Domande e risposte

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Emotività

Sono una persona che tendenzialmente supera facilmente i dispiaceri, non piango, non ho alcuna valvola di sfogo ma mi sento comunque bene e mi metto l’anima in pace. Alcuni miei amici me l’hanno fatto presente e allora mi è sorto un dubbio: è dovuto al fatto che sono forte emotivamente o al fatto che sono un apatico senza cuore? O altre opzioni? Premetto di non avere mai avuto tragedie o dolori grandi in passato che possano avermi in qualche modo traumatizzato.

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Preoccupazione

Ciao a tutti, ho paura che le poche cose che ho nella vita finiscano o che durino troppo breve, sono una persona che ha zero motivazione dunque ricominciare o ricostruire mi è molto complicato, sto imparando a conoscermi e a sapere comportarmi in maniera eccellente con le persone .. nella vita ogni giorno si impara a fare cose ma imparare a fare molte cose insieme finisci che non impari a fare bene niente .. ma tempo di temporeggiare sembra quasi che non ci sia

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Ottimismo in mezzo al nero

Buongiorno, sto cercando qualcuno che mi aiuti ad avere una visione ottimistica della vita, che mi aiuti a vedere il lato positivo di OGNI COSA, che mi aiuti a vedere solo il bello delle cose, in un modo che nessuna persona "normale“ riesce a fare, perché è così che voglio vivere da oggi in poi. Quello che io mi immagino è una conversazione in cui io espongo il problema e questa persona prova a farmi capire che ci sono tanti aspetti positivi, basta solo trovarli. Qualcuno è in grado di aiutarmi? Grazie

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Un interminabile senso di vuoto..

Sono una ragazza di 20 anni, con la testa sulle spalle, forse troppo per la mia età ( ho 20 anni ma me ne sento 35 ) solitaria e diffidente per l’esperienze che ho sulla pelle.. ma questo senso di vuoto, più riconoscibile come senso di abbandono mi rincorre già dalla più tenera età, quindi ancora ingenua per capire i problemi che la vita vi poneva di fronte. I miei stavano ancora insieme, ma nonostante ciò mi sentivo sempre messa di lato, con mio padre, i miei zii, le mie cugine, i miei compagni di scuola e maestre.. Questo ha fatto si che nella mia prima adolescenza fossi una persona introversa, paurosa, timorosa anche di dover parlare.. Adesso ho 20 anni, ho buttato giù quel muro che a 15 anni avevo davanti, non ho terminato gli studi, non ho amici, solo un’amica che adesso si è trasferita, per il resto sono molto solitaria... cerco di dare una mano alla mia famiglia ormai composta solo da mia madre e mia sorella andando a lavorare per poi magari chissà fare qualcosa per il mio futuro. Ciò che non riesco a capire, anzi a liberarmene è questo senso di abbandono che mi perseguita da troppo, e che s’impone nel mio cammino rendendomi vulnerabile e togliendomi le mie sicurezze.. In speranza di una vostra risposta. Grazie.

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Come superare la separazione dei genitori

Sono una ragazza di 19 anni e ho questo grande problema: non riesco a superare la separazione dei miei genitori. Nonostante siano passati quasi due anni ci soffro ancora molto, non riesco ad accettarlo e sento che dentro ho tanta rabbia per questo motivo. Non ho mai avuto nessuno per parlare e provare a superare tutto ciò, incolpo i miei genitori (specialmente mia madre) per non essermi stato vicino, per non avermi mai chiesto come stavo. Non sono mai riuscita ad aprirmi veramente con qualcuno per parlare dei miei sentimenti, mi sono sentita abbandonata a me stessa. Mi sono sempre tenuta tutto dentro e ho continuato la mia vita come niente fosse. Purtroppo al giorno d’oggi mi sono accorta che da sola non riesco a superarlo, provo tanto tanto rancore verso i miei genitori. Cosa che mi fa andare fuori di testa è il pensiero che i miei genitori si stanno rifacendo una vita sentimentalmente e io non riesco ad accettarlo. Mi sento tanto sola e sento che ho bisogno di superare questa cosa per stare bene ma il senso di rabbia e dolore che provo stanno prendendo il sopravvento. In più ho dei problemi di sovrappeso ma non sono nelle condizioni psicologiche adatte per tornare in forma, anche se lo vorrei tanto. Grazie a chiunque possa darmi qualche parola di conforto.

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Come posso respingere la nascente insofferenza verso il ruolo che devo avere?

Buonasera, ho 20 anni e da sempre sono stato cresciuto, "addestrato" e indirizzato per portare avanti il nome, le proprietà, l'attività della mia famiglia come mio padre prima di me e suo padre prima ancora. Ho avuto un'educazione rigida e formale con i genitori soltanto di facciata ma mai presenti veramente, sono stato cresciuto da personale pagato per farlo e i miei mi hanno sempre soltanto visto e mi vedono come l'erede non come figlio (per inciso, non sono stato voluto ma dovuto). Ho sempre dato il meglio di me, ho preso su di me un ruolo che non avrei scelto, mi sto impegnando in studi che non avrei considerato, presenzio da sempre a eventi e ricevimenti che non vorrei, cerco di essere all'altezza di chi mi precede e di non lamentarmi mai anche se sono arrivato a detestare tutto lo sfarzo, i finti convenevoli, la disponibilità economica e a volte sogno un ambiente normale ma vero e ricco di affetto invece che di "quadri e abiti firmati". Nessuno mi capisce, un mio amico ha detto che vorrebbe essere al mio posto, mio padre una volta mi disse "anche io avrei fatto altro ma mi sono adeguato e tu farai lo stesso". Ovviamente farò sempre il mio dovere ma devo trovare un modo per respingere questa insofferenza che da un paio di anni mi fa "detestare" ciò che devo essere. Come devo procedere per fare pace con il mio ruolo attuale e quello futuro che mi darà sempre più responsabilità non scelte? Vorrei soltanto poter fare come se ciò che devo essere fosse una mia scelta...

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concorsi e sfide

Salve sono la mamma di un bimbo di 6 anni appassionato, fin da quando aveva 2 anni, di LEGO.L'ho iscritto ad un concorso Lego ed ha superato la prima selezione dove si chiedeva di caricare su internet la costruzione del bimbo; il prossimo step è costruire dal vivo altre costruzioni insieme ad altri 50 concorrenti ; io sono stata molto vaga circa l'evento, non gli ho parlato di una vera e propria sfida in quanto non sono molto amante delle competizioni; il punto è questo: siccome è un concorso a livello italia è estremamente improbabile che vinca; come comportarmi con lui? dirgli che parteciperà ad un concorso anche se al 99% perderà? non dirgli che ci sarà un vincitore? oppure educarlo a come si prepara una sfida? non so proprio come comportarmi; lui ama costruire, impegna diverse ore della giornata a costruire in modo sereno e cosi vorrei che facesse durante la competizione senza ansie ne stress; e non vorrei poi che, se non passasse agli step successivi, perdesse fiducia in se e motivazione potete aiutarmi? grazie mille

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Come superare il momento?

Buongiorno a chi mi vorrà rispondere. La mia situazione è questa: ho quasi 30 anni, tra due mesi sposo l'amore della mia vita, che amo ogni giorno di più. Ma.. lo scorso anno, da giugno circa, ho subito mobbing a lavoro, anche se non l'ho realizzato subito, e a fine febbraio mi hanno costretta a licenziarmi, minacciandomi di farmi terra bruciata. E quindi mi trovo senza lavoro, e senza sapere cosa fare. Non voglio più fare il lavoro che ho sempre fatto, sto facendo dei corsi per cambiare ma per ora non stanno dando frutto. Ho dei momenti in cui mi manca il respiro, mi viene in continuazione da piangere, e mi sento una fallita. ho quasi 30 anni e non so cosa fare della mia vita. Avrei mille cose che vorrei fare, ma non riesco a dimostrare le mie doti. Cerco di avere un atteggiamento forte, perché so che se inizio ad abbattermi non ne vado fuori, ma sto iniziando a cedere. Ripenso a come sono stata trattata e mi sento malissimo, perché in tutta onestà non mi meritavo tutta questa cattiveria; io ci resto male quando so che qualcuno non mi considera bene, e una cosa di questa portata mi mangia dentro.

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