Domande e risposte

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Come posso respingere la nascente insofferenza verso il ruolo che devo avere?

Buonasera, ho 20 anni e da sempre sono stato cresciuto, "addestrato" e indirizzato per portare avanti il nome, le proprietà, l'attività della mia famiglia come mio padre prima di me e suo padre prima ancora. Ho avuto un'educazione rigida e formale con i genitori soltanto di facciata ma mai presenti veramente, sono stato cresciuto da personale pagato per farlo e i miei mi hanno sempre soltanto visto e mi vedono come l'erede non come figlio (per inciso, non sono stato voluto ma dovuto). Ho sempre dato il meglio di me, ho preso su di me un ruolo che non avrei scelto, mi sto impegnando in studi che non avrei considerato, presenzio da sempre a eventi e ricevimenti che non vorrei, cerco di essere all'altezza di chi mi precede e di non lamentarmi mai anche se sono arrivato a detestare tutto lo sfarzo, i finti convenevoli, la disponibilità economica e a volte sogno un ambiente normale ma vero e ricco di affetto invece che di "quadri e abiti firmati". Nessuno mi capisce, un mio amico ha detto che vorrebbe essere al mio posto, mio padre una volta mi disse "anche io avrei fatto altro ma mi sono adeguato e tu farai lo stesso". Ovviamente farò sempre il mio dovere ma devo trovare un modo per respingere questa insofferenza che da un paio di anni mi fa "detestare" ciò che devo essere. Come devo procedere per fare pace con il mio ruolo attuale e quello futuro che mi darà sempre più responsabilità non scelte? Vorrei soltanto poter fare come se ciò che devo essere fosse una mia scelta...

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concorsi e sfide

Salve sono la mamma di un bimbo di 6 anni appassionato, fin da quando aveva 2 anni, di LEGO.L'ho iscritto ad un concorso Lego ed ha superato la prima selezione dove si chiedeva di caricare su internet la costruzione del bimbo; il prossimo step è costruire dal vivo altre costruzioni insieme ad altri 50 concorrenti ; io sono stata molto vaga circa l'evento, non gli ho parlato di una vera e propria sfida in quanto non sono molto amante delle competizioni; il punto è questo: siccome è un concorso a livello italia è estremamente improbabile che vinca; come comportarmi con lui? dirgli che parteciperà ad un concorso anche se al 99% perderà? non dirgli che ci sarà un vincitore? oppure educarlo a come si prepara una sfida? non so proprio come comportarmi; lui ama costruire, impegna diverse ore della giornata a costruire in modo sereno e cosi vorrei che facesse durante la competizione senza ansie ne stress; e non vorrei poi che, se non passasse agli step successivi, perdesse fiducia in se e motivazione potete aiutarmi? grazie mille

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Come superare il momento?

Buongiorno a chi mi vorrà rispondere. La mia situazione è questa: ho quasi 30 anni, tra due mesi sposo l'amore della mia vita, che amo ogni giorno di più. Ma.. lo scorso anno, da giugno circa, ho subito mobbing a lavoro, anche se non l'ho realizzato subito, e a fine febbraio mi hanno costretta a licenziarmi, minacciandomi di farmi terra bruciata. E quindi mi trovo senza lavoro, e senza sapere cosa fare. Non voglio più fare il lavoro che ho sempre fatto, sto facendo dei corsi per cambiare ma per ora non stanno dando frutto. Ho dei momenti in cui mi manca il respiro, mi viene in continuazione da piangere, e mi sento una fallita. ho quasi 30 anni e non so cosa fare della mia vita. Avrei mille cose che vorrei fare, ma non riesco a dimostrare le mie doti. Cerco di avere un atteggiamento forte, perché so che se inizio ad abbattermi non ne vado fuori, ma sto iniziando a cedere. Ripenso a come sono stata trattata e mi sento malissimo, perché in tutta onestà non mi meritavo tutta questa cattiveria; io ci resto male quando so che qualcuno non mi considera bene, e una cosa di questa portata mi mangia dentro.

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Controllare le emozioni

Buongiorno, Sto vivendo un periodo della mia vita che è bellissimo per alcuni aspetti, in quanto ho sposato da un anno e mezzo l’uomo che amo e che ho sempre voluto al mio fianco, ma è anche buio sotto altri punti di vista. Il buio deriva dal fatto che mio marito ha una cultura completamente diversa dalla mia, e a volte faccio fatica a conviverci. Il problema per me più frustrante è che nella sua cultura la sposa non è rispettata, non è ritenuta importante, la sua opinione conta poco. Io, sempre per una questione di cultura, devo convivere con i suoceri, che sono persone piacevoli tutto sommato, sono simpatici ed educati, ma nonostante il tutto sia molto limitato nei miei confronti, essendo io di una cultura diversa, di fondo questa mentalità io la percepisco e me la sento addosso. Questo mi fa stare male, colpisce la mia autostima e il mio orgoglio. Mi sento ignorata e non ritenuta importante e mi tengo spesso tutto dentro, esplodendo magari quando sono da sola con pianti e nervosismo. Mi sento a volte molto felice e a volte molto infelice. Siccome per motivi che, per non dilungarmi troppo, non sto qui a raccontare, io questo fatto non lo posso cambiare, voglio riuscire a cambiare la mia visione rispetto a questo fatto. Ma è così difficile e mi sento sempre in un bordo tra luce e buio e quando parto convinta per andare verso la luce, prima o dopo qualcosa mi fa tornare nel buio. Io credo che il primo passo per trovare la pace dentro di me sia imparare a controllare le emozioni, a non esplodere sempre a non reagire con nervosismo ma lo trovo estremamente difficile. Qualcuno mi può aiutare? GraZie

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Ho bisogno di aiuto?

Vorrei fare una domanda semplice, quanto complessa. Come faccio a sapere se ho bisogno del supporto di uno psicologo o se posso gestire le mie problematiche interiori in maniera autonoma?
Scrivo questo, poichè non ho disturbi eccessivi o appariscenti, per questo motivo non riesco a capire se potrei aver bisogno di un aiuto di un professionista o meno.
Grazie.

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Mi sento sempre male

Buonasera vorrei esporvi brevemente la mia situazione. Da almeno un anno soffro a giorni alterni di debolezza, senso di vertigini ed affaticamento. E' successo tutto una mattina, dove per colpa di crampi al polpaccio, ha iniziato a girarmi la testa. Da lì tutto è peggiorato, ho iniziato a soffrire di anemia e pressione bassa e ho le difese immunitarie basse, quindi mi ammalo spesso di influenze, questo stato alterno mi sta rovinando la mia giovinezza (ho 21 anni ma mi sento come se avessi 78 anni), non riesco a fare le cose della mia età, cerco di ridurre lo sforzo al minimo, per evitare di stare male. Ho bisogno di aiuto.
Grazie

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Non riesco a capire perchè mia figlia mi odia !!

Buonasera, mi trovo a scrivere dopo l'ennesima lite con mia figlia di 19 anni .. non so più dove sbattere la testa, ogni approccio che cerco per tentare di avere un rapporto con lei, risulta vano.
Da piccola era sempre attaccata morbosamente a me, dall'età di 15 anni ha iniziato a scontrarsi con me per piccole cose , il che ci poteva benissmo stare, ma più si andava avanti con gli anni e più questa sua ostilità diventava sempre più forte.. adesso all'età di 19 anni (mia figlia) non mi sopporta, sembra adirittura che mi odi, mi dice cattiverie, sempre pronta a dirmi che se ne vuole andare che non vuole avere rapporti con me che sbaglio che non sono brava, rimango veramete male da questi suoi sfoghi che sfociano in isterismi da parte sua .. in casa siamo in 4 e lei sembra non faccia parte della famiglia, anche con il fratello non si parla e con il padre parla un pochino di più, ma è pronta a scontrarsi anche con lui!!
Ho provato a scriverle delle lettere, dei messaggi, ma non ottengo nulla .. ho provato con calma a farle capire che tutti noi le vogliamo bene di non tirare su un muro .. ho provato a dirle che se le ho fatto qualcosa di parlarmene che avremmo potuto risolvere .. sono veramente disperata.
Ho provato anche a chiederle di andare a parlare con qualcuno (psicologo), ma non ne vuole nemmeno sentire parlare, dicendo che lei non ne ha bisogno .. Io penso che abbia qualcosa che non riesce a tirare fuori, non ride mai, non scherza non fa vita con i coetanei, anche con il ragazzo so che ha problemi perchè non riesce a manifestare i suoi sentimenti ...grazie

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Ansia di non riuscire a fare alcunchè di positivo nella vita lavorativa

Buonasera, ecco il mio problema. Sono ansiosa, ho l'ansia di restare l'ultima rispetto agli altri. Si, di non riuscire a fare alcunchè di positivo nella mia vita lavorativa che, per me, al pari di quella scolastica, rappresenta una ragione fondamentale dell'esistenza. Non ho superato l'esame di abilitazione alla professione forense e di qui il mio "dramma". Gli altri ce la fanno in tutto, io no, mi ripeto quando vedo tutto nero... Eppure laurea velocissima a 24 anni, massimo dei voti.. Ora tutto crolla e non mi sento più sicura di niente.. Perchè?? Grazie mille

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