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Problemi con la figura materna

Buongiorno, Sono una ragazza di 22 e vi scrivo perché sto passando un periodo di grande conflitto interiore. L'origine di tutti i miei problemi è mia madre. È sempre stata molto presente, fin troppo, e molto apprensiva. Quando sono nata ha smesso di lavorare per accudirmi 24 h su 24. Il mio rapporto con lei è sempre stato simbiotico , nel bene e nel male. I primi problemi si sono presentati a scuola. Ho fin da subito mostrato interesse per lo studio prendendo voti alti e guadagnandomi gli apprezzamenti degli insegnanti. Mia madre tuttavia, perfezionista com'è, voleva sempre di più. Se prendevo un voto leggermente più basso del solito, mi chiedeva come mai, mi chiedeva il perché non avevo studiato abbastanza e quanto avevano preso gli altri compagni. Qualsiasi voto prendessi non era mai abbastanza e io mi sentivo frustrata per questo e in colpa per averli delusi. Ho iniziato a identificare il mio valore come persona con i voti. Iniziai ad avere ansia da prestazione, tanto che alle medie e primi anni di liceo vomitavo la mattina dell'interrogazione e non riuscivo a fare colazione. Mentivo riguardo ai voti che prendevano gli altri. Ero felice solo quando prendevo voti alti e mi chiudevo in casa ore e ore per studiare e dare il meglio di me alle verifiche. Il mio unico obiettivo era non deludere i miei genitori.
Giunta all'Università avevo ormai imparato a gestire meglio la mia ansia e avendo più tempo libero, iniziai ad uscire di più. Ho avuto tre fidanzati in tutta la mia vita , di cui uno è quello attuale. In tutte e tre le relazioni mia mamma si è sempre impicciata molto. Le ho sempre raccontato tutto (eccetto la mia vita sessuale che in famiglia era considerata tabù) e lei alla minima cosa criticava il ragazzo in questione dicendo che non era adatto per me, che dovevo lasciarlo, che mi usava. Mi ha sempre riempito la testa di questi pensieri negativi, senza permettermi di gestire da sola la mia relazione.
Attualmente sono fidanzata da un anno con un ragazzo meraviglioso, di cui sono molto innamorata e che francamente, si è sempre comportato bene nei miei confronti. Nonostante ciò, lei dice che non è fatto per me, che a 24 anni non ha ancora un lavoro serio, che mi usa, che ogni volta commetto gli stessi sbagli. Le stesse pretese che aveva riguardo al mio rendimento scolastico le ha ora sulla mia vita privata. Vuole la perfezione per me e pensa che nessuno dei ragazzi che scelgo sia alla mia altezza. È una persona molto autoritaria, vuole che tutto sia fatto come dice lei e per questo motivo litiga giornalmente con mio padre. Riempie di regole la mia e la sua vita, minando la nostra libertà e al primo sgarro si arrabbia furiosamente. Mi aspetta sveglia ogni volta che esco di sera (nonostante io abbia 22 anni) e quando esco in settimana mi da il coprifuoco a mezzanotte (anche quando il giorno dopo non ho lezione) perché vuole dormire. Io spesso sgarro e lei a volte si arrabbia cosi tanto che si deve sforzare di non arrivare alle mani e non mi parla per giorni accusandomi di essere egoista (vorrei soltanto vivere serenamente la mia vita).
Non vuole che dorma una notte fuori col mio ragazzo, perché secondo lei devo fare sesso solo col ragazzo che sposerò. Nonostante le sue idee rigide io ho una vita sessuale serena con il mio attuale ragazzo, ma trovo assurdo che per lei sia sbagliato avere questo tipo di esperienze con la persona che si ama. Lei è una persona tutta doveri e niente piaceri e sta trasferendo questo suo modo di fare a me. I miei problemi di scarsa autostima e di ansia sono dovuti al suo modo di educarmi.
La mia paura è di non riuscire mai a liberarmi da questa morsa e soprattutto, ho il terrore di diventare un giorno come lei. Nonostante tutto ciò sono molto legata a lei, parliamo molto, ma purtroppo è un rapporto di amore-odio e il conflitto è sempre dietro l'angolo. Di carattere sono molto disponibile e accondiscendente, non amo lo scontro, ma con lei divento ribelle ed aggressiva. Non accetta compromessi e vuole avere il totale controllo della mia vita. Mi scuso per essermi tanto dilungata, ma ho cercato di dare un quadro abbastanza ampio della mia situazione.
Spero ci siano abbastanza spunti per ricevere qualche utile consiglio da voi. Grazie dell'attenzione

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Sogni ed insicurezze

Salve a tutti, mi chiamo Alaska e ho quasi 18 anni, questa è la prima volta che provo a parlare di quello che mi succede, con qualche adulto.
Spesso faccio sogni angoscianti, per esempio, mi capita spesso di sognare di essere inseguita o di persone che provano a uccidermi, ma non sono mai persone che conosco, altre volte sogno di piangere disperatamente, per poi svegliarmi senza energie, come se il sogno mi avesse risucchiato. E qualche tempo fa ho sognato di essere stuprata, e vorrei capire il perché di tali sogni, o se c'è qualche ragione che possa spingere il mio subconscio a farmi vivere determinate scene più e più volte, anche se con scenari differenti. So che ci può entrare la vita giornaliera, io sono una persona abbastanza insicura, non riesco a guardare le persone negli occhi per più di un tot, ogni volta che devo andare davanti la classe a parlare mi sento male.
Spesso non riesco a concentrarmi in classe, e con la mia bassa autostima non riesco a farmi notare dalle persone che mi circondano, per paura del loro giudizio, so che ora sto divagando, ma vorrei che qualcuno mi sapesse consigliare come fare. A volte ho come l'impressione di essere depressa, e non vorrei abusare di questo termine, ci sono giorni in cui dormo a malapena 5 ore, ed altri in cui passerei la vita a dormire, ci sono periodi in cui non riesco a guardarmi allo specchio, senza avere una crisi di pianto ed ogni volta finisco con il rimanere a letto tutto il giorno. Con il cibo è la stessa cosa, o non mangio o mi abbuffo.
Ho continui sbalzi d'umore, mi arrabbio per un nulla e piango perché mi sento una pessima sorella, figlia, amica. Mi faccio del male da sola, non lo so perchè lo faccio, ma me ne rendo conto e non riesco ad evitarlo, ogni volta che provo frustrazione o rabbia mi colpisco la gamba o anche la testa con le mani, e mi sento male nel farlo perché una parte di me non lo vuole fare, ma è come automatico. Cosa c'è di sbagliato in me? Come faccio a essere una sorella migliore? Una figlia migliore? Come posso fare per sentirmi bene con me stessa? Vorrei poter andare da uno psicologo, ma non me lo posso permettere, quindi vi ringrazio.

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Mio figlio di 13 anni viene allontanato dai coetanei, è spesso deriso

Buonasera, mi chiamo Anna ho 41 anni e sono mamma di tre splendidi figli. Ho un problema che mi sta “uccidendo“ lentamente .... sono seriamente preoccupata di non riuscire a gestire tutta questa sofferenza. Sono nuovamente arrivata a non dormire più in modo continuativo, a non mangiare regolarmente. La mia difficoltà nasce dalla socializzazione dell'ultimo dei miei figli (13 anni), non ha un amico, viene “allontanato“ dai coetanei, è spesso deriso e diventa con facilità la valvola di sfogo del gruppetto di turno. Lui sembra non scoraggiarsi, mette tutto l'entusiasmo (in molti casi in modo eccessivo) per avere rapporti con gli altri. Quando è con i coetanei ride di continuo, tocca, diventa sinceramente fastidioso, è “immaturo“ nelle relazioni, anche perché non ha avuto molto modo di sperimentare. Abbiamo provato a cambiare “amici“, scuola, ambiente sportivo ma con ogni nuovo contesto si ripresentano le medesime problematiche. Capisco che possa sembrare banale la situazione e che forse dovrei affrontarla con una maturità maggiore ma in questo momento non ne sono capace. Ho già provato ad affrontare la problematica con due terapie (sistemico relazionali) ma senza ottenere i risultati sperati. Chiedo un consiglio circa il tipo di terapia psicoogica da seguire in questo caso e eventuali consigli di chi si occupa nella mia zona (Lucca) di tali difficoltà. grazie. Anna

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La mia infanzia non è stata troppo felice

Buongiorno, Avrei bisogno di un consiglio a riguardo la situazione che sto vivendo. Ho 42 anni sono felicemente sposata da 13 anni e ho 2 bimbi di 10 e 7 anni. Parto con una premessa perché credo che il nodo del problema sia proprio qui. La mia infanzia non è stata troppo felice....mia mamma è stata alcolizzata dai miei 5-6 anni circa ai miei 20.... papà stupendo che però lavorava tutto il giorno, avendo 4 figli e la moglie a casa.... I miei fratelli un po' più grandini uscivano spesso e vivevano poco la situazione familiare.... io ho preso in piena crescita l'esaurimento e l'alcolismo della mamma.... in più curavo la mia sorellina che aveva 8 anni meno di me; avevo paura a frequentare gli amici perché non volevo che mia mamma li conoscesse o si facesse vedere.... tutta una serie di cose che mi ha fatto crescere timida e molto molto insicura.... Mai un abbraccio o un “ti voglio bene“ da parte di mamma che era troppo presa dalle sue stupidate.... ovviamente trascurava la casa e noi figli sotto tutti i punti di vista... affetto, pranzi, cene e igiene... Siamo cresciuti da soli ma fortunatamente 4 bravi ragazzi svegli e lavoratori. Io mi sono sposata e fino a quando non ho avuto i miei bimbi il problema era messo come “sotto un Coperchio“ passatemi il termine.... dopo la nascita dei miei bimbi mi sono resa conto di quante cose mia mamma non avesse fatto x noi.... e quanto mi fossero mancate le sue attenzioni... x arrivare al problema sono sempre stata insicura... anche nei confronti di mio marito.... solo che andando avanti negli anni non riesco a controllare questa insicurezza e gelosia nei suoi confronti.... io credo che lui non mi tradirebbe mai ma a volte divento troppo curiosa e incalzante nei suoi confronti... gli chiedo dove ha mangiato, dove è stato perché è arrivato tardi e mi rendo conto che sto diventando “pesante“ e che lui capisce che ho paura di perderlo.... siamo insieme da 22 anni è possibile che io sia così insicura di me? Sono carina, sveglia, seguo miei bimbi sotto tutti i punti di vista e li adoro....possibile che stia assillando così mio marito quando non ce n'è davvero bisogno? È come se non riuscissi a trovare il meccanismo che mi permette di vivere serenamente ma al contrario la mia testa continua a pensare a lui è a quello che sta facendo.... senza considerare minimamente che io “valgo“!!! Aiutatemi x favore, sento che sto mettendo a dura prova il mio matrimonio!!!! Ho bisogno di consigli e perdonatemi se mi sono dilungata troppo!!! Teresa

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Stabilire una relazione tra vita concreta e vissuto interiore

Salve gentili psicologi , vi scrivevo perchè ho bisogno di un aiuto, un consiglio per una situazione che è ormai evidente non riesco più a controllare. Cercherò di non perdermi in mille cose sicuramente inadeguate ad una lettera di questo tipo provando a scrivere soltanto ciò che penso sia sufficente per spiegare la mia condizione. Ho 19 anni , vado a scuola con i miei coetani, tranne in quest'ultimo difficilissimo mese esco regolarmente con i miei amici, ho la fortuna di non aver mai subito gravi lutti in vita mia , fino all'anno scorso ero tra i migliori della mia classe, la mia famiglia non è ricca ma neanche troppo povera , ho dei professori eccezionali e motivanti ,dei compagni che non ho ragione di odiare , sono in salute e non ho meno di quello che materialmente parlando desidero nella mia vita. Questa è la descrizione di me che potrebbe fare un nonno, una zia o un amico lontano. (Non è proprio il metodo più consono per una presentazione ma mi piacerebbe dercrivermi in questo modo, penso che possa aiutare) . Un amico potrebbe aggiungere che sono un pessimo conversatore , che mi terrorizza guardare in faccia le persone , che mi muovo in modo goffo,che non “mi apro“, che spesso mi allontano dal gruppo, che sono molto timido e che ho difficoltà nel creare un rapporto sereno e puro di amicizia (forse qui mi sbaglio) . mia madre potrebbe aggiungere che non esco mai , che non mi impegno abbastanza , che non sa se sono felice o meno e che spesso sono nervoso e passo troppo tempo tra videogame e telefono (che è la stessa cosa) . Non so se è veramente così , ma altri che non so sinceramente dove collocarli, mi credono una persona burbera , uno che non ride mai , schivo e solitario , una persona che non si gode la vita , uno che vuole avere sempre ragione , una persona noiosa che anche quando vuole far ridere si tradisce con il tono di voce e il generale atteggiamento , un bloccato, privo di carattere e di una vera personalità a cui però ci si abitua facilmente. Ecco , questo sono io. Credo sia una rappresentazione abbastanza fedele di chi sono , tutto qui , sulla mia tomba nessun epigramma potrebbe dire di più. Venendo al dunque il mio problema è stabilire una relazione tra vita concreta e vissuto interiore , tra l'immagine assolutamente inconsistente di chi sono nel mondo reale e un disperato , stracolmo io che grida inascoltato nel mondo del pensiero . L'uno non studia bene e purtroppo nell'ultimo anno riesce a leggere solo con grande difficoltà , non fa nulla , nulla di nulla, l'altro esplode dal desiderio di vivere brucia di vitalità , ama la vita , la ama in tutte le sue forme dall'inferno al paradiso e vorrebbe gridare al mondo intero il suo entusiasmo e il suo infinito amore per tutte le cose. Uno reale parla o no di cose frivole con persone inconsistenti, l'altro ama la compagnia di Jim Morrison , Chopin e Nietzsche. La realtà è che mi sento dannatamente irreale , io non potrei parlare a nessuno dei miei problemi perché non c'è nessuna connessione tra ciò che penso e ciò che faccio . Ciò che vorrei essere ha senso solo nel mio pensiero , non in questo mondo nel quale di fatto non so chi sono (credo che mi sentirei molto stupido altrimenti) . Io non so se possiate capire cosa significa essere così separati in mente e in corpo . Un prigioniero potrebbe pure gridare , farsi sentire , far sapere di esistere invece io no, colui che vi parla non esiste se non come lettera . Per farvi un esempio è da tantissimo tempo che desideravo parlare con la mia professoressa di Inglese (l'unica persona con la quale riesco ad avere un briciolo di autostima) e dirgli del mio entusiasmo per William Blake , l'altro giorno ne ho avuto l'occasione e l'unica cosa che sono stato capace di dire è stato “Si si lo conosco , si è un autore che mi piace molto“, lo so,sembra una cosa stupida ... ma non lo è , per me è stato dolorosissimo . Vorrei scrivere altro ma finisco qui , per me non è mai facile scrivere , è come se fossi un ubriaco privo di lucidità (Se ne fossi in grado non smettere mai e sicuramente sarebbe più facile uscire dal mio problema .) spero di essere stato sufficientemente comprensibile . Non ho parlato di una ragazza che amai moltissimo da cui difatto dipendono tutte le mie crisi , non lo faccio mai eppure so che è lì il cuore del mio problema . Vi ringrazio più di quanto potrei con una lettera , scrivere è ormai l'unica cosa che mi resta da fare dato che ormai sono 7 anni che ho crisi suicidiare violente quanto inutili. Lo so che mi direte di andare da uno psicologo e lo so che è la mossa migliore , ma spero possiate comprendere da quanto ho già scritto perché non potrei mai parlare faccia a faccia dei miei problemi . Mille volte grazie!

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Vorrei trovare delle risposte riguardo ai problemi di mio figlio di quasi 13 anni

Buongiorno, sono una mamma di 40 anni e vorrei trovare delle risposte riguardo ai problemi di mio figlio di quasi 13 anni. Fin da quando era all'asilo lui faceva gia' fatica a relazionare con gli altri bambini. Era molto dinamico e incline a non rispettare alcune regole. Anche a casa, con me spesso non mi ascoltava e faceva come voleva. Poi alle elementari c'era lo stesso problema di relazione con gli altri.In realta' era riuscito inizialmente a farsi un amichetto ma poi e' arrivato in classe un nuovo compagno che gli e lo ha portato via in breve tempo. E'stato male per molti anni e ancora oggi,se lo incontra, rimane staccato e ne parla male. Anche a scuola i voti erano molto scarsi. Poi il passaggio alle scuole medie ha influito negativamente sul comportamento. E'diventato molto timido e molto insicuro. Quando e' in compagnia dei compagni spesso e'a disagio, si sente fuori dal gruppo e incompreso. Non riesce a fare dialogo. Nello studio non ha voglia di impegnarsi anzi e' quasi arrendevole. Noi genitori spesso lavoriamo e non riusciamo a stargli dietro nei compiti ma appena possiamo lo aiutiamo un po'.Io con lui ho un rapporto non sempre sereno per via della sua svogliatezza ma comunque siamo molto uniti e spesso lui mi confida delle cose. A casa,con noi genitori, maschera un po'le sue emozioni negative e spesso me ne accorgo. Poi cerco di capire come sta e tra una cosa e l'altra escono fuori le sue preoccupazioni. Noi genitori siamo molto preoccupati perche' i risultati scolastici si sono aggravati e lui e' molto menefreghista in questo. Ci lamentiamo spesso e allo stesso tempo vorremmo aiutarlo ma non sappiamo piu' che pesci pigliare. Tra l'altro lui e' seguito da una neuropsichiatra infantile da molti anni e non abbiamo ancora riscontrato risultati. Aiutateci per favore non sappiamo piu' cosa fare per nostro figlio. Per sciogliere un po' la sua timidezza lo abbiamo anche iscritto a vari corsi ma ora ci serve qualcosa per eliminare la svogliatezza e favorire l'autostima. Grazie

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Ho problemi di autostima

Salve vi spiego la mia situazione molto luuuunga.. Allora io ho 20 anni, vivo una situazione in famiglia non tanto serena, dato che, i miei genitori quando ero un po più piccola (qualche anno fa, Anno scorso), soprattutto mio padre mi diceva che dovevo dimagrire perché ero grassa (mentre ho solo un po di pancia), è uguale mia sorella maggiore (io ho due sorelle, sono la figlia di mezzo).. Mio padre continuava a ripetermi che la mia presenza non si notava, che ero poco intelligente ecc.. La scorsa volta ero a fare un esame in ospedale insieme a mia madre e a mia sorella minore (che ha 16 anni), non sto a spiegarvi dettagliatamente ma mia madre disse: Laura (sorella minore) vai insieme ad Elisa (io) che leggi le istruzione di come fare, che te sei più intelligente. Cioè non è una cosa bella sentirsi dire dai propri genitori no? Da lì è nata la mia bassa autostima (anche prima non è che l'avessi molta eh) .. Finita la scuola ho svolto il servizio civile perché è difficile trovare un lavoro “normale“ ora.. In questo anno che mi hanno visto indaffarata non mi hanno detto niente (di ciò che dicevo prima), ora è da un mese quasi, che ho finito, e sto cercando lavoro.. Non so cosa fare della mia vita, non so che lavoro voglio svolgere.. Mi piacciono diverse cose, ma non ho una cosa in particolare che mi faccia pensare “si è quello che voglio fare“ anche perché sono lavori diverso tra di loro (es. infermiera, lavorare in un asilo nido, parrucchiera) sono cose diverse appunto.. Anche per questa cosa vorrei un aiuto da voi (?)i miei fanno di tutto e mi dicono di tutto pur di non farmi iniziare l'università (anche se ancora non so se voglio farla), perché appunto dicono che non ce la farei, ecc.. E giù con l'autostima .. Pensate che mi faccio complessi perfino se devo andare a chiedere qualcosa in un negozio o da qualche altra parte (cioè mi faccio i discorsi prima) e mi vergogno se viene un amica/o insieme a me, per la figura che possa fare .. È una cosa fuori dal normale che non mi fa vivere bene. Sono fidanzata da un anno, di queste cose al mio ragazzo non gliene ho mai parlato, perché sono chiusa, e mi ci vuole più tempo.. Lui mi adora, ha sofferto anche lui per storie amorose in passato (fino a spingersi ad ammazzarsi), quindi a volte fa fatica. A dimostrarmi le cose.. E io spesso me la rifaccio con lui, perché tutti i giorni, ho bisogno di vederlo (mentre ci vediamo 3 volte alla settimana), ho bisogno di continue conferme, se lui una sera che ci vediamo mi dice una cazzata che non mi va giù, gli tengo il muso per giorni, e non è giusto. Come devo fare ??

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Penso di soffrire di scarsa autostima da sempre

Salve..sono Daniele, 22 anni e vivo a Milano..ho avuto fin troppi problemi nella mia infanzia e adolescenza.. E ora che dovrei iniziare ad affermarmi “persona adulta“ mi sento vuoto,spento e perso.. Penso di soffrire di scarsa autostima da sempre..da bambino, frequentando l'asilo ricordo.. Le suore erano spesso aggressive.. ho subito schiaffi, spintoni e tirate per i capelli da loro.. Ció ha creato in me dei problemi relazionali con persone adulte..a 13 anni ho sofferto per la separazione dei miei genitori e per la totale divisione dell'intera famiglia.. ho sofferto quindi di una leggera depressione associata a qualche piccolo sfogo di ansia..dai 14 ai 18 anni ho fatto uso e abuso di “canne“ e alcol..tanto che al giorno d'oggi non sono più in grado ne di bere ne di fumare,il mio organismo ha iniziato a rifiutare.. Psicologicamente ne ero già dipendente...infatti ne ho sofferto molto sia fisicamente che psicologicamente. Questo mio modo di sfogarmi e fuggire da me stesso è stato un fallimento, infatti ho constato da me come sia riuscito a espandere quei leggeri problemi dovuti dai traumi precedenti in ben più gravi crisi di ansia e depressione.. L'aggiunta di insonnia e ipersonnia a periodi variati, momenti di delirio,paranoia e ipertensione.. Ai 18 anni decido quindi di provare dei percorsi psicologici..ne ho provati diversi.. C'è stato chi avrebbe affidato la cura ad uno psichiatra.. C'è stato chi ha indivuato un certo tipo di problema e chi ne ha individuato un altro..c'è stato chi voleva convincermi che la separazione dei miei genitori fosse la causa e la cura.. E c'è stato chi ha colpevolizzato l'influenza delle forti dipendenze! Insomma a chi dovrei credere? A questo discorso riguardante voi Dottori voglio tornarci tra poco.. .. Dai 15 ai 19 ho avuto una relazione che reputo molto importante.. In 4 anni questa relazione mi ha aiutato molto è riuscita a tenere sotto controllo alcuni miei stati emotivi e alcuni aspetti del mio carattere diventati deboli..ma la rottura del rapporto ha provocato anche maggiori problemi a livello relazionale e emotivo..in parole povere..Sono messo maluccio mentalmente da un 3 anni.. È un continuo Alti e Bassi profondi! Dunque tornando al discorso su voi psicologi.. Sono diventato molto , moltissimo diffidente.. Nessuno la prenda come offesa personale , giudizio o quantaltro.. La mia è una opinione generica che vale per gran parte di voi Dottori( ma non tutti ) infatti ritengo che alcuni abbiano scelto il mestiere esclusivamente questioni sociali ed economiche.. Ho incontrato anche psicologi onesti,io invece gradirei una persona realmente colta e realmente di cuore, che abbia la pazienza, il coraggio ed il modo giusto per entrare nella mia testa!La mia domanda è qualcuno di voi, naturalmente in Milano, sarebbe disposto ad avere un primo incontro conoscitivo di almeno un paio d'ore gratuito? In ogni caso grazie per l'attenzione!

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