Domande e risposte

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Mio padre tradisce mia madre

Salve a tutti, Questa mattina ho scoperto che mio padre tradisce mia madre. Stavo usando il computer di mio padre per guardare delle cose quando in basso a sinistra è arrivata una notifica di facebook, non ho fatto nemmeno caso a cosa fosse scritto ho spostato il cursore sulla ''x'' per chiudere la finestra ma invece mi si è aperta. Era un messaggio di buon giorno da parte di questa donna. La cosa mi ha fatto strano quindi sono salita per leggere gli altri messaggi e ho visto che c'erano parecchi buongiorno alla quale mio padre non aveva risposto, andando ancora più indietro però ho visto i messaggi che si scambiavano e qui ho scoperto tutto e di più. Sono rimasta come pietrificata e le mani hanno cominciato a tremarmi. Davvero non sapevo cosa fare: mio padre era seduto sul divano a un metro di stanza da me a guardarsi la televisione. Ho immediatamente bloccato questa donna e cancellato la chat... mi sono resa conto solo adesso che non avrei dovuto farlo ma al momento ero così in shock che pensavo facendo questa inutile e infantile mossa si sarebbe risolto tutto: magari facendo così lui non l'avrebbe più cercata... Premetto che ho più di 20 anni e capisco benissimo che questi sono affari dei miei genitori e io non devo entrarci, però capite bene che la mia idea ''perfetta'' di mio padre è crollata in un momento. La soluzione più giusta mi sembra quella di parlarne con lui ma davvero non so come intavolare la conversazione e sono davvero spaventata da quello che potrebbe succedere dalla mia decisione. Mia madre lo ama davvero e sono sicura che le si spezzerebbe il cuore se lo sapesse. Però magari hanno già risolto loro (mio padre e mia madre) la situazione dato che (non ho avuto la prontezza di guardare le date) gli ultimi messaggi lui non ha risposto... Non vi sto chiedendo cosa devo fare oppure no ma un consiglio vostro consulto... non so davvero come comportarmi e non riesco a vedere più mio padre negli occhi..

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Paure dei botti

Buon giorno Sono il Papà di un bambino di Anni 11 affetto da paralisi celebrale infantile...al momento ha un deficit prevalentemente motorio. Sin dall infanzia ogni volta che c' è un botto qualsiasi quale tuono o apertura bottiglia di spumante entra in crisi per i continui sussulti e non vuole più uscire. Chiedo pertanto a quale specialista devo rivolgermi per superare tale criticità....

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Relazione morbosa in età adolescenziale

Ho 21 anni e circa 7 anni fa alle prime esperienze relazionali mi sono imbattuta in una relazione che si è rivelata essere malsana. Lui era 3 anni più grande di me ed è durata complessivamente 4 anni tra rotture e riprese. Alcune delle cose che succedevano erano che venivo privata della mia libertà (ad esempio di uscire con le mie amiche, che venivano spesso derise e insultate da lui perché pensava che fossero delle cattive compagnie per me) attraverso minacce verbali (più intense tramite i messaggi del cellulare). Per quanto riguarda la violenza fisica è stata presente, non in maniera grave ma quasi mi faceva piacere perché temevo spesso di non essere creduta o che la mia sofferenza venisse sminuita perché non tangibile. nel 2015 ero riuscita a lasciarlo grazie ad uno dei tradimenti da parte mia. Avevo tendenze autolesive dai 12 anni, ma da quel momento in poi il problema si intensificò notevolmente creando una dipendenza dal procurarmi grosse cicatrici. Anche il mio umore lo ricordo a terra. Alla fine mi sono ripresa pian piano ma ho notato una strana tendenza al volermi impegnare a tutti i costi in un altra relazione. La mia prima fu dopo solo 7 mesi dalla rottura definitiva ma dopo un anno e mezzo iniziai ad avere problemi alimentari e a 2 anni la relazione terminò. Dopo circa un mese ero già pronta e di nuovo innamorata, ma questa volta del mio attuale ragazzo. Il mio problema è che le mie tendenze autolesive (sebbene si intensifichino o spariscano a periodi) non sono del tutto passate ed ogni volta che sento una situazione di stress la mia soluzione è quella. Inoltre da circa 6/7 mesi penso spesso alla mia prima relazione di cui ho parlato. Ho riflettuto sulla sessualità di questa ed ho percepito che non fosse normale nemmeno quella. Ero cosciente dei fatti ma non avevo mai razionalizzato in modo così esplicito che potesse trattarsi di abuso sessuale. Ho percepito all'improvviso come se fosse stato qualcosa che mi metteva a disagio nonostante la mia consensualità. Quello che penso è che attraverso la manipolazione verbale mi spingeva spesso a fare cose specifiche. Un paio di esempi espressi in sintesi e con parole diverse dalle sue: "la mia ex ragazza faceva questa cosa";"dovresti presentarti in un certo modo o mi rifiuto di avere rapporti con te";"nessuna delle persone con cui sono stato aveva problemi sessualmente quindi il problema sei tu". Questa scoperta ha influenzato la mia vita sessuale a causa di flashback ad esempio. Mi causa attacchi d'ansia senza un reale motivo e talvolta ho come una confusione in testa.Come se stessi parlando con il mio ex ragazzo e non con l'attuale. Il mio ragazzo dice che chiaramente dimostro di avere un ossessione nei suoi confronti anche a causa di altri atteggiamenti da parte mia come continuare a cercare foto, ricordi. Ultimamente ho avuto la tendenza a figurarlo instaurando anche una sorta di dialogo. Premetto di non aver mai consultato uno psicologo. le mie domande sono le seguenti: -sono perplessa riguardo ai presunti abusi sessuali. La sensazione era più quella di "sentirsi in dovere". Rilasciando un mio chiaro consenso e talvolta anche prendendo l'iniziativa, si può parlare di abuso sessuale? -i miei atteggiamenti o sintomi mi invalidano? io non riesco a capirlo. un'altra cosa che mi preoccupa è che ho la tendenza ad attaccarmi e ad affezionarmi subito a chi mi dimostra anche solo un po' di affetto, recentemente sentivo un ragazzo telefonicamente e dopo un mesetto per diverse cause ho dovuto troncare. Solo una banale quasi amicizia (perché in un mese non credo si possa instaurare un legame così forte). Giudico la mia reazione esagerata, tanto da ricadere nuovamente in atti autolesivi. Non è la prima volta che accade per cui: -dovrei preoccuparmi riguardo al mio rapporto con gli altri? -Dati i miei sintomi e considerato che gli avvenimenti si collocano intorno i 14/15 anni potrebbe trattarsi di un disturbo post traumatico da stress?

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Mia figlia è attaccata alla madre

Sono un Padre Separato e vivo a 450 km di distanza da mia figlia che ha 6 anni e sono 4 anni ormai che lei è la madre sono andate via. Non riesco a tenere una giornata intera mia figlia con me ne a farle passare la notte da me e con me. Specialmente nell'ultimo anno, mia figlia vuole tornare dalla madre e dice che non la vede da troppo tempo, io ce la riporto. Ho paura di farle danno se la costringo a rimanere con me. Mia figlia è attaccata alla madre che nei miei confronti ha avuto atteggiamenti ostili e so che la bambina ha paura di essere portata via nonostante le dico che non é vero. Abbiamo fatto CTU e sta andando da uno specialista. Cosa posso fare per staccarla dalla madre e tenerla con me senza problemi? Cerco sempre di non farla annoiare. Devo forzare la cosa anche contro la sua volontà?

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Come posso vivermi serenamente mia mamma essendo narcisista patologica?

Salve, purtroppo non mi sarei mai aspettata a 21 di scoprire che mia mamma fosse realmente una narcisista patologica. Parto dal principio per spiegare meglio il tutto, io e mia mamma abbiamo sempre avuto un bellissimo rapporto, l’ho sempre stimata e ho sempre pensato fosse la donna più forte del mondo e che un giorno sarei voluta diventare tale e quale a lei. I miei genitori si separarono durante l’anno della mia quarta elementare, stessi male ma pensai sin dal principio che la colpa fosse di mio papà, li ho sempre sentiti bisticciare e mai abbracciarci. Andammo a vivere da sole, lei continuava a mettermi contro mio papà in tutti i modi possibili e io bambina ci cascavo con tutte le scarpe. Mia mamma era il mio tutto, perché non avrei dovuto crederle? Un paio di anni dopo morirono i miei nonni (padre e madre di mamma)..Mia mamma cadde in una brutta depressione l’anno successivo, non faceva avvicinare papà lo trattava come un uomo di merda, io mi occupavo di lei e piano piano con le medicine sembrava tutto più calmo, più sereno e lei più felice. E se lei era felice lo ero anche io. A 16/17 anni però iniziava a diventare tutto troppo stretto per me, era un continuo litigio, passava mesi a non parlami in casa, sembrava sempre che non ne combinassi una giusta. A 18 anni me ne andai da casa sua, partì a lavorare in una città due ore di macchina lontana da lei. Li sono rinata, li ho incontrato il mio fidanzato. Ho conosciuto lui che mi ha presa dal fondo salvandomi. Ora stiamo 3 anni assieme, conviviamo da 2 anni e mezzo, abbiamo preso tanti aerei e siamo andati in tanti posti e ancora ne dobbiamo visitare tanti! In tutto questo mia mamma ha sempre odiato il mio fidanzato, l’ha sempre trattato in malo modo ma lui si è sempre comportato da signore nei suoi confronti, all’inizio ho pensato fosse solo gelosia. Poi ho capito che il problema ce l’aveva lei e soltanto lei. Non era colpa mia, non era colpa del mio fidanzato, ne di mio papà, era sempre stata lei a fare tutto da sola..Si montava e smontava i suoi castelli di sabbia buttando tutto addosso solamente a me. Mi è capitato di chiamarla piangendo perché ero stressata dal lavoro, le bollette, l’affitto..mentre ero a 200 mila km lontana da lei perché avevo bisogno del conforto della mia mamma e lei l’unica cosa che sapeva dirmi era “l’hai deciso tu di andare a vivere li con quello cosa ti lamenti” Le sue chiamate partivano con “sai che non ho soldi? Non so se arriverò a fine mese, tu quanti soldi hai sul conto?” Più di una volta mi ha detto “ho provato a suicidarmi ieri” “voglio morire adesso” “sei brava solo a farti i cazzi tuoi, tu a me non pensi mai, vivi per quel coglione del tuo ragazzo e io che ti ho cresciuta?” Ribadisco che il mio fidanzato è la persona più pura e genuina che abbia mai conosciuto nei miei piccoli ventun anni. Dopo questo “breve” racconto, sicuramente con errori infatti mi scuso in partenza, vorrei soltanto sapere se potrei mai riuscire a stare serena con mia mamma. So che ci vuole pazienza e spero di averne abbastanza, mi piacerebbe soltanto stare bene con lei, poterle parlare senza sentirmi dire “tutti i problemi che ho io tu non immagini” Ho bisogno solo della mia mamma che mi faccia da MAMMA perché un papà ce l’ho ed è un grande uomo!

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Ho scoperto che mio padre "tradisce" via telefono mia madre. Come devo comportarmi?

Buongiorno, Vi scrivo in quanto ho scoperto che mio padre "tradisce" mia madre. La questione è che mio padre continua a sentire questa donna (che tra l'altro conosco benissimo), via messaggio e chiamandola quasi tutte le sere. Le conversazioni di WhatsApp tra l'altro le cancella sempre tutte, quasi a non volere lasciare la traccia di nulla a riguardo. Il problema che lui crede che io non sappia nulla di questa cosa e invece l'ho scoperto ancora l'anno scorso. È un anno che me lo tengo dentro. Oggi, dopo un anno di prese in giro e dell'ennesima volta che ha messo giù la chiamata di colpo appena sono spuntato, gliel'ho finalmente detto in faccia. La sua risposta è stata che io sono pazzo e sono tutti miei castelli in aria che mi faccio, che la donna che sente è solo un'amica e che si sentono spesso, ma che mia madre sa tutto. Allora io mi chiedo perché una persona dovrebbe cancellare le chiamate in entrata/fatte e tutte le conversazioni di WhatsApp se non ha nulla da nascondere? Il problema di tutto questo è che lavoriamo insieme e non so più cosa fare, sono distrutto. Avrei bisogno tanto di due parole. Grazie

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Non so più cosa rispondere a mia figlia

Salve, ho una bambina di quasi 5 anni suo padre è sparito nel nulla da più di un anno, lei ha avuto una ribellione sia nei miei confronti che nei confronti del mio compagno attuale che gli fa da padre da quando è nata.... Lei paragona sempre le cose belle al padre e le brutte a noi del tipo "il mio papà me lo fa fare voi no" ci reputa la parte brontolona e cattiva della famiglia.... Da tempo mi chiede quando torna il suo papà e io rispondo sempre che è a lavorare lontano ma fin quando posso portare avanti questa menzogna?

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Genitori violenti e come gestirli

Buongiorno,
sono una ragazza di 30 anni e vivo da sempre un rapporto conflittuale e a tratti violento con i miei genitori. Sono nata in un ambiente familiare tutto fuorché sereno, i miei litigavano ogni secondo in cui erano insieme e da quello che ho saputo e percepito non sono stata di certo voluta, anzi.
Mio padre, per me da sempre assente, lavorava mattina e pomeriggio nella sua bottega, e l'unico suo ricavato, purtroppo, erano debiti e fallimenti. Mia madre d'altro canto ha fatto la casalinga fino ai miei 15 anni, si è laureata dopo tante fatiche e due figli, per poi finire a fare quello che di sicuro non era il lavoro della sua vita.
Tutto ciò si è tradotto in continue offese e abusi nei miei confronti, minacce, ricatti, paragoni con i miei cugini, "se continui così sarai sola e una fallita come quella parente lontana..", "sei una delusione", "mi vergogno di te", "mi vergogno di quello che pensano i vicini", "sei stupida", "ho fallito il mio compito di mamma" ecc ecc, per non parlare di quando mia mamma continua a sminuirmi davanti a parenti/amici che mi fanno complimenti o scopro che parla male di me con gli estranei. Mai fatto niente per meritarmi tutto questo, o comunque niente di importante, è tutto scatenato da cose futili o loro impressioni. Io in questi anni ho fatto di tutto per realizzarmi personalmente e professionalmente e renderli orgogliosi di me. Sono stata sempre una figlia e un'alunna modello, riservata e discreta, ricevendo continui elogi a scuola e a lavoro per i miei risultati, le mie competenze e il mio carattere. La situazione in casa è peggiorata quando all'università mi sono lasciata sopraffare da mia madre e da una delusione amorosa, ho perso due anni di studio, scatenando la "furia" dei miei.
Ho preso la prima laurea e ho iniziato a lavorare duramente, nel frattempo ho iniziato di nuovo a studiare e mi sono laureata per la seconda volta. Non mi sento mai abbastanza. In amore ho avuto due storie tormentate, giustamente, e finalmente da più di un anno ho trovato un ragazzo d'oro, ma ovviamente anche lui non piace ai miei genitori. Ho un fratello, da me tanto desiderato, che purtroppo crescendo in tale ambiente ha sviluppato un carattere troppo chiuso ed introverso, per cui ha rapporti molto limitati con me e i miei. Sto cercando di mettere quanti più soldi da parte per poter finalmente andare a vivere sola, perché al momento dipendo ancora da loro. Per me i miei genitori sono sempre stati i miei nonni materni, venuti a mancare un anno fa, con cui purtroppo non ho mai potuto confidarmi al 100% per ovvie motivazioni.
Come gestire questo tipo di rapporti?
Col tempo ho imparato a "stare bene" limitando gli scontri e alcuni discorsi e passando molto tempo fuori casa. Si può andare avanti così per sempre?
Anche passare una domenica fuori con gli amici è motivo di ricatti, poiché preferisco stare con gli estranei anziché con loro e poiché li "lascio soli a pranzo". Ovviamente mio fratello ha un trattamento privilegiato, in tutto e per tutto, nonostante non abbia dato loro chissà quali soddisfazioni, anzi spesso ha comportamenti bruschi e irrispettosi, facendoli anche preoccupare inutilmente più del dovuto solo perché magari non ha voglia di rispondere alle loro telefonate. Non sono assolutamente gelosa di questo, gli voglio un bene dell'anima, ma ne soffro.
Aiutatemi

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