Autostima
Dott. Luciano Marchet

autostima

Nell’autostima, come elemento valutativo e di giudizio , confluiscono due percezioni: l’opinione, l’idea che gli altri hanno di te (come mi vedono gli altri) e l’idea che tu hai di te ...

Domande e risposte

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Mancanza di autostima ed altro

Ciao sono un ragazzo di 18 anni e vorrei il vostro aiuto: io soffro di mancanza di autostima, datemi un consiglio su come fare.  E poi c'è un'altra cosa che mi fa sentire diverso dagli altri il fatto di avere attrazioni verso gli uomini, cioè mi piacciono anche le ragazze ..tipo io in amore ho avuto tante delusioni che mi hanno portato ad avere autostima bassa vorrei un aiuto .

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I miei genitori mi odiano?

Buonasera, Sono una donna di 43 anni ...vi scrivo perche, dopo tutti questi anni, ancora non riesco a capire esattamente cosa porta la mia famiglia ad odiarmi cosi tanto...perché la mia sensazione è proprio questa...è talmente complessa la mia storia che davvero non so da che parte incominciare..sono figlia unica nata da due genitori con un loro vissuto difficile. Una madre cresciuta senza genitori e senza affetti e maltrattamenti la cui salvezza è stato il collegio, ed un padre, il più grande di 4 fratelli, anche lui poco apprezzato dai suoi familiari...i miei genitori mi hanno cresciuta in una campana di vetro e non mi hanno fatto mai mancare nulla...tutto ok fino al 1988, quando mi riscontrarono il diabete di tipo 1...per me è stato uno choc...ma ai tempi non c'erano psicologi a fianco a me..ed io, cosi impaurita delle iniezioni, mi sono ritrovata ad obbedire ad una nuova vita..una vita che non volevo...ho fatto le scuole superiori scelte per me dai miei genitori...il liceo pedagogico in una scuola religiosa che io non volevo...il mio sogno era l'istituto d'arte..ma la mia città era troppo pericolosa...troppi tossici e sbandati in quelle scuole...no...meglio mettere la povera Simonetta al sicuro...ho vissuto tranquillamente i cinque anni della scuola...almeno...cosi sembrava....alla fine del quarto anno mia madre va in pensione (INFERMIERA) e in quel momento è cambiato tutto...mia madre ha avuto spesso, con me piccola, un comportamento aggressivo...di cui, a quanto dice mio padre non ne era a conoscenza...non perdeva mai occasione di sfogare su di me la sua rabbia..non so cosa a me sia accaduto ma, a 18 anni ho cominciato ad avere crisi di rabbia verso di lei ...cercava sempre di comandarmi...di farmi fare quello che lei decideva, come se avessi cinque anni..se mi ribellavo litigi e insulti...consulti psichiatrici ecc ma non emerse nulla...mio padre mi difendeva ma non prese mai decisioni né posizioni su nulla...a vent'anni conobbi un ragazzo...molto diverso da me per istruzione e famiglia...che a parer di mia madre non faceva per me...ci sto ancora adesso ma come conoscenti...non mi sono voluta sposare né avere figli per la mia condizione..a 17 anni subentra l'ipotiroidismo e in concomitanza la vitiligine...dopo oltre 20 anni ne sono ricoperta...ho vissuto sempre molto forte il senso di disagio e di diversità...cominciai a cadere in depressione, motivo per il quale, senza pensarci troppo, mi sono trasferita con tutta la famiglia in un posto di mare, la terra originaria di mio padre, convinta, erroneamente, che qui sarei stata piu serena...è stato lo sbaglio piu grande della mia vita..sono io, adesso a pagarne il prezzo..mio padre, un uomo da giovane pacifico, ha sempre fatto il possibile per me..eppure non mi dava mai la stima e la fiducia che altri padri davano alle mie amiche..presi la patente ma non la macchina...la scusa era che non si fidava degli altri..mai brava sono orgoglioso...io ho un talento immane nel mio lavoro grafico e stima di molta gente..non sono stupida..anzi...dicono che sono molto intelligente....eppure lui cerca sempre di remare contro, buttandomi negatività su qualunque cosa volessi fare...ho incominciato a pensare che possano essere invidiosi... Decisi di andare con il mio compagno in affitto..lui lavorava in fabbrica..un ragazzo tranquillo che mi voleva bene...io lavoretti saltuari ma nulla di importante..ho subito discriminazioni sul lavoro..per la mia condizione no alle poste, no centri commerciali, no infermiera e potrei continuare la lista..mentre i miei genitori due posti statali, una come infermiera e l'altro alle poste...entrambi raccomandati...io invece dovevo adeguarmi a cio che trovavo....secondo loro ero sfaticata..non mi davo da fare per trovare il posto giusto...nel tempo la mia condizione è peggiorata..i dolori neuropatici, spalla bloccata e sono preda facile dell'impulsivita'...non riesco piu a stare tranquilla...dopo aver rivenduto un piccolo immobile i miei decidono di acquistarmi un appartamento, perché al mio compagno non concedevano il mutuo...abbiamo detto grazie con la promessa che avremmo dato una mano con le spese e se riuscivamo con le rate del mutuo...dopo due mesi dal compromesso il mio compagno si ammala di cancro, leucemia acuta...un altro duro colpo..subisce il trapianto dal fratello e si salva ma si rivela una personalità diversa e aggressiva...da ragazzo calmo e pacioso a violento e in preda a scatti di ira che cura con depakin chrono....cado nello sconforto assoluto..mio padre, che forse ha fatto il passo piu lungo della gamba mostra cambiamenti verso di me..freddo..e appena mi vedeva si lamentava sempre di qualche doloretto oppure bollette da pagare. Mi spiego meglio...la sua pensione, piu alta serve per pagare il mutuo di casa mia..la casa, però, è stata ipotecata la loro e non la mia, per valore piu alto...la pensione di mia madre, invece, è in un altro conto cointestato con mio padre...mio padre, in questi anni ha sempre cercato di colpevolizzarmi..ma in maniera soft..mai diretta...bollette da pagare...difficoltà di qua, difficolta di la ecc...ogni litigio col mio compagno era un'occasione per spingermi a venderla...a casa loro spesso discussioni..mia madre non mi ha mai difesa.Anzi mi urlava tantissimo addosso e faceva comunella insieme a mio padre..quando abitavo con loro spesso mi cacciavano...mi urlavano addosso di andarmene..obbligandomi cosi a bussare a casa del mio compagno ai tempi in cui viveva da solo...in questo ultimo periodo la situazione col mio compagno è peggiorata..lui senza lavoro, finita la mobilità, era piu irascibile del solito..io ormai ero consapevole che stava con me solo per interesse..lui è siciliano; senza piu i genitori e con i fratelli, sui quali non puo contare...tante volte a fargli capire che la casa era la mia e che non poteva spaccare le mie cose ne mancare di rispetto a me..ma nulla..senza lavoro poi..dove andava??
Un mese e mezzo fa stanca del suo ennesimo attacco di rabbia chiamo i carabinieri..insieme al suo psichiatra mi consigliano di allontanarmi per la mia incolumità..vado dai miei...i miei genitori hanno 75 anni...mio padre è diventato molto aggressivo ma non manesco e con mia madre litigano spesso..lei non esce mai se non per andare dal medico o in chiesa...non ha amiche...io ho sempre cercato di volerle bene..le ho fatto tanti quadri a punto croce e anche altre stupidaggini creative il cui scopo era tirarla su il morale...io le parlavo, lei con me invece mai, ....mi ha sempre trattata come una nemica ...ultimamente ho visto nascosti degli oggetti fatti da me all'uncinetto che le avevo regalato in un armadio...con la scusa della polvere...guarda sempre e solo la televisione..oppure urla contro mio padre ..anni fa gli è stato riscontrato un tremore alla mano destra..ma non parkinson...talvolta si dimentica le cose ma non ha l'alhzeimer...ma si rifiuta di fare i controlli dal neurologo.  Ti urla addosso che a lei non serve nessun medico.... Io premetto non ho mai dato dispiaceri ai miei genitori..mai droghe o alcool..mentre loro amano bere vino...in casa mia non mancava mai..lei, sopratutto diventa aggressiva dopo che lo beve...specie di sera...se glielo dici mi urla bugiarda soprattutto cerca di calunniarmi urlando sui balconi per farmi screditare dalle persone.. Sono stata li da loro per circa un mese..io percepisco una pensione di invalidità, ma mi guadagno qualcosa creando schemi grafici per il ricamo...oltre lo stretto necessario non chiedo nulla a casa...stavo lavorando quando mio padre mi mostra un listino movimenti e, in particolare, mi chiede il motivo del perché non era entrato questo mese un bonifico di 126 euro come il mese scorso...io sono scesa dalle nuvole, anche perché non ne so nulla dei loro conti...prima vedo se si tratta dell' inps...niente..gli chiedo spiegazioni, ma non mi spiega nulla di concreto...l'unico modo per venirne a capo era controllare il loro conto cointestato su internet...bhe...mio padre, all'oscuro di mia madre, ha preso un prestito a suo nome per 6000 euro per un suo conoscente che non poteva prenderlo...versando a mio padre ogni mese il bonifico...il peggio è che mio padre non è ricco, ma vanta un saldo di -2000 euro fido compreso.. ho visto anche il nome del mittente che è pure una persona che conosco...li sono caduta quasi dalla sedia..mio padre non ha mai fatto da giovane nulla del genere..mia madre, che di queste cose non se n'è mai occupata, neppure mi stava ad ascoltare..poi, di fronte all'evidenza, segnata sul monitor del mio pc si è arrabbiata..ha pure chiesto a me di accompagnarla a parlare con la moglie del conoscente per sapere se era al corrente del fatto...l'ho accompagnata ma ho dovuto espormi io...il consiglio che diedi a mia madre fu quello di separare i conti..che forse mio padre non era piu affidabile...siccome sul conto cointestato c'è versata la pensione inail di mio padre, sembra che sia stata usata quella, e non quella di mia madre...sono comunque rimasta indignata..poteva almeno avvertirla...oltre che negare l'evidenza anche sul fatto che mio padre ha aperto un maxi prestito per estinguerne altri 4....mi ha dato dell'ignorantona e stupida e non so quanto altro...mia madre piangeva..io cercavo di consolarla e convincerla che qualcosa doveva fare per tutelarsi..nulla..io, invece, sentivo rabbia a pensare a tutte le volte che mio padre cercava di farmi sentire in colpa per le spese..e poi? Ad un estraneo in difficoltà non ha saputo dire di no..anzi...si è offerto lui di aiutarlo..il giorno dopo io mi sono isolata nella mia stanza..non volevo vederli...non ricordo bn l'esatto motivo, ma il giorno seguente litigammo..hanno cominciato ad attaccarmi in due..mio padre mi strattonava creandomi dei graffi sulle braccia e mia madre mi urlava addosso (come centinaia di altre volte)...le ho detto che è fingarda e infame..che io mi sono esposta per difendere a lei e ora mi pugnalava alle spalle..ad un certo punto mi sono sentita male...dovevo cenare e avevo fatto insulina rapida...continuavano ad attaccarmi e volevano chiamare i carabinieri..mia madre voleva farmi fare il tso...ho fatto in tempo a chiamare il mio compagno sul lavoro e gridavo aiuto dal balcone...sono intervenuti i carabinieri e i sanitari e la glicemia era molto bassa e sono caduta per terra....mi hanno soccorso sul balcone con flebo ecc..ero sudata sconvolta e molto debole..mi urlavano di andarmene a casa mia...e mia madre che sono una figlia schifosa (detto miliardi di volte)...mi hanno portato in ospedale per accertamenti..uscita poi da li sono tornata a casa loro, ho preso le mie cose e sono venuta a casa mia..qui sono sempre sola..il mio compagno lavora...ma con lui instabile non sono al sicuro...forse per questo mi odiano..lui stando in casa mia non mi permette di vendere la casa.......dove andrebbe a stare senza un lavoro stabile? Sicuramente pensano che è un prepotente che decide in casa degli altri, maleducato ecc....ma io non ho mai imposto a loro la sua presenza..al contrario...io ho sempre difeso i miei genitori e casa loro, non volevo ci venisse piu....era mia madre a dirmi di farlo venire!!!!!!!!!!!!!! Secondo loro, se io rimanessi sola cedrei sotto la pressione di mio padre e venderei. Dopo quello che mi è successo è chiaro che io non ho piu nessuno...non ho da loro ricevuto nessuna telefonata..chissà..forse speravano che morissi, cosi riavrebbero tutto il loro benessere economico...dallo psichiatra ci sono stata tempo fa..lo preoccupava molto il fatto che io mi sentissi in colpa per quello che ho..per l'estate ho interrotto i colloqui...sento troppo caldo..riprendo a settembre...mi sento finita...forse mi suicido..cosi faccio tutti contenti...ma se parlate con loro le mie sono tutte fantasie...si come no....non vedo luce in fondo al tunnel...

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Voglio cambiare vita ...posso?

Sono una persona che è stufa di questo paese, dove premiano solo raccomandati, amici e parenti e la meritocrazia é solamente un optional. Sono stufo di avere a che fare con gente arrabbiata, repressa e che mi manca di rispetto. Sono stanco di essere vessato e umiliato sul posto di lavoro. In poche parole sono stufo di questo paese che non mi ha mai dato nulla e mai me lo darà , voglio cambiare, voglio emigrare, voglio ricominciare, voglio una qualità e uno stile di vita migliore ...voglio rinascere, ma ormai penso di essere troppo vecchio e chi mi si prende a quest'eta...che tristezza ma io lo dico sempre: sono un cretino perché mi sono svegliato troppo tardi. Non resta che tifare per voi e vedervi felici. Scusate lo sfogo. Buona giornata di pace .

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Piangere senza sapere il perché

Salve, vorrei sapere se esiste un motivo per cui ogni volta che ricevo messaggi di auguri o di incoraggiamento mi viene da piangere ed essere triste, senza che riesca ad individuare un vero e proprio motivo del perché.

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Come faccio a diventare una persona migliore?

Ho 25 anni e sono un fallimento totale, una costante delusione per i miei genitori per mia mamma sopratutto. Non sono capace di fare niente, sono terrorizzata da tutto. Faccio finta di essere una persona forte mi creo una bella facciata e non faccio che mentire. Sono iscritta all'Università ma non ho concluso niente ed i miei non lo sanno. Con il costante timore di deluderli preferisco mentire e non faccio che peggiorare la situazione. Odio me stessa, come sono e come mi comporto. Penso che senza di me starebbero tutti meglio. Ho sempre cercato di essere la figlia perfetta la persona perfetta che i miei genitori si meritano, ma il risultato è stato solo una persona pessima e miserabile. Sono la più grande delusione che abbiano mai avuto e che non si meritano. Loro sono fantastici sopratutto mia madre è la cosa più importante che ho e l'ho delusa e la deluderò sempre... Non so più cosa fare, fallita, vuota e impotente.

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Come si fa ad amare ed essere amati?

Come si fa a ritornare ad amare sia se stessi che gli altri, dopo una fregatura d'amore bella grande, che ti perseguita anche nel presente?
Sono due anni, quasi, che il mio fidanzato mi ha mollato dopo vari tira e molla, dicendomi che non mi amava più, da lì mi sono sentita non accettata e sono ingrassata 13 chili ed ora ne sto soffrendo molto. Mi vedo grassa e non riesco ad amarmi e ad amare.. Preferisco fare mille lavori per non conoscere altri uomini e stare male di nuovo.. Come posso fare?

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Tristezza, solitudine ed altre ossessioni

Buonasera, ho 34 anni, 34 dei quali trascorsi a sentirmi inferiore a tutti. Sono sovrappeso ed ho sempre avuto un rapporto problematico col cibo, alternando periodi di alimentazione sana (con conseguenti perdite di peso, anche molto elevate) a periodi (come questo) di abbuffate, fame nervosa, lassismo e trascuratezza. Ho una relazione a distanza da diversi anni con un ragazzo meraviglioso che lavora all'università e che, con ogni probabilità, diventerà ricercatore. Da qualche mese sono diventata (quasi) ossessivamente gelosa ed invidiosa di lui, nonostante anch'io sia laureata, stia facendo un master di specializzazione ed abbia un lavoro che, pur non piacendomi, mi garantisce una stabilità economica. A differenza di me, lui è molto estroverso, esce quasi tutte le sere ed ha tanti amici che gli vogliono bene. Non so quando riusciremo ad andare a vivere insieme, sento il tempo scorrere e, intorno a me, tutti "si sistemano", mentre io continuo a rimanere immobile. Ho il terrore che mi lasci per un'altra più intelligente/interessante/bella di me e più cerco di non pensarci, più ne sono angosciata. Per contrastare i continui sbalzi d'umore, gli attacchi di pianto, le tristezze e le paure (di tutto!), ho iniziato a prendere la pillola contraccettiva senza interruzione, in modo da evitare gli effetti negativi della sindrome premestruale. Tuttavia temo che non sia la strada giusta. Secondo voi potrei soffrire di depressione? Esiste una "cura" per non sentirsi sempre l'ultima ruota del carro e riuscire a combinare davvero qualcosa di buono nella vita? Grazie mille.

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Problemi con la figura materna

Buongiorno, Sono una ragazza di 22 e vi scrivo perché sto passando un periodo di grande conflitto interiore. L'origine di tutti i miei problemi è mia madre. È sempre stata molto presente, fin troppo, e molto apprensiva. Quando sono nata ha smesso di lavorare per accudirmi 24 h su 24. Il mio rapporto con lei è sempre stato simbiotico , nel bene e nel male. I primi problemi si sono presentati a scuola. Ho fin da subito mostrato interesse per lo studio prendendo voti alti e guadagnandomi gli apprezzamenti degli insegnanti. Mia madre tuttavia, perfezionista com'è, voleva sempre di più. Se prendevo un voto leggermente più basso del solito, mi chiedeva come mai, mi chiedeva il perché non avevo studiato abbastanza e quanto avevano preso gli altri compagni. Qualsiasi voto prendessi non era mai abbastanza e io mi sentivo frustrata per questo e in colpa per averli delusi. Ho iniziato a identificare il mio valore come persona con i voti. Iniziai ad avere ansia da prestazione, tanto che alle medie e primi anni di liceo vomitavo la mattina dell'interrogazione e non riuscivo a fare colazione. Mentivo riguardo ai voti che prendevano gli altri. Ero felice solo quando prendevo voti alti e mi chiudevo in casa ore e ore per studiare e dare il meglio di me alle verifiche. Il mio unico obiettivo era non deludere i miei genitori.
Giunta all'Università avevo ormai imparato a gestire meglio la mia ansia e avendo più tempo libero, iniziai ad uscire di più. Ho avuto tre fidanzati in tutta la mia vita , di cui uno è quello attuale. In tutte e tre le relazioni mia mamma si è sempre impicciata molto. Le ho sempre raccontato tutto (eccetto la mia vita sessuale che in famiglia era considerata tabù) e lei alla minima cosa criticava il ragazzo in questione dicendo che non era adatto per me, che dovevo lasciarlo, che mi usava. Mi ha sempre riempito la testa di questi pensieri negativi, senza permettermi di gestire da sola la mia relazione.
Attualmente sono fidanzata da un anno con un ragazzo meraviglioso, di cui sono molto innamorata e che francamente, si è sempre comportato bene nei miei confronti. Nonostante ciò, lei dice che non è fatto per me, che a 24 anni non ha ancora un lavoro serio, che mi usa, che ogni volta commetto gli stessi sbagli. Le stesse pretese che aveva riguardo al mio rendimento scolastico le ha ora sulla mia vita privata. Vuole la perfezione per me e pensa che nessuno dei ragazzi che scelgo sia alla mia altezza. È una persona molto autoritaria, vuole che tutto sia fatto come dice lei e per questo motivo litiga giornalmente con mio padre. Riempie di regole la mia e la sua vita, minando la nostra libertà e al primo sgarro si arrabbia furiosamente. Mi aspetta sveglia ogni volta che esco di sera (nonostante io abbia 22 anni) e quando esco in settimana mi da il coprifuoco a mezzanotte (anche quando il giorno dopo non ho lezione) perché vuole dormire. Io spesso sgarro e lei a volte si arrabbia cosi tanto che si deve sforzare di non arrivare alle mani e non mi parla per giorni accusandomi di essere egoista (vorrei soltanto vivere serenamente la mia vita).
Non vuole che dorma una notte fuori col mio ragazzo, perché secondo lei devo fare sesso solo col ragazzo che sposerò. Nonostante le sue idee rigide io ho una vita sessuale serena con il mio attuale ragazzo, ma trovo assurdo che per lei sia sbagliato avere questo tipo di esperienze con la persona che si ama. Lei è una persona tutta doveri e niente piaceri e sta trasferendo questo suo modo di fare a me. I miei problemi di scarsa autostima e di ansia sono dovuti al suo modo di educarmi.
La mia paura è di non riuscire mai a liberarmi da questa morsa e soprattutto, ho il terrore di diventare un giorno come lei. Nonostante tutto ciò sono molto legata a lei, parliamo molto, ma purtroppo è un rapporto di amore-odio e il conflitto è sempre dietro l'angolo. Di carattere sono molto disponibile e accondiscendente, non amo lo scontro, ma con lei divento ribelle ed aggressiva. Non accetta compromessi e vuole avere il totale controllo della mia vita. Mi scuso per essermi tanto dilungata, ma ho cercato di dare un quadro abbastanza ampio della mia situazione.
Spero ci siano abbastanza spunti per ricevere qualche utile consiglio da voi. Grazie dell'attenzione

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