Domande e risposte

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Circolo vizioso dieta-autostima-disturbi alimentari

Salve, ormai da più di un anno seguo una dieta ipocalorica, seguita da un nutrizionista, a seguito della quale ho perso quasi 20kg. A settembre 2017 mi sono trasferita all'estero; inizialmente forza di volontà e motivazione erano ancora molto alte e la dieta unita allo sport ha continuato a dare i suoi frutti. In seguito, anche a causa di cambiamenti di abitudini, orari di lavoro e stress, mi sono lasciata andare e tra alti e bassi dei 20kg persi ne ho rimessi 7. Il problema che riscontro è che non si tratta di semplice mangiare di più, aver interrotto l'attività fisica e di conseguenza preso nuovamente kg: la questione è più complessa perché il senso di "fallimento" che sento per non essere riuscita a raggiungere l'obiettivo invece di incoraggiarmi a proseguire mi spinge ad abbuffarmi e si instaura il circolo vizioso per cui "sono grassa perché mangio, continuo a mangiare perché ormai è troppo tardi, non mi piaccio perché sono grassa, mangio perché non mi piaccio". Probabilmente il tutto è anche dovuto da un problema medico di fondo di carattere ormonale che comunque sto iniziando a seguire. Ovviamente l'umore è costantemente cattivo, se non nel breve periodo successivo a un allenamento. Come uscirne? Vi ringrazio in anticipo!

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Rifiuto totale di verdure e pesce

Buonasera, sono una ragazza di 23 anni.
Il mio problema è il rifiuto verso le verdure e il pesce. Solo ad avvicinare una foglia di insalata alla bocca ho i conati di vomito ...è un problema che ho sempre avuto e vorrei risolverlo visto che sono giovane e ho un bambino di dieci mesi a cui dare il buon esempio. Quando mi invitano fuori a cena ho sempre l’ansia su cosa mi troverò nel piatto e la paura di dovermi comportare come una bambina “non mangio questo non mi piace”.
Come potrei risolvere questo problema?
Grazie

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NON MANGIA ALL'ASILO

Buongiorno, mi rivolgo a Voi perchè non so più come comportarmi. Mio figlio non è un gran mangione, ma qualcosa a casa riesco sempre a darglielo. Prima dicevano che era colpa del seno, ma ora che l'ho tolto (da 5gg) la cosa non è assolutamente cambiata. Lui all'asilo non tocca alcun tipo di cibo e dalle 9 del mattino alle 16 di pomeriggio mangia 2 pezzi di pane. E' un bimbo che non ama assaggiare nuovi sapori e mangia sempre la stessa roba. Mi dispiace di ciò ma piuttosto che lasciarlo a digiuno faccio quello che gli piace. All'asilo purtroppo non mangia nulla, in quanto vede nuovi colori e sapori. Mangia solo 3 menù ogni 4 settimane (parmigiano/svizzera e pizza). Secondo voi devo dire alle maestre di fargli solo la roba che gli piace, in modo tale che mangi qualcosa? Devo essere io a dirgli ciò? Grazie

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Mio figlio di 6 anni si rifiuta di mangiare alla mensa scolastica.

Salve Sono una mamma molto preoccupata. Mio figlio di quasi 6 anni non ha un buon rapporto col cibo. Mangia pochissimo durante la giornata: a colazione mezzo bicchiere di latte, a pranzo 50g di pasta, a merenda uno yogurt e a cena una fetta di pollo o altro senza pane, senza contorno a volte un frutto!
E' stato sempre così, tant'è vero che alle'età di quasi 6 anni pesa 16kg ed è alto 110 cm. Fin da piccolo siamo stati molto attenti a questa situazione, abbiamo fatto fare esami ed analisi al Bambin Gesù a Roma, consigliati dalla pediatra, e ovviamente ci hanno sempre detto che il peso è inferiore alla norma, ma che non dovevamo preoccuparci perché assume una quantità di cibo che a lui basta!
Premetto che la nostra è una famiglia normalissima, mamma, papà e figlio, non abbiamo grossi problemi in famiglia, lo coccoliamo sempre, anzi a volte lo viziamo anche un po, essendo figlio unico. L'unico problema che abbiamo, se si può chiamare così, è il fatto che il lavoro di mio marito ci ha obbligati a vivere a Roma e lontani dai nonni, ma non do grosso peso a questo! Quindi tutto apposto Siamo due genitori molto presenti! Ritornando al cibo il problema è nato l'anno scorso, durante l'ultimo anno di scuola dell'infanzia. Non so cosa sia accaduto nella mente di mio figlio, ma ad un certo punto si è rifiutato di fare merenda a scuola, ogni giorno, e poiché usciva all'una non ho dato molta importanza a questo. Il vero problema mi si è presentato adesso con l' inizio della prima elementare a tempo pieno! Si rifiuta categoricamente di mangiare a mensa, nemmeno assaggia mi hanno riferito le maestre, e potete ben capire come all'uscita da scuola (ore 16.20) sia affamato, ma là non mangia, ha deciso così ed avendo lui un caratterino abbastanza tosto, non so più cosa fare! È un bambino sveglio, testardo, ma molto sensibile ed ovviamente io ed il papà gli parliamo in maniera tranquilla, facendolo ragionare, non ho mai alzato la voce quando gli parlo riguardo al fatto che lui non vuole mangiare a scuola, perché ho paura di sbagliare! Cosa posso fare? A questo punto mi viene da pensare di toglierlo dal tempo scolastico prolungato, ma più che altro vorrei risolvere questo problema che si porta già da anni e che adesso si sta accentuando. La mattina si sveglia con il pensiero che a scuola non vuole andare mensa perché non vuole mangiare nulla! È una vera e propria ossessione! Consigliatemi voi! Che dobbiamo fare? Grazie a chi mi risponderà!

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Mi abbuffo, ma senza conseguenze come il vomito. È bulimia?

Nel corso degli ultimi anni ho cambiato spesso alimentazione. Ad oggi cerco di mangiare il più sano possibile durante la settimana, ma quando arrivano il sabato e la domenica mi abbuffo (non proprio tutti i weekend, solo gran parte).
Queste mie abbuffate non sono seguite nè da vomito, nè da digiuno, bensì da giorni di dieta rigidissima. La mancanza di conseguenze come quella del vomito mi fa dedurre che non sia bulimia (credo), mi chiedo allora cosa possa essere?
Spero che possiate rispondermi. Grazie in anticipo.

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Problemi alimentari

Salve a tutti, Mi chiamo Sofia e ho 22 anni. Come la maggior parte delle adolescenti ho dei problemi ad accettare il mio peso e la mia struttura fisica. Circa 4 anni fa ho cominciato un percorso con un nutrizionista e sono arrivata al mio peso forma, ho cominciato a fare sport e a mangiare in modo salutare. Ma da un annetto a questa parte faccio molta fatica a seguire una dieta. Faccio sempre movimento,forse anche troppo (quasi tutti i giorni), ma con il cibo ho dei grossi problemi. Ci sono giorni in cui mangio normalmente e altri in cui mi abbuffo senza sosta di biscotti e di qualunque cosa dolce, trovi a casa. Ho parlato a mia madre di questo mio problema, ma non sembra dargli troppo peso. Io invece ogni volta che mi abbuffo provo un enorme senso di colpa, mi vedo abnorme e non riesco a guardarmi allo specchio, insomma non mi accetto. Ho bisogno di un consiglio per migliorare questa situazione. Vi ringrazio in anticipo.

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Ho un cattivo rapporto con il cibo e con il mio corpo, non so se ho qualche problema oppure no

Salve, Io vi contatto perché dopo anni, vorrei capire cosa sto vivendo e perché mi succede. Innanzitutto volevo sottolineare il fatto che ho un cattivo rapporto con il mio corpo, mi vedo sempre grassa, anche se peso 47 kg e sono alta 1.60, mi vedo grassa soprattuto sulla pancia e sui fianchi. Mi guardo in continuazione, piu volte al giorno, allo specchio, cercando di capire se la mia pancia sia più o meno aumentata, anche se so che in una giornata non ingrasso. Cosi faccio con la bilancia, mi peso in continuazione. Sono ossessionata da questa cosa, ci penso veramente in maniera continuativa e cerco conferme dal mio partner sempre riguardo al mio corpo. Inoltre ogni qualvolta che mangio mi sento grassa, mi tocco la pancia e mi dico "oh mio dio che sto facendo". Per quanto riguarda l'alimentazione, mangio le giuste quantità, alle volte anche troppo. Non cerco però di compensare questa mia sensazione con attività fisica, sono molto sedentaria. E non cerco di espellere il cibo. Vivo in questa situazione da molto tempo, è diventata un abitudine. Spero in un vostro aiuto. Saluti

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Non riesco a convivere con me stessa e vivo in un perenne stato di angoscia.

Per cinque lunghi anni ho sofferto di disturbi alimentari, legati a comportamenti bulimici, sfociati successivamente in anoressia. Oggi, nonostante sia normopeso, tendo ancora ad avere comportamenti ansiosi, rispetto all'assunzione di cibo. Convivo con un uomo poco più grande di me, che amo profondamente, ciò nonostante, non riesco a svegliarmi, da circa 5 mesi, con la stessa voglia di vivere di un tempo: sono perennemente angosciata, colta inaspettatamente da attacchi di panico, vivo nel timore dell'abbandono o del tradimento, non sentendomi mai all'altezza, non riesco più ad intrattenermi con colleghi ed amici, affido interamente le mie emozioni al mio compagno, stressandolo. Non so come uscirne ed a volte penso di uccidermi. Il tutto è alternato a momenti di euforia profondissima, durante i quali ho momenti di felicità immotivata e voglia di correre, saltare, vivere.
Che succede?

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