Traumi psicologici

Covid-19: Le reazioni da stress

02 Aprile 2020

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Ho appena terminato le telefonate dello spazio telefonico che ho offerto per sostenere le persone in quarantena da Covid19, la pandemia che è sopra noi tutti, e tra le diverse cose che sono emerse confrontandomi con queste persone è quanto sia cambiata la nostra capacità di fare dei programmi, non abbiamo più piani!!
 
Si…proprio così.

Fare progetti è difficile, siamo un po’ bloccati su questo, non riusciamo a poter fare dei progetti, a programmare cose che vogliamo fare: incontri con amici, un ristorante, vedersi con i parenti, programmare un viaggio…

Anche per questo ci pervade una strana sensazione, è come dover rinunciare a fare progetti …. invece progettare è importante per noi tutti.
Eppoi c’è la paura a ondate, ondate di paura ad ogni nuova informazione… una delle ultime è quella sull’ulteriore restrizione dei servizi… e tutti nel terrore di restare senza cibo. Ma è solo l’ultima che si affianca a tante altre ce ne sono gia state.
Una delle più comuni ondate è il manifestarsi di un sintomo qualsiasi all’interno del proprio ambito domestico tra i propri familiari; mi è stata raccontata la storia sulla febbre alta di un bambino che poi per fortuna non aveva contratto il virus, però nel momento in cui il bambino ha avuto la tosse e una febbre sostenuta la paura per quel nucleo familiare è stata tantissima, questo è un fattore di sensibile stress che potrebbe meritare in futuro un intervento psicoterapeutico mirato con l’EMDR affinché il cervello venga sollevato da questo blocco.
Altro aspetto che emerge è tanta rabbia verso chi sottovaluta e non adotta comportamenti adeguati, spesso vedendo persone che non adottano adeguatamente le restrizioni, magari qualcuno che vediamo con frequenza come un vicino di casa o un negoziante che vediamo dalla finestra.
Molti sono i vissuti di impotenza e c’è tanta devastazione provocata da notizie che raccontano di medici che avrebbero dovuto scegliere chi rianimare e chi no (non si sa se siano notizie vere o siano fake).
E’ come se la nostra vita avesse perso senso, un giorno prima una vita pianificata, il giorno dopo nessuna certezza, tutti appuntamenti cancellati tutti i impegni annullati, ma nemmeno annullati….non esistono più!!

L’angoscia di morte che sopraggiunge riconoscendosi in una delle categorie a rischio, individuando nei propri cari qualcuno che a rischio, azionando fantasie sul contagio e sull'idea che quella persona potrebbe non farcela perché magari è una persona debole, anziana o percè sta attraversando un difficile momento di salute.

Senso di colpa che si prova nel pensare “io voglio farcela…io non voglio ammalarmi” e dopo subentra un altro pensiero “quanto diritto ho a pensare questo rispetto gli altri?”. 

Le attività lavorative che si bloccano: una signora mi ha parlato del piccolo negozion aperto da circa 2 anni sostenendo spese economiche e impegnandosi con tanta fatica e ora il timore che tutto quello che è stato creato possa crollare da un momento all’altro, o addirittura che sia già crollato, che non ci sarà una possibile ripresa.
 

La sensazione di essere in pausa, di una vita sia in pausa.

Si soffre l’isolamento sociale soprattutto per i bambini oltre che per gli adulti.


Si ha la sensazione di vivere su un’altalena per molti aspetti ambivalenti: da una parte ho paura di morire, ho paura mi possa colpire il virus e dall’altra ho paura per le conseguenze di questa vita di quarantena.
La sensazione di vivere sull’altalena si percepisce anche per le informazioni che arrivano ad ondate: le informazioni sono sempre quasi tutte terribili e vado in angoscia e in allarme, poi cerco di riprendermi, poi arriva un’altra notizia, magari relativa o sviluppi ottimistici, l’epidemia che rallenta, aumento del numero di persone guarite e questo mi aiuta riprendermi, poi un'altra notizia brutta che mi devasta e così si riprende tutto daccapo… proprio come un’altalena.

Alcune persone sono lontane dalla famiglia d’origine, tanti non sono nemmeno nella stessa città, sentono molta tristezza per queste distanze e per stare da tempo senza poter vedere la propria famiglia di origine e senza sapere quando questo potrà avvenire, altri invece hanno alcuni familiari vicini, magari i genitori anziani, ma non possono andare a far loro visita per tutelarli.

Uno degli aspetti più importanti è la mancanza del contatto fisico, perchè noi siamo esseri umani, abbiamo assolutamente bisogno del contatto fisico e questo ci sta mancando moltissimo, come se ci mancasse un lato del nostro corpo.

Quando  incontriamo le persone che amiamo in videochiamata autoabbracciamoci e invitiamo l’altro a farlo.

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