L'autosabotaggio, ovvero me contro me

"Non faccio nulla contro me stesso, eppure ne sono il carnefice" J. Donne

Durante un’inondazione, uno scoiattolo, una lepre e un topolino chiacchierone si ritrovano disperatamente aggrappati ad un tronco d’albero, che viene trascinato con violenza dal fiume in piena.

Un cigno coraggioso, vedendo i tre animali in difficoltà, decide di aiutarli; ma può soccorrerne solo uno alla volta e le sue zampe palmate non gli permettono di afferrarli.

Rivolgendosi allora allo scoiattolo gli chiede di aggrapparsi con la bocca alla sua zampa destra.

Dopo averlo tratto in salvo, dà le stesse istruzioni anche alla lepre.

Infine, esausto e dolorante, il cigno torna dal topolino chiacchierone: “mi raccomando topolino, so che ami parlare, ma se vuoi sopravvivere, stringi forte la mia zampa con la bocca e prometto di salvarti.

Lo farò” rispose il topolino e insieme lasciano il tronco ormai quasi completamente sommerso dai flutti implacabili.

I due animali volano verso la salvezza, ma a pochi metri dalla riva, il topolino chiacchierone non riesce a trattenersi e rivolgendosi al suo salvatore gli dice “vorrei atterrare nel…“. Senza finire la frase, il topolino precipita nel fiume in piena e scompare in pochi istanti, inghiottito dalle acque tumultuose.

Spesso conosciamo esattamente la via giusta da seguire per ottenere i risultati a cui aspiriamo, ma nonostante questo tendiamo a sabotarci, ostacolando potenziali successi e ottenendo tremendi fallimenti.

Avere successo significa necessariamente cambiare, e al nostro cervello i cambiamenti non piacciono, perché ogni cambiamento, anche in positivo, richiede un dispendio di risorse mentali. In questo caso quindi, l’autosabotaggio è un meccanismo volto a mantenerci entro i confini rassicuranti della nostra zona di comfort.

 

  1. Vogliamo avere il controllo. Anche dando il 110% nessuno può garantirci il raggiungimento dei nostri obiettivi. Esiste sempre un aspetto di imprevedibilità. Al contrario, se sabotiamo il nostro percorso, possiamo essere certi di quello che sarà l’esito. Per quanto paradossale possa sembrare, il nostro bisogno di controllo ci porta a fare anche di queste minchiate.
  2. Abbiamo cattive abitudini. Non sempre sono necessari subdoli meccanismi mentali per spiegare le nostre strategie di autosabotaggio: a volte, prepariamo noi stessi al fallimento, solo perché abbiamo adottato tutta una serie di abitudini negative come la dipendenza da social, il fumo (questo sistema per smettere lo hai già provato?), la dieta etc.
  3. Siamo annoiati. Come visto il nostro cervello odia i cambiamenti. Al contempo però ha bisogno, di tanto in tanto, di qualche “botta di vita”, insomma di qualcosa che lo stimoli e non lo faccia annoiare. Esistono molti modi costruttivi per stimolare la nostra mente, ma sai com’è, il lato oscuro è sempre più allettante. Ecco allora che siamo disposti a barattare la nostra felicità futura per un effimero momento di piacere.
  4. Pensiamo di non meritarcelo. Esistono numerosi studi che mettono in relazione l’autosabotaggio con la scarsa autostima. In definitiva ci prepariamo al fallimento perché siamo intimamente convinti di non meritarci successo e felicità.

 

Liberamente ispirato alla rivista "Efficace Mente"

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Dott.ssaMonica Mazzini

Psicologa, Psicoterapeuta - Brescia

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