Schizofrenia

Schizofrenia

La schizofrenia puè essere di tipo Catatonico, dove predomina il mutismo e l'assunzione di posture anomali, o Paranoide, dove predomina il delirio di persecuzione, o Ebefrenica, caratteri ...

23 Novembre 2011

Schizofrenia

L'infanzia dello schizofrenico

i fattori psicologici avversi colpirebbero in un modo così sfavorevole la mente o la psiche dell'individuo da portare alla fine alla schizofrenia, se nel frattempo ...

10 Novembre 2011

Domande e risposte

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Vicina con problemi mentali sola

Gentili dottori, Da un anno abbiamo preso casa e con nostra sorpresa (nel corso dei sopralluoghi fatti prima dell’acquisto infatti non c’era stato alcun strano episodio) ci siamo resi conto che la nostra vicina, circa 60 anni, soffre di qualche grave disturbo. Parla spesso da sola ma molto spesso urla e bestemmia contro qualcuno (che chiaramente non c’e ) intimandogli perlopiu di andarsene (tutto condito con bestemmie). Altre volte invece parla in maniera serena con un fantomatico avvocato al quale chiede di far causa a qualcuno che “ha picchiato il fratello” o fa un ordine telefonico e così via. Ma perlopiu urla imprecando, a qualcuno di non ben precisato di andar via. La cosa che ci desta disagio è che nonostante scappi alla vista di chiunque la maggior parte delle volte, vive perennemente con la porta del suo appartamento spalancata per cui qualsiasi urlo nel corso del giorno o della notte si sente molto di più, il fumo di sigaretta di cui fa uso spropositato pervade tutto il pianerottolo finanche ad entrare nel nostro appartamento e soprattutto avendo l’abitudine di sdraiarsi a terra nel centro dell’ingresso, con la porta aperta, qualsiasi persona salga su si ritrova difronte questa scena un po’ inquietante di lei stesa in terra che parla o urla sola e fuma. Spesso sentendo rumori dell’ascensore o della nostra porta che si apre scappa a nascondersi dove non si possa vedere nonostante la porta aperta. Altre volte però rimane lì nonostante il via vai di persone anche estranee (nel senso, diverse da noi che avrà ormai catalogato come innocui) come corrieri o nostri ospiti. Non nascondo che all’inizio mi sono molto spaventata, adesso mi fa semplicemente un po’ di inquietudine e un po’ di preoccupazione (per noi che in uno dei suoi deliri potrebbe scambiare per qualcuno che le voglia far del male e reagire di conseguenza e ai quali questa situazione un po’ di pace ogni tanto la toglie e per lei che vive con la porta aperta con il rischio che qualsiasi persona possa introdursi nel suo appartamento e che completamente sola chissà cosa potrebbe fare anche nei confronti di se stessa). È una signora molto distinta, ancora molto curata, ex scrittrice di teatro, magrissima e accanita fumatrice. A volte invece sembra un po’ più trascurata. Quasi tutte le mattine esce di casa presto e rientra in tarda mattinata. A volte riesce. Mi è capitato di incontrarla, gira più che altro per strada o si siede su delle panchine con lo sguardo nel vuoto. Ho provato a stabilire un contatto salutandola ma a volte mi risponde altre no, altre scappa. Ho privato a contattare il marito (ha un marito, personaggio noto nell’ambiente del teatro da cui mi sarei aspettata maggiore sensibilità ) sia personalmente che attraverso l’amministratore di condominio ma a parte risposte di circostanza non abbiamo ricevuto nessun risultato. Il marito dorme ogni tanto a casa (una volta ogni due settimane ma a volte viaggiando molto passa anche più di un mese). Ha risposto all’amministratore che gli chiedeva se non fosse il caso di almeno prevedere un’assistenza part time che se eravamo in grado potevamo “provare noi a farle prendere le medicine”(medicine che non saprei nemmeno quali siano visto che non saprei inquadrare la patologia della signora che il portiere mi dice aver subito una forte depressione e che in alcuni momenti a me sembra invece possa essere schizofrenica ma, non ho nessuna competenza). Ho contattato anche i servizi sociali che mi hanno detto di non poter intervenire se non dietro segnalazione dei vigili. Io però non mi sento di chiamare nessun vigile o carabiniere onestamente. Sono un po’ preoccupata che le cose possano diventare parecchio poi spiacevoli con il tempo per la signora e per noi che nostro malgrado ci troviamo a vivere la sua malattia (più del marito di sicuro). Sono preoccupata che la signora possa far male a se stessa o ad altri (per non parlare dell’uso di fuoco e gas). Vorrei chiedervi conscia dei limiti di un consulto online, se ci siano dei fattori di cui mi debba preoccupare e se c’e Qualcosa che io possa fare per rendere questa situazione più sopportabile per tutti. Mi chiedo soprattutto perché nonostante così schiva stia perennemente stesa difronte la porta d’ingresso spalancata. Forse a suo modo allevia un senso di solitudine.. Vi ringrazio per qualsiasi suggerimento possiate darmi. Loredana

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Schizofrenia come farla riconoscere al malato

Buongiorno, il mio ex compagno si è ammalato di schizofrenia e attualmente vive in una comunità, da oltre 10 anni è convinto che quello che gli succede è dovuto allo Stato che lo perseguita ed ai suoi genitori (oggi molto anziani e malati) che ne sarebbero complici, a parte me e pochissimi amici non ha più nessuno; nel corso di questo tempo si è drogato pesantemente contraendo debiti elevatissimi creando enormi problemi ai familiari me compresa e giustificando il tutto che è lo Stato che lo perseguita.
Parlando con psicologi e psichiatri che lo hanno seguito e che lo seguono il problema è che lui non riconosce la sua malattia, ma io sono convinta che dentro di se lui sappia, lo evinco da comportamenti, frasi, gesti che sono emersi durante il nostro rapporto e che emergono quando cerco di fare dei ragionamenti con lui su i suoi problemi.
Purtroppo non riesco a spiegare bene ai dottori da cosa lo evinco che lui sa di essere schizofrenico, ma alla fine gli fa comodo così e può fare tutto ciò che vuole e non affronterà mai il problema della malattia. Nel corso di questi anni ho provato più volte con una forte fermezza a spiegargli che è affetto da schizofrenia il risultato è che "io sono complice dello Stato", mi cerca quando è disperato e ha bisogno di aiuto ma se vogliamo rimanere amici io non gli devo dire che è schizofrenico gli devo dare solo ragione. Ho provato l'ho aiutato e poi ho cercato con dolcezza di fargli riconoscere la malattia, ho rifiutato di aiutarlo e dolcemente gli ho spiegato che non era lo Stato ma lui con la sua malattia, ho rifiutato e con forza gli ho detto che lo Stato era solo una scusa è lui a creare i problemi perché affetto da schizofrenia. La domanda è come si fa a far riconoscere ad uno schizofrenico la propria malattia, quale è il metodo?

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Sindrome comiziale

Buonasera,
sono sposato da 21 anni e mia moglie aveva degli atteggiamenti poco chiari rispetto alla vita quotidiana, un esempio: un giorno siamo andati a Napoli in un ristorante, mi sono fermato con la macchina per capire dove si trovava il ristorante, ad un tratto, ha aperto la portiera della macchina ed èandata per la strada senza meta, mia suocera strillò dicendo prendetela che si sta risentendo male, io al momento non capivo cosa volesse dire, dopo qualche giorno diceva che sentiva voci cattive dallo stereo.
Un giorno a mia suocera gli dissi se mia moglie da piccola aveva avuto qualche problema, mi rispose davanti a mia moglie che era stata ricoverata per una forte febbre ma tutto ok. Quando mi diede la cartella clinica di mia moglie c'erano degli esami elettroencefalografici per ben quattro anni, il risultato dell'ultimo, del 1979, (sindrome comiziale con una cura di psicofarmaci Gardenale 50mg e dintoina 100mg, da qui non ci sono piu' cure).
Nel 2006 la portai dallo psichiatra e ci disse, siete fortunati che non e' riuscita con la gravidanza, gli ha riscontrato psicosi paranoidea. Prende pasticche psicofarmaci ziprexa 5mg loranz 1 mg sereupin adesso non ricordo i mg, ora la mia domanda, ma mio figlio avendo lo stesso carattere scontroso, specialmente con lei, è bene fargli fare un controllo ecoencefalo?

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Provocare la rabbia in molteplici modi

Premetto nessuno mi ha fatto diagnosi di schizofrenia, mia sorella (medico omeopata) la da' x scontato, .Ora ho una diagnosi di sindrome bipolare certificata ma resto comunque aperto. supponiamo che mia sorella applichi, al sottoscritto in quasi tutte le riunioni familiari, e assieme ad altri familiari, la terapia dello 'stimolo' ovvero quella di provocare la rabbia in molteplici modi ma che questo non sia tutto, ovvero che informi condominio, palestra, amicizie medici da me contattati. Ritenete che sia produttivo che una persona che puo' diventare pericolosa ad un livello di provocazione come qualsiasi altra si trovi davanti in quasi ogni occasione delle persone prevenute (non selezionate) potenziali amicizie anche fidanzate e debba subire questa sorta di tortura? (non mi dite che sono manie di persecuzione) Insomma mi vorreste convincere che con tutta la gente frustrata si debba coinvolgere una persona qualsiasi appena conosciuta a fare la 'terapia' ad un altro molto piu' intelligente oltro tutto??? Facendomi Creare cosi' dei rapporti basati sulla falsita' (so che sei malato ti faccio domande x vedere come reagisci.....) Io credo che questo sistema porti semplicemente ad aggravare la situazione frustrando la persona, minandone la dignita' e dal momento che se ne accorge , ad allontarsi dalle persone familiari e non Vi ringrazio, CP

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Ho intrapreso una relazione con un ragazzo affetto da bipolarismo maniacale

Buonasera,sono Eleonora...ho una storia molto lunga e complicata da raccontare ma cerchero' di farlo nel modo piu' coinciso. ho intrapreso una relazione con un ragazzo affetto da bipolarismo maniacale 3 Tso 2 mesi di ricovero in psichiatria (non ancora dimesso) perche' sospettano pure schizofrenia paranoide..e stato trasferito in medicina d'urgenza dove è attualmente ricoverato per intossicazione da farmaco ha contratto la sindrome di Dress.Sono molto avvilita da questa situazione nonostante molto preoccupante.continuo a sperare che sia solo un brutto sogno e che prima o poi tutto torni come prima...preciso che lui in tutto questo decorso ospedaliero ha deciso solo ora di vedermi...Sembra tranquillo e risponde in modo lucido e logico alle mie domande ogni volta che lo sento oltre dimostrarmi affetto come da tanto tempo non accadeva.Mi chiedo se si sta trattando solo di un breve periodo di pace e se poi una volta dimesso dall'ospedale le cose si complicheranno nuovamente, aggiungo che in questi due mesi sto soffrendo moltissimo passo da stati euforici a depressivi nell'arco di poco tempo,non ho appetito soffro di insonnia...e la mia dottoressa di base pensa che abbia un esaurimento nervoso incorso dice che sono dimagrita troppo e non è dovuta alla tiroide nonostante io ne soffra tsh ft3 e ft4 sono tutti regolari sospetta inoltre in me che sono affetta dalla dipendenza affettiva, mi ritrovo in alcune cose ma soprattutto nella personalita' borderline..cosa devo fare sto impazzendo non ditemi di lascirlo perdere perchè al solo pensiero sto malissimo e ho pensieri suicidi... grazie

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Uno schizofrenico che utilizza farmaci puo avere le stesse capacità lavorative di un qualsiasi dipendente?

presso la mia ditta ha lavorato per diversi anni mia cugina affetta da schizofrenia, alternando momenti uforici a momenti di pianto, scappando dal posto di lavoro, con grave capacita produttiva ecc. di manualita e responsabilità. Vengo pero accusata di esssermi approfittata e che le sue capacita lavorative erano al pari di una qualsiasi dipendente. chiedevo a voi esperti se un schizofrenico che utilizza farmaci puo avere le stesse capacita lavorative di un qualsiasi dipendente?

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