Psicoanalisi
Dott.ssa Samanta Menichetti

Transfert

Il concetto di transfert di Freud all'origine implicava la nozione di spostamento. Il transfert era "un cliche'" in cui i desideri libidici suscitati nell'infanzia venivano trasferiti dall'og ...

20 Marzo 2018

Domande e risposte

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Perché trovo che tutto quello che riguarda me sia inutile?

Trovo che tutto quello che faccio sia inutile nonostante cerco di andare avanti con la mia vita per costruirmi un futuro. Studio vado all università, lavoro e cerco d impegnarmi ma dall altro lato penso che la mia esistenza sia inutile. Esteticamente mi sento brutta, non mi voglio bene infatti sono ingrassata tanto e ho avuto sempre problemi con l alimentazione. Sento che c’è qualcosa in me che non riesce a uscire. Non sto bene nel luogo in cui vivo non riesco a capire chi sono veramente. È successa una cosa recentemente e mi sento proprio a terra non so se c’è la faccio a rialzarmi. Sono bisessuale e mi sono sempre relazionata con persone a distanza. Ho avuto una batosta ma so che questa persona è legata a questi fattori di me che non vanno via. Sono confusa ormai è un periodo. Vorrei rialzarmi da sola ma non c’è la faccio perché non riesco a trovarne le motivazioni.

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Comportamenti strani, ossessivi e violenti della madre del mio ragazzo

Salve! Da circa un anno e mezzo sto con un ragazzo, la cui madre ci sta facendo impazzire. Premetto che lui mi disse fin da subito che sua madre era una persona strana, lui si vergogna persino a farla conoscere ai suoi amici, conoscenti, e per i primi tempi me stessa compresa, tenendola nascosta da tutti e facendola chiudere in camera ogni qualvolta qualcuno viene a casa sua. Sua madre e suo padre hanno divorziato quando lui aveva 11 anni. All'epoca, suo padre disse che lei era "matta". Ormai sono passati 15 anni e con i pensieri e le abitudini è come se lei fosse rimasta a 15 anni fa, proprio nel momento del divorzio. Lei ha 58 anni, ed ha problemi alla cataratta e ormai vede poco. Non ha amicizie, e la sua unica famiglia, è sua sorella che vive nel loro paese di nascita lontano da lei e che sente ogni giorno per telefono. Lei parla sempre da sola, facendo discorsi sul figlio che non l'apprezza come madre, dato che lei non sa cucinare e prepara sempre cose sbrigative, non sistema casa apparte la sua camera dove non fa entrare nessuno, sull'odio verso il padre, sul fatto che la casa dove viveva con l'ex marito, e che ora ci vive lei con suo figlio, è sua e non ci vuole nessuno dentro. Non accetta che suo figlio sia fidanzato e che lui apprezza ciò che faccio io, o suo padre, e non apprezza quello che fa lei. Ha sbalzi d'umore. La mattina magari si alza parlando da sola, lamentandosi della sua vita e durante i suoi discorsi, canta. Non vuole che nessuno vede o tocca le sue cose. Pensa che chiunque entra nella sua casa si impiccia dei suoi affari. E se qualcuno tocca oggetti della casa, lei è convinta che lo fanno per romperli. Ha scatti d'ira improvvisi. Non vuole che nessun salga a casa sua se lei non è presente, e chiede continuamente a suo figlio che turni lavorativi fa per sapere le ore possibili in cui lui venga a casa portando anche me. Quando litiga con suo figlio, arriva ad urlare che prima o poi uno dei due ammazzerà l'altro. Poi urla, poi piange, e magari dopo qualche minuto gli passa. Non si cura, non esce mai, apparte quelle tre ore che va a lavorare vicino casa, ed è sempre stanca. Ogni giorno vive la stessa giornata, e le stesse frasi ripetute da anni. La sua unica compagnia è la televisione. Ha 58 anni, ma all'apparenza, apparte i capelli ormai bianchi, sembra una settantenne, anche mentalmente. Non sa usare i cellulari, non conosce il "nuovo mondo". Io e il mio ragazzo stiamo impazzendo. Vorremo tanto sapere cosa può avere, e come comportarci. Considerando che il padre del mio ragazzo si è risposato, non ne vuole sapere nulla di lei, ad eccezione di suo figlio, ovviamente. E a quanto ho capito, fece "scappare" di casa suo marito, appunto per questi atteggiamenti "ambigui".

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Madre troppo ansiosa e pressante

Salve, ho 26 anni . Vado subito al nocciolo della questione. La protagonista di ciò è mia madre. Qualche anno fa circa mi è successa una disgrazia, che mai avrei voluto passare , ma che con tutta la mia buona forza e volontà sono riuscita ad affrontare Fatto sta, che, da quel momento in poi ogni qualvolta che uso la macchina e mi capita di far tardi, quindi tornare dopo le 2:00 del mattino, mia madre inizia a mandare messaggi alquanto fastidiosi, del tipo ” ma perché mi fai questo” “Ti dimentichi del bene che ti ho fatto” “Non tornare a fare di nuovo le stesse cose “ “Sei un casino, sei sempre la solita” Fatto sta che questo lo accentua di più quando, per casualità, conosco una nuova persona. Un nuovo ragazzo. Dice che cambio, dice che la faccio soffrire, che la offendo e che le manco di rispetto. Ma in realtà non sto facendo niente. L’unica cosa che sto facendo é tornare tardi ma semplicemente perché non sto a guardare l’orologio perché sto bene dove sono e sto bene con i miei amici. E avendo 26 anni non mi sembra il caso di guardare l’orologio. La mia domanda è.... cosa posso fare? Perché mi parla così? Non lo merito, sono alquanto una ragazza responsabile con la testa sulle spalle, non merito questa pesantezza . Aiutatemi .

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Consulto su pensieri ossessivi

Get.mi dottori, vi espongo brevemente il mio percorso. Nell'anno 2010 ho sofferto di una grave depressione ansiosa (cosi vagamente definita dal mio psicoterapeuta dell'epoca). La stessa è stata trattata (senza visita psichiatrica) con 20 mg di sereupin e tanta tanta psicoterapia.. la mia vita era stata stravolta da un giorno all'altro.. sono riuscita a stare di nuovo bene (a mio modesto parere, non per il farmaco, ma per la psicoterapia).. tuttavia si sono susseguite altre 2 ricadute abbastanza pesanti.. bene o male negli anni sono riuscita a ritrovare una sorta di equilibrio nella malattia.. andavo avanti.. ma la serenità completa non è mao tornata..nel frattempo ho continuato la psicoterapia (prima di gruppo con il medesimo psicoterapeuta e poi di nuovo individuale con un altro, che nel frattempo si era avvicendato al precedente nel csm del mio paese).
Sono riuscita a portarr avanti la mia vita, con molte difficoltà.. decisa a risolvere la questione mi sono rivolta ad uno psichiatra, il quale in sostituzione del sereupin mi ha prescritto lo zoloft.. prima a 50 mg poi a 100.. nel contempo si sono susseguite nell'ultimo anno una serie di eventi spiacevoli che hanno riportato a galla i pensieri legati alla mia malattia.. Al momento, dunque, sebbene a livello fisico sento una leggera ansia (che io identifico per lp più come paura di quello che ho vissuto e che ritorno), mi sento perseguitata dai miei pensieri ossessivi sulla malattia.. anche se sto bene, nella mia mente si è radicata la convinzione di non stare bene.. e questo, ovviamente, genera in me sensazioni molto spiacevoli.. non riesco a pensare ad altro, a distrarmi.. ad avere altri pensieri.. il tutto da un mese.. Stante la situazione attuale e lo stato di agitazione, ho contattato lo psichiatra che ha deciso di ridurre lo zoloft ritenendolo non efficace.. Nel frattempo ho contattato ed effettuato una prima visita con un nuovo psicoterapeuta..dal suo sito ho avuto modo di vedere che tra i metodi utilizzati c'è la terapia breve, psicodinamica ed altri.. Volevo chiedervi.. ritenete che per ristabilire una normale condizione psicologica possa essermi d'aiuto un nuovo percorso terapeutico? Secondo la vostra esperienza, cosa sarebbe opportuno fare? Mi sento veramente in preda a qst pensieri, che io definisco ossessioni, sin dal mattino..

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Quale psicanalisi scegliere?

Salve,
vorrei un consiglio sul tipo di psicoterapia da scegliere. Soffro di ansia e di agorafobia e forse anche un po' di depressione. Ho 25 anni e da 3 anni circa non ho più un minimo di vita sociale, organizzo le mie giornate da sola o con la mia famiglia e i miei spostamenti sono fortemente limitati, anche perché non ho nessuno disposto ad accompagnarmi lì dove ho difficoltà ad arrivare da sola.
Sto seguendo una terapia farmacologica con Seropram 12 gocce e mi è stato consigliato un percorso da una psicoterapeuta di scuola reichiana. Leggendo su internet mi sono un po' spaventata per questo tipo di approccio, vorrei sapere cosa ne pensate e se forse per il mio problema sarebbe più indicata una terapia cognitivo-comportamentale.
Quello che cerco è un percorso che mi possa accompagnare lentamente nel riprendere una vita normale, con studio o lavoro e soprattutto un'autonomia che possa farmi prendere decisioni libere da vincoli che la mia ansia mi impone. Io vivevo fuori sede, prendevo mezzi pubblici da sola, mi basterebbe poter riavere quella libertà. Grazie in anticipo.

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Come smettere di indossare il pannolino?

Salve, sono un ragazzo di 19 anni, ora vi racconto la mia storia. Quando avevo 10 anni ho iniziato a comprare i pannolini e a nasconderli, poi mia madre mi ha scoperto e ho smesso quando avevo 11 anni. Poi all’età di 16 anni ho ricominciato e non ho più smesso. Da quando li indosso, oltre ad aver comprato ciuccio e biberon, ogni tanto vedo dei video e delle immagini su internet di persone che si mettono o vengono costrette ad indossare il pannolino, e ogni tanto mi immagino di essere costretto anch’io a indossarli. Poi quando ho iniziato a vedere i video di persone con il pannolino che venivano sottomesse mi è iniziato a piacere il reggiseno e truccarmi, e mi era anche venuta voglia di comprarmi un vestito. Le uniche persone con cui ho parlato di questa cosa sono due mie amiche, le quali vogliono che smetta ma non sanno come aiutarmi. Quali metodi potrei utilizzare per smettere? Premetto che vorrei evitare di dirlo ai miei genitori o di andare in prima persona dallo psicologo, perché è una cosa troppo imbarazzante.

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Transfert verso la mia psicologa

Salve a tutti spero potete aiutarmi, sono una ragazza e mi sono rivolta ad una psicologa per problemi di autostima e per cercare di superare alcune delusioni della mia vita, soprattutto in ambito amoroso. La mia e' una psicologa-terapeuta-sessuologa. Lei e' stata la mia prima e unica psicologa, purtroppo non avendo un lavoro fisso, abbiamo concordato di fare una seduta ogni 15 giorni. Gia' dalla seconda seduta sento che provo un'attrazione fisica nei suoi confronti, ho resistito molto a dirlelo, ma alla fine mi sono fatta coraggio, mi ha visto che stavo male per questa cosa, ma lei non si e' espressa a riguardo...da quel momento ho pensato che era meglio non andarci piu', ma alla fine ho sempre preso appuntamento. Nelle sedute successive non ne abbiamo piu' parlato di questa cosa, non so cosa pensa lei di me ora, mi trovo molto imbarazzata e mi sento 'stupida', sa che mi piacciono le donne e non vorrei che pensasse delle cose brutte su di me. Non ho avuto molti miglioramenti da quando sono con lei, ma al momento abbandonarla non ci riesco proprio...non so nemmeno come dirlelo...non vorrei che poi mi pentissi in futuro e l'idea di iniziare un altro percorso con un altro psicologo non ne sono convinta... Penso sempre a lei giorno e notte, e' un tormento e non so gestirlo piu' di tanto penso anche perche' nei sentimenti sono una vera e propria catastrofe, sono stata innamorata di donne che non mi hanno mai corrisposto e ho paura ancora di soffrire molto.
Temo anche di una sua reazione negativa nei miei confronti e se succedesse la cosa mi farebbe stare ancora peggio. Ho letto su internet che questa cosa si chiama transfer ed e' piuttosto normale.
Grazie a chi mi rispondera'.

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Mia cugina ha problemi di autostima?

Salve, spero che possiate aiutarmi. Ho 18 anni e vivo con mia cugina di 16 da tutta la vita, siamo sempre stati una famiglia numerosa che comprende: mia madre, mio padre, mia nonna, mia zia e sua figlia, ovvero Ginevra. Da tempo ormai mia cugina è spesso di cattivo umore, risponde male a sua madre, e sembra che mia zia abbia paura di sgridarla o di andarle contro, anche quando quello che dice è sbagliato. Mia cugina ha smesso di andare a scuola per problemi che, a suo sentito dire, risalgono alle elementari, dove la prendevano in giro, per cui ha preso la 3 media con una privata e adesso è in fase di stallo. Non ha obiettivi, e quando cerco di spronarla a leggere un libro o ad immaginare il suo futuro, si chiude a riccio e mi liquida con frasi sgarbate. Fra noi, nonostante questo c'è molta complicità, stiamo sempre insieme e frequentiamo la stessa cerchia di amici. Quando siamo fuori, sembra che si diverti, anche se delle volte si ingrigisce e non parla più con nessuno. Il fattore scatenante è stata una delusione d'amore da parte di un ragazzo, il quale l'ha baciata e "illusa" per così dire ma che poi alla fine l'ha sempre messa da parte, pensavo che la cosa si risolvesse, ma invece va avanti da quasi due anni, non può vedere il profilo Facebook di questo ragazzo, si arrabbia e diventa scorbutica se scopre qualcosa riguardante questo ragazzo, insomma mi sembra una vera e propria ossessione, che la porta a fissarsi e a sprecare tutte le sue energie soltanto per deprimersi e vittimizzarsi. Lei è un po' su di peso, e adesso sta facendo una dieta dopo vari "non me ne frega niente della dieta,voglio mangiare" e di conseguenza credo che questo l'abbia portata ad avere una bassa autostima di se stessa. Una settimana fa, un'altra nostra cugina si è fidanzata con un ragazzo, il quale ha un fratello che a me e a Ginevra piaceva, nonostante entrambe l'avessimo visto una volta, soltanto che questo ragazzo si è infatuato di me e vuole uscire con me, io inizialmente ho lasciato perdere e ho fatto andare avanti mia cugina, che gli ha scritto ma che non ha avuto risposta, così ieri sera le ho detto che mi sarebbe piaciuto uscirci, lei me l'ha vietato, e ha detto che si sente tradita da me, non capisco il suo ragionamento egoistico e questo suo impuntarsi come una bambina sulle cose che devono essere o sue o di nessuno, adesso non mi parla più, ed io non so che fare. Cerco pareri.

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