Domande e risposte

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Mi faccio schifo

Per la prima volta in vita mia mi sono trovata di fronte ad una scelta che mi avrebbe cambiato la vita: partire per andare dall'altra parte del mondo o rimanere qui. Entrambe le soluzioni avevano pro e contro, ma io avrei voluto partire... Ho scelto di restare. Il problema non è partire o restare, il problema sono le motivazioni: non sono partita perché ho avuto paura di fallire, di nuovo.... Ero nel lancio ed ho scelto la cosa meno rischiosa nonostante non fosse quella che volevo. Non ne posso più di vivere nel terrore di fallire, terrore che non mi fa neanche provare: ho passato la mattina a piangere e a sentirmi una fallita, mi odio per questo mio modo di pensare e mi faccio schifo per la persona che sono diventata.

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Migliorare l’autostima e Ritrovare la voglia di vivere

Salve a tutti! Non è facile per me scrivere i miei stati d’animo. È da tantissimo tempo che provo a scrivere quello che provo da qualche anno a questa parte, ma ho sempre pensato che non sarebbe servito a nulla, che quello che provo e il modo in cui mi sento non sarebbe importato a nessuno, e così ho sempre frenato questo desiderio di condividere con qualcuno quello che sento. Ho 26 anni, e non ho mai avuto una grande autostima. Sono sempre stata la classica persona che si annulla per gli altri, ho sempre pensato che fosse meglio accontentare gli altri piuttosto che me stessa, facendo molto spesso ciò che non volevo. Ho sempre pensato che ciò che voglio non è importante, i miei desideri non sono importanti, ma gli altri sono più importanti di me! Mi sono sempre sentita una persona inutile, ed ho sempre desiderato poter parlare con qualcuno di esperto per cercare di risolvere questo problema, ma non ho mai potuto farlo!
Questo modo di sentirmi nasce da una grossa perdita nella mia vita, mio padre. Penso che essere cresciuta senza una figura paterna abbia influito molto su come sono adesso, o forse voglio solo convincermene. Da qualche anno questo senso di inutilità è peggiorato. Sento di non essere capita dalle persone che mi stanno accanto, sia famiglia che amici, e sento che ciò che desidero non sia importante. Questo mi ha tolto la voglia di fare, la voglia di dare un senso alla mia vita!
In questo momento non sto davvero vivendo. Faccio un lavoro che non amo particolarmente, ma mi permette di essere libera buona parte della giornata. Mi piacerebbe poter fare attività fisica per migliorare il mio corpo, imparare a suonare uno strumento, scrivere, dipingere, tutte cose che amo fare ma che non faccio, perché subito mi chiedo: ma a che serve? Sono una persona inutile! Se anche facessi questa cosa, a cosa servirebbe?
E così mi ritrovo seduta sul divano con cellulare in mano ad aspettare che un’altra giornata scorra lentamente. Vorrei sentirmi importante. Non voglio più sentirmi una persona inutile, vorrei pensare che anche io valgo qualcosa, che là fuori c’è qualcuno che tiene a me, ma soprattutto voglio essere io la prima a volermi bene, perché penso che il mio atteggiamento sia solo autodistruttivo.
Vorrei poter migliorare il modo in cui vedo le cose e in cui vedo me stessa, ma non so da dove cominciare!

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E' da un po' di anni che mi sento persa. Come posso fare?

Buonasera, sono una ragazza di 20 anni. E' da un po' anni che mi sento persa, ma più che tutto sembra che ogni cosa che faccia non ne sia soddisfatta. Sono piuttosto insoddisfatta nella vita: in ambito scolastico, sociale e personale. Ho provato a parlarne con i miei, ma non è stato di aiuto, stessa cosa vale con una psicologa. Qualunque cosa faccia mi sento una fallita. Ogni volta che faccio qualcosa sento di non potercela fare. Non ho amici e neanche in quel caso non saprei spiegare il motivo. Sono una persona molto solare, amichevole e ho sempre cercato di allacciare rapporti ma non è mai servito a nulla. A scuola voglio sempre migliorare i miei voti universitari, ma la mia autostima è molto bassa e quindi non vi è nulla che mi spinga a fare di più. Sono molto insicura del mio aspetto fisico (non sono grassa, ma non è il fisico e il viso che voglio) e del mio carattere (da quando ho avuto gli attacchi di panico tendo ad essere menefreghista, fredda e molto critica). Inoltre, il fatto di non aver mai avuto ragazzi che ci provassero con me, sembra confermarmi il fatto di non essere una ragazza almeno, carina. Voglio essere soddisfatta di quello che sono, voglio essere felice. Non so se possa centrare, ma due anni fa ho sofferto di attacchi di panico dovuto a molto stress.

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Paura di ricevere

Salve, ho 24 anni e la mia vita è abbastanza movimentata: sono cresciuta con un gruppo di amici molto solido che per me significava vita, e tutt'oggi quando riesco, mi piace frequentare alcuni di loro. Ho due genitori sfuggenti, per questo sono abituata a chiedere e dare io delle attenzioni piuttosto che riceverle. Sono sempre la prima a chiamare chiunque, a perdonare e soddisfare i bisogni degli altri, soprattutto nelle relazioni con i ragazzi.
Due episodi hanno scandito la mia vita: la mia migliore amica che frequenta il ragazzo del quale ero perdutamente innamorata, e far finta assolutamente di nulla e di essere una grande sostenitrice di questa relazione, e l'aver lasciato incompiuti due percorsi universitari solo perché avevo paura a sostenere gli esami.
Ad oggi sono un fascio di nervi, perché credo che per me non esista l'amore vero, che non esista in me la forza per studiare e intraprendere la carriera della mia vita, e che mai possa io ricevere le attenzioni che ho sempre dato. Grazie per l'attenzione, il mio voleva essere solo un piccolo sfogo.

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Ho paura di me stessa e del mio futuro

Non so cosa mi capita. Sempre più spesso penso al suicidio, anche se non voglio morire, vorrei invece cambiare totalmente vita. Vorrei prima di tutto realizzarmi in quella che è la mia passione, in cui sono brava visti i risultati conseguiti, ma non basta per mantenermi e devo lavorare (lavoro pesante, senza sbocchi) in un posto capeggiato da persone vuote ed ignoranti (soffro perché è una gran perdita di tempo).
Vorrei che il mio ragazzo mi capisse e mi ascoltasse di più, nonostante io gli parli apertamente, lui vede tutto come un attacco. Dei miei parenti se ne salvano pochi, i miei genitori mi trattano con sufficienza. Forse è questo che mi spezza, nessuno, se non i miei clienti, mi tratta come se valessi qualcosa. Queste situazioni mi portano ansia e una sofferenza terribile, mi sembra di essere in una palude dove è più facile lasciarsi annegare, ma chiedo, come posso uscirne?

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RIFIUTO AD USCIRE

Buongiorno,
ho un figlio di 16 anni che si rifiuta ad uscire e preferisce giocare con la playstation. Sarò più preciso, a scuola va volentieri, a calcio va volentieri, quando usciamo con amici esce volentieri, ma se gli diciamo di chiamare qualche amico o compagno di classe si rifiuta.
Devo dire che alle medie è stato oggetto di una forma di bullismo, veniva sempre mandato via. Cosa posso fare per aiutarlo? Distinti Saluti

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Cosa non va in me?

Ciao, sono una ragazza di 21 anni e non riesco più ad andare avanti. Vorrei davvero capire quale sia il mio problema, così potrei affrontarlo meglio.
So di non essere felice per niente, so cosa non mi piace di me, ma non riesco precisamente a capire il mio problema, e di conseguenza non so risolverlo. Ho un'autostima molto bassa.
Mi vedo brutta, o meglio mi vedo strana. Sono costantemente in imbarazzo per quello che sono come persona, sia esteticamente che interiormente. Mi sento sempre inferiore agli altri, da sempre. Ho molta ansia, mi capita di avere attacchi di panico molto spesso, di tremare, di non avere aria.
Ho dei momenti in cui sono completamente a terra emotivamente, perché mi odio e vorrei essere diversa in tutto e per tutto. Cerco costantemente di cambiare, di crescere, ma non riesco mai a finire quello che inizio. Parto con entusiasmo, progetti, voglia di essere diversa, ma a metà strada mi demoralizzo, mi viene ansia e tutto va in frantumi. È come se non riuscissi ad accettarmi, e per questo per me è anche difficile avere una relazione.
Se inizio a frequentare un ragazzo, sono troppo impegnata a pensare a come mi vede l'altro, a dove sbaglio, al mio aspetto, che a me non piace, a quanto sono imbranata, e finisco per troncare la cosa, dato l'eccessivo stress che mi causa. Questo mi fa star male. Sono arrivata a farmi del male fisicamente, in certe occasioni, perché troppo soppraffatta dall'odio per me stessa, dall'imbarazzo dell'essere me.
Mi sembra di star vomitando parole perché è difficile esprimere il caos che ho in testa ogni santo giorno, che non mi fa dormire, che mi fa pensare che sia inutile vivere.
Cosa non va in me? Perché non posso essere felice? Apparire sfigata, ridicola o strana agli occhi degli altri è la mia più grande paura, e questo mi porta a evitare certe situazioni.
Sono realista o pessimista? Ho una tale confusione, non ce la faccio più.
Come posso aiutarmi?

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Insicurezza cronica

Riscrivo il quesito perchè temo ci sia stato un problema al momento dell'invio del primo. Ho 25 anni, e sono profondamente insicuro, mi sembra di non valere nulla. Questo malessere premetto che non si manifesta a livello cognitivo, ma è tutto a livello emotivo. Sento questo grosso senso di vuoto dentro, un malessere, come se un macigno di 100 kg mi colpisse sul petto e sullo stomaco. Soffro di questo malessere sin da piccolo. Non ho ricordi di essere mai stato sereno; i miei ricordi dell'infanzia sono veramente pochi. Ultimamente la situazione si è aggravata peggiorandomi la vita (non esco più, non lavoro più, ecc). Quando parlo con le persone vado in ansia completa, sono nel pallone: percepisco sempre come se mi disprezzassero. Mi sembra proprio di non essere degno di niente. Nonostante dall'esterno abbia riscontri di una mia positività come persona, e razionalmente sono consapevole di non essere l'ultimo arrivato, emotivamente invece mi sento tutto il contrario. Oltretutto non riesco a voler bene emotivamente a nessuno (nemmeno ai miei genitori), non sento quel calore affettivo, ma è tutto razionale. A volte, quando realizzo che qualcuno può volermi bene, mi viene da piangere. Quando cerco di pensare a me stesso come una persona positiva sento questo nodo interno di negatività. In questi anni mi sono sempre nascosto dietro una maschera di aggressività, narcisismo, superiorità, disprezzo verso gli altri; erano sempre gli altri sbagliati, che non capivano. Sento dentro di me questo forte dolore, ma non ho il coraggio di affrontarlo. Ho provato con la psicoterapia ma senza successo (anche perchè non era stato centrato il problema) . Che fare? Come uscirne?

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