Domande e risposte

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Non capisco se sono lesbica o no

Salve a tutti, io ho un pensiero che mi tormenta da tanto… Sin da piccola il mio interesse per le donne è sempre stato evidente, già alle medie ero curiosa di vedere alla tv i programmi dopo mezzanotte dove c’erano le donne nude, e provavo piacere, nel senso, avvertivo una sensazione che mi faceva pensare che mi piacevano, e anche se vedevo qualche donna in intimo, o nuda su qualche giornale o calendario… ho sempre avuto fantasie sessuali sulle donne, sempre guardato porno con donne, porno lesbo ecc ecc… mi piacciono da impazzire le ragazze femminili, e dall’anno scorso ho finalmente avuto le mie prime esperienze con ragazze, ovvero mi ci sono sentita, e sempre di più mi sono spostata sul genere femminile… quest’anno ho dato il primo bacio a una ragazza, ed è stata la cosa più bella che potesse succedermi, era come sentirsi a casa… ho sempre avuto dubbi perché ovviamente quando ero piccola non badavo a ste cose, dicevo massi sarà passeggero e intanto tornavo a guardare i maschi, mi ci sono sentita con due, con uno sono uscita, e con uno ho fatto sexting quello con cui sono uscita dopo ho deciso di chiudere perché non ero più interessata, non mi interessava continuare a conoscere un ragazzo, e ora se penso a quello con cui ho fatto sexting mi viene il vomito, perché il corpo maschile e soprattutto il pene mi fanno ribrezzo Io il mio futuro lo vedo con una donna, mi piace pensare di fare l’amore con una donna, di costruirmi il futuro con una lei, mi piacciono le ragazze femminili, dolci, romantiche, solari.. mi fanno impazzire non ho nessun interesse verso i maschi, nel senso non mi interessa farci una storia, ne andarci a letto, ne niente però quando vedo un ragazzo bello dico: mamma mia che bel ragazzo, proprio dico poi quando penso di andarci a letto o farci una storia non mi ci vedo, non mi piace, lo vedo più come un amico e anche nella realtà, non riesco a pensare a una storia con un maschio, proprio non mi interessa e non mi eccita come una donna… io mi definisco lesbica, anche se quando c’è da dire che bel ragazzo o quando vedo un bel ragazzo che potrebbe essere il mio tipo lo pensò sempre, però poi quando c’è da pensare al resto dico: no non fa per me, non mi sentirei a mio agio, sento dentro di me che non è per me secondo voi? anche fisicamente dico che bel ragazzo mi piace, però poi penso che non riuscirei ne a starci ne andarci a letto

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Sputare mentre si mangia potrebbe essere una fissazione per un bambino di 11 anni?

Salve a tutti! Mio figlio di 11 anni ha sempre mangiato quasi tutto, ora è più di un mese che ogni volta che mangia la pasta o la pizza corre in bagno a sputare facendosi venire anche i conati..addirittura rifiuta la pasta perché già dalla terza/quarta forchettata dice di avere voglia di sputare. Preciso che gli succede solo con la pasta, pizza qualche volta. Oggi ho fatto il riso (lui convinto che il riso fosse pasta) ha detto che non lo avrebbe mangiato. Gli ho spiegato che il riso non è pasta, ha iniziato a mangiare, arrivato a metà piatto è corso in bagno. Non capisco se è una fissazione o se c'è realmente un problema fisico...anche perché non lo fa con tutti gli alimenti. Grazie in anticipo per l'aiuto

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Sono un essere umano schifoso?

Ciao, ho 20 anni e mi sento da schifo. Non ho aspirazioni nella vita, sto tutto il giorno nel letto da quando ho smesso con l'università (lasciata a metà del secondo semestre, al primo anno). L'ho lasciata perché non mi sento abbastanza brava, come in tutto quel che faccio... Mi sento stupida, incapace in tutto, non ho talenti o qualità, non vedo un futuro per me. I miei amici non mi cercano, come se nessuno volesse stare con me, mi sento esclusa e diversa, che io sia sola o in gruppo mi sento come un'estranea. Sono piena di difetti, estetici e caratteriali... Ho imparato a convivere col mio aspetto, e di tanto in tanto convivo bene anche col mio carattere e la mia personalità, ma quando mi rendo conto che sono troppo strana, troppo diversa, troppo poco inizio ad odiarmi Non so come mai, non so come fare a scacciare questi pensieri che mi divorano da dentro giorno dopo giorno... È un cambiamento ciclico, mi ritrovo a passare dalla contentezza alla tristezza nel giro di poco... Certe volte è come se corressi dritta e d'un tratto cadessi in un burrone, certe volte risalire è facile, altre è come scivolare ogni volta che provo ad arrampicarmi, e mi chiedo come sarebbe sdraiarmi nel fondo del burrone e rimanere lì, tanto che senso ha tornare in superficie per poi ricadere sempre giù? Che senso ha tornare su per cadere in un burrone ancora più profondo? Certi giorni vorrei solo scomparire, lasciare tutto e tutti, scappare via il più lontano possibile... L'unica cosa che in effetti vorrei fare è andarmene dal posto in cui abito. Nel complesso credo di essere una brava persona, quindi perché non piaccio a nessuno? Perché i miei amici non sono davvero amici? Perché nessuno è mai rimasto? Mi frequento con un ragazzo da circa un mese, sto bene con lui, ma ho paura che capendo chi sono davvero se ne vada. Attualmente non studio nè lavoro, ho studiato grafica alle superiori, mi piaceva, ma non mi ritengo abbastanza creativa per poterne fare un lavoro. Non riesco in niente, parto già sconfitta tante volte perché se anche mi impegno faccio un disastro, o un lavoro mediocre... Ho provato a non pensarci, a dirmi che va tutto bene, che troverò la mia strada, ma ormai sono convinta che la mia strada sia un vicolo cieco.

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Paura della morte a seguito evento bambino 8 anni

Buongiorno, mio figlio di 8 anni ha assistito due anni fa alla morte del nonno, deceduto a causa di infarto; non l'ha visto morire, ma lo ha trovato insieme a mia suocera, disteso nel prato, ove stava facendo dei lavori di giardinaggio; il bambino ha purtroppo assistito direttamente alla reazione di mia suocera ed all'arrivo dei soccorsi (chiamati dall'altra mia figlia più grande) che purtroppo non hanno potuto fare nulla per salvarlo. I miei suoceri e i bambini si trovavano in un luogo isolato in montagna e pertanto non era stato possibile allontanare subito il bambino dalla scena.In un primo momento sembrava aver reagito abbastanza bene all'accaduto, ma ora ha sviluppato un attaccamento morboso a me, e manifesta frequentemente la paura che accada qualcosa di brutto a me o a mio marito o agli altri nonni. Quando questo capita ha delle crisi di pianto e si tranquillizza solo dopo che con calma e serenità cerchiamo di farlo calmare.Vorrei cortesemente sapere qual è l'atteggiamento che dobbiamo tenere quando ha questi momenti forti di paura e cosa è meglio dirgli per farlo stare meglio.Grazie

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Paranoia che tutti mi odiano

La farò molto breve, è un periodo che continuo a pensare che tutti i miei amici mi odiano, che mi parlano alle spalle, che sono miei amici per convenienza o per pena e stessa cosa succede con i miei familiari, penso che mi odiano e tutti ciò è molto stressante anche perché delle volte ho paura di uscire per provare questa sensazione in modo più alto.Ho cercato su google questa cosa e dice che è un disturbo paranoide di personalità e vorrei vederci più a fondo e vorrei anche chiedervi come potrei fare per introdurre il discorso alla mia psicologa. Grazie in anticipo

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Come ''dimenticare'' una persona del passato?

Buongiorno! Ho sempre avuto pensieri ossessivi per una donna della quale mi innamorai circa una ventina di anni fa. Nonostante lei mi avesse respinto e quindi non abbiamo mai avuto una storia, questi pensieri non sono mai cessati. Questa persona compare regolarmente nei miei sogni da vent'anni a questa parte. Ho fatto tutto quello che si deve fare "da manuale" per dimenticare un amore non corrisposto, ma sembra non funzionare. Non parlo più con lei da quasi vent'anni. Non la incrocio nemmeno casualmente da almeno una quindicina di anni, in quanto non vivo più nella stessa città e da molto tempo vivo all'estero. Non torno nella mia città da anni anche per evitare di incontrarla. Non sono in rapporto con persone che siano a sua volta in contatto con lei. Insomma non abbiamo nessun tipo di contatto già dall'inizio degli anni 2000. Ma i pensieri ossessivi e i sogni continuano. Come potete immaginare, questa situazione ha portato una grande quantità di dolore psichico, che sembra non cessare mai. Recentemente ho iniziato una psicoterapia per cercare di risolvere il problema (lo so, dovevo farlo prima ma pensavo di poter risolvere la cosa autonomamente). Sto cercando qualche informazione in più per fare delle ipotesi circa il significato di questa vicenda e del perché la mia mente si sia fissata su questa persona in particolare...Esiste una definizione del problema dal punto di vista clinico e una letteratura scientifica in proposito? Qualcuno ha esperienza di pazienti con storie analoghe? Grazie mille a chi vorrà rispondere.

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Non si fermerà mai

Un saluto a tutti ed in particolar modo a chi si soffermerà a leggere queste mie parole. Sono Fabio, ho 45 anni e non sono felice. Ho pensieri ricorrenti di farla finita e nonostante io abbia dei validi motivi per continuare a vivere e delle grandi responsabilità, non riesco a sopportare il peso della vita, di tutto quello che non va, di quello avrei voluto essere e non sono, il dolore causato dai miei cari persi, sinceramente l'unica cosa in cui trovo conforto è l'incoscenza, quelle poche ore che riesco a dormire o che assumendo farmaci, perlopiù tranquillanti, riesco a staccare la spina e non pensare alla realtà. Più che una domanda la mia è un flebile sussurro che vuole raggiungere chi come me, vive nel perenne disagio, incatenato dalla pressione della vita senza riuscire a reagire, schiacciato dal tempo. Un saluto a tutti e che possiate trovare conforto in qualcosa, come purtroppo non riesco a fare io...

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Si può uscire dall'ossessione della morte?

Ciao, sono Vanessa e ho 21 anni. È da circa un mese e mezzo che mi sento devastata. Sono ossessionata dalla morte; la mattina appena mi sveglio il pensiero che un giorno dovrò morire mi attanaglia e non mi abbandona neanche un secondo per tutta la giornata. Ovviamente il tutto mi genera una profonda angoscia e ansia, non riesco più a vivere serenamente. Spesso penso a come sarà la mia vita nel futuro e quando magari sarò anziana e in prossimità dell'evento. In alcuni momenti riesco a trovare un leggero sollievo perché essendo credente credo che la morte non sia la fine di tutto, ma ciò non basta per tranquillizzarmi. Ho paura di non poter tornare più a vivere serenamente come prima, ho paura di non riuscire ad uscire da questo tunnel. Ho iniziato a fare alcuni incontri settimanali con una psicologa, 4 per la precisione, ma ancora non ci sono stati miglioramenti. So che probabilmente è presto, ma allo stesso tempo non riesco più a sopportare questa sofferenza che mi sta logorando. Ho davvero bisogno di aiuto e di sapere che ne uscirò.

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