Psicosi

Rimettersi dalla psicosi

A volte la persona che mostra sintomi psicotici non è disposta a recarsi dal medico per farsi curare. Forse crede che non ci sia nulla da preoccuparsi o spera che i ...

Psicosi

La Psicosi

Che cos'è la psicosi? Il termine psicosi viene usato per descrivere i disturbi che influiscono sulle funzioni mentali, con conseguente perdita del rapporto con la realtà. Se ...

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Sono affetto da psicosi paranoide da quasi 23 anni

Buongiorno sono un ragazzo di 39 anni, sono affetto da psicosi paraniodea da quasi 23 anni, sono in cura da 22 anni . sono molto migliorato negli anni, conduco una vita quasi normale, assumo palaperidone 100 mg ogni tre settimane e faccio regolarmente psicoterapia.da quando non prendo più lo ziprexa sto meglio ma ho le voci, che prima non avevo, e non eiaculo più. Ci sono medicine migliori che non danno questi problemi? Se una persona si impegna da sempre nel modo più adeguato e combattivo, quali sono le percentuali di casi di guarigione? Grazie

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Mia madre di 60 anni manifesta sintomi psicotici

Buongiorno, sono un ragazzo di 26 anni ed avrei bisogno di un consiglio. Premetto che la mia famiglia è composta da mio padre, mio fratello di 20 anni e mia madre, 60 anni, la quale manifesta sintomi psicotici (in particolare sbalzi d' umore, manie persecutorie e lievi allucinazioni) da ormai qualche anno. In precedenza è stata in cura presso uno specialista che le aveva prescritta una terapia farmacologica con la quale si erano visti oggettivi ed apprezzabili miglioramenti della malattia. Il problema sorge dal fatto che mia madre non ha però mai voluto riconoscere nè accettare questa sua malattia. Si era riusciti a portarla da questo psichiatra facendoglielo imporre dal medico del lavoro, ora però, dopo essere andata in pensione, ha fatto e detto tanto, che è riuscita ad interrompere la terapia ed i contatti con il medico curante. Per qualche mese dopo l' interruzione delle cure ha continuato a migliorare ed in famiglia eravamo quasi convinti che ce l' avesse fatta, da due mesi a questa parte però siamo ritornati nell' incubo e lei ha ripreso a peggiorare. Mio padre, che ha pure una certa età, minaccia di andarsene di casa per l' esasperazione (dopo la pensione lui è diventato il parafulmine per tutte le ire di mamma che erano prima rivolte all' ambiente di lavoro) e a dirla tutta ho paura che ne risenta pure la sua salute, io invece dovrei trasferirmi in un' altra città, per lavoro, ma mi sento troppo legato da questa situazione per poterlo fare. Gentilmente volevo dei consigli, delle esperienze su come si potrebbe fare per convincere mia madre di essere malata e di necessitare cure specifiche. Non vorremmo mai arrivare al tso. Grazie infinite

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Depressione con attacchi psicotici

Mia figlia ha sofferto di depressione con attacchi psicotici a 25 anni di eta ricoverata in psichiatria a milano dopo aver seguito le cure con pscofarmaci sembrava un problema superato ma a distanza di tre anni si e ripresentato lo stesso problema in forma piu lieve, ha ricominciato ad assumere i soliti farmaci la sua paura e sarà cosi per il resto della sua vita? Non e un problema che si puo risolvere definitivamente? Se il psichiatra e il medico che si occupa di prescrivere i farmaci chi si occupa come cercare di risolvere il problema definitivamente grazie in anticipo a chi sapra consigliarmi non voglio rassegnarmi che mia figlia sia il numero 0567 del cps a vita

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A mia cognata è stata diagnosticata una grave forma di psicosi

Buonasera, a mia cognata, di anni 26 (sorella di mio marito) è stata diagnosticata una grave forma di psicosi sviluppatasi, secondo i medici che la seguono , in età puberale. La ragazza soffre di sociofobia, schizofrenia e secondo un test effetuatole anche di un lieve ritardo mentale. Vive dunque, come potrete immaginare in un mondo ovattato, senza alcun rapporto con gli altri ...diciamo che la diagnosi che i medici le hanno riscontrato è frutto di ciò che è stato loro riferito dalla madre,dai comportamenti che lei assume giornalmente. Lei è in cura da uno psicologo, uno psichiatra e 3 volte alla settimana esce con delle educatrici che la portano a passeggio oppure a fare qualche attività ricreativa tipo decoupage e cose del genere. Aggiungo inoltre che prende una serie di psicofarmaci. Cercherò di essere breve anche se l'argomento è complesso perché ci sarebbero tante cose da dire....comunque arriviamo alla mia domanda...l'unica persona con cui lei parla, con cui esterna i suoi stati d'animo e l'unica persona a cui chiede dei consigli sono io...lei risulta essere come ossessionata da me...tutto ciò lo fa tramite cellulare con sms...quindi sta quasi tutto il giorno a scrivermi i suoi stati d'animo, i suoi pensieri...e spesso mi parla di morte, distruzione, demonio , ...insomma lei vede tutto nero... ed io sotto consiglio della sua psicologa le rispondo e cerco sempre comunque di tranquillizzarla e farle capire che ci sono....ovviamente i suoi messaggi vengono letti da chi la tiene in cura...lei è consapevole della sua malattia al 100%...non mi scrive mai cose insensate e nonostante tutto ragiona e capisce bene le cose...tra l'altro scrive in un italiano correttissimo a volte però...senza motivo...mi manda dei messaggi orrendi...in cui mi scrive delle cose deplorevoli....quindi si accanisce contro di me , mi insulta pesantemente e dice davvero cose bruttissime..augurandomi il peggiore dei mali e spesso mi rimarca...che tanto presto morirò ....ovviamente non do peso alle sue parole ne a questi sfoghi però non nego che questa situazione....non essendo del mestiere mi sta pesando molto...non riesco proprio a gestirla...ripeto parlo e sono in contatto con i suoi medici..ma loro mi dicono di accettare la sua malattia etc etc....consigliandomi spesso cosa scriverle e come comportarmi...ma io credetemi...non ce la faccio proprio...a sopportare questo “peso“ ...cosa posso o devo fare??? Chiudere i rapporti con lei...significherebbe darle una grande delusione e toglierle l'unico punto di appoggio...è comunque mia cognata...e quindi parte della mia famiglia e della mi vita....ci sono dentro e non posso assolutamente ritirarmi..Grazie

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Ho la possibilità di sperare in una guarigione dopo 15 anni di cure?

Gentili dottori, in seguito ad un evento luttuoso ( uno zio schizofrenico), ho cominciato a star male. All'inizio non capivo, ma i miei familiari ( parlo di 15 anni fa, avevo quindi vent'anni) mi hanno fatto temèpestivamente visitare da uno psichiatra. Dopo anni di cure e tentativi di riabilitazione, in cui, tra l'altro ho cambiato molti medici e altrettanto numerose terapie farmacologiche, ho trovato un medico che sembra sia arrivato, parlo di qulache anno fa ormai, ad una diagnosi certa: psicosi paranoidea. Inoltre s'è amplificata nel tempo una generica fobia sociale, e, a complicare ulteriormente le cose, si sono manifestati episodi di mania in cui ho trascorso anche periodi di sei-sette mesi d'insonnia totale. Sono stato in clinica una sola volta, e mi ci sono recato spontaneamnete. Attualmente sono seguito anche dal cim di riferimento della mia città e sto seguendo un programma di riabilitazione di tipo lavorativo ( borsa lavoro). Ora, il problema non sta a questo punto capire cosa mi accade, cioè cosa provo e cosa penso, quando ho delle crisi, perchè ho raggiunto un grado di consapevolezza della malattia direi buono. Il probelma è che sto sempre lì fermo a “ scovare“ le strategie, o presunte tali, che i medici userebbero nei miei confronti, che sono razionalmente certo siano in buona fede, ma che mi fanno spesso piombare in uno stato di frustrazione e sofferenza profonde. In particolare, illustro ad es i contenuti di un delirio ricorrente, credo che il medico privato che mi segue utilizzi la tv per mandarmi dei messaggi “ terapeutici“, che io vivo però come una specie di attacco che mi genera molta paura e angoscia ( al punto che in casa se c'è la tv accesa in salotto devo necessarimente rifugiarmi in un'altra stanza). Ultimamnete mi è capitato poi di interpretare tutta la realtà circostante come una sorta, come posso esprimermi?, una sorta di grande famiglia con una volontà precisa: curarmi a volte, castigarmi altre. C'è da dire che non vivo in una città, ma in un paese piuttosto raccolto, dove, suppongo, la gente immagini il perchè tutte le mattine mi rechi a lavoro al municipio. Ma credo francamente che la gente, almeno per come ho imparato a conoscerla secondo la mia esperienza, non stia tutta lì a fare opere di bene nei miei confronti, così come non sta sempre lì con l'indice puntato a condannare. O se lo fa, il più delle volte lo dimentica all'istante. Nella quasi totalità dei casi, invece, è persa nei fatti propri. Non so, ma a volte ho il sospetto che ci sia un complotto verso di me, che all'inizio aveva contenuti solo maligni, anche a sfondo mistico-religioso, ora invece si è rivestito di varie sfumature, spesso anche salvifiche. Il sospetto che mi accompagna da anni è che ci sia una sorta di operazione occulta nei miei confronti, che forse i medici sono riusciti perlomeno a farmi a volte percepire come accogliente, premurtosa. Sono una perona che cerca di leggere, informarsi e accrecsere la propria preparazione in modo da avere gli strumenti adeguati per combattere la malattia. Non so, ho l'impressione di aver scritto troppo o troppo poco, ma sulla base di questi pochi elementi, potreste valutare se il percorso che sto seguendo mi sta giovando? Capisco benissimo che non potreste, per correttezza, entrare nel merito del lavoro degli altri dottori. Quel che vorrei cercare di capire è solo questo: ho la possibilità di sperare in una guarigione dopo 15 anni di cure, cioè è possibile una remissione della malattia alla mia età? O devo accettare e imparare a convivere solo in maniera più “tranquilla“ i sintomi della psicosi? Grazie.

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La psicologa ci ha buttati nello sconforto più totale, perchè già alla prima seduta ha diagnosticato disturbi dissociativi pre psicosi.

salve, ho un filgio di 18 anni che dopo vari inviti a consultare uno psicologo, si è deciso, me lo ha chiesto e lo abbiamo subito accontentato. la risposta della psicologoca ci ha buttati nello sconforto più totale, perchè già alla prima seduta ha diagnosticato disturbi dissociativi pre psicosi. ha consigliato di andare da un psichiatra per una cura farmacologica. Noi ora non sappiamo come comportarci con lui che non ci parla di niente e la psicolaga non si sbottona più di tanto essendo il ragazzo maggiorenne. I genitori di figli maggiorenni devono restare nell'ombra senza avere nessun consiglio su come comportarsi? Il ragazzo è molto restio nel parlare, come se noi fossimo i suoi peggiori nemici, in più passa il suo tempo tra computer, video giochi e anime giapponesi.(il problema per noi partiva da tutto ciò) Cosa possiamo fare per aiutarlo?

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Mio figlio di 19 anni ha un comportamento molto strano

mio figlio 19 anni ,comportamento molto strano ,si e ritirato da scuola a pochi mesi dalla quinta ragioneria ,si e isolato ,non cura piu se stesso ,ed continua a dire di essere innamorato di una sua compagna di classe ,la tempesta di ms ,lei e fidanzata ,ma lui sostiene che che lei e innamoratta di lui ,lei ha anche detto che lo vuole denunciare per stolkin ,ma lui dice che sono i genitori di lei che le vogliono fare fare questo ,portato dallo pscologo ,mi ha consigliato di farlo vedere da uno pschiatra ,portato lo pschiatra le ha prescritto ciprax da 10 e cymbalta da 60 ,prima andava settimanalmente dallo pscologo ,da dicembre non ha piu voluto andare ,ma per ora una volta al mesa va ,la pschiatra ha detto che pscotico ,io non vedo miglioramenti anzi.... cosa mi consglia di fare sono disposta a tutto ho provato in vari modi ha cercare di fargli fare qualcosa ,animatore centri estivi ,doposcuola ai bimbi .aiutoad un panettiere ,ma dopo due volte si rifiuta di andare ,si vede brutto ,si guarda sempre allo specchio ,sono disperata

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Figlio che disprezza i genitori

egregi psicologi,è arrivato per noi il momento di chiedere aiuto. siamo i genitori di un ragazzo di 22 anni, bello, intelligente, acculturato q.b., insomma non un genio, non un adone ma più che sufficiente per avere successo con le donne nella scuola o nel lavoro. noi siamo persone oneste e per bene, non abbiamo nulla di cui vergognarci, lavoriamo entrambi e anche se non facciamo follie, viviamo una vita senza particolari privazioni. E' il ns. unico figlio,l'abbiamo cresciuto e amato come meglio potevamo poi è successo qualcosa che ignoriamo, e da quel qualcosa è cambiato tutto.Si è allontanato a poco a poco da noi, durante le medie studiava tantissimo ed era quasi sempre chiuso in casa a studiare, ottenendo ottimi voti (segnalazione: è stato aggredito e picchiato da tre ragazzi un po' problematici e con problemi familiari e in quell'episodio perse la nozione del tempo, non ricordava se era stato a scuola, cosa fosse successo ecc. faceva domande cicliche, continuamente, sempre le stesse). passato alle superiori, con noi era più o meno normale, non si confidava più tanto ma noi pensavamo fosse frutto dell'adolescenza e, se non voleva parlarci, lo lasciavamo in pace per non soffocarlo (visto che lo abbiamo sempre protetto e tenuto quasi sotto una campana). In quegli anni bene o male usciva e per un certo periodo aveva anche degli amici, ma col passare del tempo le uscite diminuirono e gli amici ad uno ad uno li eliminava dalla sua vita. a pochi mesi dagli esami di stato, molla anche la scuola: crisi esistenziale! Nonostante il disappunto di tutti, non c'è stato nulla da fare e abbiamo accettato la cosa perchè lo vedevamo soffrire realmente, ma in casa aumentavano litigi e forti (anche nel senso delle urla) discussioni. trova un lavoro, si sente rinato ma il suo atteggiamento nei ns. confronti peggiora gravemente, non ci sopporta più, inveisce, ci disprezza, ci dice che non siamo buoni genitori e che non siamo in grado. per farla breve va a vivere dai nonni, porta via tutto quello che può, e noi lo accompagniamo, pensando fosse questione di gg., ma no....... lui li stava benissimo ed era sereno, solo che i mesi passavano e la nonna, anziana, non poteva stargli dietro. assicurandogli che lo amavamo, che per lui volevamo il meglio, abbiamo fatto di tutto per riportarlo a casa, facendo anche pressione sulla stanchezza della nonna. tornato a casa, non cambiò nulla, anzi....... alla minima discussione ci incolpava di essere noi la causa di tutto, che la nonna quando lui aveva dei problemi lo bombardava di domande fino a che lui non rispondeva, abbiamo cercato di fargli capire che se non insistevamo era perchè rispettavamo il suo desiderio di essere lasciato in pace, ma un'altro muro si stava costruendo, e nonostante tutto il gg. fosse fuori casa per lavoro, al rientro, non una piccola gioia nel rivederci, di essere contento di avere una famiglia, anzi....poi l'odio e il disprezzo per il padre(che già da tempo manifestava), finchè siamo arrivati agli insulti e le minacce nelle discussioni più importanti. Due anni di terapia con una psicologa ns. conoscente, a cui confidava tutto, perchè lei sì degna di ammirazione, noi degni di niente. non è cambiato nulla, anzi, se possibile è pure peggiorato tutto. dalla psicologa non va più perchè non lavora più ma è tornato a scuola, e noi fra le spese della scuola e la "paghetta" non possiamo permetterci anche il costo della parcella. i pesanti insulti, le pesanti minacce (tipo: attenti che prima o poi fate una brutta fine; oppure: se perdo il controllo, attenzione che distruggo chiunque ho sotto), non da una mano in nulla, bisogna pregarlo anche per portare il cane fuori, anche se lui sta giocando alla play station, o alle carte di magic o quelle del signore degli anelli con cui divide la maggior parte della sua vita; pochissime amicizie, esce poco, va al cinema da solo (è un grande amante del cinema) ormai a noi (precisamente a me, la mamma, perchè del padre non ne vuole sapere)rivolge brevi domande, alle mie risponde con monosillabi e scocciato, e se chiedo qualcosa in più, mi fa cenno con la mano di andare, e mi dice:"fai il tuo". pochi gg. fa, ennesima discussione per futili motivi, ha espresso il meglio di sè con la solita rabbia, disprezzo ed urla tanto che il padre esasperato gli ha detto "coglione", lui gli ha dato una spinta dicendo di non permettersi e...... poi non ho capito più niente, si sono messi le mani addosso ma per fortuna mio marito si è fermato, se no andava davvero a finire male. non contento, l'ha sbeffeggiato dicendogli che si è tolto una grande soddisfazione e che se non si fermava l'avrebbe distrutto, e insulti ignobili che un figlio ad un padre non doveva permettersi neanche di bisbigliare. Lui ha pianto quando ha vinto l'ultimo mondiale l'italia, quando la sua squadra del cuore ha inaugurato il nuovo stadio,quando un suo allora amico si è sposato e lui era il testimone... quando guarda la sua squadra urla e si comporta come un posseduto, quando vede qualcosa di comico ride in modo veramente esagerato,(batte anche le mani sul tavolo)ma se per sbaglio dici qualcosa di sbagliato per lui, passa dalla risata eccessiva alla rabbia esplosiva o ad una risposta offensiva. Mi insulta più volte al giorno dicendomi che ho solo un neurone e non capisco un....., ma quando ha bisogno di qualsiasi cosa, informazioni o altro mi chiede sempre o telefona. Con le ragazze qualche storia qua e là, un paio di batoste, ma poi niente di duraturo (naturalmente le cose le so molto dopo perchè non dice niente, e se ho qualche sospetto e scherzando gli chiedo come si chiama, tranquillamente mi dice "non ti deve interessare".una volta mi ha detto che se avesse una ragazza bella, non la porterebbe in una compagnia perchè avrebbe paura che glie la fregherebbero o che lei potrebbe innamorarsi di uno di loro. io e mio marito siamo arrivati al punto che quando esce o cena fuori casa, appena esce ridiamo, scherziamo e tiriamo un sospiro di sollievo, e cmq non vediamo l'ora che si diplomi e trovando un lavoro vada via di casa a costo di aiutarlo economicamente. pochi gg. fa, gli ho scritto una lettera, perchè tanto non ci fa parlare, speravo tanto che la leggesse perchè conteneva una richiesta e una offerta di aiuto, ribadendo ancora che noi vogliamo solo il suo bene e che poteva chiederci cosa voleva da noi..... quando tornò a casa da scuola, vedendola sulla sua scrivania, non la lesse nemmeno, non la strappò ma l'infilò nel cestino della raccolta carta bene in vista. Siamo confusi, non sappiamo perchè ci disprezzi così tanto; pensiamo abbia qualche problema psichico, e non sappiamo come muoverci. Grazie se vorrete leggere questa lunga lettera ma soprattutto se avrete voglia di risponderci. HELP

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