Domande e risposte

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Soffro di un disturbo alimentare?

Salve, mi chiamo Valentina ho 34 anni sono alta 1,62 per 47,5kg. Dal 2010 sono ossessionata dal peso che la bilancia mi indica tutte le mattine. Tutto ruota attorno a lui. Al cibo, alla paura d ingrassare. Guardo molto le calorie del cibo e cerco di mangiare il meno possibile anche se non riesco. Sto male, sono esausta. Non ne posso più e non so come fare. Alcuni giorni mi scoppia la testa, mi sembra d'impazzire. Non riesco a non controllare quel numero maledetto. Non faccio nessun sport, sto solo attenta al cibo. Non sono bulimica, sono leggermente sotto peso. Secondo voi si tratta di un disturbo alimentare? Grazie mille

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Mi sento in colpa

Io ho quasi 15 anni, sono alta 165cm e peso 71 kg... dai 6 anni ho iniziato a prendere peso e ora da un po’ di anni cerco di perderne, magari in una settimana perdo 1 kg, ma la mattina dopo mangio 10/15 biscotti Con il latte oppure mangio più cioccolato de dovuto e una volta finito mi sento in colpa e mi pento, a volte al senso di colpa ho provato a rigurgitare il tutto ma non sono capace e penso che non avrei dovuto farlo, nonostante questo pentimento (accade più o meno 4:5 volte a settimana) non mi cambia nulla lo continuo a fare, perché la voglia di abbuffarmi è troppa e vorrei essere aiutata ma mia mamma non lo sa e sicuramente non darebbe il peso giusto a questa situazione. Inoltre la dieta che seguo è fatta da me perché non abbiamo soldi per andare da un dietologo... Vorrei essere aiutata e capire che cosa ho Grazie mille

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Disturbo alimentare, si guarisce?

Salve, ho 25 anni, ed è gia da anni che ho disturbi alimentari. Spesso ho improvvise abbuffate mangio tutto quello che mi capita, fino a quando la pancia mi fa male e poi vomito... il cibo è un ossessione, ci pensò costantemente e quindi non riesco a godermi NULLA nella mia vita. Il mio dilemma è, con l’aiuto di professionisti davvero si può guarire definitivamente? Leggo solo storie di ragazze che ne soffrono e nessuno che racconta di essere guarita definitivamente.

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Rapporto col cibo e con i genitori

Salve a tutti. Sono una ragazza di 24 anni ed il problema che voglio porvi riguarda il mio rapporto con il cibo e, soprattutto, con la mia famiglia. Ormai 12 mesi fa ho iniziato una dieta fai-da-te che mi ha portata da 60 kg a 45 kg nel giro di 6 mesi (sono alta 160 cm circa), caratterizzata da un conteggio ossessivo delle calorie e da pasti ridotti in termini di quantità, ma comunque abbastanza variegati (ho sempre mangiato un po' di tutto, compresi pasta e pane). Consapevole del mio sottopeso, ho ricominciato a mangiare, purtroppo in maniera sbagliata, cadendo nel vortice delle abbuffate, talvolta una a settimana, altre volte due, quando invece sono fortunata una ogni due settimane, a cui compenso con un semi-digiuno nei giorni immediatamente successivi (non ho mai vomitato); tutto ciò mi ha portata a mettere su 5 kg in tre mesi, quelli che mi servivano per ritornare al normopeso. Oggi peso 50 kg per 160 cm, un peso che io ritengo giusto ma che secondo gli altri, familiari e non, "non mi appartiene", perché sono sempre stata robusta e non sono mai stata così magra nella mia vita. Ciò che mi fa stare male è il fatto che, secondo la mia famiglia, io debba essere come mi viene detto di essere, che non possa decidere per me stessa, che gli altri sanno meglio di me come devo sentirmi e comportarmi; addirittura, devo ascoltare le opinioni di persone che abitano nel nostro condominio e di commesse dei negozi di abbigliamento, gente con cui non ho mai avuto rapporti e che è così premurosa da dirmi che faccio impressione e che non sto bene. Mia madre è opprimente, mi insulta, mi dice che faccio schifo, pena, disgusto, e che per la disperazione mi toglierebbe di mezzo; queste parole taglienti mi fanno male e abbassano la mia autostima già precaria, e l'unica cosa a cui mi aggrappo per andare avanti è che tra qualche mese mi laureerò e sarò fuori casa; potrò finalmente vivere senza l'ansia di dover mangiare ciò che mi preparano e potrò stabilire quanto pesare senza dover ascoltare il parere di tutti i dietologi che ho scoperto circondarmi. La mia bulimia è una situazione già di per sé molto complicata ed il fatto che mia madre non si accorga di quanto mi abbuffi in certi giorni, mentre urli non appena mangio un po' di meno del previsto mi rende nervosa. Mio padre è un uomo molto freddo con cui non parlo da quando avevo 12 anni, dato il suo carattere chiuso ed il suo essere sempre nervoso e polemico nei confronti di tutti; viviamo nella stessa casa ma praticamente siamo due estranei, e la mia considerazione di lui è ulteriormente peggiorata quando 4 anni fa ha picchiato mia madre nel corso di una lite, minacciandola anche di morte; da allora non ho più alcun rispetto nei suoi confronti e non mi piace né come uomo né come persona. Non accetto il fatto che, nella situazione che sto vivendo, abbia affermato che avrebbe dovuto prendermi a schiaffi fin dall'inizio, perché ancora una volta è venuta fuori la sua natura aggressiva e la sua indole violenta, e perché si ricorda della mia esistenza solo ed esclusivamente quando c'è da biasimarmi. Il rapporto con mia madre, unico genitore con cui avevo una relazione normale, si è ovviamente deteriorato in questo ultimo anno: insulti, offese sulla mia forma fisica, considerazioni su quanto faccia schifo; ci sono stati giorni in cui non avevo voglia di alzarmi dal letto perché sapevo che stava per iniziare l'ennesima giornata di litigi, e notti in cui ho pianto perché non vedevo di fronte a me vie d'uscita e perché ho perduto tutto e tutti, anche lei, per un'ossessione da cui ho provato a liberarmi ma invano. La mia forma fisica di adesso mi piace, mi vedo magra ma non patologica, eppure la mia mente è ancora malata perché non c'è secondo in cui non pensi al cibo e, anzi, sono arrivata addirittura a rimpiangere il periodo dei miei 45 kg perché, almeno, avevo il controllo completo di me stessa e non cadevo in stupide ed inutili abbuffate. Ho il terrore di ingrassare e di tornare ad essere come prima, mi guardo continuamente allo specchio, ma, allo stesso tempo, ho nostalgia della vecchia me, del tempo in cui mangiavo senza pensieri: oggi non ci riesco più, o mangio poco o troppo. Mi dispero perché non si torna indietro, e vivo ogni giorno nell'alternanza fra il desiderio di ritornare ad avere un rapporto sano col cibo e la volontà di restare come sono ora, una conciliazione che mi sembra impossibile. In tutto ciò ogni giorno mia madre diventa sempre più soffocante ed il nostro rapporto diviene sempre più logoro, mentre odio sempre di più mio padre, il suo modo di parlare, il suo tono di voce, le movenze, le abitudini, quello che mi ha fatto perdere nel corso della mia infanzia, il fatto che rubava i miei risparmi da bambina, il suo incutermi terrore con la sua educazione rigida, il mio aver paura di lui che ormai si è trasformato in risentimento, il fatto che abbia alzato le mani su sua moglie, il mio non riuscire a dimenticare ancora oggi il suono di quegli schiaffi ed i lamenti di lei. Voglio scomparire, entrare in un mondo parallelo e vivere lì per un po', lontana da tutti e libera di riposarmi e di essere felice. Il cibo è il centro dei miei pensieri e del mio vivere, e convivere con i miei genitori rende il rapporto con l'alimentazione ancora più difficile, ancora più malato, perché mi rende nervosa e non mi permette di avere il controllo su ciò che mangio. Provo profondo risentimento ed insoddisfazione verso i miei genitori: una troppo dispotica e desiderosa di impormi un modo di essere ed una forma fisica che non sento mie (cosa che non fa altro che peggiorare il mio disturbo alimentare e mortificarmi sentendomi insultata ed immeritevole di complimenti e avvenimenti positivi) ed uno completamente inadatto a fare il genitore ed incapace di amare.

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Perchè mi abbuffo anche se so che sbagliato?

Buonasera, ho 27 anni e ultimamente (nell'ultimo mese circa) soffro di abbuffate assolutamente fuori controllo. Dall'anno scorso ho perso 8kg e sostengo un regime alimentare ipocalorico in quanto in preparazione per una gara di bodybuilding. Nell'ultimo mese però mi capita, in alcune giornate, di abbuffarmi dalla mattina alla sera passando da dolce a salato pensando che tanto non è un giorno che cambierà un anno di duro lavoro. In particolare nell'ultima settimana il giorno dopo l'abbuffata guardandomi allo specchio e vedendomi inevitabilmente gonfia e piena di ritenzione e dopo essermi pesata e avendo visto il peso molto più alto del giorno precedente penso che peggio di cosi non può andare e sentendomi anche avvilita per la condizione fisica e per non essere riuscita a controllarmi il giorno prima ricomincio. Un loop infinito che non riesco a fermare. Cosa posso fare per mettere fine a tutto questo?

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Mangiare veloce

Mi chiamo Sana e ho 22 anni, sono alta 1.56 and peso 70kg sono in sovrappeso. Vivo a londra e in Italia ho vissuto una vita ingiusta e sofferente, figlia di genitori marocchini che mi hanno abbandonato e poi ripreso per aver passato 5 anni della mia vita sotto violenza e abusi fisici. Ho chiesto aiuto e sono finita in comunità dove ho perso 20kg, dopo aver perso tutti quei kg e' iniziata la mia bulimia ma che per fortuna ho smesso dopo qualche mese. A 18 anni sono uscita e mi sono trasferita a londra dove per un anno ho avuto problemi con la droga e l alool. Sono ingrassata di nuovo e oggi sto bene ma cercare di dimagrire e un incubo, non so come fare, io mangio molto veloce, in 10 secondi posso finire un piatto, volevo sapere cosa posso fare per avere un rapporto più sano con il cibo, non so perché mangio cosi veloce e non mi rendo conto di ciò che mangio pur essendone consapevole. Aiutatemi, ho bisogno di un consiglio, ho raggiunto tanti obiettivi nella mia vita ma il rapporto con il mio cibo tossico rimane sempre li, come una condanna.

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Il mio fidanzato non capisce il disturbo alimentare di cui soffro

Buonasera, Sono una ragazza di 25 anni e sono fidanzata da quasi 9 anni. Lui è stato il mio primo fidanzato e lo stesso vale per lui. Lui è la mia anima gemella, siamo complementari. Il nostro è uno di quegli amori destinati a non finire mai. A volte tuttavia non mi sento compresa, capita. Lui è una persona pragmatica, razionale, logica, ha avuto una vita molto difficile che lo ha indurito, mentre io sono empatica e sensibile. Ciò non toglie che non lo sia anche lui, anzi, ma ha difficoltà a comprendere il disagio in cui vivo ormai da circa 8 anni. Inizialmente usavo le condotte compensatorie come il vomito. Vomitavo tutti i giorni anche 4 volte al giorno. Poi ho compreso che quella situazione non poteva continuare oltre. Dopo circa due anni ho smesso. Ho iniziato ad avere invece comportamenti restrittivi nei confronti del cibo. Non sono anoressica, vado in palestra, mi piace lo sport, cerco di non mangiare grassi durante la settimana per mangiare magari di più nei weekend, tuttavia questi pensieri ossessivi nei confronti del cibo mi fanno sentire imprigionata. Ogni giorno programmo i pasti, cerco di contare le calorie per compensarle. Il mio compagno è a conoscenza di tutto e probabilmente la sua paura che io possa peggiorare da un momento all'altro lo porta a dire frasi del tipo "mangia", "devi mangiare di più", "sei troppo magra fidati". Ciò mi fa sentire incompresa, delusa, triste. A volte non mi parla per qualche ora perché arrabbiato che io mangi poco. Io lo so che lui a modo suo cerca di aiutarmi, tuttavia questo non è il tipo di aiuto di cui ho bisogno. Non so come cercare di farglielo capire, ho provato più e più volte a farglielo capire. Grazie

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Come faccio a mangiare meno?

Buongiorno, sono una ragazza di 21 anni e da quasi due anni soffro di un problema per il quale provo molto imbarazzo. Sono sempre stata una persona che si stressa facilmente, soprattutto in questo periodo, tanto che ho sofferto di bruxismo. Molte volte mi capita che quando ho qualche pensiero negativo (e io sono una ragazza che pensa sempre costantemente) o mi sento giù di morale mi viene una fame strana, una voglia di dolci sfrenata. Non è fame vera perché penso che per questa ti soddisferebbe anche mangiare una mela..è voglia di biscotti, brioches, caramelle, cose dolci insomma e quando mi assale non riesco a dire di no, mangio una quantità saziante a volte e se in casa non ce ne sono divento scontrosa e arrabbiata. Premetto che il mio fisico non mi piace. Sono alta 1,64 circa e peso 56 chili e ho un po' di pancia che non riesco a perdere, nemmeno in un periodo in cui mi sono messa a dieta stretta e che non riesco a capire se possa essere ormonale o solamente grasso. Questa pancia però la vivo come un handicap. Non mi piace andare in piscina, al mare e mi imbarazzo anche quando sono con il mio fidanzato, nonostante lui non mi abbia mai fatto notare nulla dicendo che mi ama così come sono. Oltre a questo problema da tempo ormai soffro di ansia, panico e inappetenza prima di cene importanti con altre persone. Succede come se mi si chiudesse lo stomaco, mi assale nausea prima di mangiare e questa cosa la odio perché non riesco a godermi le cene..Questo però non succede sempre, ogni tanto però mi crea fastidio..Come posso fare per risolvere questi problemi? Mia mamma dice che è solo stress dovuto all'università e a dubbi sul mio futuro, alla relazione quasi a distanza con il mio fidanzato al quale tengo tanto e con il quale sono insieme da quasi 3 mesi, il mio non piacermi e tutto l'insieme e dice che prima o poi mi passerà...Non posso più aspettare e continuare a stare così, che posso fare?

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