Mobbing
Dott.ssa Giulia Causa

SOS MOBBING

Da qualche anno a questa parte si sente sempre più spesso parlare di mobbing e di cause di lavoro in cui i lavoratori denunciano i datori di lavoro per le più svariate motivazioni. Diamo ...

29 Maggio 2018

Mobbing
Dott.ssa Antonella Buonerba

IL MOBBING

  Che cos’è il mobbing? Il mobbing è una particolare condizione di isolamento, cui il lavoratore è costretto a vivere a causa di soprusi e di comportamenti ...

26 Marzo 2018

Domande e risposte

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Mobbing familiare?

Buonasera, volevo chiedere il parere di qualche esperto su una questione che mi attanaglia da un po' di tempo, ossia un possibile mobbing da parte di mia madre. Premetto che sono una ragazza di 18 anni, spesso vengo definita permalosa ed ipersensibile, ma come riconoscere quando si tratta di ipersensibilità o un caso di mobbing? La mia famiglia si è separata nel 2016 a causa di un tradimento da parte di mio padre, che si sentiva oppresso dai costanti "attacchi" psicologici di mia madre. Nell'estate del 2018 ho cominciato ad essere seguita da una psicologa riguardo l'accettazione della figura paterna, con cui ho avuto molti conflitti. Nella primavera 2019 il problema era buon punto risolversi, tanto che ad oggi io e mio padre abbiamo ripreso un buon rapporto e viviamo insieme tranquillamente (1 settimana si ed una no), infatti dall'autunno 2019 ho smesso di andare dalla psicologa. Sembrerebbe che tolto un problema se ne presenti un altro, ma quello che sto per esporre è in realtà  presente da sempre e si è accentuato in questi ultimi anni. Come ho già introdotto non ho un bel rapporto con mia madre, infatti nei periodi che sono da lei tendiamo a litigare quasi tutti i giorni per cose di poca importanza. Talvolta però non capisco quanto poco importanti siano perché sento un'impressione costante e una grande svalutazione della mia persona, spesso ironica e continua soprattutto in presenza di altre persone di famiglia. Spesso si sfoga su di me facendo risultare imponenti dei problemi di poca valenza, soprattutto se stressata, e spesso questi problemi mi riguardano direttamente. Più volte si è lamentata di non aver combinato nulla di buono nella sua vita (tra cui io e mio fratello) e quasi sempre siamo un peso che le impedisce di realizzare quello che vuole. Durante le nostre frequenti litigate, dovute perlopiù al fatto che quando si sfoga cerco di farglielo notare e ragionare anche se non con i giusti modi, mi svaluta facendo leva sui miei difetti, dicendo che non posso capire la sua situazione e che sono sempre in torto. Mi sembra anche doveroso dire che durante la separazione da mio padre (avevo 14 anni al tempo) mi ha sempre forzata a sentire cose brutte che aveva fatto mio padre, per spingerlo come un mostro, mi sembra un buon esempio di come si sfoghi su di me. Dal punto di vista caratteriale sono una persona insicura, a causa dell'educazione data dai miei genitori, lo specifico perché sento che l'atteggiamento di critica di mia madre abbia in gran parte contribuito a rendermi così, infatti cerco sempre conferma nelle altre persone per quanto riguarda gli approcci scientifici alle cose e i miei sentimenti (le mie opinioni non mi sembrano influenzate). Spesso sono stata definita, e lo sono ancora, "incapace", il che mi ha portato a sentirmi sempre meno brava delle altre persone. Probabilmente fino ad ora volevo pretendere che fosse tutto normale (mi verrebbe da scrivere che "probabilmente lo è", ma sembrerebbe un ulteriore conferma alla mia insicurezza), ma finalmente mi sono informata un po' su internet, sento di voler prendere in mano la mia vita, che è bloccata da altri per adesso. Volevo infine ricordare che anche mia madre è andata da una psicologa, che le aveva riconosciuto il suo atteggiamento aggressivo di "mettere nell'angolo le persone", come aveva fatto con mio padre, ma l'intento primario era farle superare la separazione. Mia madre ha finito di andare da qualche mese, anche se vorrebbe tornarci dicendo che la faccio stare male. Spero che la mia spiegazione possa portare a qualcosa, nonostante la mia ignoranza in materia, ed in caso di allarme provvederei a ricontattare la mia psicologa per avere un ulteriore aiuto. Grazie mille per la vostra disponibilità.

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Mobbing orizzontale

Sono una donna di 51anni che si trova in un brutto momento. Lavoro da più di 10 anni in un negozio di alimentari. Ho una collega aggressiva che ho sopportato con pazienza ma che ultimamente ha iniziato con la mia titolare a dirle che puzzo..Questo l'ho sentito con le mie orecchie. Non sono potuta intervenire perché sembrava origliassi. Oggi lo ha fatto di nuovo. A questo punto penso la faccia con gli altri miei colleghi. Premetto che l'azienda per cui lavoro è in ambito famigliare ed é piena di problemi. L'organizzazione è pessima e la persona in questione riesce a fare ciò che vuole. Io sto diventando molto insicura e ho paura di non riuscire a reggere questo stress. Cosa posso fare?

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Come posso diffendermi del’acusa di mobbing?

Buongiorno,
io lavoro da tanti anni per un ristorante facendo la cameriera e responsabile di sala. Tra me e i titolari c’è sempre stato un ottimo lavoro. Da quest’anno è arrivato un cuoco e una cameriera che non mi fanno vivere e continuano ad accusarmi di cose non vere.
Lei dice che è vittima di mobbing da parte mia, però non è assolutamente vero, io sono una persona molto tranquilla che cerca sempre di mettere pace. Vuole fare denuncia di mobbing.
I titolari non sanno come reagire perché non possono nemmeno loro licenziarli perché hanno un contratto a tempo determinato, così ho deciso che sarò io ad andare via però la mia titolare mi dice di stare attenta perché l’altra persona vuole denunciarmi.
In questo caso come dovrei comportarmi?
Vado via e lascio stare e devo procedere con un legale?
Resto in attesa di una vostra risposta, grazie

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Può essere considerato mobbing?

Buongiorno, scrivo in merito a quanto mi sta accadendo a lavoro.
Sono apprendista in un negozio, anche se l'azienda mi aveva dato il compito di ''referente'' del negozio (senza cambio di contratto, ma con l'illusione che potesse accadere), dopo il licenziamento della responsabile e a discapito dell'altra mia collega, con qualifica più alta di me e più anni di esperienza.
La motivazione è stata, a dire dell'azienda, il mio carattere più intraprendente. Ho cercato, ovviamente, di dare il meglio di me, con poco aiuto da parte dell'azienda e con i mezzi che avevo a disposizione. Dopo neanche un anno, il negozio viene ceduto (franchising) e la nuova titolare, per via del mio contratto, ha deciso di non tenermi come referente, chiedendosi ''come mai hanno scelto te e non lei?'', al che io ho risposto, anche se con rabbia che la mia collega non voleva responsabilità (non me lo sono inventato, me lo ha confessato lei stessa e ribadito più volte) e che a parer mio è poco organizzata.
Ho sbagliato, lo so, ma la nuova titolare ha chiesto una riunione/processo, dicendo che io avevo parlato male, e mettendomi in cattiva luce nei confronti delle mie colleghe! Preciso che avevo detto più volte alla mia collega che era disorganizzata e disordinata, anzi quando ero referente mi arrabbiavo anche per questo. Ora la mia domanda è, si è comportata bene la titolare nei miei confronti?
Non dovrebbe essere lei a occuparsi del benessere fisico e psicologico nell'ambiente di lavoro? Adesso lavorare è diventato uno stress, e arrivo a casa con le lacrime agli occhi quasi ogni giorno!
Inoltre, qualsiasi cosa succede, ora le mie colleghe danno la colpa a me... cosa devo fare?

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Mobbing

Buonasera essendo io una libera professionista, non per mia scelta ovviamente, ma perché mi hanno licenziato per poi farmi aprire la PI, ho qualche strumento contro il mobbing? Sono "vittima" di vessazioni, urla, aggressività. Sono sottopagata per le mie mansioni e a malapena salutata. Il ricatto è sempre: lì c'è la porta. come posso difendermi? grazie per l'attenzione cristina

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Come posso reagire in un ambiente lavorativo dove percepisci che I colleghi sono tutti contro di te

Buongiorno...Sono una ragazza che lavora sulle barche da diversi anni. Ora sono da quattro anni su una barca di una persona abbastanza importante, dall'anno scorso è cambiato il comandante, che da subito avrebbe voluto cambiare me, che sono la sua referente in gerarchia. Sono quasi due anni che capisco che loro vogliono farmi fuori...anche se all'apparenza sono gentili (solo perche il proprietario della barca mi conferma ogni anno). Mi hanno messo contro una collega ed ora quasi tutti mi estraneano.....ma non direttamente. Non sono mai aggressivi, ma cercano di manipolarmi psicologicamente. Da qualche giorno è sbarcata la hostess, la mia seconda, quella con cui devo lavorare piu a stretto contatto e dormire insieme. Io avrei tutto il diritto di scegliere la prossima hostess, ma il comandante sta facendo di tutto per metterci una sua amica.....che mi porterà all'esasperazione Stanotte non ho dormito....ho sempre ansia e mal di stomaco......ma se vado via ora sarò condannata sulle barche, perche lui gia mi ha detto che parlerà male di me se vado via.....vi prego datemi un parere Grazie

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Mi è venuta la paura di lavorare

Salve, sono Lorena, ho 32 anni. Ho lavorato per 10 anni per un medico odontoiatra. Benché professionista, il mio datore di lavoro non ha mai perso l'occasione di darmi dell'incapace e sminuire continuamente il mio lavoro, aggredendomi verbalmente. All'inizio, e per lungo tempo, ho creduto alle sue parole, ho vissuto nella frustrazione e cercando di fare sempre di più e meglio. Questo ha contribuito senz'altro a migliorarmi sul serio (a un certo punto ho preso consapevolezza delle mie competenze), ma non a cambiare il suo atteggiamento verso di me. Tutti i giorni ho fatto diverse ore di straordinario non retribuito, e sono stata perseguitata da telefonate aggressive al di fuori degli orari di lavoro. Quando le aggressioni sono diventate quasi fisiche, mi sono licenziata. Ora cerco lavoro da un anno, ma mi sono resa conto che in realtà ho paura di lavorare. Una notte ho sognato che mi veniva chiesto di fare delle cose, ma la mia mano destra era tagliata nel palmo e nel polso e non riuscivo a tenere insieme i pezzi per poter fare quello che mi era chiesto. Come rimettermi in moto? Ringrazio in anticipo per le risposte.

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I miei colleghi mi hanno sempre fatto sentire un'estranea

Buonasera, ho appena dato le dimissioni dalla scuola elementare in cui insegno come supplente annuale. Nel corso di un anno ho fatto sacrifici ,sono pendolare e ogni giorno dovevo svegliarmi alle 5. I miei colleghi mi hanno sempre fatto sentire un'estranea, ero invisibile,se qualche volta mi ammalavo mi veniva fatto pesare da chi la scuola ce l'ha sotto casa. Venivo addirittura delegittimata davanti ai bambini ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato l'avermi messo contro i genitori di una classe ,ora pentiti, in seguito a questo il rimbrotto della dirigente che mi ha dato dell'incompetente e ricordato,dato che sono meridionale ,che farei meglio a scendere a lavorare al sud. Ho passato giorni infernali ma ho deciso di non scendere a compromessi con la mia dignità. Tutti tranne mio marito biasimano la mia scelta ma io nonostante i due mesi senza stipendio che mi attendono avverto un salutare senso di liberazione misto però ad un senso d'impotenza. Sensazioni contrastanti. Quale delle due sensazioni sono positive e a quali delle due devo abbandonarmi? Grazie Un caro saluto

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