oggi a scrivere qui perchè più che preoccupato lo trovo strano, perchè io trovo che sia impossibile che ha gli stessi problemi di una donna anziana, non dico 80 anni ma magari 70 forse , non saprei... e quindi se posso vorrei chiedere un parere o cosa ne pensate. Spero di aver descritto la situazione e non aver lasciato spazio ad equivoci.

5 risposte
Amore o fissazione?

Buonasera! Sono una trentenne che attualmente sta vivendo un periodo confuso della propria vita! Ho avuto una relazione di dieci anni con una persona con cui stavo tendenzialmente bene. Lo scorso anno ho deciso di troncare la nostra storia perché per motivi di lavoro ho dovuto lasciare la mia città natale e dopo tre anni di relazione a distanza non ce l’ho più fatta. Avevo un’idea dell’amore...fatta di presenza non solo virtuale ma anche fisica...e ciò non è stato possibile. Dopo aver preso questa decisione ho cominciato a sentirmi libera...ad aprirmi maggiormente alla città che mi aveva accolta. Durante questa fase, durata poco più di un mese, ho avuto modo di risentire un mio caro amico. Il mio primo vero amore adolescenziale. Anche lui aveva alle spalle una storia di dieci anni finita da due. Finalmente...dopo tanti anni di attesa ce l’abbiamo fatta! Da un anno stiamo praticamente assieme. Lui vive in un’altra città...durante la settimana non ci vediamo ma trascorriamo assieme quasi tutti i weekends. Purtroppo però lui ribadisce sempre di non essere innamorato di me...di non avere progetti per un futuro assieme. A lui sta bene questa situazione e non ha intenzione di cambiarla. Sostiene di non aver mai amato nessuno nella sua vita (non ha mai detto un ti amo alla sua ex dopo 10 anni!) e vuole sentirsi libero. Ripete costantemente che sarebbe disposto a darmi amore se solo io gli concedessi di avere non solo me ma anche l’amante. Ma non per far qualcosa con lei...ha bisogno solo di sapere di non essere limitato. Pur di stare con lui sono scesa a parecchi compromessi. Ha tra l’altro un profilo Tinder (che dice di non utilizzare...e gli credo). Inoltre quando ha le sue cose da fare sparisce e non vuole essere contattato in quanto preferisce dedicare il tempo che ha a disposizione con le persone con cui attualmente si trova e quindi non perdere tempo al telefono. Purtroppo a me questa situazione non va molto a genio...nonostante mi fidi di lui. È una persona molto sincera che palesa tranquillamente il suo pensiero. Tante volte si diverte a guardare e commentare altre ragazze davanti a me. Sono entrata quindi in una relazione quasi peggiore di quella che avevo prima con il mio ex. Non credo di essere innamorata di lui...spesso infatti sono giù e ci rimango male per il suo atteggiamento. Quando stiamo assieme però stiamo davvero bene. Cosa devo fare? Devo stringere i denti e cercare di ottenere qualcosa di più o devo prendermi di coraggio e lasciar perdere? Secondo me lui è così a causa della delusione precedente. La sua ex l’ha lasciato andandosene con un altro per colpa di questo suo pensiero...e ha fatto bene. Fondamentalmente però secondo me si tratta solo di una corazza per la sua non semplice situazione familiare.

3 risposte
Perché trovo che tutto quello che riguarda me sia inutile?

Trovo che tutto quello che faccio sia inutile nonostante cerco di andare avanti con la mia vita per costruirmi un futuro. Studio vado all università, lavoro e cerco d impegnarmi ma dall altro lato penso che la mia esistenza sia inutile. Esteticamente mi sento brutta, non mi voglio bene infatti sono ingrassata tanto e ho avuto sempre problemi con l alimentazione. Sento che c’è qualcosa in me che non riesce a uscire. Non sto bene nel luogo in cui vivo non riesco a capire chi sono veramente. È successa una cosa recentemente e mi sento proprio a terra non so se c’è la faccio a rialzarmi. Sono bisessuale e mi sono sempre relazionata con persone a distanza. Ho avuto una batosta ma so che questa persona è legata a questi fattori di me che non vanno via. Sono confusa ormai è un periodo. Vorrei rialzarmi da sola ma non c’è la faccio perché non riesco a trovarne le motivazioni.

1 risposta
Questo sito web o le sue componenti di terze parti utilizzano i cookies necessari alle proprie funzionalità. Se vuoi saperne di più puoi verificare la nostra cookie policy.