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Come posso comportarmi in caso di minacce di suicidio?

Salve a tutti, sto scrivendo qui oggi perché oramai da due anni vivo una situazione diventa per me ingestibile. Ho conosciuto questa ragazza su una comune chat come ce ne sono molte ormai, all'inizio era una semplice e innocua conoscenza che poi si é trasformata in qualcosa di più, premettendo che abitiamo molto lontani l'uno dall'altra. Purtroppo andando avanti i suoi comportamenti nei miei confronti sono diventati ossessivi, scrivendomi in continuazione e allargandosi nel momento in cui non rispondo tempestivamente. La cosa si é protratta fino ad oggi, non permettendomi quasi più di uscire con l'aggravante che quando cerco di allontanarmi lei minaccia di suicidarsi. Premetto che prima ancora di usare queste minacce nei miei confronti mi ha detto fin dai primissimi giorni di aver già provato a farla finita una volta. Purtroppo non conosco i parenti di lei e da ciò che mi dice sono la cause scatenante dei suoi problemi. Ormai vivo in constante ansia non sapendo cosa fare anche perché utilizza la carta del suicidio ogni volta che le dico che voglio aiutarla chiedendo a qualcuno. Ho paura anche solo di sporgere denuncia perché é una ragazza nemmeno ventenne e non vorrei rovinare la sua vita, ma così non ci sto più bene.

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Tutela minori.

Buongiorno, sto vivendo una situazione molto difficile, a seguito del divorzio della mia compagnia da suo marito e della impossibilità di ragionare con l'ex marito, due bambine hanno vissuto la seguente situazione dal momento della separazione in case diverse dei genitori: Primi otto mesi passati col padre dopo di che le bambine hanno voluto per loro volontà tornare dalla mamma, servizi sociali con affidamento condiviso (bambine non contente di questa scelta), ora da un anno e mezzo le bambine si sono impuntate e non vogliono vedere il papà. Sono circa quattro anni di sviluppo di questa situazione, ora hanno rispettivamente 15 e 11 anni, e il papà le tormenta telefonicamente facendo appello a non so quale diritto, turbandole. Nonostante l'intervento dei servizi sociali da ormai tre anni scarsi, la situazione non è migliorata. Alla luce della vostra esperienza come ci si deve comportare in questi casi? Grazie.

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Lasciare ragazza che minaccia autolesionismo

Salve gentili Psicologi, purtroppo ho conosciuto una ragazza online che si è attaccata a me in modo morboso, dimostrando da subito zero interesse per me, solo tanta voglia di usarmi come psicologo gratis scaricandomi addosso tutti i suoi problemi mentali (penso gravi).
All'inizio siccome è più piccola di me (18 anni) e mi faceva pena ho accettato ma la cosa si è fatta pesante e ansiogena, ha iniziato a stalkerarmi in pratica.
Ora siccome non ce la faccio più ho deciso di tagliare ogni contatto, ma lei minaccia atti di autolesionismo e cose simili. Cosa devo fare? Come difendersi da queste persone che si accollano a noi, per usarci, e scaricarci addosso i loro problemi?

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Violenza psicologica come reagire?

Salve, sono una donna di 40 anni. In passato ho sofferto di attacchi di panico e di disturbo depressivo maggiore. Dopo essermi impegnata molto, mettendocela veramente tutta, con l'aiuto dei farmaci sono riuscita a superare, o almeno credevo di esserci riuscita. Da qualche mese diciamo 4 circa, in seguito ad un avvenimento traumatico, sto soffrendo di nuovo di ansia, fatico ad addormentarmi e a mantenere il sonno. L'evento consiste in è una serie di violenze psicologiche, attuate dai miei vicini di casa, violenza verbale e vere e proprie aggressioni, tali da non farmi uscire ed entrare di casa con serenità, alla presenza di mia figlia che ha 7 anni. Il motivo di tale violenza è che la signora in questione ha scoperto la relazione tra me e suo marito, ormai ex, in un primo momento ho giustificato la sua rabbia, anche se non condividevo la sua reazione davanti a tutto il parco in cui viviamo, urla ed epiteti che le lascio immaginare.
Soprattutto davanti a mia figlia che si è spaventata a morte. In sintesi ogni volta che esco di casa la signora o i membri della sua famiglia (madre) il maggior complimento che mi fanno è grandissima zoccola, anche davanti ad altri minori, io sono una persona perbene e non raccolgo la provocazione, anche perchè non credo sia un buon esempio. Mi sento impotente, tra l'altro convivo con l'ansia perenne che questa situazione si verifichi, insomma non vivo bene, inoltre inizio a fare pensieri strani, autolesionisti. Mi sento perseguitata e non vedendo via d'uscita alcune volte penso che solo se morissi potrei dare serenità alla mia famiglia, che si trova a vivere di riflesso tutto questo. Inizio ad avere paura.

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Sto ricevendo continue pressioni dal mio ex-ragazzo

Salve, sono una ragazza di 23 anni e vi chiedo aiuto perché sto ricevendo continue pressioni dal mio ex-ragazzo. Un anno fa mi sono frequentata con un ragazzo che avevo conosciuto tramite l'università, di un anno più piccolo di me e abbiamo intrapreso questa conoscenza che è durata all'incirca 3 mesi e che ho poi, con un'accurata riflessione, deciso di interrompere dopo aver scoperto che soffriva di depressione. Premetto che quando ci siamo conosciuti sembrava un ragazzo tranquillo e anzi molto solare, mi riempiva di attenzioni e sorprese, amava fare tante cose e presa da tutto questo coinvolgimento abbiamo preso a vederci subito tutti i giorni, accelerando un po' le cose. Dopo appena un mese o poco più poi ho iniziato a notare che qualcosa in lui non andava; era cambiato, spesso apatico, assente, triste, poi si riprendeva e poi tornava malinconico evitando spesso contatti, spegnendo il telefono per giorni interi. Col passare dei giorni poi, iniziando a frequentare casa sua dove viveva solo con la madre (avendo i genitori separati, ma in buoni rapporti) ho scoperto dalla madre che il figlio aveva, anni prima, attraversato un periodo depressivo molto intenso, durante il quale aveva fatto uso anche di psicofarmaci se pur leggeri ed era stato per un breve periodo seguito da uno specialista che poi aveva voluto smettere di vedere. Nel giro di 2 mesi il quadro mi è stato chiaro, sia perché ho vissuto personalmente la sua fase depressiva e la ricaduta drastica, sia per le cose in più che scoprivo giorno dopo giorno, le pressioni della madre, troppo apprensiva e spesso invadente che cercava aiuto in me chiamandomi di continuo, le siringhe che le faceva per farlo dormire la notte per evitare commettesse azioni pericolose per se stesso, gli psicofarmaci, i suoi atteggiamenti capricciosi quasi come un bambino che rifiutava di obbedire e di agire. Tutti i tasselli sono serviti per farmi avere alla fine chiara la situazione in cui mi ero intrappolata senza rendermene conto e la sua gravità. Lui si era molto legato a me, se faceva qualcosa per stare meglio, come assumere farmaci, lo faceva solo sotto mio consiglio, andava alle terapie solo se sollecitato da me e addirittura un giorno dovetti accompagnarlo e stesso il terapista desiderò incontrarmi e conoscermi per poter parlare tutte e tre insieme. Però in lui non notavo miglioramenti, stava sempre peggio, si era ridotto a un vegetale, non mangiava, dormiva sempre, quando era sveglio aveva crisi e piangeva, ha tentato più volte il suicidio, assumeva atteggiamenti autolesionistici. Angosciata da questa situazione che stava diventando per me insostenibile, causandomi ansie e influendo negativamente sul mio umore e la mia vita ho deciso di interrompere questo rapporto, anche se la madre mi pregava di restare accanto anche solo per sostegno, ma non lo ritenevo opportuno, né educativo per lui e né salutare per me. Come si possa prevedere lui non prese bene questo mio allontanamento, tanto da scappare di casa la notte, venire sotto casa mia a piedi dopo ore di cammino (e abitiamo lui in città ed io in provincia), altri tentativi di suicidio, chiamate insistenti, messaggi anche durante la notte in cui ripeteva sempre di voler tornare indietro nel tempo. E' stato in seguito anche ricoverato in un reparto psichiatrico per un periodo, non so se in questi mesi sia accaduto altre volte perché ho interrotto ogni contatto. Comunque la situazione è che a distanza di un anno, in tutti questi mesi, lui ha sempre continuato, tra alcuni brevi intervalli, con messaggi, spesso lunghissimi di pentimento e sempre molto tristi in cui parlava anche del suo stato fisico e psicologico, tentativi di riprendere il rapporto con una certa insistenza, anche via social, mezzi sui quali ho dovuto bloccarlo, ma continua con SMS, in cui spesso include foto nostre insieme, pezzi di conversazioni private che minaccia di pubblicare sui social, tentativi di chiamarmi con altri numeri. La cosa mi crea ansia e fastidio anche perché ogni mio tentativo educato anche di farlo ragionare e smettere di tormentarmi fallisce. Non riesco ad uscirne e questo suo atteggiamento impertinente mi suscita anche rabbia e l'alternanza dei suoi stati d'animo prima di sottomissione e pentimento, poi di sarcasmo come se si prendesse gioco di questa mia intolleranza, mi rende impotente e mi crea disagio. Tra l'altro la sua instabilità mentale non mi permette di prevedere ogni sua azione e mi fa temere anche che possa varcare qualche limite, ed umiliarmi o presentarsi sotto casa. Vi chiedo gentilmente un parere, un aiuto per poter uscire da questa brutta storia. Vi ringrazio anticipatamente. Mary.

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Il mio compagno continua a minacciarmi

Salve, sono una donna di 38 anni con una bimba di quasi 5, nata da una convivenza. Dopo la nascita di sara, io e il mio compagno ci siamo lasciati e lui mi ha perseguitato;ora è sotto processo per stalking. Il tribunale dei mimori mi ha affidato la bimba lasciando il diritto di visita per il padre, ma le cose non sono poi cosi cambiate...continua a minacciarmi, continua a strattonarmi, spesso chiama le forze dell'ordine per intimidirmi, parla male di me alla bimba con il solo scopo di distruggermi psicologicamente...continua a dirmi che prima o poi si prenderà la piccola. Sono esausta e ho paura...aiuto!!

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