Domande e risposte

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Paura di ricevere

Salve, ho 24 anni e la mia vita è abbastanza movimentata: sono cresciuta con un gruppo di amici molto solido che per me significava vita, e tutt'oggi quando riesco, mi piace frequentare alcuni di loro. Ho due genitori sfuggenti, per questo sono abituata a chiedere e dare io delle attenzioni piuttosto che riceverle. Sono sempre la prima a chiamare chiunque, a perdonare e soddisfare i bisogni degli altri, soprattutto nelle relazioni con i ragazzi.
Due episodi hanno scandito la mia vita: la mia migliore amica che frequenta il ragazzo del quale ero perdutamente innamorata, e far finta assolutamente di nulla e di essere una grande sostenitrice di questa relazione, e l'aver lasciato incompiuti due percorsi universitari solo perché avevo paura a sostenere gli esami.
Ad oggi sono un fascio di nervi, perché credo che per me non esista l'amore vero, che non esista in me la forza per studiare e intraprendere la carriera della mia vita, e che mai possa io ricevere le attenzioni che ho sempre dato. Grazie per l'attenzione, il mio voleva essere solo un piccolo sfogo.

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Ho paura di me stessa e del mio futuro

Non so cosa mi capita. Sempre più spesso penso al suicidio, anche se non voglio morire, vorrei invece cambiare totalmente vita. Vorrei prima di tutto realizzarmi in quella che è la mia passione, in cui sono brava visti i risultati conseguiti, ma non basta per mantenermi e devo lavorare (lavoro pesante, senza sbocchi) in un posto capeggiato da persone vuote ed ignoranti (soffro perché è una gran perdita di tempo).
Vorrei che il mio ragazzo mi capisse e mi ascoltasse di più, nonostante io gli parli apertamente, lui vede tutto come un attacco. Dei miei parenti se ne salvano pochi, i miei genitori mi trattano con sufficienza. Forse è questo che mi spezza, nessuno, se non i miei clienti, mi tratta come se valessi qualcosa. Queste situazioni mi portano ansia e una sofferenza terribile, mi sembra di essere in una palude dove è più facile lasciarsi annegare, ma chiedo, come posso uscirne?

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RIFIUTO AD USCIRE

Buongiorno,
ho un figlio di 16 anni che si rifiuta ad uscire e preferisce giocare con la playstation. Sarò più preciso, a scuola va volentieri, a calcio va volentieri, quando usciamo con amici esce volentieri, ma se gli diciamo di chiamare qualche amico o compagno di classe si rifiuta.
Devo dire che alle medie è stato oggetto di una forma di bullismo, veniva sempre mandato via. Cosa posso fare per aiutarlo? Distinti Saluti

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Cosa non va in me?

Ciao, sono una ragazza di 21 anni e non riesco più ad andare avanti. Vorrei davvero capire quale sia il mio problema, così potrei affrontarlo meglio.
So di non essere felice per niente, so cosa non mi piace di me, ma non riesco precisamente a capire il mio problema, e di conseguenza non so risolverlo. Ho un'autostima molto bassa.
Mi vedo brutta, o meglio mi vedo strana. Sono costantemente in imbarazzo per quello che sono come persona, sia esteticamente che interiormente. Mi sento sempre inferiore agli altri, da sempre. Ho molta ansia, mi capita di avere attacchi di panico molto spesso, di tremare, di non avere aria.
Ho dei momenti in cui sono completamente a terra emotivamente, perché mi odio e vorrei essere diversa in tutto e per tutto. Cerco costantemente di cambiare, di crescere, ma non riesco mai a finire quello che inizio. Parto con entusiasmo, progetti, voglia di essere diversa, ma a metà strada mi demoralizzo, mi viene ansia e tutto va in frantumi. È come se non riuscissi ad accettarmi, e per questo per me è anche difficile avere una relazione.
Se inizio a frequentare un ragazzo, sono troppo impegnata a pensare a come mi vede l'altro, a dove sbaglio, al mio aspetto, che a me non piace, a quanto sono imbranata, e finisco per troncare la cosa, dato l'eccessivo stress che mi causa. Questo mi fa star male. Sono arrivata a farmi del male fisicamente, in certe occasioni, perché troppo soppraffatta dall'odio per me stessa, dall'imbarazzo dell'essere me.
Mi sembra di star vomitando parole perché è difficile esprimere il caos che ho in testa ogni santo giorno, che non mi fa dormire, che mi fa pensare che sia inutile vivere.
Cosa non va in me? Perché non posso essere felice? Apparire sfigata, ridicola o strana agli occhi degli altri è la mia più grande paura, e questo mi porta a evitare certe situazioni.
Sono realista o pessimista? Ho una tale confusione, non ce la faccio più.
Come posso aiutarmi?

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Insicurezza cronica

Riscrivo il quesito perchè temo ci sia stato un problema al momento dell'invio del primo. Ho 25 anni, e sono profondamente insicuro, mi sembra di non valere nulla. Questo malessere premetto che non si manifesta a livello cognitivo, ma è tutto a livello emotivo. Sento questo grosso senso di vuoto dentro, un malessere, come se un macigno di 100 kg mi colpisse sul petto e sullo stomaco. Soffro di questo malessere sin da piccolo. Non ho ricordi di essere mai stato sereno; i miei ricordi dell'infanzia sono veramente pochi. Ultimamente la situazione si è aggravata peggiorandomi la vita (non esco più, non lavoro più, ecc). Quando parlo con le persone vado in ansia completa, sono nel pallone: percepisco sempre come se mi disprezzassero. Mi sembra proprio di non essere degno di niente. Nonostante dall'esterno abbia riscontri di una mia positività come persona, e razionalmente sono consapevole di non essere l'ultimo arrivato, emotivamente invece mi sento tutto il contrario. Oltretutto non riesco a voler bene emotivamente a nessuno (nemmeno ai miei genitori), non sento quel calore affettivo, ma è tutto razionale. A volte, quando realizzo che qualcuno può volermi bene, mi viene da piangere. Quando cerco di pensare a me stesso come una persona positiva sento questo nodo interno di negatività. In questi anni mi sono sempre nascosto dietro una maschera di aggressività, narcisismo, superiorità, disprezzo verso gli altri; erano sempre gli altri sbagliati, che non capivano. Sento dentro di me questo forte dolore, ma non ho il coraggio di affrontarlo. Ho provato con la psicoterapia ma senza successo (anche perchè non era stato centrato il problema) . Che fare? Come uscirne?

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Insicurezza profonda e radicata

Ho 25 anni, e da un pò di tempo non vivo più: non riesco più a lavorare, ad uscire con gli amici, ad uscire in generale. Ho costantemente questo disagio dentro di me, che mi accompagna da sempre. Non ho ricordi di essere mai stato sereno, nemmeno nell'infanzia; anche se i ricordi dell'infanzia credo di poterli contare sulle dita di una mano. Questo disagio mi si presenta come un vuoto, una tristezza costante. Analizzandomi ultimamente ho capito che sono profondamente insicuro, mi reputo una nullità, di non avere nessun valore, ed è un dolore che sento dentro di me. Non presento particolari pensieri che mi dicono che non valgo nulla, è proprio una sensazione che sento, profonda. E' paradossale perchè nonostante mi sia diplomato, poi ho lavorato qualche anno (prima appunto di lasciare), ho degli amici, ho delle affermazioni dall'esterno che mi ricordano di essere una bella persona, e razionalmente sono consapevole di non essere l'ultimo arrivato, dentro di me emotivamente è tutto il contrario: il sentirmi una nullità e sbagliato mi porta a percepire un dolore sordo. Questa sensazione l'ho sempre avuta, sia durante il periodo scolastico che quello lavorativo, e mi portava a non rapportarmi con i colleghi, a non essere socievole ed espansivo; ho notato come questa mia insicurezza l'ho sempre nascosta mettendo in mostra arroganza, supponenza, aggressività, sarcasmo, atteggiamenti narcisistici. Quando mi devo rapportare con qualcuno, amico o non amico che sia, dentro di me c'è sempre la sensazione di essere sbagliato, di non valere. Ho sempre fatto finta di niente, cercando di tirare avanti, ma da un pò di tempo a questa parte, come dicevo, la mia vita è peggiorata: attacchi di panico, ansia, derealizzazione. Mi sono ulteriormente reso conto che non riesco a provare, e non ho mai provato, affetto verso qualcuno (nemmeno verso i genitori). Alle persone voglio bene razionalmente, ma non sento il calore che si prova quando si vuole bene a qualcuno: quando dentro di me sento la fiammella emotiva del voler bene a qualcuno la soffoco e mi viene da piangere. Allo stesso modo a volte mi capita di realizzare che le persone possono volermi bene, e mi viene da piangere (sempre pianti di tristezza). Ho tentato una strada dallo psicoterapeuta ma senza successo (anche se non analizzammo mai a fondo questa mia insicurezza perchè non ne ero cosciente). Può l'insicurezza portare a tutto questo? Come se ne esce?

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Perché mi sento sempre inferiore a tutto e tutti?

Buonasera,
sono Federica e ho 28 anni. Ho una bella famiglia, un buon posto di lavoro e sono fidanzata da più di un anno. A quanto pare non mi manca proprio nulla, ma non riesco ad essere felice.
Da un paio di anni ho completamente perso fiducia e sicurezza in me stessa, mi sento sempre inferiore a qualsiasi situazione o persona che mi trovo davanti. Nonostante sia circondata da persone che amo, non riesco a sentirmi apprezzata e considerata.
In ogni gesto degli altri vedo menefreghismo. Anche quando faccio qualcosa di buono, non riesco mai ad apprezzarlo in pieno perché ci trovo sempre qualcosa di negativo alla fine. Non sono mai carina abbastanza, mai intelligente abbastanza e mai brava abbastanza. No so da dove derivi questo senso di inferiorità.. i miei genitori mi hanno sempre voluta bene, ma non sono mai stati carichi di complimenti.

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Mi sento inutile

E da un po’ che mi sento inutile, ho dei genitori stupendi che mi trattano sempre bene, certo mia madre non è proprio una santa, a volte non sa controllare le parole e mio padre non ha molto tatto (se deve dirmi che sono grassa lo dice senza giri di parole, io sono in sovrappeso e da piccola me l’ha fatto pesare molto, ora sono dimagrita, ma pur sempre in sovrappeso, per fortuna non mi sta dicendo più niente, comunque l’ha fatto per il mio bene) allora, mi sento una nullità perché non vado molto bene a scuola, non riesco a dimagrire sono sempre sullo stesso peso, non do mai soddisfazione ai miei genitori che loro lo meritano tanto, mio padre per questioni di lavoro tende a partire molto resta fuori circa tre settimane e torna per tre giorni, e ogni volta che se ne va sto davvero molto male, tipo domani che dovrà andarsene.
Mi sto dilungando troppo, volevo dire che ho questa sensazione di non essere abbastanza per i miei genitori, non mi piaccio per niente e non solo esteticamente, non mi sfogo mai con nessuno quando mi capita di essere triste sto sempre da sola in bagno a piangere, ho così tanta voglia di sfogarmi e di prendere in mano la mia vita e non ci riesco mai, certe volte sto giorni interi a letto, senza voler stare con nessuno, tratto male mia madre e le persone che mi stanno intorno, ma non lo faccio apposta dopo mi sento veramente in colpa.
A volte, penso al peggio, ma per fortuna non faccio mai niente, so che questo può sembrare stupido o infantile, ma è come mi sento e ci tenevo tanto a sfogarmi con qualcuno. So che questo non è molto chiaro, ma spero capiate almeno un po’.

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