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Domande e risposte

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Come devo comportarmi con mio figlio

Mio figlio a 6 anni...è sempre stato un bambino timido e chiuso, ma ora sta diventando un problema secondo me. Se le persone lo salutano lui non risponde, a scuola parla e gioca con i compagni ma al momento del saluto tutti gli dicono ciao e lui abbassa la testa e non risponde....le maestre dicono che apprende subito tutto ma ha sempre lo sguardo triste. A casa è tutto un capriccio piange per qualsiasi cosa che a lui non va bene, fa i dispetti...io e suo padre non sappiamo più cosa fare. Premetto che ho un altro bimbo di 1 anno, ma questi comportamenti li aveva anche prima della nascita del fratello.

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Da un po' di settimane ho problemi con me stessa.

Circa 2 settimane fa' ho perso i miei genitori in un incidente. Nonostante varie sollecitazioni da parte di mio fratello di vivere un po' con lui, ho deciso di prendere questo avvenimento, ormai successo, come sfida e andare a vivere da sola. Mi ha sempre spaventata l'idea di passare del tempo solo con me stessa e questo poteva essere proprio il momento per superare questo limite. Non è andata esattamente così. Ho 18 anni, lavoro come investigatrice e studio criminologia quindi a casa ci sono poco ma quei pochi momenti che ho avuto a disposizione per confrontarmi con me stessa, mi hanno aperto come un "vuoto" dentro di me. La mattina mi svegliavo, mi guardavo allo specchio e vedevo, costantemente, una maschera che si modellava secondo il parere degli altri. Una maschera che mi allontanava giorno dopo giorno da me stessa. Mi guardavo e vedevo solo tanti volti, questo mi ha portata a guardarmi in modo così critico fino ad arrivare a vergognarmi di me stessa. Tendo ad essere tanto perfezionista, ogni difetto, cercavo di coprirlo con un pregio ai miei occhi. Attualmente, istintivamente, gli unici momenti liberi li passavo/passo uscendo per non dare a me stessa il tempo di pensare. Questo atteggiamento mi porta nel nascondere il problema senza affrontarlo, ma penso che l'ancora che lo tiene nascosto sul fondale prima o poi si possa rompere facendolo tornare a galla. Dunque vorrei affrontarlo, riuscire a levarmi tante anzi diciamo tutte le maschere che indosso e non vergognarmi di quello che sono realmente. Ero arrivata a vergognarmi di uscire di casa solo perché qualcuno magari mi avrebbe potuto guardare. Il fatto che gli altri potessero vedere ciò che a me schifava mi portava a chiudermi. Vorrei affrontarla, non dico di vivere in modo infelice anzi, ma vorrei realmente trovare un modo di uscire di casa con qualche sicurezza in più, non vergognandomi del volto. Magari la tematica potrebbe essere stupida o banale e mi scuso in anticipo per questo. Grazie e scusate ancora.

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Tristezza a 18 anni

Salve a tutti, ho 18 anni e frequento la quinta superiore. Da circa un periodo mi sento molto triste quasi depressa. Tutto ciò si è amplificato nelle ultime settimane piene di verifiche e interrogazioni. Per un po' ho cercato di minimizzare tutto questo ma credo di essere arrivata a un limite. Ogni giorno che passa è sempre uguale all'altro. Vivo alla giornata, non ho molta fiducia nel futuro. Non so nemmeno se iscrivermi all'università. Non vorrei iscrivermi perchè ormai studiare fa solo che peggiorare la mia salute mentale. Inoltre sento che non sono portata per fare nessun lavoro e penso che fallirò in qualsiasi campo io decida di intraprendere. A scuola sono sempre andata bene anche se nell'ultimo periodo mi sento come se fossi stupida. Vedo compagni che studiano molto di meno di me prendere voti più alti solo perchè non si fanno prendere dall'ansia come spesso accade a me. Ho pochi amici. Alcuni non li vedo da un po' a causa COVID anche se sento sempre di non essere mai la priorità di nessuno di loro. Inoltre mi sento sempre inferiore alle altre ragazze. Loro sono magre anche senza spaccarsi di diete e workout, sono sempre felici e sicure di sè, sanno cosa vogliono, sono belle e sono circondate da tanti ragazzi. A volte mi capita di piangere per il solo fatto di essere così come sono. Forse avrei bisogno di essere amata e apprezzata di più.

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Insicurezza nell'adulto e ruolo del genitore nell'infanzia

Buongiorno. Sono una donna di 33 anni, single e professionalmente realizzata. Nonostante i successi professionali, ho sempre l'impressione di cercare l'approvazione di persone piu' esperte di me, non solo in ambito professionale. Riconduco questa caratteristica al temperamento forte, e a tratti poco sensibile, della figura materna, da sempre "donna in carriera" che tendeva a gratificare poco ed essere molto severa nei giudizi, sebbene io sia stata sempre spontaneamente diligente e performante. Ho sempre contato molto sull'appoggio e sull'affettività più "esplicita" dei nonni, venuti a mancare da circa un anno. Mi chiedo se questa chiave di lettura possa essere corretta e come poter risolvere, eventualmente, questo "vuoto" affettivo da me espresso, in maniera da guadagnarne in termini di autostima e serenità.

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Autostima e peso della responsabilità

Salve a tutti sono una ragazza di 21 anni. Scrivo per chiedere aiuto riguardo al fatto che lotto da anni con la mia autostima pari a zero. Molte persone non mi apprezzano e hanno spesso atteggiamenti poco rispettosi nei miei confronti. Sono consapevole di avere dei lati positivi però quando le altre persone mi giudicano o non mi rispettano la mia emotività é a pezzi. Si distrugge ogni volta, e con tutte le mie forze devo ricostruirla; ma poi succede di nuovo e di nuovo; sembra di essere in un vortice continuo. Sono veramente stanca. Ad appesantire la mia situazione c'è il fatto che mio padre ha dei problemi di salute e devo accudirlo io, l'unica che si interessa di lui. La situazione alcuni giorni diventa per me particolarmente pesante perché anche se lo faccio perché gli voglio bene, mi pesa tanto. E molti giorni non riuscire a trovare uno spazio solo per me durante la giornata diventa difficile e la situazione è un carico troppo pesante da portare sola ogni giorno. Vorrei sapere se sono condizionata a vivere in questo modo o se c'è una via d'uscita!

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Vuoto alla testa

Salve, sono una "ragazza" di 32 anni che non sa neanche cosa significhi la parola Autostima. Non ne ho. Sto attraversando un periodo difficilissimo, e vi chiedo come prima cosa, se è possibile che in situazioni di stress, che per me sono quasi tutte, quando mi relaziono con qualcuno, la testa decida di andarsene? Sentirsela improvvisamente attraversare come da una nuvola, che ti lascia la testa vuota per svariati minuti. Che non ti fa capire più niente, e muoverti con il corpo anche stranamente. La sensazione è orrenda! Chiedo cortesemente risposta E poi... Se qualcuno appunto mi sa dare una risposta, se si può, oltre che a rispondere nel sito, se mi può contattare. È troppo importante per me

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Ho paura del giudizio altrui

Sono una donna di quasi 40 anni, con un buon lavoro e molto carina, ma mi sento sempre inadatta, non ho un compagno, ho amici ma mi sento spesso sola, ho poca autostima, nonostante so di ricoprire un buon ruolo e di esserci arrivata solo con le mie forze, è come se non mi sentissi stimata da nessuno, a partire dai miei familiari, e anche a lavoro ho sempre paura di espormi e di fare qualsiasi cosa, di dire la mia opinione, è come se mi sentissi sempre giudicata. Non so da quando è iniziato tutto ciò, sono stata sempre un po timida, ma poi negli anni è molto aumentata la cosa.

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Bassa autostima

Salve sono una mamma di un ragazzo di 13 anni, il problema di mio figlio e che vedo nonostante il passare degli anni non socializza con i suoi amici (scuola, sport).Premetto che è sempre stato caratterialmente introverso, ma con il crescere non ci sono stati grandi cambiamenti, anche con gli amici che conosce da anni è sempre restio nel parlare o dire la sua opinione, è molto raro che ha voglia di uscire, o di andare a casa degli amici ( piuttosto preferisce che vengono loro a casa sua), nel tempo ha già fatto poche sedute da psicologo (dove hanno riscontrato bassa autostima) ma l'altro problema e che non è voluto più andarci, quindi ad oggi pur cercando altri modi x aiutarlo mi trovo con le mani legate, a casa lo sproniamo interagendo con lui ma contemporaneamente rispettando i suoi momenti di silenzio, cosa posso fare altro? aggiungo che ho cercato di creargli momenti di socializzazione (cene con amici, pomeriggi a casa con gli amici) ma ora mi sono imposta che non è questo il modo, e di far in maniera che sia lui stesso a decidere come organizzare il suo tempo libero, dove sbaglio?

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