Domande e risposte

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Gelosia

Buongiorno, ho 57 anni e purtroppo da 10 anni sono seduto in sedia a rotelle a causa di una malattia neurodegenerativa invalidante, sono coniugato, mia moglie ha 43 anni e abbiamo due splendidi figli di 23 e 18 anni. Da circa un anno mia moglie e' convinta e sicura che io la tradisca con la mia responsabile in ufficio considerandola la mia amante accusandomi di condizionare tutte le persone che mi sono vicine di non vedere le sue ragioni. Sto vivendo insieme ai ragazzi periodi molto difficili che spesso mi hanno portato a pensare a una separazione che pero' risulta difficile a causa dei miei problemi di salute in quanto dipendo quasi totalmente da lei.....Se qualcuno puo' ci aiuti tutti e 4, Grazie!

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Come si supera il desiderio di un secondo figlio per me anche se per mio marito sarebbe il quinto??

Buonasera. Sono una ragazza di 34 anni e sono sposata con un uomo divorziato che ha 3 figlie dal precedente matrimonio. La prima ha 23 anni e tra un pò diventerà mamma, la seconda 14 anni e la terza 11. Insieme abbiamo una bambina di 3 anni e mezzo. Le bambine sono cresciute con noi perché la mamma voleva rifarsi una vita con il nuovo compagno senza voler le bimbe di mezzo. Ora invece stanno soprattutto con lei per una questione di vicinanza alle scuole e alle amicizie anche se noi viviamo a 3 km di distanza. Dopo questa premessa volevo sapere se si può superare il desiderio di un secondo figlio nel mio caso? È da un paio di anni che non faccio che pensarci. È diventato un chiodo fisso al punto che quando ci penso mi viene da piangere. Con mio marito ho affrontato una sola volta il discorso. Mi ha spiegato le sue preoccupazioni che sono più che lecite, ha 48 anni e 4 figlie ed è più che comprensibile. Ma io non so come farmelo passare. Non voglio che lui si senta in colpa per non volerlo ma io non so davvero come superare la cosa. Questo pensiero spesso mi porta a non voler avere rapporti perché poi collego le 2 cose e mi viene da piangere anche in quei casi. C'è una soluzione? Grazie

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Come superare il senso di colpa dopo aver tradito

Buongiorno, Sono una giovane ragazza e madre di 25 anni. 3 anni fa ho tradito il mio partner, un ragazzo che ho sempre desiderato con il quale tutto procedeva a vele gonfissime. L ho tradito dopo un grande gioco di attenzioni e complimenti, di continue e ripetute avance. Non ce l ho più fatta purtroppo. L ho tradito senza motivo apparente durante un periodo sereno, un paio di volte nel giro di poco tempo. Entrambe le volte spinta dall'istinto senza ragionarci troppo in quanto brilla dopo delle serate di festa tra amici, l alcool ha parlato. Dopodiché non è più successo per mia volontà. Non ho mai smesso di amare il mio partner, dopo quel tradimento abbiamo vissuto anni e momenti fantastici, abbiamo avuto un bambino insieme. Non ho mai accusato il colpo, questo tradimento così occasionale non ha mai avuto troppo significato, non mi sono mai fermata a causa di questo errore. Non ho mai preso decisioni per coprire quel tradimento in quanto non ci ho mai pensato. Non ho un ricordo di una me sconvolta o disorientata in gravidanza, in convivenza, in maternità. Solo ora questo senso di colpa mi sta schiacciando qualsiasi azione presente, una voce mi urla di essere stata una brutta persona, continuamente mi disturba e non mi lascia vivere. Non so più cosa fare. Chiedo aiuto.

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Ansia o altro?

Buongiorno, sono Valentina e ho 20 anni. Tutto è iniziato 3 mesi fa quando, assistendo ad una conversazione tra amiche che parlavano del fatto di non sapere che fossero innamorate o meno del proprio ragazzo e del fatto che volessero sentirsi come prima di iniziare ad essere occupate. Prima di quel giorno andava tutto a gonfie vele (sono fidanzata da quasi 2 anni) e non mi ero mai posta questi problemi perché in fin dei conti stavo (e sto tutt'ora bene con lui) benissimo. Mi tratta bene, non mi ha mai fatto mancare nulla. Da quel giorno sono entrata nel panico: ho iniziato ad avere ansia, nausea, insonnia, tachicardia e chi più ne ha più ne metta. Sono andata dal mio medico e mi ha prescritto le analisi del sangue e delle gocce "bromazepam" da prendere per 14 giorni ma non ho mai fatto uso più di quanto prescritto (14 giorni per 3 volte al giorno) ma le prendevo solo occasionalmente. Le paranoie e i pensieri ossessivi sono diminuiti molto. L'unica cosa che ora ho sono dei brividi sulla fronte e sulle tempie perennemente. Anzi, più precisamente, quando sto con il mio ragazzo sto benissimo e non ho nessun tipo di sintomo, il giorno dopo ricompaiono questi brividi, formocolii, non saprei come definirli esattamente. Da quel giorno famoso ho anche diminuzione dell'appetito sessuale. Io so di amarlo ma tutta questa serie di sensazioni e sintomi (?) che io mi fanno pensare tutto il contrario. Io voglio ritornare a stare bene come prima di quella conversazione e vivere felicemente e senza nessun problema o pensiero di questo genere. All'inizio mi assalivano un sacco di domande su di lui, su di noi ma, lasciarci non sarebbe stata una giusta scelta perché fondamentalmente non c'era nessun valido motivo per troncare la relazione, sarebbe stato un peccato e anche una perdita inutile. Non credo mi sia stancata o abituata perché dopo un po' di tempo entra la monotonia in ogni relazione e se dovessi pensarla così dovrei cambiare ragazzo ogni anno. La mia domanda è, cosa posso fare? Sono sintomi legati all'ansia? Parlo dei brividi insistenti che non vanno via e che spesso si accentuano quando guardo le foto mie e sue. È compromessa la nostra relazione? Ho davvero paura. Non voglio vivere tutta la vita avendo paura di guardare le nostre foto o di avere questi brividi sempre. Quali esercizi dovrei fare? Purtroppo non ho la possibilità economia per vedere uno specialista ma vorrei stare bene.. Come dovrei pensarla? Ho il caos nella mia testa..

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La paura di essere lesbica mi sta facendo pensare al suicidio.

Salve a tutti, Scrivo perché non riesco più a vivere in questo modo. Cerco di essere breve. Mi sono sempre piaciuti i ragazzi, ricordo che fin da piccolina attiravo la loro attenzione e ho sempre avuto questa ansia di dover trovare il mio lui, l'uomo che mi amasse per quella che sono, il mio principe azzurro. Premetto che vado da una psicologa e abbiamo notato che il rapporto con mio padre (che non mi si caca minimamente) ha generato in me una profonda insicurezza basata sul fatto che un uomo non mi amerà mai. Verso il 12/13 anni ricordo di aver cercato su internet ragazze che si baciavano, mi piaceva guardarle. Per poi vedere per un paio d'anni video Lesbo, così ho imparato a masturbarmi. Ma quando uscivo di casa, non avevo il minimo dubbio riguardo a ciò che mi piacesse. A 16 ho perso la verginità e da lì fino a adesso sono stata con tantissimi uomini (13 per la precisione), perdevo subito la testa per loro. Bastava che mi dicessere che ero bella e che mi dessero un minimo di attenzioni e io mi innamoravo come una pera cotta, facendo lo zerbino la maggior parte delle volte. Nel frattempo ho iniziato a masturbarmi con video etero belli spinti, sesso veramente violento (come piace farlo a me d'altra parte) e da 2 anni a questa parte ormai nemmeno vedo più video Lesbo. L'incubo è cominciato 8 mesi, decido quasi di punto in bianco di lasciare il mio ragazzo dopo un anno e mezzo. Premetto sono sempre stata una ragazza ansiosa, che doveva programmare tutto, avere tutto sotto controllo e tutto ciò l ho riportato anche nella mia relazione. Ma ad un certo punto sono esplosa, mi ero stufata di fare la baby sitter, volevo un ragazzo intelligente, con le palle. Prendo la mia decisione e da lì inizia il calvario. Un giorno stavo vedendo un film, e vedo una coppia lesbica. Illuminazione! E se fossi anche io così e non me ne fossi mai resa conto? Io premetto di essermi sempre sentita diversa rispetto alle altre ragazze, ma diversa nel senso che ho sempre amato il sesso e non mi sono mai vergognata a dirlo, anzi! Le ragazze di solito sono tutte finte pudiche, cosa odiosa. Da lì ho iniziato a interrogarmi tutti i santi giorni, a osservare le ragazze, vedere se mi provassero qualcosa. Attacchi di panico, ansia. Ma in tutto ciò continuavo ad essere attratta dagli uomini, ad uscire con loro. Ma il dubbio doveva sempre ritornare. "Ma sei sicura?" "E se ti stessi accontentando?" "Magari con una ragazza è tutto più semplice, è facile!". Io lo ammetto il corpo femminile è bello, bellissimo. E ammetto anche di avere una velata curiosità. Ma finisce lì, io voglio sporsarmi, avere un marito e tanti bambini. Comunque in questi 8 mesi, ho avuto periodi in cui davvero mi sentivo di nuovo me stessa, e capivo che quella era solo una fantasia. Poi dopo l'estate di nuovo nel buco nero. Arrivo a dei momenti in cui la testa mi dice "finché non lo accetti, starai sempre così". Ma accettare che cosa esattamente? Ho conosciuto ragazze bellissime nella mia vita, non ho mai avuto l'istinto di baciarle o toccarle. Adesso se li penso è perché mi sforzo di pensarlo per mettermi alla prova. Io non mi ci vedo a toccare la vagina di un'altra donna, né tanto meno leccarla. Ma poi ancora "sei sicura?" "e se il tuo destino non prevede per te quello che tu prevedi per te stessa?". È come se certe volte qualcosa mi dicesse che quella è la mia strada, ma poi come cazzo può essere possibile una cosa del genere? Io sto impazzendo non ce la faccio più. A E SOTTOLINEO, IO SONO LA PERSONA MENO OMOFOBA DI QUESTO MODO. ANZI HO SEMPRE SEMPRE SOSTENUTO OMOSESSUALI, TRANS, TUTTI! Per me ognuno ha il diritto di vivere la sua vita come vuole! Il fatto è che io adesso sto mettendo in dubbio QUALSIASI COSA. È come se non riuscissi a dare più una risposta certa a nulla! Io vado anche da una psicologa e lei mi ha detto che la vita in cui mi proietto, quella in cui io sono lesbica è come se fosse la mia Anti-Elena. Eppure è come se niente mi tranquillizzasse. Sono convinta che questo dubbio, questa ossessione me la porterò dietro per sempre. Il cervello a volte dice "dai, esci allo scoperto!" , ma esco allo scoperto di che cosa? Io ripeto non ce la faccio più... quando poi esco di casa (perché a volte rimugina così tanto che non riesco a fare niente, se non dormire) e vedo una bella ragazza, ma non riesco proprio a immaginare io che ci provo. È modo se mi proiettassi in una versione alternativa della mia vita. In cui però non mi ci vedo per niente, per questo sto male, inizio a piangere, ho attacchi di panico, non riesco a mangiare. Ho pensato per fino di farla finita... ma che cazzo mi succede? Tutto questo è l'inizio del processo che mi porterà ad accettare la mia omosessualità oppure sto impazzendo oppure non lo so semplicemente finirò per uccidermi appresso a tutti sti pensieri? PS. Io non tutto ciò mi frequento con 2 mesi con un ragazzo, che mi piace molto. Finalmente intelligente con degli obbiettivi. Quando sto con lui so che mi piace (ho anche pianto all'idea di perderlo). Il sesso mi piace (anche se lui non dura da morire) ma mi piace quando mi tocca, mi ha fatto anche raggiungere l'orgasmo. E soprattutto io non mi sono mai masturbata su una donna, anzi se mi tocco e penso a lui che mi scopa io vengo in 2 secondi. Solo che quando poi so che me ne sto per tornare a casa e non sto con lui inizio già a stare malissimo perché so che ricomincerò a staccarmi il cervello su quello che mi ossessiona. Aiutatemi... io non voglio essere così!

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Mi sento in pausa, come scoprire cosa ci piacerebbe fare a livello lavorativo per la vita?

Buonasera a tutti, Mi chiamo Beatrice e ho 20 anni. Sono la quarta figlia di due genitori fantastici che hanno sempre permesso ai figli di scegliere qualsiasi strada si preferisse nella vita, ovviamente dando preventivamente un loro parere. All'età di 18 anni, poco prima di diplomarmi, mi sono resa conto di non avere la più pallida idea di cosa mi piacesse, non sapevo se avevo una qualsiasi passione o un particolare talento mentre la maggior parte dei miei amici e dei miei compagni di classe sembrava avere già ben chiaro non solo la facoltà ma anche la potenziale posizione lavorativa che avrebbero voluto ricoprire. Nella vita sono sempre stata affascinata dalla mente umana, sono sempre stata la prima che i miei amici chiamavano per qualsiasi tipo di consiglio e mi hanno sempre fatto notare quanto effettivamente fossi brava ad ascoltare. con il tempo mi sono anche resa conto di quanto io sia estremamente organizzata, di quanto riesca a chiarire o risolvere un litigio o problema che affligge più persone e dell'estremo bisogno che ho di essere di aiuto alla singola persona o, ancora meglio, di quanto mi piacerebbe fare la differenza nel mondo sotto molteplici punti di vista. All'ultimo anno di liceo mi era saltato in mente di intraprendere una strada umanistica... nello specifico avevo pensato a psicologia o psichiatria ma mio padre non ne sembrava felice e anzi, per la prima volta si impuntò chiedendomi se non potesse interessarmi economia... questo prendendo in considerazione il mio essere cosi controllata, pragmatica, determinata. Decisi cosi per economia. Più andavo avanti a studiare economia, però, e più mi rendevo conto che non fosse la strada giusta....non mi piacevano i corsi, non spiccavo agli esami e non ero nemmeno brava in matematica..... mollai solo al secondo anno (gennaio 2019) e fu una decisione piuttosto automatica e in un certo senso anche guidata: automatica perché a giugno 2018 firmai un contratto per un'agenzia di moda pensando stupidamente che sarei riuscita a conciliare lo studio con il lavoro mentre dopo pochi mesi era risultato essere quasi impossibile con una facoltà come economia e guidata perché fu proprio mio padre a dirmi di mollare..vedeva che non mi piaceva e che in un certo senso quella strada iniziava a toccarmi anche a livello emotivo. A ottobre 2019 non so ancora se ho una passione, un talento...insomma non so proprio cosa mi piacerebbe fare come vero e proprio lavoro nella vita. Questa sensazione di essere in stand by mi sta logorando sotto tantissimi punti di vista e ormai sono mesi che non smetto un minuto di pensarci perdendoci spesso anche il sonno; mi sembra di non avere stimoli, di non essere soddisfatta di una scelta, un lavoro o anche solo un risultato qualsiasi da troppo tempo. Ho voglia e necessità di rimettermi in gioco, di continuare a fare il lavoro di modella e allo stesso tempo riuscire ad impiegare anche la testa in uno studio che mi interessi, mi stimoli e mi sproni ad avere di più. Ad oggi so solo che mi interessa l'ambito sociale che non potrebbe essere più vasto di cosi. Se qualcuno avesse suggerimenti di qualsiasi genere (che vadano dal come non sentire questo vuoto enorme al cosa fare per capire quale sia la strada giusta da intraprendere) perfavore risponda, mi sarebbe di grande aiuto. Grazie in anticipo a chiunque si dovesse soffermare anche solo a leggere queste righe. Beatrice

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Condizionata dagli altri

Salve sono una signora sui 60 e vorrei un consiglio. È da molto ormai che gli altri mi condizionano, ovvero se qualcuno ha qualche problema anch'io devo averlo. Nel senso se qualcuno ha mal di testa automaticamente c'è l ho anch'io, oppure se qualcuno riempie dei secchi con l'acqua automaticamente lo faccio anch'io. Entro spesso in depressione per questa cosa e questa cosa pian piano mi sta rovinando anche in maniera fisica. Vorrei un consiglio su come posso affrontare tale problema. Grazie mille.

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Mio marito desidera le prostitute

Buongiorno dottore o dottoressa volevo spiegare il mio problema io ho 27 anni e mio marito 30, siamo sposati da due anni è abbiamo due bambine di 2 e mezzo è 15 mesi. Fino a quando ho partorito la mia seconda figlia non l'ho capito più, ha questo vizio delle prostitute eppure io non ho tabù prima di avere figli facevamo tutto è non riesco a capire pur essendo che non gli nego nulla e senza tabù vada o non lo soddisfo? o è un vizio? cosa fanno le prostitute più di me che lo eccita andare con loro? sono una mamma disperata perché ho paura se tocca le bambine si possono infettare vorrei salvare è superare questa cosa ma lui nega è non mi vuole dire cosa ci piace nel sesso buona giornata aspetto una vostra risposta aiutatemi

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