Autostima
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Autostima
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24 Giugno 2020

Domande e risposte

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La mia storia

Voglio raccontare la mia storia. Fin da piccolo ho fatto fatica ad avere amici. Gli unici amici che avevo erano quelli di mio fratello, che al contrario di me era molto 'popular'. A 10 anni sono stato anoressico (avevo già delle fissazioni strane di cui però nessuno aveva fatto caso). Queste fissazioni erano legate molto alla religione infatti i miei genitori sono molto religiosi tendenti al bigottismo. Beh dopo l' anoressia, in cui sono arrivato a pesare 28 Kg e sono stato a casa dalla 5^ elementare per un bel po', è arrivata la nuova fissazione in cui nascondeva la faccia per non far vedere che mi stava crescendo la barba...avevo paura dei cambiamenti. Questa cosa poi è sfociata nel non voler più stare a tavola con gli altri e voler mangiare da solo. Andavo in 2- 3^ media e Prima superiore. A questo punto per non farsi mancare niente ho cominciato a puzzare... nel senso io facevo calcio... i miei genitori non mi spingevano a lavarmi più di tanto. Quando ho cominciato a puzzare io mi lavabo tutto i giorni anche più volte al giorno, ma non c'era niente da fare. Dalla seconda superiore fino al primo anno di università io ho pianto...piangevo di nascosto...mi lavavo e già facevo fatica con le persone ora ero totalmente solo. Evitavo tutto e pure i familiari. Io mi vergognavo di dirgli che mi lavavo ma continuavo a puzzare. Ad un certo punto penso se ne siano accorti...Io soffrivo piangevo e mi convinceva che non era giusto. Mio padre mi diceva puzzi...mia madre una volta mi ha detto che ero ridicolo si è però pentita mentre lo diceva l'ho visto...Io sono andato in camera e ho pianto. Ho provato di tutto..dal mangiare solo certe cose...al lavarmi con la candeggina...ero disperato. Mi spargevo sapone che poi mi faceva venire delle dermatiti o cose così. Alla fine è passata però ero devastato...non sapevo vivere e forse non lo volevo neanche...avevo paura. Mi sono chiuso in Me stesso e non avevo bisogno della compagnia di altri...non li cercavo. Mi sono laureato in 5 anni in fisica...Ho conosciuto una ragazza mi sono innamorato ma lei era fidanza e ora si è sposata...è stata la mia prima amica/o. Però come con tutti gli altri(che ancora oggi mi evitano) io ho poco da raccontare..non ho vissuto mi mette a disagio. Grazie a lei ho cominciato ad insegnare a scuola...è ancora il lavoro che faccio oggi che ho 29 anni. Con questa persona ancora a volte mi sento e mi fa sempre piacere perchè è grazie a lei che sono rientrato nel mondo. Insegnare a scuola mi ha totalmente cambiato...Ho imparato a relazionarmi con le persone e poi riesco bene perchè io tendo molto ad aiutare gli altri...soprattutto se qualcuno è in difficoltà. In questo periodo avevo cominciato ad uscire con alcune persone dell'università...solo che loro mi avevano visto come erano prima e difficilmente cambiano idea su di me...lo sfigato. Ormai sono 5 anni che insegno. Poi quelle persone se ne sono andate e Io sono rimasto solo...faccio ancora fatica a conoscere persone...non sono uno che si butta sul primo che passa. Ho continuato così uscendo pochissimo e non avendo la forza e la volontà di fare altro per conoscere altre persone. Ho invidiato tanto le persone che avevano una vita normale...la volevo anch'io...Ho pianto tanto...indossavo le mie maschere...mi vergognavo di me..non avevo l'esperienza per vivere come gli altri. L'anno scorso ho conosciuto una ragazza abbia parlato prima dell'estate..poi dopo l'estate siamo usciti insieme...siamo andati insieme anche in montagna insieme (che è la mia grande passione per che mi ha permesso di essere libero anche quando tutti gli altri non mi volevano) e poi mi ha detto che in estate era andata a trovare un ragazzo..Ho pianto per due giorni...Dopo questo mi sono iscritto ad una chat su internet mah lasciamo stare.., e sopratutto ho provato ad iscrivermi a dei corsi di un'associazione che organizza attività di alpinismo in montagna ( ci avevi già provato...ma non ero ancora pronto)...Però non mi hanno preso per che c'era un numero limitato...Io ho però bisogno di conoscere qualcuno...di avere degli amici...fi conoscere una ragazza. Voglio avere una famiglia, avere dei figli...farli crescere sereni e soprattutto voglio vivere. Voglio urlato al mondo che voglio vivere. Solo che adesso sto piangendo di nuovo. Mi è venuta paura...voglio che cambi tutto...sono grande ormai...lo so che prima ho sbagliato però vorrei che cambiasse la situazione. Non riesco più a darmi del tempo...Ho quasi 30 anni, che roba.. Io adesso ho scritto con tranquillità però in tutto questo io ho sofferto molto e soprattutto pianto molto. Dopotutto sono contento di come sono, però mi manca qualcosa...che forse non mi dò il tempo di trovare

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Ho spesso problemi di autostima, come migliorare?

Spesso mi viene da pensare che non sono capace di fare una determinata cosa oppure che potrei farla, ma che questa sicuramente mi riesca male perché non sono brava abbastanza. Vorrei intraprendere nuovi percorsi, cercare un nuovo lavoro più remunerativo per poter mettere soldi da parte, andare a vivere da sola e fare finalmente ciò che voglio fare nella vita. Però sono bloccata da molte cose. La paura di non farcela, la paura di fallire. Origine di queste ansie e paranoie è sicuramente il rapporto non sano con mia madre. La quale mi ha sempre criticata per qualsiasi cosa. E mi critica tutt'ora. Dice che non sono capace di fare niente. Dice cose davvero cattive. Cose che tempo fa mi avrebbero fatta stare più male di così, ma che adesso mi fanno dispiacere e basta. Perché sono cresciuta e maturata negli ultimi tre anni e grazie al cielo adesso reagisco in maniera più controllata alle sue provocazioni. Anni fa mi facevo "rimpicciolire" dalle sue critiche e dalle cattiverie. Ci stavo male ed ero più fragile. Adesso sono più forte. Ma mi fa dispiacere comunque Vorrei avere sostegno da parte sua. Vorrei che mi dicesse"tu puoi fare quello che vuoi nella vita perché sei una ragazza capace ed intelligente" io credo in te. Non mi ha mai detto niente di simile. mai. So che non deve servire la "benedizione" della propria mamma però questa cosa psicologicamente mi ha fatto male negli anni. Questa sua carenza. Litighiamo di continuo. Non abbiamo per niente un buon rapporto. Lei è una persona frustrata ed infelice. E io sono sempre stata una valvola di sfogo per le sue insicurezze e insoddisfazioni. Però io non penso ciò che mi dice. Io penso di essere capace. Io posso essere capace. Ma le sue parole rimbombano nella mia testa. E mi fanno sempre sentire insicura e inadeguata. L'unica cosa che mi farebbe stare meglio è andare via da questa casa. Lontana dalla sua influenza negativa. Lontana da ogni negatività.

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Come si spiega il fatto che quando mi sento con una ragazza tendo a pensarla sempre?

Salve, vi scrivo urgentemente per un problema che mi sono reso conto di avere. Come si spiega il fatto che quando mi sento con una persona, una ragazza tendo a pensarla costantemente? E soprattutto tendo a stare male quando ricevo poche attenzioni, magari è sfuggente, risponde ai messaggi dopo tanto tempo. Io ci sto male e per quanto io provi a fare il suo gioco (quindi risponderla dopo del tempo) sento che devo sforzarmi, non mi viene naturale. Lo devo fare consapevolmente. Io credo di avere un forte bisogno di essere amato oltre che di amare. Come la vedete? Non posso stare così... Sono anni che tento di conquistare una ragazza ma non ci riesco mai... questa cosa mi sta cominciando a pesare. Diciamo che non sono il classico ragazzo stronzo che sembra piacere a tutte. Sono un ragazzo sensibile, educato, che pensa solo a studiare oltre a coltivare hobby come la musica, il canto. Io tendo a conquistare una ragazza con il mio modo di essere, con la semplicità, la gentilezza, dando attenzioni, provare a stupirla. Insomma alla vecchia maniera. Sento che nessuna ragazza si interessa a me per prima, anzi direi che ho la sensazione di piacere sempre alle ragazze che non rispecchiano i miei canoni estetici, quindi quelle che io reputo inferiori esteticamente. Poi nel momento in cui mi piace una ragazza, in genere carina, bella, non riesco mai a conquistarla. C'è da dire che ho pochissima esperienza con le ragazze a causa della timidezza che ho avuto fino al liceo. Ora che sono all'università mi sto impegnando ad uscirne, mi sto mettendo in gioco. Parlo con più ragazze possibili, anche in amicizia. Desidero una ragazza che mi ami per quello che sono e non è possibile che ci sono tantissime persone con mille difetti caratteriali e io che ho mille qualità non attraggo e sono ancora single. Ho 20 anni e non ho mai dato un bacio ne avuto esperienze sessuali e questa cosa mi sta cominciando a pesare. Inoltre anche se ho conoscenze all'università mi sento molto solo, non ho vita sociale, non ho un gruppo fisso con cui uscire. Non ho occasioni di ritrovo, per socializzare. Non ho mai avuto degli amici su cui poter contare, anzi se ne sono solo approfittati di me perché hanno solamente appreso da me mentre io da loro non ho ricevuto nulla. Aiutatemi

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Non so nemmeno io

Sento un conflitto con me stessa. Non riesco a portare niente a termine, inizio lo faccio bene e poi è come se mi spegnessi e lascio perdere Non amo nessuno Guardo tutti con indifferenza Mia madre ha avuto un incidente e non ho avuto niente Nessuna preoccupazione o altro Mi sento vuota Verso me stessa e verso tutti gli altri. E non so che strada prendere nella vita. Mi sento in gabbia Ma c'è la porta aperta.

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Ripartire...non ci riesco

In questo periodo, definito da alcuni saturno contro...tutto gira storto... Ho nascosto tutti i problemi nella corsa, come fosse il tappetto dove nascondi la sporcizia interna. Nel momento che per un grave infortunio non ho potuto usare questo "tappetto"...sono sorti i problemi. Da quelli più leggeri a quelli più importanti...sebbene guarito non sono più capace di tornare ad allenarmi...trovo mille scuse...non trovo più piacere nel farlo...ho eliminato tutto il mondo esteriore, chiuso amicizie, rinunciato ad uscire ( anche se queste due ultime cose sono già tre anni che ho rinunciato, dopo che non ho avuto il coraggio di portare a termine la separazione, perdendo la persona che avevo al mio fianco), insomma lavoro e casa. Ho detto a mia moglie che non l'amo, ma che gli voglio bene, ma neanche ora riesco a separarmi, paura economica del futuro mio e suo, anche se lei si è dimostrata più forte di me. La mia relazione ora diventata amica, non possiamo restare lontani...litighiamo, ma se uno manca all'altro ci cerchiamo giorno dopo giorno di nascosto dai nostri partner...lei dice che vuole stare tranquilla e serena, e non dire bugie al marito, non vuole che ci vediamo..ma mi cerca e io cerco lei...ora anche un incidente stradale. E' un periodo nero... dovrei ripartire io come persona, ma non ci riesco..in passato le scelte fatte sempre pagate a caro prezzo...non ho più il coraggio di scegliere per me stesso...per il mio bene...lascio che la vita scorra...e la subisco. Grazie a chi può darmi una mano.

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SOS scuola

Salve, Mia figlia ha 12 anni e frequenta la 2 media. Premetto che negli anni delle elementari ha sempre avuto ottimi voti, è sempre stata autonoma, curiosa e caparbia (a volte anche un po' superba, dato che eccelle a in tutte le materie). L'anno scorso ha iniziato le medie e ho iniziato a notare qualche cambiamento di carattere ma soprattutto di integrazione sia con i compagni che con alcune insegnanti. Mi diceva frasi del tipo :"non ci riesco" e "non sono capace". La pandemia e la DAD non hanno fatto altro che accrescere questa sua insicurezza. Quest anno, dopo varie domande da parte mia e di mio marito, finalmente, come un fiume in piena, ha vomitato tutta la sua rabbia accumulata. Mi ha detto che alcune insegnanti a parere suo la bullizzano, non apprezzano gli sforzi che fa, gli ripetono costantemente che non studia ( anche se studia con me) e che ogni qualvolta prende un bel voto orale o scritto, alcune compagne contestano con le prof. Mi serve un consiglio! Devo cambiarla di classe?

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Insicurezza?

Buonasera a tutti, e ringrazio anticipatamente chi potrà rispondermi. Mi presento, mi chiamo Andrea, ho 29 anni e da circa due anni a questa parte mi interrogo su comportamenti che ho adoperato in tutte le relazioni sentimentali che ho avuto in passato. Premessa: caratterialmente sono una persona insicura, tendo sempre ad essere pessimista in tutto ciò che vorrei dire o in tutto ciò che vorrei fare per paura che il mio interlocutore/interlocutrice possa non piacere...sia in ambito sentimentale che nelle amicizie. Ho avuto un'adolescenza non semplice, mi sono sempre sentito inadatto nelle comitive o di peso, più che altro perchè ho da sempre notato che il mio approccio nelle relazioni umane non è mai stato ripagato per come vorrei o per come io me le fossi aspettate, specie per come detto precedentemente, nelle amicizie. Ho cominciato ad avere amici in tarda età ( intorno ai 20 anni ) e prima, ero perennemente a casa, rinchiuso a giocare alla Play e isolandomi dal mondo. La mia famiglia è stata sempre presente, sotto questo punto di vista mi ha aiutato e quel periodo l'ho passato. Dai 20 anni a questa parte però, sembra non riuscire più a tenere care le amicizie, vuoi per incomprensioni, vuoi per stanchezza nel fare sempre le stesse cose. In parole povere, ho avuto tanti amici ma mai amici per davvero, cosa che mi ha portato a cambiare gruppi costantemente, per paure e fisime mentali che probabilmente ho aggravato io. Passando alle relazioni sentimentali, è un completo disastro. Inizialmente offro me stesso al cento per cento, però poi pian piano mi spengo e tendo a scappare al primo vero ostacolo nel rapporto di coppia. Tendo sempre ad accontentare la mia partner sacrificando me stesso, quelli che sono i miei hobby o le mie aspirazioni, nonostante io abbia un lavoro appagante. Per amore di non avete problemi nelle relazioni, tendo sempre a non parlare di qualcosa che possa darmi fastidio, perchè purtroppo non sopporto litigare, e preferisco soffrirne personalmente per amore di fare stare bene la persona che ho al mio fianco. Sono consapevole che non bisogna mettere mai da parte se stesso, ma non capisco perchè, non riesco a mettere in pratica questo concetto. Adesso mi sono lasciato, ho un vero amico che purtroppo studia fuori, e sono rimasto solo in preda alle mie paranoie. La comitiva con cui uscivo non mi appaga, ed ho grande difficoltà nel voltare pagina e nell'allargare i miei rapporti interpersonali con altre persone. Mi sono lasciato ma adesso non sono più sicuro della scelta che ho fatto, potrebbe darsi che è dato dal fatto che sono fondamentalmente solo e no ho nessuna distrazione che possa sopperire a questa mancanza? Oppure è un'insicurezza che parte dalla mia infanzia e dal sentirsi sempre un peso per gli altri? Non so più cosa pensare ma di certo, pecco in autostima...può esserne la causa? Grazie per la pazienza.

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Come passare da sopravvivere a vivere

Sono sempre stata una combattente e non mi sono mai arresa davanti alle difficoltà piccole o grandi che la vita mi ha regalato, anzi ho sempre cercato di vedere con razionalità i problemi e buttarmici dentro a capofitto nel risolverli, sia che fossero di natura pratica o semplicemente di cuore....ma qualcosa si è rotto dentro di me e ciò che temo di più è il vedere che mi sto lasciando andare alla deriva...le mie giornate si susseguono sempre con lo stesso copione, sola con i miei pensieri ovviamente negativi e basta un nulla per ritrovarmi avvolta in tristezza e malinconia...è come se fossi entrata in una spirale che giorno dopo giorno mi trascina nel vuoto interiore Ho cinque figli, di cui solo una vive ancora con me anche se indipendente economicamente, un compagno che non vivo come tale, ma che per i miei figli è una figura importante, due nipoti grandi, e due cani che richiedono la mia presenza....quindi volendo una vita ancora piena di richieste che soddisfo indossando la maschera dello stare bene Ho cercato di capire ciò che ha dato inizio a questo annullamento di me stessa.....probabilmente il tutto si è innescato in modo subdolo con la morte di mia madre avvenuta 16 anni fa, che ho vissuto come se improvvisamente mi fosse venuta a mancare la rete di protezione nei miei salti nel vuoto, ma ho sempre pensato che fosse una sensazione che si prova comune a tutti....poi da lì in avanti però non ho saputo affrontare a tutte le altre situazioni che la vita mi ha dato, distaccandomi giorno dopo giorno da ciò che mi circondava....amavo il mio compagno in modo totalitario, ma poi ho aperto il vaso di pandora e la stima verso di lui è scomparsa, lasciando spazio ad amarezza e rabbia che con il tempo si è trasformata in convivenza civile ...poi 4 anni fa mi sono morti nell'arco temporale due cani e questo mi ha devastata dentro e nonostante siano passati tanti anni e che io abbia altri due cani con me, il dolore della loro perdita è ancora vivo dentro di me...troppo vivo perchè sia "normale"....e per ultimo due anni fa sono andata in pensione, cosa che non ho e non vivo ancora bene, mi manca il mio lavoro....per me è stato un "lutto" anche rottamare la mia auto di vent'anni ed ora mi ritrovo a far fatica anche ad uscire di casa...sto cercando il modo di venir fuori da questo mio contesto che capisco essere autodistruttivo, ma nonostante i miei buoni propositi riesco solo a piangere, ovviamente solo con me stessa...per il resto indosso una bella maschera e sorrido

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