Autostima
Dott.ssa Lorena Ferrero

Imparare a dire NO

Se abbiamo paura di rifiutare le richieste altrui la nostra vita può complicarsi alquanto, ci ritroviamo a fare cose, che non vogliamo, in genere frustrati ed arrabbiati con noi ...

27 Maggio 2019

Domande e risposte

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Mi sento un fallimento per me e la mia famiglia

Inizio col dire che la mia famiglia voleva che uscissi con voti diciamo abbastanza alti, vado in una scuola privata e secondo loro devo "eccellere'. Purtroppo la mia insicurezza mi ha sempre ostacolato perché al contrario dei miei compagni che nell'esporre un argomento sono molto sciolti, io al contrario esito o balbetto , e per i professori vuol dire non studiare bene. Se fossi andata bene inoltre avrei potuto fare un viaggio , che devo dire mi avrebbe fatto bene essendo che il matrimonio fra i miei e agli sgoccioli. Ora che sono uscite le pagelle mi sento un vero schifo, la mia famiglia è estremamente delusa e non fa altro che ricordarmi che mi devo sentire umiliata e in imbarazzo, che devo pensare solo allo studio e che ciò non è accettabile. Io mi sento soffocare. Ho spesso attacchi di panico e ultimamente il mio "fallimento" mi ha fatto sentire male con me stessa, la mia autostima è pari a zero e mi sento vuota. Non riesco più a mangiare e se mangio tendo a vomitare.

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Autostima e depressione

Salve, sono un ragazzo di 16 anni, (quasi 17) spesso mi capita di essere triste, e a volte non so il motivo, non so se soffro di depressione, non ho amici, solo conoscenti, non esco quasi mai il pomeriggio da casa, tranne se devo comprare qualcosa etc. Mi è molto difficile prendere l'iniziativa e relazionarmi a parlare con qualcuno che non conosco, mi sale l'ansia ( a volte forse anche con chi conosco) credo si tratti di fobia sociale. Sono timido (non troppo) e introverso ma sono più aperto con chi conosco. Mi sono detto spesso che dovrei andare da uno psicologo, ma la cosa non mi entusiasma molto dato che sarà difficile dire i miei problemi. Se Qualcuno mi può dare un consiglio. (cmq non credo di aver detto tutti i miei problemi in questo messaggio e forse non li ho descritti nel modo più corretto )

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Non riuscire a fidarmi di nessuno

Buonasera, mi chiamo Francesca e ho 22 anni... ho trovato il coraggio finalmente di scrivere qualcosa o meglio, chiedere una spiegazione del perché io sia così diffidente è chiusa.. forse un po’ lo so.. Sono stata abbandonata dai miei genitori e ho vissuto sempre con i miei nonni che però non sono stati molto affettuosi con me...mia nonna è stata male mentalmente e ogni giorno capitava che mi dicesse che facessi schifo..e non mi chiedesse come stavo.. così ho riposto la mia fiducia sui libri e sulla scuola..scappavo di casa per evitare di vedere certe situazioni e stavo da sola..sono andata a vivere da sola per un po’ sotto consiglio della mia assistente sociale ma poi per mancanza di soldi sono tornata..ho scoperto tre anni fa che mi piacciono le ragazze... ho avuto una sola relazione ed è forse questo che voglio chiedere.. la relazione per me più significativa è stata con una ragazza che mi ha fatto tanto male...sono stata tre anni con questa ragazza e dopo ho trovato il coraggio di lasciarla perché mi faceva sentire brutta e schifosa...ma allo stesso tempo la amavo..perché forse nel suo modo mi amava...ogni giorno non riesco a non pensarla...piango sempre perché mi chiedo perché io non riesca mai a fidarmi di qualcuno..sopratutto in questi giorni perché ho conosciuto una ragazza e..nonostante ci sia stato feeling non sono riuscita a lasciarmi andare ma ho solo pianto..in silenzio.. non riesco mai a dire nulla a nessuno, nemmeno ai miei amici che sono le persone più belle che io possa avere..dentro di me sento di dire quanto siano importanti per me ma anche con loro scappo... vorrei tanto abbracciare qualcuno e dire “ti voglio bene “ma mi viene solo da piangere... vorrei tanto trovare qualcuno che mi desideri e sentirmi speciale per qualcuno...ma sembra sempre che non ci sia..mi faceva notare la mia collega che tendo sempre a trovare dei difetti per non lasciarmi mai andare..forse è così..ma vorrei tanto poter sapere il perché...vorrei tanto trovare quella persona che mi possa dare affetto... perché sono così diffidente...? E questo si ripercuote sulla sfera sessuale..non riesco proprio a lasciarmi andare.. e se proprio ci devo pensare vorrei solo fare ma non lasciarmi fare..lasciarmi toccare ...

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Come si fa a farsi amare?

Salve, mi chiamo Arianna e ho 34 anni. È un fallimento personale immenso per me scrivervi e cercare aiuto. Ma sono in una fase estremamente critica della mia vita. Non so da dove cominciare, ne ho passate tante. Credo di sapere le cose che mi hanno toccata di più. Mio fratello viene bocciato in prima superiore. Mia mamma piange e lo sgrida. Poi andiamo a scuola mia, fine quinta elementare. Le maestre mi stanno facendo i complimenti e lei scoppia a piangere dicendo "scusate, mio figlio è appena stato bocciato" e si sono messi a parlare di questo. Tanto io era la figlia brava, quella che non ha bisogno di essere seguita, uscita sempre coi massimi voti. Salite in macchina le ho chiesto, a 11 anni "devo farmi bocciare anch'io per farmi notare da te?". Ancora oggi lei a volte lo racconta divertita. Ho avuto una storia di 8 anni finita malissimo a quasi 30 anni. Tradita e lasciata senza preavviso né spiegazioni, al telefono. Non mi ha mai più risposto. Sparito da un giorno all'altro. Mi è mancata la terra sotto ai piedi. Sono iniziati gli attacchi di panico, ho perso molti chili, per quasi un anno ho visto il mondo al rallentatore, come da dentro una bolla. Persa. Non sapevo chi ero, cosa mi piaceva, non mi interessava neanche scoprirlo. Mi facevo schifo e me lo dicevo spesso. Non ero stata abbastanza. Neanche l'umanità di una spiegazione. In quel periodo, subito cercavo la solitudine, poi mi sono attaccata morbosamente a chiunque, amici, ragazzi. Come per attaccarmi a qualcuno che è in piedi, per riuscire ad alzarmi. Ma ho conosciuto un mondo che non avevo ancora avuto modo di conoscere. Fatto di promesse non mantenute, persone che approfittano della debolezza altrui per i propri interessi o anche solo per sentirsi forti. Ho versato più lacrime di quante pensassi di avere. Sono andata a vivere da sola, ho iniziato a scrivere un diario, a fare delle passeggiate da sola, a non avere più bisogno di nessuno. Poi ho conosciuto il mio attuale marito. Una persona meravigliosa, solare, che mi ascolta e mi parla. Anche lui mi ha fatto molto male all'inizio, anche se inconsapevolmente. Lui dice sempre che ormai sono passati anni e un matrimonio ma pare che il male ricevuto io non riesca più a dimenticarlo e perdonarlo. E questo mi fa sentire una persona insopportabile, pesante, negativa. Ad ogni occasione rinfaccio qualcosa. E parliamo di un messaggio a una ex o cose così. Mi odio per questo. So che mi ama, me lo dimostra ogni singolo giorno, non ha mai avuto mezzo dubbio su di me. E neanch'io su di lui. Mi sento fortunatissima ad averlo trovato. Stiamo provando ad avere figli da quasi un anno e non arrivano. Lui mi dice sempre le frasi giuste, perché ha paura che io ci stia male. Ma poi mi scontro col mondo, che mi chiede, che fa battute, che hanno tutti figli. E anche questo mi da sui nervi. Non voglio un figlio per la mia età o perché è giusto così. Lo vorrei proprio dal cuore. Quindi sono perennemente nervosa, triste, confusa. Trovo tutti banali, poco intelligenti, poco sensibili. La gente. Nel periodo post 8 anni di fidanzamento ho legato con due ragazze che credevo mi volessero bene. Con mille problemi e sfortune che potevamo condividere insieme. All'annuncio dell'amore prima e del matrimonio poi, l'amicizia è finita. Si sono allontanate, hanno dato solo giudizi negativi. Mi hanno trattata come se non avessero più nulla da condividere con me. Altre amiche le ho ancora nella mia vita ma mi hanno tradita in altri modi. Sento di non potermi fidare di nessuno ed è una sensazione bruttissima. Vivere in un mondo di falsità, superficialità, apparenza e social network, ipocrisia. Sono in continua competizione. Mi sento sempre meno di tutti. Meno interessante, meno bella, meno simpatica. Facilmente dimenticabile. Alla fine, tutti si sono dimenticati di me. Penso spesso alla morte, e come si sentirebbero le persone poi. In quanti sarebbero dispiaciuti, in quanto tempo si dimenticherebbero di me. Ho sempre dato tantissimo amore e ricevuto mai più di un centesimo. La mia frase celebre è "si vede che non me lo merito". Mia mamma dice che non mi manca niente. Ed è vero. Ma ho sofferto e soffro molto a causa della mia estrema sensibilità. E anche questo è un mio aspetto che mi porta ad odiarmi. Spesso faccio cose e ascolto persone ma sono persa. Come una volta. Sono in un mondo parallelo. Non riesco a concentrarmi, non mi interessa. Quasi sempre non rispondo a messaggi e telefonate e poi invento una scusa. Perché non ho voglia di sentire nessuno. Fanno tutti parte del brutto mondo, penso. Come si fa ad apprezzare le persone? Come si fa ad amarsi? Come si fa a farsi amare? Come si fa a farsi ricordare?

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Sono in una situazione sentimentale orribile e non so come uscirne

Salve, comincio col dire che ho davvero bisogno di aiuto e che scrivere su questo sito é l'unica cosa che mi resta da fare, l'unica opzione che non avevo deciso di provare. Il fatto è questo: é da molto tempo che sento di non essere la persona adatta per nessuno, che nessun ragazzo si innamorerà mai profondamente di me e che non riuscirò mai ad essere felice sotto il punto di vista sentimentale. Quello che era solo un pensiero da poco sembra essersi trasformato in una spaventosa consapevolezza non solo perché dopo circa un anno di relazione (che a me sembrava essere perfetta) quello che era il mio ragazzo mi ha lasciata dicendomi di non essere più attratto da me come i primi tempi, ma ultimamente credevo di poter avere anche una possibilità con un altro ragazzo che invece si è conclusa in un nulla di fatto, nonostante a me e ad altre persone sembrasse proprio che avesse un minimo di interesse da come si comportava nei miei confronti. In più c'è da aggiungere che io e il mio ex, per suo volere più che per il mio, non abbiamo mai smesso di scriverci perché dal suo punto di vista noi ci siamo presi semplicemente una pausa e più volte mi è sembrato che lui cercasse di riprendere un qualche tipo di contatto. Lui però non è mai stata una persona molto aperta e, da quanto ho capito poi, sincera, quindi non mi direbbe mai la verità e io da parte mia non nutro più alcuna fiducia in quello che dice e che fa, sebbene ammetto che mi faccia piacere il fatto di essere rimasti in rapporti più o meno amichevoli. Ora non so davvero che fare, perché mi sembra che ogni volta che io cerchi di buttarmi in qualcosa di nuovo, mi tocchino solo frustrazione e delusione, oltre che profonda tristezza per il fatto di essere l'unica tra le mie coetanee a non avere una vita sentimentale soddisfacente. Io per natura non sono una persona ottimista, ma a volte ho una piccola luce di speranza che puntualmente viene spenta dalla crudezza della realtà che non fa altro che farmi capire di non essere per niente adatta a queste situazioni e che nessuno mi amerà mai per come sono. Dopo tutta una serie di rifiuti, per quanto uno si mostri indifferente e forte, c'è comunque quel momento in cui ci si chiede cosa ci sia di tanto sbagliato in se stessi al punto da non riuscire nemmeno ad avere una chance con qualcuno. Non dico di intraprendere una relazione seria e duratura, ma a quanto pare non sono capace nemmeno di intrecciare un semplice legame o di suscitare un qualche tipo di interesse. Tutto ciò è ovviamente un duro colpo alla mia autostima che è già di per sé molto precaria e a causa della quale ho avuto anche problemi fisici di cui non tutti quelli che mi sono attorno sono a conoscenza. Perciò vorrei davvero avere un parere, un consiglio su come dovrei prendere in mano la situazione e su come dovrei comportarmi di fronte ad essa, perché non faccio altro che pensare che l'unica soluzione sia quella di gettare la spugna e di trascinarmi dietro la vita senza aspettarmi nulla da nessuno. Ringrazio in anticipo chi vorrà spendere un po' di tempo a leggere questo sfogo.

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Non riesco ad essere costante in niente, cosa mi blocca?

Salve, sono una ragazza di 19 anni, frequento l'università e vivo con i miei genitori. Ho sempre avuto un problema di costanza nella mia vita: non lo sono con lo studio, con le amicizie, col cibo. Ho fatto questi tre esempi perché sono gli argomenti più pregnanti per quanto mi riguarda. Per quanto riguarda lo studio non mi è mai piaciuto studiare, a meno che non fosse qualcosa che mi appassionasse davvero, ma anche lì a volte cedevo. Nonostante questo non sono mai stata bocciata e ho sempre raggiunto la media del 7 o dell'8 a fine anno, diplomandomi poi con un 86/100. Adesso con l'università è diverso, mi riduco ad una settimana dall'esame per studiare e poi mi dispero (facoltà di giurisprudenza). Per il discorso amicizie invece, non ho un'amica da ormai un anno, da quando ho incontrato il mio ragazzo in pratica, lei ha deciso di staccarsi perché la trascuravo. Ed è proprio questo il mio problema con le persone, le lascio andare, mi ripeto che forse non ne valeva la pena. Il cibo invece è un grande problema, sono sempre stata un po' sovrappeso, mi è sempre piaciuto mangiare e vivere in una famiglia di origine meridionale non ha di certo aiutato. All'età di 16 sono andata da una dietologa che mi ha prescritto una dieta.. Seguita per due settimane. La palestra? Abbandonata dopo qualche mese. A volte sento di avere 90 anni, non so perché. Mi ripeto "sì dai domani faccio questo questo e questo", ma poi inizio e non finisco ed è una cosa che mi fa imbestialire. Una cosa che ho notato è che sono molto più attiva ed entusiasta quando non sono in casa o comunque con i miei genitori. Non ho un buon rapporto con loro, specialmente con mia madre, che mi sta col fiato sul collo ed è anche molto restrittiva, ma su questo potrei scrivere pagine e pagine. Sento che c'è qualcosa che mi blocca, non capisco cosa, ma vorrei tanto scoprirlo. Per me questa non è vita. Grazie se deciderete di rispondere.

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Perché non sono padrone della mia vita?

Salve. Vorrei cominciare a raccontarmi, ma non so da dove iniziare. Fino ai 13/14 anni ho sempre vissuto una vita tranquilla, monotona e banale per così dire. Quando ho intrapreso il liceo, determinate cose sono cambiate. Premetto che già dalla 2° media usavo il computer per giocare ai videogiochi, evadere dalla realtà e confortarmi del fatto che non avessi amici. Quest'ultimo fattore è dipeso dalla posizione della mia scuola, che si trovava a circa 30 km dal mio paese. Non avere amici mi ha portato ad essere sempre più chiuso con le persone, a fidarmi meno ed essere meno la persona che volevo essere. Questa situazione è continuata fino alla 2° liceo, in cui ho conosciuto due ragazze e sono diventato molto amico con loro. Ho iniziato da qui a fidarmi un po' di più degli altri, a uscire dal sistema chiuso che avevo creato per non stare totalmente da solo. Forse qui ho iniziato a sentirmi più me stesso. Iniziato poi il terzo anno del liceo, conobbi una ragazza su un videogioco. Mi piaceva davvero tanto, ridevamo un casino e ci divertivamo. Però la distanza gioca brutti scherzi. Lei ha conosciuto un ragazzo, io non sono stato abbastanza pronto nel dirle che mi piaceva e tutto è caduto. Qualche mese dopo la caduta, ho conosciuto un'altra ragazza su un videogioco. Mi innamorai seriamente. Le dissi presto che mi piaceva. Provammo a stare insieme, per 6/7 mesi funzionò. I miei non approvavano ovviamente. Scusate, ho lasciato troppo in disparte il discorso sui miei genitori, però dopo lo spiegherò bene. Comunque, nonostante la non approvazione, provai a stare insieme con questa persona. Ci vedemmo una sola volta. Tuttavia non potevamo stare insieme, c'era troppa incompatibilità e non provavamo gli stessi sentimenti. Nel frattempo conobbi un'altra ragazza. Stavolta non su un videogioco, ma su un gruppo di WhatsApp. Tutto nacque per caso ma sentii fin da subito una grande attrazione. Sentivo costantemente il bisogno di averla vicina e condividere la mia vita con lei. Lei era già fidanzata, ma entrambi ci piacevamo. Passai mesi di tristezza in cui ero innamorato ma non potevo ancora condividere lo stesso sentimento con lei. Durante la quarta liceo viaggiai in Spagna per un progetto scolastico e conobbi una ragazza finalmente non su un gioco. Ci piacevamo, tanto. Abbiamo iniziato a frequentarci, ma lei non si sentiva ancora pronta per una vera relazione. Io non ho mai voluto correre. Diciamo che non c'è mai stato un vero e proprio errore, solo non c'era la possibilità di proseguire. Nonostante ciò continuammo a sentirci e io provai a dimostrarle che per lei avrei aspettato. Nel frattempo l'altra ragazza che avevo conosciuto sul gruppo di WhatsApp, nonostante fosse ancora fidanzata, aveva preso male ciò che io avevo fatto. Per alcuni mesi non ci sentimmo più e la mia vita continuò come sempre. Poi ci scrivemmo nuovamente e da lì probabilmente nacque tutto. Finalmente eravamo entrambi innamorati e a metà del quarto anno io mi dichiarai, lei lasciò il suo ragazzo perché non voleva più illuderlo e illudersi, così iniziammo una vera relazione. Per Pasqua lei venne da me e potemmo finalmente conoscerci nella realtà. Con lei andò benissimo, ma tra lei e i miei no. I miei non approvarono mai. Fecimo 1 anno insieme, tra litigi normali di coppia, momenti felici e mancanze. Ci vedevamo fortunatamente una volta al mese. Passarono poi alcuni mesi e in seguito a litigi veramente pesanti, io iniziai a non provare più gli stessi sentimenti che avevo provato all'inizio. Nonostante ciò, io ho sempre cercato di essere la stessa persona. Non la illudevo, sia ben chiaro, perché l'amavo. Tuttavia la situazione stava decadendo. Verso ottobre lasciai questa ragazza. Avevo pienamente consapevolezza di ciò che stavo facendo. Avevo provato tanto per lei, ma non vedevo più un futuro. Nel frattempo avevo iniziato l'università, fattore che aveva sicuramente contribuito a staccarmi da lei. Comunque, dopo esserci lasciati una ragazza che già conoscevo mi si avvicinò sempre più. Ci piacevamo, ma io non mi sentivo ancora pronto. Una sera mi baciò e da lì iniziai a cambiare la mia prospettiva. Tutt'ora siamo già 5 mesi insieme, ci vogliamo bene, ma non riusciamo ad amarci. Io soprattutto non riesco. Non riesco a innamorarmi e non riesco a essere me stesso come lo sono stato con la mia ex. Litighiamo abbastanza spesso, facciamo pace, ma mi sento ogni volta sempre più lontano. Passo ora a descrivervi il mio rapporto con i miei genitori. Loro non hanno mai approvato le mie relazioni a distanza. Mia madre ha sempre cercato di avere il controllo su di me, sulle mie azioni e decisioni. Tant'è che io ancora oggi mi domando se tutte le decisioni della mia vita siano veramente mie. Per colpa sua sono stato male svariate volte. Ma il periodo in cui sono stato più male è quello in cui stavo con la ragazza conosciuta sul gruppo di WhatsApp. Questo perché mia madre ha sempre messo il naso in mezzo alla mia relazione, ha sempre criticato la persona con cui stavo, ha sempre messo in mezzo la famiglia e si è coinvolta facendomi poi sentire in colpa se un'azione non era "conforme" a ciò che voleva lei. Quasi ogni settimana parlava male della mia (ex) ragazza, della sua famiglia e spingeva i miei amici ad allontanare me da lei. Questo è successo per tutto il periodo in cui sono stato con questa ragazza. Sta succedendo ancora, ma le cose sono molto peggiori. Da quando ho iniziato a frequentare la ragazza che mi si è avvicinata in seguito alla mia defunta relazione, mia madre ha sempre cercato di capire che persona fosse, chiedendo ai miei amici delle informazioni. Nonostante ciò mia madre ha iniziato a criticarla con le sue amiche e con una persona di cui io mi fidavo veramente tanto. Ciò è accaduto fin da subito. Il giorno prima del mio compleanno è stato un inferno, senza parlare del giorno stesso del mio compleanno, perché mia madre è andata a criticare come sempre la ragazza con cui mi frequento. Io volevo andarmene di casa, ma non era la prima volta. Solo che stavolta avevo veramente l'intenzione di farlo. Mi ha fermato poi mio padre, calmandomi. Da quel giorno la situazione è sempre peggio. Mia madre non vuole neanche vedere questa ragazza, non vuole nemmeno che io ci esca e fa di tutto per farmi allontanare da lei. È arrivata a dire che le fa schifo se io la faccio salire in macchina con me e se esco con lei. Non so più come gestire la mia vita, mi sento oppresso da tutto e io non voglio più stare così. Sono tante ancora le cose che avrei da dire, ma non riesco a ricordarle tutte perché mi servirebbe un giorno intero per ragionarci sopra. Non ho più una persona con cui confidarmi, perché ha tradito la mia fiducia. Non ho più amici. Mi è rimasta solo la mia ragazza e me stesso. Per quanto riguarda il discorso università... Sono sempre più convinto che Giurisprudenza non sia la mia strada. Ho scelto io di intraprenderla, ma probabilmente ho sbagliato. Probabilmente sto sbagliando tutto nella mia vita, che non sento più mia da molto tempo. Avrei passioni che vorrei sviluppare, ma non mi sento in grado perché se non facessi l'università i miei non mi farebbero fare altro se non lavorare nell'azienda di famiglia. Mi sento oppresso, chiuso, sfinito. Tante volte penso a scappare, chiudere con tutti e rifarmi una nuova vita. Nei momenti tristi non riesco più neanche a versare lacrime, perché ne ho già versate troppe. Vorrei solo degli amici di cui posso fidarmi, vorrei sapermi prendere un impegno e rispettarlo, con la consapevolezza che la scelta appartiene a me. Vorrei trovare una persona di cui innamorarmi o magari riuscire a innamorarmi della ragazza che sto frequentando ora. Mi sento così impotente, così sfinito da voler solo smettere di vivere.

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Concentrazione

Salve. Sono un ragazzo di 20 anni. Molto Spesso vado a scuola ma non riesco a socializzare con i miei coetanei. Ma sopratutto a scuola non vado bene, io ho fatto tutte le valutazioni del caso e mi hanno detto che posso farcela. Però non riesco ad avere amici, con questo intendo dire che ho provato 100 mila cose da fare e non ne ho portata a termine neanche una. Oggi Mi ritrovo più solo che mai con nessuno che mi crede. Cosa posso fare?

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