Autostima
Dott. Luciano Marchet

autostima

Nell’autostima, come elemento valutativo e di giudizio , confluiscono due percezioni: l’opinione, l’idea che gli altri hanno di te (come mi vedono gli altri) e l’idea che tu hai di te ...

Domande e risposte

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Sono stanca di tutto

Salve, ho 13 anni. non so come mai, probabilmente è per colpa della scuola, ma ultimamente mi sento davvero stanca di tutto, è da mesi che non esco con i miei amici. Me ne vergogno incredibilmente, ormai la paura del giudizio degli altri, mi impedisce di fare di tutto.  A volte, ho pensieri sul suicidio, senza un apparente motivo, dato che non ci avevo davvero mai pensato. Non so cosa mi prende, non mi era mai successo, ma ho davvero bisogno di risolverlo.

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Ho perso la fiducia dei miei genitori

Buonasera a tutti, sono un ragazzo di 22 anni, vi racconto cosa mi è successo! Qualche sera fa sono andato in un locale in centro con i miei amici, ed essendo la serata del mio compleanno ho alzato un po' il gomito. Tutte le volte che mi è capitato di bere sono sempre stato in grado di capire dove fermarmi. Questa volta purtroppo non è successo, sono stato male e grazie ai miei amici sono tornato a casa.
Purtroppo ho svegliato i miei genitori, i quali hanno visto le mie condizioni. Non mi era mai successo in passato una cosa del genere e i miei genitori essendo particolarmente contrari a questo genere di cose l'hanno presa molto male anche perchè non se lo aspettavano da me: non sono un ragazzo perfetto, ma hanno sempre avuto molta stima nei miei confronti.
Ora come ora, ho perso la loro fiducia, mi hanno proibito per un po' di fare tardi la sera, ma quella è la meno. Purtroppo mi vergogno profondamente di quello che ho fatto e non me ne do pace, i miei genitori sono diventati freddi nei miei confronti e tutta la fiducia che mi ero creato in questi anni è andata persa.
Sto molto male psicologicamente per quello che ho fatto e per la delusione che ho dato loro. Oltretutto non sono una persona con una grande autostima di me e questo non fa altro che peggiorare la situazione. Cosa mi consigliereste per migliorare i rapporti con i miei e per migliorare la mia condizione psicologica? Grazie.

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Autostima e sensazione di fallimento a 24 anni

Buongiorno, scrivo della mia situazione per sapere se altre persone che hanno vissuto una situazione simile alla mia sono riusciti a superarla. Esempi di storie personali o di pazienti che sono riusciti a sbloccarsi, ad esempio. Ho parlato con tante persone di ciò che sto vivendo e sono pieno di consigli, tutti ottimi, ma non sento che mi servano come invece sento il bisogno di sapere che qualcuno come me, là fuori, ce l'ha fatta. Sono il classico ragazzo dotato che, non avendo dovuto impegnarsi per molto tempo, ha procrastinato all'inverosimile ed ora ne sta pagando le conseguenze. Non ho fatto niente nella vita? Non esattamente. Ho conseguito una triennale in Psicologia, viaggiato all'estero per diverse volte, anche per brevi mesi, perfino in Asia. Ho lavorato presso due cooperative. Ho avuto molti amici anche se poi non sono bravo a mantenere le relazioni che, inevitabilmente, si allentano e si perdono.
Sono di bell'aspetto, anche ora che sto perdendo i capelli piaccio comunque, ho una bella intelligenza (che spreco molto nell'autoanalisi, lo confesso) che mi permette di afferrare anche concetti ardui in poco tempo, socialmente vengo riconosciuto come abile e brillante. La mia famiglia ha una pessima gestione emotiva, ma niente di allucinante: nessuno ha mai picchiato qualcun altro, però molta tensione e silenzio in casa, specie nel periodo fino ai 20 anni.
Mio padre è stato molto collerico fino alla pensione, mia madre è sempre stata iperprotettiva e ha teso a sostituirmi nei miei doveri.
E' veuto fuori in terapia che sono un Puer aeternum, come vuole la lettura junghiana, e ci sta, lo riconosco. Ho avuto molte ragazze, ho sempre pensato che fosse amore, ma probabilmente era più bisogno, rivedendo a posteriori. Il mio più grande difetto è la procrastinazione e continuo imperterrito per questa strada. Non riesco ad assumermi le mie responsabilità, vengo schiacciato dai pensieri e cado spesso in fasi depressive, dove mi sento di non aver vissuto niente di quello che ho fatto nella vita, perché sempre concentrato sul mio malessere e come evitarlo e mandarlo via per sempre. Ho sempre avuto tendenze depressive ed un episodio di depressione maggiore in tarda adolescenza. Non ho mai coltivato me stesso e le mie passioni, non so nemmeno quali siano perché il mio comportamento è sempre stato orientato a fare il minimo possibile e godermi il tempo libero tra videogiochi e cazzeggio. Sono sempre uscito poco, sempre temuto in buona parte il confronto con il mondo che reputo migliore di me e non mi piace far niente di quello che c'è fuori, perché passo il tempo più a giudicare che godermi una bevuta o andare a ballare. Ora, a grandi linee ho consapevolezza dei miei problemi, so anche che "evitando di giudicare me stesso e gli altri" e "cominciando a fare qualcosa" la situazione migliorerà. Il nocciolo della questione è questo però: perché non voglio? Mi sento come se non volessi vivere, tentare, sperimentare, lasciarmi andare. Sono aggrappato ai miei dolori, le mie giustificazioni, le mie scuse. Ho vissuto buona parte di tutto questo inconsapevolmente finora, credevo avessero motivo e ragione d'esistere. Ora tutto sta svanendo e senza il mio malessere non posso più nascondermi dietro niente: mi rimane solo questa voglia enorme di non fare, di abbandonarmi, di distruggermi.
Dall'altro canto poi, faccio molte fantasie sulle mie ambizioni, come diventare un maestro spirituale o un ricercatore sempre in materia, per esempio di meditazione.
Il tempo però ne è passato molto, mi sento disagiato e indietro rispetto gli altri, sono spesso crucciato e non facendo nulla e non uscendo quasi mai da un paio di mesi, non so di che parlare, non so relazionarmi un granché con le realtà che ho creato finora (che ora rivedo sotto un'ottica di bisogno e mi sento in colpa per questo, come se avessi stretto rapporti per ottenere stimoli e amore e ridando nulla) galleggiando tra la fuga dal mio malessere e l'attesa di un futuro migliore. Mi sento di non saper vivere, di non sapere accettare le difficoltà. Ho scritto di getto, rileggendo qualcosa mi rendo conto che potrebbe suonar sconnesso.
Riassumo in breve: siete riusciti a realizzarvi, a lasciarvi il vostro passato alle spalle e ricrearvi una vita che amate,  se ripensate al passato vedete solo fallimento?
Siete riusciti a trovare voi stessi dopo avervi evitato per tutto il tempo?

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Sono tormentata da un mio difetto fisico

Ciao!
Sono una ragazza di 20 anni e mi sento completamente bloccata e limitata da un mio difetto fisico.
Ho il seno asimmetrico, e si nota. Ovviamente non se ho indosso una maglietta, ma se sono in topless si vede. So che tutte le ragazze hanno una leggera differenza, ma la mia è una differenza evidente.
Questo difetto mi tormenta tutti i giorni e mi blocca in ogni senso. Vorrei una relazione ma allo stesso tempo quando arriva il momento di avere un rapporto, io non me la sento perché mi vergogno da morire di questo mio difetto . Tutte le notti penso al fatto che finirò per morire sola perché non troverò mai il coraggio di farmi vedere nuda. So che suona ridicolo, o esagerato, ma per me è veramente così. Ci penso di continuo e soffro tantissimo.
Non ho i soldi per essere operata, sono una studentessa. E nemmeno mia madre ha le possibilità economiche, ragion per cui nemmeno gliene parlo. Non so più cosa fare, sono disperata. Avete consigli ?

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Autostima ed invidia

Non riesco a smettere di paragonarmi agli altri in relazione ai risultati raggiunti nella vita...
Non riesco a non pensare che gli altri siano migliori di me perché hanno un titolo di studio o un lavoro e di conseguenza una certa indipendenza e stabilità economica; io mi sento un totale fallimento per non essere riuscita a raggiungere nessuno di questi "traguardi" e non posso fare a meno di invidiare chi li ha.
Mi vergogno di questa invidia, moltissimo, ma non riesco a smettere di provarla: ad ogni buona notizia relativa ad altri non riesco a non far scattare il paragone con la mia miseria ed a non invidiare l'altro (e l'invidia non fa che accrescere il mio sentirmi un fallimento, in quanto persona incapace di avere relazioni sane con gli altri).
Mi sento un'idiota perché non riesco a fare nulla nonostante i miei sforzi. Tutti questi pensieri non mi abbandonano mai, e mi rendono difficilissimo (se non impossibile) fare qualsiasi cosa per migliorare: chi potrebbe voler assumere un'incapace come me? Perché studiare se tanto, in quanto incapace, nessuno mi assumerà comunque? Non riesco nemmeno a "provarci" a fare le cose, e comunque quando ci ho provato, ho sempre fallento e questo mi ha fatto sentire ancora più idiota!
Vorrei smettere di pensarla così e di provare certi sentimenti, ma è come se non avessi il controllo su questi pensieri e le relative emozioni negative che comportano! Non so come comportarmi, già vado da uno psicoterapeuta, ma comunque mi sento persa e mi sembra di non concludere nulla, solo di girare eternamente attorno alla mia meschinità al fine di giustificare, con "pipponi mentali", i miei fallimenti...

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Come posso migliorare?

Salve,
ho deciso dopo molto di chiedervi aiuto, in quanto mi sono sempre rassicurata da sola che la mia scarsa autostima e la mia completa incertezza sul mio futuro fossero dovute alla mia giovane età; sono una ragazza di 20 anni, sono fidanzata da due anni e mezzo, ho un buon diploma da ragioniera ma ho un grave problema: l’insicurezza.
Non sono mai sicura di me, del mio fisico e del mio carattere, nonostante cerchi sempre di concentrarmi sulle esigenze e i bisogni di chi mi sta accanto; non riesco ancora a decidere quale strada vorrei intraprendere, quella militare mi sarebbe piaciuta, ad esempio, ma per motivi di salute non posso intraprenderla; per altre, invece, non mi sento all’altezza. Mi sento così inutile, e non so come uscirne.

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Reazione emotiva spropositata

Buonasera, premetto che non sono una persona timida o chiusa, anzi mi ritengo abbastanza intraprendente e solare e soddisfatta delle scelte che ho fatto finora nella vita e della mia situazione attuale. Oggi ho avuto una reazione emotiva di pianto durante una lezione universitaria. Descrivo meglio la situazione: - Aula con una 30ina di persone, tutte conosciute e con alcune di queste sono anche amica; - La Docente ci richiede di stilare una lista di 10 pregi personali; - dal momento che mi trovo bloccata nel compilare questa lista la docente chiede al resto dell'aula di elencare i miei pregi; - mi sono sentita travolta e ho iniziato a piangere come una fontana e sono scappata dall'aula. Sono tutt'ora abbastanza scossa da questa mia reazione che fondamentalmente non capisco a fondo. Come posso identificare cosa mi ha portato a questa reazione? Non amo essere messa al centro dell'attenzione, ma non ho mai avuto una reazione simile finora. Grazie, Francesca

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Stima.

Salve, avrei bisogno di un consiglio.
Da molto tempo ho un pessimo rapporto col mio corpo, e questo mi causa sfiducia ed insicurezza. Anche con le donne è complicato perché l‘idea di mostrare la mia nudità mi blocca, mi vergogno, e ho timore del giudizio, del rifiuto. Potreste insegnarmi un modo, una tecnica per accettarsi, ed avere più sicurezza, fiducia di se? Purtroppo questo disagio mi causa un certo sconforto. E angoscia.
Vi ringrazio.

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